Logopedista Montemaggi Ilaria

Logopedista Montemaggi Ilaria Da oltre 25 anni mi occupo di disturbi di linguaggio e della comunicazione, dist. dell'apprendimento scolastico, dist.

dell'attenzione e delle funzioni esecutive, disfonie, disfluenze, squilibri della muscolatura oro-facciale.

23/08/2026

IL “FALSO MITO” DELL’APPRENDIMENTO DIGITALE: PERCHE’ DOBBIAMO PRETENDERE PIU’ SCUOLA ANALOGICA E MENO SCUOLA DIGITALE

In questi fine settimana estivi, condivido con voi lunghi articoli di approfondimento sulla questione digitale. Questo articolo su cui io ho lavorato per molte ore, a voi richiede almeno dieci minuti di lettura, è ricco di informazioni necessarie per chi ha figli che vanno a scuola e serve a sviluppare un pensiero critico che aiuti a comprendere come mai i nostri figli oggi hanno competenze cognitive molto più limitate rispetto alle generazioni passate. Quindi leggete questo articolo se davvero avete un tempo utile per farlo e pensate che questo tema sia importante per la crescita di vostro figlio o figlia.

In questi anni, sempre più adulti si sono resi conto di quanto l’ingresso precoce nel digitale abbia danneggiato in modo evidente la salute mentale e fisica dei minori. Inoltre, tutte le ricerche hanno evidenziato un calo drastico della soglia di attenzione nelle nuove generazioni ridotta ad una manciata di secondi, cosa che rende sempre più difficile coinvolgere chi cresce, in attività impegnative sul fronte dell’ingaggio cognitivo. Una delle ragioni principali di tale fenomeno è rappresentata dalla frequenza del mondo online con le sue caratteristiche di iperstimolazione e distrazione costante favorite dallo scrolling infinito, dalla frammentazione della visione imposta dal succedersi di video brevissimi presenti sulle piattaforme social.

Nonostante queste evidenze, la scuola vive una situazione paradossale: da una parte i docenti si trovano di fronte a studenti che hanno problemi sempre più evidenti a seguire una lezione e a rimanere concentrati sulle richieste di apprendimento che vengono loro fatte. Dall’altra, ai docenti viene proposto di aumentare sempre più l’ingaggio digitale all’interno delle loro lezioni. La spiegazione che sta alla base di questa richiesta è sempre la stessa: “gli studenti oggi non sono più in grado di fruire della lezione analogica, la loro mente oggi funziona in modo totalmente diverso rispetto al passato”.

Si dimentica in questa narrazione che la mente oggi funziona in modo diverso rispetto al passato, perché è stata danneggiata proprio da quegli stessi strumenti e ingaggi che oggi vengono proposti come rimedio alla difficoltà di apprendimento evidenziata, tra l’altro, dal crollo pandemico e globale degli indicatori oggettivi rivelati da ricerche standard come i dati PISA. Insomma il paradosso è rappresentato da questo fatto: si propone come rimedio al danno oggettivo lo stesso fattore di rischio che quel danno ha provocato.
Provo a riformulare l’intera questione in altro modo e lo faccio perché tra poco ricomincia un nuovo anno scolastico e noi abbiamo bisogno di nuovi paradigmi rispetto a quelli oggi vigenti e fortemente imposti al sistema scolastico da logiche di mercato, a loro volta derivanti dall’enorme potere che le Big Tech hanno sui sistemi politici e decisionali. Se in classe gli studenti hanno gravi problemi di attenzione (ma anche di memorizzazione e comprensione del testo, così come di molte altre competenze cognitive) è perché il loro potenziale cognitivo è stata fortemente compromesso da un’abitudine costante a permanere nel mondo digitale che è interamente basato sull’iperstimolazione del cervello emotivo, con scarsissimo ingaggio e potenziamento dei funzionamenti cognitivi.

