Antonella Centonze Psicologa Clinica Psicoterapeuta Cognitivista

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Antonella Centonze            Psicologa Clinica Psicoterapeuta Cognitivista Psicologia e Psicoterapia per adolescenti adulti e coppie.

Sostegno psicologico
Trattamento dei disturbi d'ansia
Trattamento degli attacchi di panico
Trattamento delle fobie
Trattamento dell'insonnia
Trattamento dei disturbi da stress
Trattamento dei disturbi di personalità
Consulenza per le difficoltà relazionali
Sostegno alla genitorialità
Sostegno alla gravidanza
Sostegno nel post-partum
Consulenza per la gestione della separazione
Trattamento dei disturbi alimentari
Trattamento della depressione e disturbi dell'umore
Elaborazione del lutto
Trattamento dei sintomi psicosomatici
Orientamento al lavoro
Gestione mobbing
Formazione professionale
Psicologia del lavoro

27/06/2023

L’amabilità e la cortesia possono innestare un circolo virtuoso utile al nostro benessere e addirittura modificare un’intera cultura. Sfortunatamente non sempre riusciamo a praticarle. Ecco come farlo. Leggi

23/10/2022
07/06/2022

La formazione in presenza a Napoli a giugno può essere una cosa bella

20/05/2022
12/04/2022

Francesca ha 27 anni. Conosce Paolo.
Lei aveva avuto in passato storie deludenti: uomini egoisti, poco disponibili emotivamente, presi da se stessi, traditori. Paolo sembra diverso. E’ timido, bello certo, un po’ taciturno. Molto più grande di lei. Ha 39 anni e ha già un lavoro stabile. All’inizio è tutto bello, finalmente una persona presente, disposta a stare con lei, a fare dei progetti. I primi anni è tutto sereno. Certo, sono forse un po’ isolati, fanno vita a due, pochi amici. Lei ne aveva tanti. Lui pochi. Pian piano lui chiede di stare spesso loro due da soli. Lei ogni tanto parte per lavoro e lui si rabbuia un po’. Talvolta lui non si rende reperibile quando lei parte. Lei si angoscia, si preoccupa, ha paura che lui sia arrabbiato. Cambiano casa, lui decide il quartiere perché gli è comodo. Poi arrivano i genitori di lei a dare una mano per il trasloco: lui li considera degli inetti. Vuole che lei li metta a distanza. Le amiche di lei pian piano diventano tutte antipatiche, a dire di Paolo. Alcune hanno dei mariti che sono dei presuntuosi terribili. Paolo ci discute. Discute anche con i genitori di lei, li affronta: fa capire loro che sono troppo presenti, meglio se levano le tende. Anche la sorella di Francesca viene dipinta come una egoista e Paolo mette zizzania tra le due. Risultato: litigio in famiglia.
Paolo riesce a raccontare la realtà con i suoi occhi, trova delle ragioni che confondono Francesca, lei piano piano assume la prospettiva di lui, ma non ne è consapevole.
Il lavoro di lei procede bene, è l’unica area di autonomia di Francesca. Diventa commercialista in uno studio importante. A Paolo però non sta bene. Lui fa l’impiegato e pure poco soddisfatto. Borbotta sempre per gli orari di lei: “Ma non hai una casa? Hai comprato il pane? Ti sei dimenticata? Sei sempre la solita. Pensi solo a te stessa e ai cavoli tuoi. Non cucini mai. Ci devo pensare sempre io!” Iniziano i litigi. Francesca trova ingiusti i comportamenti di Paolo: lei lavora, cerca sempre di accontentarlo. Frequentano solo i suoi amici e la famiglia, odiosa, di lui. Paolo urla spesso: “Sei una deficiente! Hai pagato la bolletta?” Francesca risponde: “Perché non lo fai tu? Io ho lavorato fino a tardi”. Lui urla, la insulta. Una volta rompe un bicchiere sul tavolo. Si alza senza rassettare e sparecchiare. Francesca si sente umiliata e sola. Ha paura.
Il litigi aumentano e lei gli dice che non ne può più che lui deve farsi seguire da un professionista, lui la deride. Lei lo minaccia di lasciarlo. La scena si ripete varie volte. Lui le dice: “Se non la smetti di farti i cavoli tuoi, ti renderò la vita un inferno, fino a indurti al suicidio”.

Non raccontiamo il finale, è una storia come tante.

