Andrea Bertino

Andrea Bertino Osteopath; High Performance Coach; International Spinning® M.I.; Functional Training M.I.; MSc. in

Hai mai fatto tutto giusto, terapie, esami, intervento, e ti sei ritrovato peggio di prima?Me l’ha chiesto Antonio, sia ...
16/06/2026

Hai mai fatto tutto giusto, terapie, esami, intervento, e ti sei ritrovato peggio di prima?

Me l’ha chiesto Antonio, sia alla pain pattern analysis online, sia ieri sera nel mio studio.

È venuto da Civitanova Marche, oltre 850 km.

Maestro 4° dan di karate.

Per anni il corpo ha risposto.

Tuttavia, 15 anni fa, la prima f***a. Una “noce” dura nei lombi a sinistra, una “lama” che usciva avanti.

Poi l’intervento all’anca, che doveva risolvere: ne è uscito peggio. Dal 2020 il dolore cambia lato e scende fino al pavimento pelvico.

Come molti altri, ha provato tutto: massaggiatori, fisioterapisti, osteopati, chiropratici, ozonoterapia, cortisone, plantari. Con ognuno lo stesso copione: sollievo per due ore, poi punto e a capo.

Lo chiamo l’effetto cha cha cha. Un passo avanti, uno indietro.

E qui c’è il punto. Antonio aveva intuito da solo: “La parte muscolare è solo la spia che si accende, ma corpo e mente non possono separarsi”. Lo pensava da anni. Nessuno gliel’aveva confermato.

Tutti avevano lavorato solo sul sintomo, o sulla causa apparente. Così tenevano attive le sue reti neurali, in modalità “combatti o fuggi”. È la “trappola del terapista”.

Vedi, gli eventi significativi, un lutto, un furto, una malattia, l’alternanza tra “reclusione” e libertà del Covid - generano uno stato di allerta, e da lì nascono i sintomi.

Antonio era nella prima stagione, la consapevolezza del problema: il corpo contratto, teso, sulla difensiva. Ci si concentra dove fa male, si innescano meccanismi di sopravvivenza. Ogni approccio che lo ignora viene “respinto” dal sistema nervoso.

Ieri sera e , per passare dalla “difesa” alla mobilitazione delle risorse e permettergli di riorganizzarsi da solo.

Sembra paradossale: meno fai, più funziona.

Stamattina il PST (Painless Screening Test), per leggere il suo film neuromotorio infantile. Da oggi continua in modalità mista.

Il libro Antonio non l’ha comprato. Gliel’ho regalato io: desidero che impari a fare a meno di me.

Cura è qualcosa che inizia, continua, e si conclude. Altrimenti è abbonamento.

Hai domande? Scrivile nei commenti e facciamo un Q&A!

13/06/2026

Avevo smesso “per sempre” e avevo circa 20 anni.

Mi avevano detto fosse “normale”.

Tuttavia, è durato finché non ho capito il perché. ❤️‍🩹♥️

“È vero che una delle cose più importanti tra un paziente e il suo ‘medico’ è la fiducia?”Me l’ha chiesto il signor Fran...
12/06/2026

“È vero che una delle cose più importanti tra un paziente e il suo ‘medico’ è la fiducia?”

Me l’ha chiesto il signor Francesco, 67 anni, oggi pomeriggio.

Era già stato in studio tre settimane fa.

Quella volta è arrivato con un dolore alla scapola dx.

Partito da un mal di schiena che si trascinava da anni.

Bloccato più volte.

E nel mezzo, diversi interventi chirurgici.

Oggi quel dolore non c’era quasi più.

Ma non è questo che mi ha colpito.

Sono stati due dettagli che non mi aspettavo.

Il primo.

Se mi segui, sai che qualche giorno fa è uscita l’intervista che ho registrato a Firenze lo scorso dicembre, per il podcast “Dentro La Cura” di Riccardo Vozella.

