31/10/2022
❓❓❓ Non sei stufo del MAL DI TESTA? 🤯🤯🤯
Il termine scientificamente corretto per il mal di testa sarebbe cefalea, ed è definito come un dolore, di intensità variabile, localizzato nell’area del capo o nella zona superiore del collo.
I motivi scatenanti possono essere molti e non è sempre facile definirli, soprattutto per quella categoria identificata come cefalee primarie: spesso esiste una predisposizione genetica che si combina con fattori scatenanti. Nelle cefalee secondarie la causa potrebbe essere legata ad un trauma cranico o ad altre problematiche più o meno gravi, in cui il mal di testa si manifesta come uno dei sintomi.
Brevissima classificazione delle cefalee: come definito dalla Società internazionale delle cefalee esistono tre principali categorie di questo disturbo.
1) Cefalee primarie
2) Cefalee secondarie
3) Nevralgie
1️⃣ Le Cefalee Primarie sono le più comuni, vanno considerate come patologie vere e proprie, di cui le cause scatenanti vanno ricercate in fattori ambientali o personali come stress, reazioni ormonali, abitudini scorrette,ecc..
Sono suddivise in 3 sottocategorie:
🔺 Cefalee muscolo - tensive, le più diffuse, correlate alla contrazione dei muscoli del capo e del collo
🔺 Emicrania, legata spesso a origine neurovascolare e scatenate da fattori ambientali
🔺 Cefalea a grappolo, le più rare e le cui cause sono poco chiare ancora, spesso legate a fattori ormonali
2️⃣ Le Cefalee Secondarie sono da considerare invece come dei sintomi e quindi correlate a problematiche maggiori che possono comprendere patologie poco gravi (otiti, sinusiti, faringiti,..) o altre più gravi (emorragie, traumi, tumori,..).
Fortunatamente le cefalee considerate “pericolose” sono una percentuale molto bassa; qualora il dolore si manifesti improvvisamente, di intensità molto forte e siano presenti altri sintomi non riferibili al mal di testa, è importante rivolgersi urgentemente al medico.
3️⃣ Nelle nevralgie la causa è da imputare invece all’infiammazione dei nervi cranici o cervicali che, tra le altre manifestazioni sintomatiche, presentano anche mal di testa (es. la nevralgia del trigemino).
👨🏽⚕️ E il fisioterapista cosa c’entra?
Come già detto, la maggior parte delle cefalee ha un’origine muscolo - tensiva, cioè correlata ad una rigidità, ma anche debolezza, della muscolatura del collo, del capo o delle spalle.
Questa condizione di rigidità è legata spesso e volentieri ad abitudini posturali, lavorative o sportive: una posizione troppo “curva” al pc, un lavoro che sforzi le spalle in movimenti overhead (cioè sopra la testa), un sovraccarico di allenamento senza adeguato allungamento, ecc..
Altri fattori poi possono influenzare questa condizione di rigidità aumentandola fino al punto di renderla intollerabile per l’organismo, tanto da manifestare dolore come campanello di allarme che ci sia qualcosa da sistemare. Possono essere situazioni cariche di ansia o stress, scompensi ormonali, ma anche problemi correlati alla vista, alla masticazione, all’udito,.. Insomma di tutto!
Il fisioterapista, mediante un’attenta raccolta della storia clinica della persona, sarà in grado di impostare un trattamento in ambulatorio, aiutato anche da una routine di esercizi a casa, al fine di risolvere prima possibile il problema.
Nel caso invece l’anamnesi o i sintomi non convincano, e si mostri la necessità di ulteriori indagini, il fisioterapista sarà pronto a indirizzare la persona dal proprio medico curante ed eventualmente dallo specialista.
👨🏽⚕️ In cosa consiste il trattamento?
Personalmente nel mio studio io utilizzo una tecnica di manipolazione della fascia, ovvero quel tessuto connettivo posto sotto la pelle e che interconnette tutto il corpo, distribuendo le forze e le tensioni, sostenendo e avvolgendo tutte le strutture anatomiche. Succede che questo tessuto, per cause molteplici e individuate grazie all’anamnesi, si “annodi” in punti precisi, andando ad alterare l’equilibrio corporeo, manifestando poi il dolore e spesso anche difficoltà al movimento.
Grazie ad una frizione sui punti individuati è possibile ”scioglierli”, andando a ristabilire l’equilibrio e far sparire il dolore.
👨🏽⚕️ Ma quante sedute servono?
Già dalla prima seduta i risultati sono evidenti, e solitamente questo trattamento non richiede più di 2 o 3 sessioni, separate da una settimana una dall’altra.
A differenza di altri approcci, con questa tecnica è possibile ridurre sensibilmente il numero di sedute necessarie alla risoluzione del problema, con più soddisfazione per il paziente e per il fisioterapista!
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Dr. Iacopo Gabellini - Fisioterapista
338. 64 95 504
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