Alexandra Gradilone Psicologa

Alexandra Gradilone Psicologa Psicoterapeuta cognitivo comportamentale dell'adulto e dell'età evolutiva. Scopri di più su quello che posso fare per te nella sezione SERVIZI

COME LAVORO

Quello in cui credo e che motiva il mio lavoro è racchiuso nel simbolo che ho scelto e ho tatuato sulla mia pelle: il papavero, per me emblema di forza interiore e resilienza. Sono convinta che ogni persona abbia dentro sé risorse inimmaginabili anche quando attraversa un momento di vita in cui si sente smarrito, confuso, sconfitto, incompreso, solo. Quelle risorse che possono sembrar

e perdute o che mai hanno trovato riconoscimento, sono lì, sopite da dinamiche e schemi comportamentali che si susseguono nel tempo, che risucchiano le energie e alimentano quel senso di inadeguatezza, frustrazione e insoddisfazione. Quando un paziente entra nella mia stanza, bambino o adulto che sia, il mio sguardo è rivolto alla persona nella sua interezza e unicità. Sono convinta che per dare vita a un cambiamento e muoversi nella direzione del benessere, sia fondamentale riuscire ad accettare il proprio modo di essere, riconoscere le proprie fragilità e far fiorire le proprie risorse. DI COSA MI OCCUPO

Quello che io posso fare per te è sostenerti durante il raggiungimento dei tuoi obiettivi, orientarti nell’esplorazione delle tue risorse e potenzialità, facilitare la riconnessione con i tuoi bisogni e con le tue emozioni nell’ottica che questo possa portarti verso un’accettazione e una realizzazione di te stesso. INSIEME POSSIAMO AFFRONTARE DIFFICOLTÀ DI VARIA NATURA:

• lavorative, universitarie, scolastiche;
• gestione dello stress e di stati ansiosi;
• espressione, comprensione e gestione delle proprie emozioni;
• abilità sociali;
• disagi psicoaffettivi e/o relazionali nella coppia, nella famiglia, nella rete amicale e lavorativa;
• crescita personale (comunicazione, autostima, autoefficacia, assertività);
• ruolo genitoriale, condivisione del metodo educativo e gestione dei figli;
• maternità nel pre e post parto;
• comprensione e accettazione della disabilità e/o diagnosi relative a disturbi del Neurosviluppo;
• gestione di comportamenti internalizzanti ed esternalizzanti nei bambini e negli adolescenti sia con uno sviluppo sia Tipico sia Atipico. (Sono particolarmente formata nella presa in carico di bambini con Disturbo dello Spettro Autistico ad Alto Funzionamento).

Ci sono genitori che non hanno scelto di essere forti.Sono stati costretti a diventarlo.Quando un figlio ha una disabili...
02/09/2026

Ci sono genitori che non hanno scelto di essere forti.
Sono stati costretti a diventarlo.

Quando un figlio ha una disabilità, la vita di una famiglia può cambiare profondamente.

Cambiano le giornate, le priorità, i progetti.

Spesso cambiano anche le relazioni, il lavoro, la situazione economica.

Tutto cambia e nel cambiamento, spesso, ciò che pesa di più è sentirsi soli.

Soli davanti alle difficoltà quotidiane.

Soli nel cercare risposte.

Soli nel capire a quali servizi rivolgersi.

Soli nelle liste d'attesa.
Nella burocrazia.
Nelle richieste di assistenza.

Lo Stato dovrebbe sostenere queste famiglie, ma spesso sono i genitori a dover sostenere tutto.

Sono loro che cercano i posti dove svolgere le terapie, che organizzano appuntamenti, che trascorrono ore nei corridoi.
Sono loro che combattono per un sostegno a scuola e per un posto auto.

Sono loro ciò rinunciano al lavoro o nel migliore dei casi, lo riducono.
Sono loro a fare o conti a fine mese per fare quadrare le spese.

Sono loro a chiedersi: “E quando io non ci sarò più, cosa succederà a mio figlio?”

Chi vede davvero quanto costa tutto questo?

Un genitore che “ce la fa” può essere una persona esausta, una persona che piange di nascosto, una persona che sorride al vicino di casa.

Un genitore che "ce la fa" può essere una persona che ha visto ridursi drasticamente la sua rete sociale.