Il cervello in età evolutiva sviluppa le sue competenze cognitive molto più attraverso un approccio analogico basato sulla lentezza, condizione che facilita l’apprendimento profondo e complesso, favorendo il cablaggio di reti neuronali che devono essere sviluppate nel tempo della crescita. Se ciò non avviene in età evolutiva, il rischio è che tale perdita si cronicizzi nel medio e lungo termine. L’età evolutiva è un tempo che richiede al cervello di strutturare le reti neuronali che rimarranno con noi per tutta la vita. Affinchè ciò avvenga, il soggetto deve allenarsi ripetutamente e a lungo in attività che rinforzano la funzione di cui deve essere abile. Vale per il cervello la stessa regola che vale per il nostro apparato muscolare: se alleni un muscolo, sottoponendolo ad esercizi costanti che lo rinforzano, quel muscolo ti renderà capace di affrontare le richieste basate sul suo ingaggio attivo. Se quel muscolo non l’hai allenato, qualsiasi richiesta che si basa sul suo ingaggio attivo, lo troverà debole e incapace di assolverla. Traducendo questo ragionamento in ambito scolastico, noi – in questo momento – abbiamo studenti che apprendono poco perché hanno allenato troppo il cervello nella palestra sbagliata: ovvero nel mondo virtuale.

Oggi serve invertire la rotta: serve riportarli nel mondo analogico. Come alla scuola primaria ci sono bambini che dopo pochi minuti smettono di colorare perché i muscoli delle loro dita (non abituati alla motricità fine, ma solo allo scrolling) si stancano velocemente a tenere stretto un pastello tra pollice e indice, così alla scuola secondaria i docenti si rendono conto che dopo cinque minuti di lezione alcuni studenti hanno già perso l’attenzione necessaria a stare nel flusso della spiegazione. Viene costantemente ribadito dai fautori dell’apprendimento digitale, che la lezione “vecchio stampo” è noiosa e inadeguata per gli studenti di oggi, perché il loro cervello oggi funziona in modo diverso. Ma è proprio quel “modo diverso di funzionare” che va corretto e rimesso nelle condizioni adatte a sviluppare le competenze di cui oggi i nostri figli e figlie sono così carenti.

Chi ha compreso bene questa lezione, oggi sta facendo marcia indietro. Prima fra tutte la Svezia, che dopo aver aderito al tecno-entusiasmo scolastico e favorito in ogni modo l’apprendimento digitale, oggi ha promosso nuovi metodi didattici, che in realtà sono i “vecchi metodi” che erano stati abbandonati per promuovere l’ingresso degli schermi a scuola.
Oggi a scuola serve un metodo lento e analogico che aiuti cervelli troppo stimolati e poco attenti ad abituarsi all’esatto contrario: ovvero a lavorare con una ridotta stimolazione, dedicandole un’attenzione profonda così da apprendere ciò che in queste esperienze l’educatore mette al centro del proprio progetto formativo.

E’ interessante parlare con docenti che abituano la propria classe all’esperienza della lettura ad alta voce di un libro. Tutti dicono che all’inizio è faticoso tenere gli studenti in una condizione di ascolto attivo e partecipante. Partono con sessioni brevi e poi progressivamente aumentano il tempo di ascolto. Con il giusto libro, dopo alcune sessioni, conquistano la capacità della classe di stare in ascolto per un tempo molto significativo. Ecco, questo è un esempio di come si allena l’attenzione protratta: non servono stimoli digitali, serve una relazione, una stimolazione coinvolgente (il libro da leggere deve essere naturalmente adatto all’età degli studenti e in grado di attirarne l’interesse) e la volontà dell’adulto di allenare qualcosa che tutti oggi ritengono difficilmente recuperabile. Invece, la neuroplasticità del cervello in età evolutiva rappresenta un’enorme risorsa: perché in età evolutiva noi possiamo molto facilmente permettere ad un cervello poco allenato all’attenzione e ad altri funzionamenti cognitivi di riconquistare le abilità su cui è stato reso fragile, spesso a causa dell’eccesso di offerta di schermi digitali.