L'abuso emotivo è un comportamento violento nelle parole e nei gesti, che pur senza arrivare alla violenza fisica, mette fortemente a disagio chi lo subisce. Questa violenza può portare ad un trauma psicologico che può generare ansia, depressione cronica, disturbo da stress post traumatico, comportamenti di sottomissione, isolamento sociale etc.

Se sei vittima di abuso emotivo, e rivolgiti al Gruppo di Millemé - violenza di genere e dipendenze affettive
ANCHE IN TOTALE ANONIMATO

08/03/2022

A tutte le donne,
quelle ucraine, russe, armene, palestinesi, etiopi, somale.
Alle donne che vivono in territori di pace ma in case di guerra.
Alle donne che combattono la loro battaglia al lavoro, in un ospedale, nelle scuole.
Alle donne che sono in sintonia con loro stesse e con chi le circonda.
Alle persone che non si riconoscono in alcun genere
Alle persone che rispettano ogni genere
Alle persone che amano, a quelle che non amano più, a quelle che non possono fare a meno di amare.
Alle bambine e ai bambini che meritano sogni sereni a occhi aperti e chiusi.
A Marina Yatsko e a chi madre non lo è più
A chi madre lo è dentro
A chi madre non vuole esserlo.
A chi madre non riesce a esserlo e se ne vergogna.
A chi oggi vive nella speranza e non si arrende, ha coraggio, respira e rompe il silenzio.
8 marzo 2022


Milleme - violenza di genere e dipendenze affettive
Gruppo di Millemé - violenza di genere e dipendenze affettive

02/03/2022

Si terrà venerdì 4 marzo un importante webinar sul modello teorico e sul trattamento delle dipendenze affettive e la violenza di genere, condotto da Erica Pugliese, presidentessa di .
Il corso è dedicato anche agli studenti rumeni del corso di psicoterapia del

con Millemé
Scuole di Psicoterapia APC e SPC

18/02/2022

È STATO APPROVATO IL BONUS PSICOLOGICO!
Un importante passo avanti che avvicina le istituzioni ai bisogni dei cittadini, le cui richieste sono state finalmente ascoltate, dimostrando la volontà del Governo di iniziare azioni di contrasto alla psicopandemia e di modernizzazione del Paese.
Siamo sulla strada giusta!

Per approfondire ▶️ https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/02/17/bonus-psicologo-ok-del-senato-nel-decreto-milleproroghe-20-milioni-per-le-strutture-sanitarie/6497014/

08/02/2022

"Ho litigato con mia figlia"
"ho litigato con mio marito davanti ai bambini"
"i miei figli non fanno altro che litigare per qualsiasi cosa anche la più banale"
"ho paura di aver traumatizzato i bambini" "vorrei iniziare un percorso perche' non tollero i litigi con mia moglie".

Ma il litigio è veramente segno che qualcosa non va?
Secondo recenti studi psicologici il conflitto quando è costruttivo, e quindi permette il confronto, migliora le dinamiche relazionali.
Litigare dunque fa bene? La risposta è sì.
Distinguiamo prima di tutto il dalla , afferma Daniele Novara nel libro "Litigare fa bene", in base all'intenzionalità dell'azione, al danno perpetrato e alla possibilita' di una sana riconciliazione nella quale si impara a spiegarsi e a chiedere scusa.
Educare al conflitto sano, imparare a litigare in modo costruttivo e non distruttivo, sono elementi dunque fondamentali per il contrasto al fenomeno della .

Quali sono le vostre esperienze?

Lo sostengo da sempre
22/01/2022

Lo sostengo da sempre

"Mio padre avrebbe potuto essere un grande comico ma non ha mai creduto di potercela davvero fare. Scelse quindi un lavoro sicuro come contabile ma, quando avevo 12 anni, fu licenziato e la mia famiglia dovette fare tutto il possibile per arrivare alla fine del mese.
Ho imparato molte grandi lezioni di vita da mio padre. Soprattutto che puoi fallire anche facendo cose che non ti piacciono: perciò vale la pena rischiare di più ma facendo ciò che ami."

Dipendenza affettiva e amori tossici …
21/01/2022

Dipendenza affettiva e amori tossici …

Indirizzo

Centro Terapia Metacognitiva Interpersonale Piazza Martiri Di Belfiore 4
Rome
00192

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393283132442

Sito Web

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