Andrea Bertino

Andrea Bertino Osteopath; High Performance Coach; International Spinning® M.I.; Functional Training M.I.; MSc. in

04/06/2026

In questo reel tratto dal podcast “Dentro La Cura” di Riccardo Vozella spiego perché spesso mancano strumenti concreti e semplici nella PNEI.

A tal proposito, racconto di un nuovo approccio al sistema nervoso, basato sulle "quattro stagioni" di corpo e mente.

Si tratta di un metodo concreto e semplice per permettere al corpo di “auto-guarire.”

Vedi, spesso ci fermiamo ai sintomi, ma la vera cura è cercare la causa profonda.

Ecco perché scoprire l'importanza del respiro e delle onde respiratorie spinali e’ determinante.

Ora e secondo te… qual è l'errore più comune che noti nella gestione dei tuoi sintomi?

Raccontamelo qui sotto 👇🏻 !

Per la puntata completa clicca sul link nel primo commento.

04/06/2026

Mi avete chiesto in centinaia: “Puoi aiutare anche il mio bimbo?”

Oggi vi rispondo. Anche quando la risposta è no.

Ci sono 4 casi in cui non sono io la persona giusta.

E ve lo dico io, prima che ve ne accorgiate dopo aver perso tempo prezioso.

1. CRANIOSINOSTOSI: la chiusura precoce di una sutura del cranio.

È un caso neurochirurgico: l’unica persona da seguire è un neurochirurgo pediatrico.

Va valutato presto, perché si interviene meglio nei primi mesi.

2. BIMBI CON DERIVAZIONI, DRENAGGI O INTERVENTI CEREBRALI in storia clinica.

Quel percorso va seguito da una fisioterapista pediatrica specializzata, in coordinamento con il neurochirurgo che già lo conosce.

Non da me, e non da nessuno fuori dall’équipe.

3. SINDROMI GENETICHE, ENCEFALOPATIE, PARALISI CEREBRALI diagnosticate.

Servono un neuropsichiatra infantile e un’équipe multidisciplinare dedicata.

Sono percorsi che il Reset Flow non sostituisce, e sarebbe disonesto promettere altrimenti.

4. BIMBI SOPRA I 18-20 MESI se l’obiettivo è cambiare la forma del cranio.

A quell’età la forma è ormai consolidata.

Su quei bimbi posso lavorare sulle tensioni, sulla postura, sul sonno, sui mal di testa, ma sulla forma in sé, no.

Va detto.

Vi dico questi 4 casi perché una madre vede prima di tutti.

E voi meritate la verità, non la promessa più comoda.

Se il vostro bimbo NON rientra in nessuno di questi casi, e ha un pianto inconsolabile, un irrigidimento, una testa schiacciata, si gira sempre dallo stesso lato, dorme male, allora forse posso aiutarvi io.

Il Reset Flow Pediatrico lavora esattamente lì: sui sistemi nervosi rimasti in allerta dopo il parto, nei primi mesi di vita, dove le ossa sono ancora morbide e il corpo del bimbo può riorganizzarsi da solo se gli togli il blocco.

Commenta BIMBO con l’età del tuo.

Ti scrivo io in privato.

E in onestà. 💙

Lo scorso dicembre sono stato a Firenze. Riccardo Vozella, del podcast Dentro La Cura, mi ha invitato per intervistarmi....
03/06/2026

Lo scorso dicembre sono stato a Firenze.

Riccardo Vozella, del podcast Dentro La Cura, mi ha invitato per intervistarmi.

Oggi è quel giorno: esce la puntata.

Di solito sui miei social mi vedi spiegare.

Come lavoro, perché tratto la persona e non il sintomo, perché la prima visita dura quasi due ore.

Questa volta no.

Questa volta mi vedi raccontare.

Da dove tutto è iniziato.

La morte di mio padre a 11 anni.

Il mal di schiena che a 17 nessuno sapeva spiegarmi, i referti puliti e io piegato in due, mentre perfino mia madre a un certo punto dubitava.

