16/10/2026
Conoscere un cliente da quattro anni potrebbe far pensare che io sappia già cosa fare prima ancora che entri nello studio.
Per me è quasi il contrario.
Lo tratto ogni settimana.
Conosco bene il suo corpo, la sua attività sportiva e alcune tensioni che tendono a ripresentarsi.
Ma questa volta è arrivato con un’informazione nuova:
il giorno precedente aveva fatto un tipo di allenamento diverso e sentiva gambe e anche molto affaticate.
E quell’informazione ha cambiato una parte del trattamento.
Sulla parte alta del corpo ho mantenuto il lavoro profondo che normalmente utilizzo con lui.
Sugli arti inferiori ho scelto invece:
un olio ayurvedico diverso,
meno profondità,
un ritmo più morbido,
movimenti volutamente orientati allo scarico.
Stessa persona.
Stesso operatore.
Ma non necessariamente lo stesso trattamento.
Perché ascoltare non significa soltanto chiedere come stai all’inizio della seduta.
Significa lasciare che quello che una persona ti racconta cambi realmente quello che fai con le mani.
🌿 È una delle parti del mio lavoro a cui tengo di più.
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