Ho scritto questo lungo articolo, sperando che lo diffondiate il più possibile con genitori, educatori e docenti. In previsione dell’inizio dell’anno scolastico, noi dobbiamo pretendere dalle scuole frequentate dai nostri figli che gli schermi digitali abbiano uno spazio e un tempo davvero marginali e che i docenti si impegnino il più possibile a riallenare gli studenti, attraverso metodi analogici, a ridiventare capaci di scrivere con carta e penna, di disegnare con pennarelli e pastelli, di pensare con la loro intelligenza naturale. non con quella artificiale.

Dico questo perché non voglio il digitale nelle loro vite e nelle loro scuole? No, dico questo perché voglio che quando il digitale entrerà nelle loro vite, i loro cervelli siano pronti a renderlo strumento del loro funzionamento reso abile e competente da validi processi di apprendimento. Perché se ciò non avviene, ciò che accadrà è che i cervelli dei nostri figli saranno gli strumenti che il mondo digitale userà per rendere le loro vite strumento del suo profitto, come – del resto – sta già avvenendo da troppo tempo.
Se credete che questo articolo contenga contenuti degni di essere diffusi, condividetelo con altri genitori e docenti, attivatevi per lanciare un Patto Digitale di Comunità nella vostra scuola, verificate con i docenti dei vostri figli che non richiedano l’uso di strumenti digitali per l’attività di studio, soprattutto quella fa svolgere a casa in autonomia.

Come al solito affrontando questi temi, avrò molti detrattori, quindi se volete e potete vi invito a commentare confermando eventualmente questa visione e questo approccio al problema. Buon fine settimana.

Quando mia figlia faceva la quarta elementare regalai un libro di Alberto Pellai ("Tutto troppo presto" perchè "Vietato ...
21/08/2026

Quando mia figlia faceva la quarta elementare regalai un libro di Alberto Pellai ("Tutto troppo presto" perchè "Vietato ai minori di 14 anni" non l'aveva ancora scritto purtroppo) ai genitori dei suoi compagni di classe. Nella speranza che desistessero dalla assurda usanza di far regalare lo ai loro figli per la prima comunione, così da evitare che lei fosse l'unica a non averlo. In pochi lo lessero. Spesso mi sono sentita dire da amici e parenti che rischiavo di limitare le potenzialità di mia figlia non fornendole questo strumento di socializzazione a quel tempo.
Purtroppo invece la ricerca dimostra effetti negativi a livello cognitivo, socio-relazionale, psicologico ed emozionale nei bambini che utilizzano gli schermi, soprattutto quando l'uso ignora le raccomandazioni della Società Italiana Pediatria in termini di tempo, contenuti, mediazione da parte dei genitori.
Questo studio longitudinale, ad esempio, su 1672 bambini italiani, effettuato nel passaggio dalla scuola elementare alla scuola media, dimostra che "l'acquisto precoce di uno smartphone influenza negativamente il rendimento scolastico degli utenti che ne fanno un uso intensivo. Pertanto, non solo le teorie che prevedevano un effetto positivo dell'uso gratuito dello smartphone da parte dei minori non sono state confermate, ma l'unica evidenza dell'impatto emersa mostra l'effetto opposto."

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X23000704?via%3Dihub

Fantastico! Gli effetti dell'olio essenziale di geranio nel trauma cranio-encefalico. Vi ricordo che non tutti gli oli e...
14/08/2026

Fantastico! Gli effetti dell'olio essenziale di geranio nel trauma cranio-encefalico.
Vi ricordo che non tutti gli oli essenziali sono adatti all'uso terapeutico!

Oral administration of geranium EO after a traumatic brain injury (closed-head injury) for two weeks helped protect the brain and improve memory and learning after traumatic brain injury in a preclinical model. Subjects treated with the oil performed better on multiple cognitive tests, and those improvements lasted for at least a month after injury. Researchers also found less damage to brain tissue, greater survival of neurons in areas critical for memory, and reduced brain shrinkage. These benefits appeared to be driven by lower inflammation (TNF-α, IL-1β, and lipid peroxidation levels), reduced oxidative stress, and activation of pathways involved in brain repair and recovery (CREB signaling, pCREB, along with M2 phenotype immunomodulation).
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42547960/

Come al solito, sono d'accordo col dott. Pellai.
10/08/2026

Come al solito, sono d'accordo col dott. Pellai.