Una diagnosi di tumore data e smentita cinque volte.

Un sogno olimpico finito aggrappato a una tavola.

Niente slide, niente tecnicismi.

Un'ora di storia vera.

Se sei già passato dal mio studio, capirai finalmente perché ti faccio certe domande.

Se non ci sei ancora stato, capirai con chi avresti a che fare.

Se mi segui, questa è la puntata da guardare.

La trovi cliccando sul link nel primo commento.

28/05/2026

Se a fine giornata hai le mani a pezzi, non stai lavorando più in profondità.

Stai solo lavorando più duro.

E te lo hanno insegnato così: spingi, affonda, “senti la resistenza e vincila”.

Più forza, più risultato.

È il mito che ti sta consumando le mani, e che ti fa tornare indietro i pazienti.

Perché un corpo in difesa, se lo spingi, si difende di più.

L’arteria “si chiude”, il sistema nervoso si irrigidisce, e tu lavori contro di lui invece che con lui.
@
Nel video vedi il contrario: 10 grammi di pressione, quanto sfiorare la pelle.

Non spingo il muscolo, “parlo” al sistema nervoso così parte l’onda spinale.

Il corpo si riorganizza da solo, e le mie mani, a fine giornata, sono intatte.

Non è una mia trovata.

Sutherland, negli ultimi anni, smise di applicare forze: “contatto gentile, non tecniche”.

E Still lo diceva già: il corpo si guarisce da sé, il nostro compito è togliere l’ostacolo.

È l’”altro” che sta sopra la forza, e sopra la causa.

Ed è proprio ciò che, finché non lo conosci, logora te e blocca i tuoi pazienti.

Ci ho scritto un libro: “La Trappola del Terapista”.

Se sei stanco di dover scegliere tra risultati e mani sane, sappi che non devi.

Lo trovi nel link in bio o nel primo commento.

Live Now!
25/05/2026

Live Now!

🎯 Se il tuo dolore torna sempre nonostante terapie ed esami, il problema non sei tu: è la domanda che ti stai facendo.━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━In 25 anni h...

25/05/2026

“Signora, non ha niente. Vada da uno psicologo.”

Lei ha pianto 40 minuti in macchina, non per tristezza, ma perché aveva capito che nessuno le credeva.

Se i tuoi esami sono normali ma il dolore no, non te lo stai inventando: il dolore non è una cosa “rotta” che la macchina può fotografare, è un processo.

Il tuo dolore è reale al 100%.

Te lo racconto stasera alle 21 su YouTube nella nuova puntata del podcast “Le ho provate tutte?” → Clicca sul link in bio per la premiere.

25/05/2026

Un avvocato è arrivato con un foglio Excel: 5 anni di terapie, oltre 6.000€.

Sai cosa avevano in comune?

Funzionavano tutte… per due settimane.

Poi tornava tutto.

Il problema non erano i professionisti, erano bravissimi.

Il problema era il modello: curare il punto che fa male invece del sistema che lo ricostruisce.

Te lo racconto stasera alle 21 su YouTube nella nuova puntata del podcast “Le ho provate tutte?” → Clicca sul link in bio per la premiere.

Il decreto sull'osteopatia non è una notizia. È un pattern.E' già successo 3 volte, in 3 settori che con noi non c'entra...
25/05/2026

Il decreto sull'osteopatia non è una notizia. È un pattern.

E' già successo 3 volte, in 3 settori che con noi non c'entrano niente: psicologi, estetiste, amministratori di condominio.

Ed ecco come andrà a finire.

Sei un osteopata. Hai letto il decreto.

Che ti sia salito il sangue alla testa o tu abbia tirato un sospiro di sollievo, poco cambia.

Perché in tutti e due i casi stai reagendo al sintomo.

Ma tu, sul lettino, non ti fermi mai al sintomo.

La causa la cerchi sempre, è questo che ti rende un osteopata e non uno che massaggia.

Allora fai con questo decreto quello che fai con un paziente: guarda sotto il rumore.