Francesco l’aveva vista.

E mi ha scritto una mail: diceva di aver ritrovato, parola per parola, il modo in cui l’avevo “visitato” in studio e il metodo che racconto nella puntata.

Il secondo.

Oggi mi ha chiesto di dargli del tu.

E poi quella domanda sulla fiducia.

Due cose diverse.

Stesso segnale.

Quando lavori con qualcuno, o in qualunque tua relazione, la prima cosa che deve succedere è che l’altro abbassi la guardia.

Che si senta abbastanza al sicuro da smettere di difendersi.

È lì che comincia tutto il resto.

Pensa a un posto dove puoi posare il peso del mondo che ti porti addosso.

Nel linguaggio clinico quel “posto” ha un nome: co-regolazione.

Funziona così: il sistema nervoso di una persona si calma stando accanto a un sistema nervoso già calmo.

E c’è un equivoco che vedo spesso.

Chi vive sempre in allerta, quando finalmente si ferma, lo scambia per apatia.

Per il sistema nervoso, invece, è esattamente lì che inizia a ripararsi. ❤️‍🩹

A proposito del signor Francesco… anzi, di Francesco e basta: ha voluto comprare il mio libro.

Per imparare a “fare a meno di me”.

Ed è proprio questo il punto.

Quando qualcuno entra nel mio studio e impara le basi per “fare a meno di me”, vuol dire che ho fatto il mio VERO lavoro.

D’altronde è questo che significa “cura”.

Qualcosa che inizia, continua e poi si conclude.

Diversamente si chiama abbonamento 😉

E tu, ce l’hai un posto così, dove abbassi la guardia?

Scrivimelo qui sotto. 👇

Per anni sono stato un atleta professionista.A quel tempo ho imparato e creduto di dover piegare l’organismo con la forz...
12/06/2026

Per anni sono stato un atleta professionista.

A quel tempo ho imparato e creduto di dover piegare l’organismo con la forza.

Spingevo, allungavo, stringevo i denti.

Lui?

Si difendeva sempre di più.

Mese dopo mese, anno dopo anno.

Poi ho capito. (In realtà anche studiato e appreso dai miei stessi assistiti.)

Quei sintomi non erano guasti: erano messaggeri.

Mi dicevano, ogni volta, dove avevo perso sicurezza e dove tornare a cercarla.

Così, quando ho smesso di combatterlo e iniziato ad ascoltarlo, le emozioni che tenevo cristallizzate sono tornate energia.

Il dolore ha allentato la presa.

Il sonno è tornato pieno.

Sono tornato presente con le persone che amo, invece che in guardia.

Non ho vinto nessuna battaglia.

Ho solo insegnato al mio corpo che era al sicuro e lui mi ha ridato tutto quello che tratteneva.

Ecco perché oggi non devi cercare più la risposta fuori.

Il corpo è il tuo maestro...

Se impari a leggerlo!

11/06/2026

Il successo non è (solo) la lista d’attesa piena.

È il paziente che non torna, perché finalmente sta bene. ♥️

09/06/2026
06/06/2026
05/06/2026
04/06/2026

In questo reel tratto dal podcast “Dentro La Cura” di Riccardo Vozella spiego perché spesso mancano strumenti concreti e semplici nella PNEI.

A tal proposito, racconto di un nuovo approccio al sistema nervoso, basato sulle "quattro stagioni" di corpo e mente.

Si tratta di un metodo concreto e semplice per permettere al corpo di “auto-guarire.”

Vedi, spesso ci fermiamo ai sintomi, ma la vera cura è cercare la causa profonda.

Ecco perché scoprire l'importanza del respiro e delle onde respiratorie spinali e’ determinante.

Ora e secondo te… qual è l'errore più comune che noti nella gestione dei tuoi sintomi?

Raccontamelo qui sotto 👇🏻 !

Per la puntata completa clicca sul link nel primo commento.

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