NO, NON É TUTTO OK.
Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce.

A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.

In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.

La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.

Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.

INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.

Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri

E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.

Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili.

Molto interessante! Questa revisione sistematica dimostra che composti bioattivi dell'olio essenziale di Lavanda (princi...
07/08/2026

Molto interessante! Questa revisione sistematica dimostra che composti bioattivi dell'olio essenziale di Lavanda (principalmente linalolo e acetato di linalile) hanno effetti neuroprotettivi, antinfiammatori e neuromodulatori. Possono quindi migliorare le funzioni cognitive come memoria, attenzione e funzioni esecutive.

Struggling with focus or memory, especially with conditions like depression or schizophrenia? Even with meds, those cognitive struggles can persist. But what if a natural solution could help?

While the calming benefits of lavender EO are well known, its compounds like linalool and linalyl acetate show incredible promise for cognition, according to a recent review article. Lavender EO may modulate dopamine and stimulate olfactory pathways, potentially enhancing brain communication. It supports neuroplasticity by upregulating BDNF, helping your brain build and strengthen connections. It may even boost alpha and theta brainwaves, linked to improved focus and memory.

The bottom line is that both preclinical and clinical studies point to lavender's potential for cognitive restoration. While we need more high-quality trials to standardize use, the potential for LEO as a complement to conventional treatments is genuinely exciting. Keep exploring natural solutions for a sharper mind!
https://journal.sinergi.or.id/index.php/jhlqr/article/view/783

Wow! Una iniziativa davvero nobile rivolta all'inclusione sociale di chi soffre di
10/05/2026

Wow! Una iniziativa davvero nobile rivolta all'inclusione sociale di chi soffre di

Il progetto “Oltre la Pizza”, nato dalla sinergia tra l’Associazione Salvatore Nigrelli, Io Sano e l'Antica Pizzeria Da Michele, annuncia ufficialmente la sua espansione...

Un evento gratuito al quale parteciperò. Consigliato per tutti i genitori di bimbi che frequentano la scuola primaria.
06/05/2026

Un evento gratuito al quale parteciperò. Consigliato per tutti i genitori di bimbi che frequentano la scuola primaria.

L'effetto dell'olio essenziale di lavanda sul nervo vago (recupero dello stress e benessere psicofisico).  Fantastico!
27/04/2026

L'effetto dell'olio essenziale di lavanda sul nervo vago (recupero dello stress e benessere psicofisico). Fantastico!

I'm often asked what essential oils can support vagal tone.

A clinical study on lavender EO looked at heart rate variability (HRV)—one of the most direct biological markers of vagal tone and parasympathetic (rest-and-digest) activity.

Here’s what matters:
- HRV = a real-time window into your vagus nerve
- Higher HRV = stronger vagal tone + greater resilience
- And lavender? It moved the needle.

Even more compelling, this study removed smell entirely. No aroma. No psychological expectation. Just the body’s physiological response. And still, lavender increased parasympathetic activity, as measured by HRV.

This means the effect isn’t just relaxing because it smells good. It’s a biological shift toward regulation.

And here’s the part most people miss: These changes were observed during a single 10-minute application. The nervous system responded rapidly in real-time.

If HRV is a direct proxy for vagal tone, then supporting HRV means supporting:
• Stress resilience
• Emotional regulation
• Recovery capacity

And lavender is emerging as a promising solution that can help facilitate that shift quickly.
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/1934578X241275321

17/04/2026
17/04/2026

Indirizzo

Zona Della Grotta Rossa
Rimini

Orario di apertura

Martedì 14:45 - 19:30
Mercoledì 08:00 - 13:00
Giovedì 16:00 - 19:30

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