Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma .

09/10/2026
E se i neurodivergenti fossimo noi?Vi siete mai chiesti come appaiano i “normotipici” agli occhi di una persona autistic...
23/07/2026

E se i neurodivergenti fossimo noi?

Vi siete mai chiesti come appaiano i “normotipici” agli occhi di una persona autistica?
A svelarlo (con un'ironia pungente e brillante) ci pensa la giornalista svedese Clara Törnvall nel suo bellissimo libro “Guida galattica per persone autistiche”.
La premessa è semplice quanto geniale: capovolgere il punto di vista. Invece di spiegare come la società vede l'autismo, l'autrice ci porta a fare un viaggio sul “pianeta dei neurotipici”. E vista da fuori, la nostra “normalità” fa decisamente sorridere:
💬 Il vizio del small talk: Perché diciamo cose che non pensiamo solo per riempire il silenzio?
🕵️‍♂️ Il linguaggio in codice: Perché diciamo “forse” quando intendiamo "assolutamente no"?
🌀 L'illogicità delle regole sociali: Regole non scritte che cambiano in base al contesto e che diamo per scontate.

💡 Perché leggerlo?
È un libro leggero, ma diretto come un frecciarossa. Non c'è vittimismo, non ci sono toni da trattato medico: c'è la freschezza di una narrazione che smonta gli stereotipi a colpi di umorismo ed empatia.
Ti fa sorridere, ti fa fare “ah!” e, soprattutto, ti fa capire quanto sia bello (e utile) provare a guardare il mondo da un'altra prospettiva.

⭐ Voto: 10/10
📖 Consigliato a: Chiunque voglia allenare l'empatia divertendosi.

Oggi riflettevo con una paziente, che ha scoperto in terapia di essere AuDHD, sull’importanza della diagnosi🌱Ascoltavo i...
16/07/2026

Oggi riflettevo con una paziente, che ha scoperto in terapia di essere AuDHD, sull’importanza della diagnosi🌱

Ascoltavo il suo senso di sollievo immenso, quasi faticoso da spiegare a parole, arrivato dopo una vita intera passata a sentirsi "sbagliata". Quella strana sensazione di sentire che qualcosa non andasse, di provarci con tutte le forze a essere "come gli altri", senza mai riuscirci davvero.

C’è un enorme malinteso intorno alla parola diagnosi. Spesso viene vista con timore, come se fosse un’etichetta rigida, una sentenza che ci incasella e ci toglie libertà.
Ma la verità clinica e umana è un’altra.

La diagnosi non è un alibi per arrendersi. È, al contrario, un punto di partenza.

Non serve a dire "sono fatto così e quindi non posso cambiare", nascondendosi dietro a una definizione. Serve a fare luce ✨

Ecco perché dare un nome a ciò che viviamo è così rivoluzionario:
Ci restituisce dignità: capire che non siamo "pigri", "strani" o "difettosi", ma che il nostro cervello o la nostra emotività funzionano semplicemente con un sistema operativo diverso.

Ci libera dalla schiavitù dei sintomi: quando non conosciamo il nostro funzionamento, ne siamo inevitabilmente schiavi. Subiamo l'ansia, subiamo i sovraccarichi, subiamo l'incapacità di gestire le situazioni perché non ne capiamo l'origine.

Ci dà una mappa: Solo conoscendo i nostri reali confini e limiti possiamo smettere di sbatterci contro. La consapevolezza ci permette di progettare strategie su misura per noi, anziché copiare quelle degli altri (che su di noi non funzionano).

La diagnosi non definisce chi sei, ma descrive come funzioni. E quando finalmente capisci come funzioni, puoi finalmente iniziare a guidare la tua vita, anziché farti trascinare ✨

Domani a Roma si scende in piazza per il Pride. Un momento di grande energia e orgoglio che ci connette a un movimento g...
19/06/2026

Domani a Roma si scende in piazza per il Pride. Un momento di grande energia e orgoglio che ci connette a un movimento globale: in tutto il mondo il Pride è una festa corale in cui istituzioni, aziende, associazioni e cittadini sfilano insieme per dire: "Noi ci siamo, per i diritti di tutti".
Come psicoterapeuta, so bene che manifestare non è solo una celebrazione, ma un potente atto di salute mentale collettiva. C’è un concetto scientifico che spiega perché questo supporto visibile sia vitale: il minority stress.