Il sintomo, qui, è la scadenza, l'esame, la rabbia o l'entusiasmo.

La causa è un'altra.

E poi sali di un gradino.

Perché sopra la causa, sì, anche sopra quella che cerchi già tu, c'è qualcosa che pochissimi vedono.

Leggere la causa di un corpo è la tua competenza.

Leggere il pattern, la sequenza che si ripete identica tra mille corpi diversi, e sapere dove andrà il prossimo prima che ci arrivi, è un'altra categoria.

È smettere di curare e cominciare a prevedere.

Perché questo pattern io l'ho già visto.

Tre volte.

In tre mondi che con noi non c'entrano niente.

1989, psicologi.

Prima, la mente era terra di nessuno.

Poi una legge: albo, esame di Stato.

A chi già lavorava, una finestra per documentare ed entrare.

Chi non si mosse, fuori.

1990, estetiste.

Prima bastava aprire una porta.

Poi una legge: qualifica obbligatoria, corso, esame.

A chi aveva già le mani in pasta, una finestra per dimostrare gli anni e restare.

Senza qualifica, illegale.

2013, amministratori di condominio.

Prima poteva farlo chiunque.

Poi una legge: diploma, corso, formazione continua.

A chi amministrava già, una finestra per provarlo.

E dodici anni dopo?

Hanno depositato una proposta per chiedere addirittura la laurea.

Tre settori lontanissimi.

Una macchina sola.

Lo Stato regolamenta.

Gli esperti hanno una finestra, i nuovi trovano la porta stretta.

Il campo si professionalizza e si spacca in due: chi legge il pattern e si muove, e chi resta a discutere se sia giusto finché la finestra non gli si chiude in faccia.

Adesso guardaci.

Decreto.

Elenchi speciali ad esaurimento.

"Documenta i tuoi titoli, i tuoi mesi di lavoro, e resti dentro."

Un esame.

Le scuole che chiudono il 1° settembre.

La stessa, identica macchina.

E so cosa si respira in questi giorni, perché fa parte del copione: lo schiaffo del "dimostra di saper fare ciò che fai da vent'anni".

La pugnalata di chi si sente trattato da abusivo dopo una vita di pazienti.

Il muro.

L'orologio che corre verso agosto.

È tutto previsto.

È sempre andata così.

È la fase emotiva del pattern, e i pattern non si discutono, si leggono.

Perché se è un pattern, e tre volte su tre lo è, allora so anche dove va a finire.

L'asticella non scende mai.

Sale.

Il condominio oggi si sente chiedere la laurea.

Le estetiste, un albo nazionale.

Tra qualche anno il titolo che oggi sembra un traguardo sarà solo il pavimento.

Uguale per tutti.

La differenza la farà altro.

Non ti dico se è giusto o ingiusto.

Non è quello il mio mestiere.

Il mio mestiere è leggere dove va il corpo prima che ci arrivi.

E questa volta il corpo siamo noi.

Puoi passare i prossimi anni a giudicare la corrente.

Oppure puoi fare quello che fai ogni giorno sul lettino: non litigare con la disfunzione, capire dove sta andando, e muoverti prima che diventi cronica.

Quando il titolo ce l'avranno tutti, a fare la differenza resterà una cosa sola: come lavori.

Quel gradino sopra la causa, quello che in pochi vedono.

E tu, da che parte stai?

Chi legge il pattern e si muove, o chi aspetta di vedere come va a finire? Scrivimelo qui sotto.

24/05/2026

Le 3 domande che mi fate da 25 anni.

Il problema?

Nessuna è quella giusta — e finché te le fai così, otterrai sempre le stesse risposte “inutili”.

Oggi te le smonto, con risposte oneste (anche quelle scomode).

La puntata completa domani sera alle 21 su YouTube sul mio canale “Le ho provate tutte?” → Clicca sul link in bio per la premiere:

In quale domanda ti riconosci di più?

Indirizzo

Roccalumera
98027

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Andrea Bertino pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare