Osteopata Camilla di Tarsia di Belmonte

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Osteopata Camilla di Tarsia di Belmonte Osteopata Specializzata in osteopatia neonatale-pediatrica 🧑🏼‍🍼 ricevo su appuntamento lunedì, martedì, mercoledì e venerdì a Roma e Giovedì a Civitavecchia

Lo svezzamento è molto più dell’introduzione di nuovi alimenti. È una fase ricca di esperienze in cui il bambino SPERIME...
16/10/2026

Lo svezzamento è molto più dell’introduzione di nuovi alimenti.

È una fase ricca di esperienze in cui il bambino SPERIMENTA nuove consistenze, AFFINA le proprie competenze motorie, CONSOLIDA il controllo posturale e SCOPRE il mondo attraverso i sensi.

Anche il microbiota intestinale si modifica progressivamente in relazione alla dieta e ad altri fattori.

👶🏻 Da un punto di vista osteopatico, osservare il bambino nella sua globalità significa considerare postura, movimento ed esperienza sensoriale, senza perdere di vista la sicurezza e le esigenze nutrizionali.

13/10/2026

Le modalità con cui prendiamo in braccio, sosteniamo e posizioniamo un bambino possono influenzare le sue esperienze motorie fin dai primi mesi di vita. 👶🏻

Spesso, senza rendercene conto, tendiamo a privilegiare un lato rispetto all’altro, ripetendo quotidianamente gli stessi schemi di movimento.

Queste abitudini possono contribuire a una diversa distribuzione degli stimoli posturali e motori, influenzando le opportunità di esplorazione del bambino.

Durante una valutazione osteopatica pediatrica, è importante osservare non solo il bambino, ma anche le modalità con cui viene gestito nella quotidianità.

Alternare i lati di sostegno e favorire una varietà di posizioni può contribuire a promuovere uno sviluppo motorio armonico.

Per comprendere il movimento di un bambino, dobbiamo osservare anche le abitudini di chi si prende cura di lui.

Osteopatia neonatale e pediatrica: osservare, comprendere, accompagnare.Il neonato non è un adulto in miniatura. È un or...
12/10/2026

Osteopatia neonatale e pediatrica: osservare, comprendere, accompagnare.

Il neonato non è un adulto in miniatura. È un organismo in continua evoluzione, in cui crescita, adattamento alla vita extrauterina, alimentazione, sonno e sviluppo motorio sono strettamente connessi.

Per questo, quando si parla di osteopatia in età neonatale e pediatrica, la prima domanda non dovrebbe essere soltanto «Dove intervenire?», ma soprattutto: «Che cosa ci sta comunicando questo bambino attraverso il suo comportamento, i suoi movimenti e le sue difficoltà?»

Una mia valutazione parte dall’osservazione: come il bambino muove il corpo, come orienta il capo, come si relaziona con l’ambiente e come affronta le attività quotidiane. L’obiettivo è comprendere il quadro complessivo, senza isolare un singolo sintomo dal contesto in cui si manifesta.

🔎 In quali situazioni può essere utile una valutazione?
• Coliche e disturbi digestivi
• Allattamento
• Sviluppo motorio e riflessi
• Plagiocefalia e torcicollo
• Difficoltà respiratorie e postura

Un aspetto fondamentale: non tutto ciò che è frequente nel neonato richiede un trattamento, e non ogni difficoltà può essere risolta solo con l’osteopatia. Per questo la valutazione deve essere prudente, individualizzata e mai sostitutiva delle cure pediatriche.

💡Il valore di un percorso serio sta anche nel saper riconoscere i propri limiti, indirizzare la famiglia verso lo specialista quando necessario e costruire una collaborazione tra professionisti.
Perché prendersi cura di un bambino significa prima di tutto ascoltarlo, osservarlo senza forzare i suoi tempi e scegliere interventi proporzionati ai suoi reali bisogni.

💬 Quali aspetti dello sviluppo neonatale vorresti approfondire in un prossimo post?

05/10/2026

Diventare genitori significa anche avere dubbi e preoccupazioni.

Notare qualcosa di diverso nei nostri bambini non significa necessariamente che ci sia un problema patologico. Chiedere, confrontarsi e osservare con consapevolezza è sempre un buon punto di partenza.

Con dolcezza e attenzione possiamo accompagnarli nel loro percorso di crescita e benessere.

27/09/2026

Quando un bambino inizia a camminare, la mia osservazione non si limita all’appoggio dei piedi. 👣

Osservo come distribuisce il carico, come organizza gli arti inferiori, come gestisce l’equilibrio e quali strategie motorie e posturali utilizza durante il passo.

La deambulazione è il risultato dell’integrazione di più distretti corporei e richiede coordinazione, controllo posturale e continui adattamenti.

Per questo, nella fase dei primi passi, è importante lasciare al bambino il TEMPO e lo SPAZIO per sperimentare.

Cadere, perdere l’equilibrio, correggersi e riprovare sono esperienze attraverso cui costruisce progressivamente le proprie strategie motorie.

Accompagnarlo non significa necessariamente guidarlo: anche non offrire continuamente la mano o un sostegno può essere una forma di aiuto, quando l’ambiente è sicuro e il bambino può muoversi liberamente.