Il minority stress è la condizione cronica di stress, ansia e pressione psicologica a cui sono sottoposte le persone LGBTQIA+ a causa di pregiudizi e microaggressioni quotidiane. Non è una fragilità personale, ma il peso di vivere in un ambiente non sempre inclusivo.

Ed è qui che la piazza mostra la sua forza terapeutica. Scendere in piazza in massa crea "convalida sociale": abbatte l'isolamento e il minority stress, sostituendoli con un senso profondo di appartenenza, sicurezza e orgoglio.

Partecipare domani significa dire a chiunque si senta marginalizzato: non sei solo, siamo una rete immensa.

Ci vediamo in piazza? 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️✨

💬 Avete mai partecipato a qualche Pride? In quali paesi? Le mie sono foto di Stoccolma, raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!

Ci sono incontri che cambiano radicalmente il nostro percorso professionale e umano. Questo post prende le mosse dal pre...
04/06/2026

Ci sono incontri che cambiano radicalmente il nostro percorso professionale e umano. Questo post prende le mosse dal prezioso lavoro di una delle mie Maestre. Dedico a lei questa condivisione, con l'immensa gratitudine che si deve a chi non si limita a insegnare, ma accende visioni e possibilità 💞 Maria Claudia Biscione

Notizie fresche e di altissimo valore scientifico da Lisbona! 🇵🇹 Si è appena concluso il 18° Congresso della European Federation of Sexology (EFS), e noi di Snodi vogliamo condividere il lavoro straordinario di una professionista che stimiamo immensamente, colonna della sessuologia romana: la Dott.ssa Maria Claudia Biscione 👑
Nel suo intervento, la Dott.ssa ha spiegato come il consumo massivo di p***ografia mainstream agisca come un vero e proprio “organizzatore dell'eccitazione”, capace di condizionare profondamente la nostra risposta sessuale e corporea.
Ecco i punti chiave della sua tesi clinica:
🎨 L'impoverimento della fantasia: la fantasia erotica interna è una funzione psichica viva, fatta di attesa, desiderio e unicità. Il p***o esternalizza e standardizza l'immaginario: non creiamo più, consumiamo immagini preconfezionate;
🧠 La disconnessione dal corpo: quando guardiamo un contenuto, l'attenzione è tutta sullo schermo e per niente sul corpo. Ci si abitua a un'attivazione rapidissima, perdendo la capacità di “stare” nelle soglie intermedie del piacere e di ascoltare le proprie micro-sensazioni;
⚡ Le implicazioni cliniche: questo corto circuito è un condizionamento che può manifestarsi con diversi disturbi sessuali (eiaculazione precoce, deficit erettile…), ma che si può disimparare.
Lo studio clinico della Dott.ssa Biscione ha dimostrato che la sospensione del p***o, unita alla riattivazione della fantasia autonoma (anche tramite scrittura erotica) e al recupero della lentezza, restituisce un'esperienza intima sentita e abitata. Perché il sesso reale è connessione, non performance.

La sfida della sessuologia oggi non è solo ridurre un consumo, ma aiutare le persone a tornare ad abitare il proprio corpo e la propria soggettività erotica. Perché il sesso reale è connessione, non performance. 💭✨
Un immenso grazie a Maria Claudia Biscione per la lucidità di questo contributo.
👇 Cosa ne pensi? Ti sei mai accorto di come i modelli digitali influenzino il modo di percepire il tempo e il corpo nell'intimità? Confrontiamoci nei commenti o in DM ✉️

Dott.ssa Marta Podda
[email protected]
Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma

Spesso dedichiamo fiumi di parole alle cose che finiscono. Parliamo del vuoto che lasciano, del dolore che proviamo nel ...
22/05/2026