Un genitore che "ce la fa" può essere una persona che ha paura, che si sente in colpa quando pensa anche a se stesso.
Che avrebbe bisogno, ogni tanto, che qualcuno si prendesse cura anche di lui.

L'amore di un genitore non basta per attutire le mancanze di un sistema.

Un figlio con disabilità ha diritto a essere sostenuto così come i suoi genitori hanno il diritto di contare su una rete di supporto, che comprenda servizi offerti nella propria città.

Le parole di ammirazione valgono poco se mancano servizi, assistenza, continuità e diritti garantiti.

Serve esserci, ma esserci davvero.
🫂❤️

Dott.ssa Alexandra Gradilone
Psicologa psicoterapeuta

Perché le persone sentono il bisogno di commentare il corpo degli altri?Il caso di Manila Esposito è solo l’ennesima dim...
18/08/2026

Perché le persone sentono il bisogno di commentare il corpo degli altri?

Il caso di Manila Esposito è solo l’ennesima dimostrazione di quanto sia ancora radicata l’idea che il corpo di una persona sia qualcosa su cui tutti possano esprimere un’opinione.

Troppo magro.
Troppo muscoloso.
Troppo formoso.
Troppo piatto.

Cambiano i criteri, ma il meccanismo resta lo stesso: il corpo viene osservato, valutato e giudicato.

E forse è proprio questo che dovremmo mettere in discussione.

Da psicologa, credo sia importante ricordare che un commento sul corpo non è necessariamente “solo un commento”.

Può insinuarsi nel modo in cui una persona guarda se stessa, alimentare insicurezze e rafforzare l’idea che il proprio valore debba passare anche dalla propria immagine.

È un tema che affronto spesso con i miei pazienti di diverse età e generi.

E non serve conoscere la storia di una persona per capire che merita rispetto.

Non serve sapere perché è cambiata, cosa mangia, quanto si allena o come vive il proprio corpo.

Non tutto ciò che puoi osservare ti autorizza a giudicare.

Il corpo degli altri non è uno spazio pubblico.

Merita rispetto.

Dott.ssa Alexandra Gradilone
Psicologa psicoterapeuta




21/07/2026

Quando viviamo un trauma, il sistema nervoso può rimanere in uno stato di allerta anche quando il pericolo è passato.

Comprendere questi meccanismi è il primo passo per smettere di giudicarsi e iniziare a prendersi cura di sé. 🌿

Ti è mai capitato di sentirti sempre "in allarme", anche senza un motivo apparente?

Raccontamelo nei commenti. 💬

Dott.ssa Alexandra Gradilone
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🫪Se in questi giorni senti l’ansia farsi sentire, voglio dirti una cosa: non significa che non sei capace.Molto spesso l...
18/06/2026

🫪Se in questi giorni senti l’ansia farsi sentire, voglio dirti una cosa: non significa che non sei capace.

Molto spesso l’ansia compare proprio quando qualcosa è importante per noi.

Per questo motivo, sentirti agitato, avere paura di dimenticare qualcosa o temere di non essere all’altezza non è un segnale di debolezza.

Non combattere l’ansia cercando di farla sparire a tutti i costi.

Riconoscila, fai un respiro profondo e ricordati che può accompagnarti senza decidere al posto tuo. 🫁

Hai studiato, ti sei impegnato e sei arrivato fin qui. 💪🏻

Adesso non ti viene chiesto di essere perfetto, ma di fare del tuo meglio con le risorse che hai oggi.

E ricorda una cosa importante: il risultato di un esame non definisce il tuo valore.

Tu sei molto più di un voto, di una prestazione o di una giornata andata bene o male.

Abbi fiducia in te e nel percorso che hai fatto. 🌱✨

✍🏻E se vuoi scrivermi, sono qui.
Ti leggo e ti rispondo appena possibile.

✈️Puoi condividere il post con chi vuoi tu, compagni di classe, parenti o se sei un genitore, con tuo figlio.

Dott.ssa Alexandra Gradilone
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A volte il senso di colpa non nasce perché stai facendo qualcosa di sbagliato, arriva quando stai facendo qualcosa di di...
10/06/2026

A volte il senso di colpa non nasce perché stai facendo qualcosa di sbagliato, arriva quando stai facendo qualcosa di diverso.