I primi passi sono molto più di un semplice traguardo.
Sono l’inizio di un percorso di scoperta, adattamento e autonomia.

Oggi ho voluto parlarvi un po’ di me, perché il mio lavoro non è semplicemente un susseguirsi di tecniche.A volte venite...
23/09/2026

Oggi ho voluto parlarvi un po’ di me, perché il mio lavoro non è semplicemente un susseguirsi di tecniche.

A volte venite in studio senza sapere bene chi sono e come lavoro. Altre volte arrivate con delle aspettative, magari perché avete già avuto esperienze precedenti. E altre ancora pensando che tutti gli osteopati lavorino nello stesso modo.

Ma ogni persona che entra nel mio studio porta con sé una storia, un corpo e un bisogno diverso. Ed è da lì che parte il mio lavoro.

Non credo nelle soluzioni uguali per tutti e non penso che una tecnica, da sola, possa essere la risposta a ogni dolore.

Per questo, per me, lavorare significa anche ascoltare, osservare, adattare, riconoscere i miei limiti e, quando serve, collaborare con altri professionisti.

E soprattutto accompagnarvi nel vostro percorso, senza promettere miracoli, ma cercando insieme ciò che può essere davvero utile per voi. 🌿

Perché l’osteopatia, per come la vivo io, non è solo ciò che faccio durante un trattamento. È anche il modo in cui scelgo di prendermi cura della persona che ho davanti.

20/09/2026

Non sempre aspettare è l’unica strada.

Quando una difficoltà o uno schema motorio persiste nel tempo, una valutazione osteopatica può essere utile per osservare la mobilità, le asimmetrie e le modalità con cui il bambino utilizza il proprio corpo durante la crescita.

L’obiettivo non è cercare necessariamente un problema, ma valutare se si tratta di una normale fase dello sviluppo o se può essere utile intervenire.

Non serve avere già una diagnosi o sapere cosa non va per richiedere una valutazione

11/09/2026

A volte il corpo racconta ciò che non riusciamo a esprimere. 🤍

In questo primo trattamento, il lavoro è partito dall’ascolto del corpo, senza forzare e senza ricercare la profondità, ma lasciando spazio a ciò che emergeva.

Abbiamo lavorato principalmente sulla mobilità del diaframma, sulla zona lombare e sulla cervicale, dove si manifestavano tensioni e sensazioni di pesantezza.

Durante il trattamento è emersa anche una componente somato-emozionale a livello dello stomaco: una tensione che può influenzare il diaframma e, attraverso le connessioni del corpo, contribuire a creare compensi e percezioni di disagio in altre zone.

In gravidanza tutto questo assume ancora più importanza.
Il corpo cambia, la postura si modifica, gli equilibri si trasformano e gli ormoni accompagnano ogni fase di questo incredibile viaggio.

Per questo non si tratta semplicemente di “trattare un dolore”, ma di ascoltare il corpo nella sua globalità, accompagnandolo nei suoi cambiamenti.

Questo è solo il primo passo di un percorso che ci accompagnerà nei prossimi mesi, fino alla preparazione al parto. 🌸



Perché prendersi cura del corpo in gravidanza significa anche creare spazio, ascolto e benessere per sé e per il bambino.

Ogni volta che una mamma mi dice:“Mio figlio ha le coliche”, la prima cosa che faccio è osservare.Non mi fermo alla panc...
06/09/2026

Ogni volta che una mamma mi dice:
“Mio figlio ha le coliche”, la prima cosa che faccio è osservare.

Non mi fermo alla pancia.
Non mi concentro solo su quelle ore in cui il pianto diventa inconsolabile.

Perché per capire davvero cosa sta succedendo, dobbiamo guardare quel bambino nell’arco di tutta la giornata.

Le coliche non sono necessariamente un problema “solo della pancia”. Oggi sappiamo che il pianto del lattante può essere il risultato di un insieme di fattori e che, per comprenderlo, è importante avere uno sguardo più ampio.

E allora mi chiedo:

✨ Come è stata la gravidanza?
✨ Come è nato?
✨ Come si muove?
✨ Come mangia?
✨ Come dorme?
✨ Come gestisce la veglia e la stanchezza?
✨ Quanto e come viene stimolato durante la giornata?
✨ Come sta la mamma e come sta vivendo questo momento?

Perché spesso arriviamo alle 18 con un bambino che piange e pensiamo:

“Ecco, ha le coliche. Non posso fare nulla.”

Ma forse la domanda da farsi è un’altra:

“Cosa è successo nelle ore precedenti?”

Imparare ad osservare il bambino significa proprio questo: non aspettare che il disagio esploda, ma imparare a riconoscere i suoi segnali, i suoi ritmi e i suoi bisogni.

Non per trovare una colpa.
Non per cercare la soluzione magica.

Ma per conoscere quel bambino.

Perché il pianto è un segnale. E per interpretarlo, dobbiamo imparare a guardare oltre il sintomo. 🤍

Salva questo post se vuoi ricordarti di osservare il tuo bambino non solo quando piange, ma durante tutta la giornata.

Indirizzo

Istituto SIMOH Via Giovanni Miani 8 (Piramide-Aventino)/studi Medici Olgiata (Roma Nord)/
Rome
00151

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