Spesso dedichiamo fiumi di parole alle cose che finiscono. Parliamo del vuoto che lasciano, del dolore che proviamo nel chiuderle, della fatica di elaborare un addio. Ma oggi, complice il sole che scalda e invita alla freschezza, invertiamo la rotta e parliamo della vibrazione delle cose che iniziano!
Avete presente quel brivido sottile, quel misto di curiosità, timore e leggera euforia che si prova subito dopo aver fatto un salto di coraggio? È il suono del nuovo che si fa spazio.
C'è un dettaglio fondamentale, però: questa vibrazione non si attiva quando le cose ci capitano addosso per caso. La senti davvero solo quando c’è di mezzo una scelta. L'inizio passivo è subìto; l'inizio scelto è generativo 🌱.
Senti l'energia del nuovo solo quando decidi, consapevolmente, di tendere la mano verso qualcosa e dire: “Sì, io ci provo”.
A volte si pensa alla psicoterapia come a un percorso fatto solo di dolore, scavi archeologici nel passato e smantellamento di vecchie difese. Certo, c'è anche quello. Ma la terapia è, soprattutto, il luogo in cui si impara a scegliere. È l'officina in cui si progettano queste decisioni ricostruttive e consapevoli.
Non si va in terapia solo per imparare a finire ciò che ci fa male, ma per ritrovare il coraggio e la sintonizzazione adatta a sentire — e accogliere — la melodia di un nuovo inizio 💞💪🏻🎶🎶

E se il segreto per mantenere viva la passione non fosse la complicità assoluta, ma la capacità di restare se stessi? In...
12/05/2026

E se il segreto per mantenere viva la passione non fosse la complicità assoluta, ma la capacità di restare se stessi? In "La passione nel matrimonio", David Schnarch ci insegna a passare da un’integrità 'riflessa' — che dipende dal consenso del partner — a un’integrità solida. Solo quando smettiamo di aver paura del disaccordo e impariamo a essere individui differenziati, l'intimità smette di essere routine e torna a essere un incontro reale tra due persone intere stimolando curiosità ed interesse.

La “cura” non passa solo attraverso la medicina, ma anche attraverso la condivisione, il movimento e il coraggio di tras...
10/05/2026

La “cura” non passa solo attraverso la medicina, ma anche attraverso la condivisione, il movimento e il coraggio di trasformare un dolore personale in un gesto collettivo.
Per questo oggi sono alla Race for the Cure proprio nel giorno della Festa della Mamma: porto nel cuore la mia mamma, che non c'è più, ma che mi ha insegnato il valore della forza. Qui per lei è per tutte le donne che lottano e per chi crede nel valore della prevenzione.
Non importa quale sia la sfida che stiamo affrontando: camminare insieme la rende meno faticosa. È il mio modo per dire a chi affronta un momento difficile che non è solo, e per ricordare che amarsi significa anche fare prevenzione.
Buona Festa della Mamma a chi c’è, a chi resta nel cuore e a chi sceglie, ogni giorno, di prendersi cura di sé.

Ieri, andando in studio, sono stata colpita dalle opere di Rabarama. Non conoscevo questa artista, ma passeggiando in Vi...
07/05/2026

Ieri, andando in studio, sono stata colpita dalle opere di Rabarama. Non conoscevo questa artista, ma passeggiando in Via Veneto non ho potuto fare a meno di fermarmi ad osservarle: sono meravigliose.
Da psicoterapeuta, non ho potuto fare a meno di pensare che quelle "pelli" decorate con puzzle, lettere e incastri siano una metafora potentissima di ciò che siamo. 🧩
Spesso arriviamo in terapia sentendoci proprio così: come un insieme di frammenti che cercano il loro incastro, o come un labirinto di segni che non riusciamo ancora a decifrare. Quelle sculture portano i propri pensieri e le proprie storie "incisi" sulla pelle, proprio come facciamo noi con i nostri vissuti.
Il mio invito per te:
Se oggi o nei prossimi giorni hai un appuntamento in studio, ti propongo un piccolo esercizio: arriva dieci minuti prima e fermati ad osservarle. Scegline una, quella che ti "chiama" di più.

Porta in seduta le riflessioni che nascono da quell'incontro. In quale di quelle forme ti riconosci oggi? Cosa dice di te quel puzzle di metallo?

L'arte può essere la chiave perfetta per aprire porte che a volte restano chiuse.

05/05/2026

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Via Aurora 39, Roma, Via Latisana 8, 00177 Roma
Rome
00187

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