Mettere un confine, dire no, scegliere il proprio benessere o interrompere dinamiche che ti fanno soffrire può generare disagio.

Soprattutto se per molto tempo hai messo i bisogni degli altri prima dei tuoi.

Dott.ssa Alexandra Gradilone

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05/06/2026

Ti capita di avere fastidi o dolori fisici senza capirne davvero l'origine?

A volte il corpo parla una lingua che non sempre sappiamo interpretare.

Alcuni sintomi fisici possono essere collegati a stati di ansia e stress prolungati, anche quando non ce ne rendiamo conto.

Nel reel ti mostro alcuni dei segnali più comuni da non sottovalutare. 👇

Ti sei mai riconosciuto in qualcuno di questi?
Ti leggo nei commenti 🗯️

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L'ansia sociale non è semplicemente “essere timidi”. È entrare in una stanza e sentirsi già fuori posto.Pensare troppo a...
25/05/2026

L'ansia sociale non è semplicemente “essere timidi”.

È entrare in una stanza e sentirsi già fuori posto.

Pensare troppo a come parlare, come muoversi, come essere.
È sentirsi sotto pressione anche nei momenti più semplici, fino a perdere spontaneità, leggerezza e presenza.

È temere di risultare “sbagliati" anche quando nessuno lo sta davvero pensando.

L’ansia sociale non ti blocca solo nelle situazioni. Ti blocca dentro.

Ti fa vivere tutto con tensione, come se dovessi sempre dimostrare qualcosa per meritare spazio, attenzione o accettazione.

Il tuo valore personale dipende sempre da come vieni percepito dagli altri.

Vuoi essere libero?
Puoi lavorare su questo tema in psicoterapia!

Dott.ssa Alexandra Gradilone
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A volte continui a restare in situazioni che ti fanno soffrire non perché siano amore, ma perché hai paura di essere las...
09/05/2026

A volte continui a restare in situazioni che ti fanno soffrire non perché siano amore, ma perché hai paura di essere lasciato, dimenticato o sostituito.

E allora inizi a giustificare ciò che ti ferisce.

Ti abitui a mancanze, silenzi, incoerenze… pur di non perdere qualcuno.

Ma l’amore non dovrebbe chiederti di sopportare il dolore per sentirti scelto.

Capire questa differenza è difficile.

Però può cambiare il modo in cui inizi a prenderti cura di te.

🤍

Ricorda: Non tutto ciò che hai tollerato era amore. A volte era paura di essere abbandonati

Ti è mai successo?

Ti leggo nei commenti! 💬

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21/04/2026

A volte ci insegnano a resistere, a stringere i denti, a mettere tutto e tutti prima di noi. Ma prendersi cura di sé non è egoismo: è responsabilità emotiva.

È ascoltare i propri limiti senza sentirsi in colpa, concedersi pause senza doverle giustificare, scegliere ciò che nutre invece di ciò che svuota.

Ogni volta che ti trascuri, stai insegnando anche agli altri a fare lo stesso.

Prenderti cura di te è un passo fondamentale per iniziare a stare bene e costruire relazioni sane anche con gli altri.

E tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei scelto davvero?

Ti leggo nei commenti!
Dott.ssa Alexandra Gradilone

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A volte la fatica che provi verso il tuo corpo non riguarda davvero solo il corpo.Può diventare il luogo in cui si depos...
08/04/2026

A volte la fatica che provi verso il tuo corpo non riguarda davvero solo il corpo.

Può diventare il luogo in cui si depositano insicurezze più profonde: il bisogno di sentirti amato, visto, desiderato, importante.

Quello sguardo con cui guardi il corpo non nasce solo da fuori, spesso si intreccia con ciò che hai vissuto.

Con le esperienze in cui ti sei sentito giudicato, confrontato, non abbastanza.

Così il corpo diventa il bersaglio più visibile.
Quello su cui è più facile avere controllo.

Il punto non è “aggiustare” il corpo.

È iniziare ad ascoltare cosa c’è sotto quello sguardo e sotto quel bisogno di un corpo diverso dal tuo.

È riconoscere quanto vali.

È sapere che che meriti attenzione e amore, indipendentemente da come appari.

Dott.ssa Alexandra Gradilone
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