Dott.ssa Alessandra Ronca Psicologa

Dott.ssa Alessandra Ronca Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Alessandra Ronca Psicologa, Psicologo, Rome.

Mi occupo della prevenzione e del benessere della donna in gravidanza, delle possibili problematiche che affronteranno la mamma e il papà, come genitori e come coppia, della corretta pedagogia da utilizzare con i bambini nella fascia di età 0-6.

27/06/2026

CONFLITTI TRA GENITORI sull’educazione dei figli

A quanti di voi è capitato o capita tutt’ora?

Tra i 2 e i 3 anni del bambino nascono (iniziano!) conflitti tra i due genitori su come gestire le richieste e le crisi del bambino.

Questo accade soprattutto se:
- non si è mai parlato di come si vuole educare il proprio figlio
- non si è mai affrontata una terapia individuale
- i genitori stessi sono stati educati in modo molto diverso

IL PROBLEMA PRINCIPALE È che quello che viene spontaneo fare, in genere, è quello che hanno fatto con voi i vostri genitori.

Se i vostri genitori vi hanno sculacciato vi verrà spontaneo sculacciare.
Se i vostri genitori urlavano molto per farsi ascoltare, vi verrà spontaneo urlare.
Se i vostri genitori vi dicevano che eravate ingestibili, cattivi, esagerati, vi verrà spontaneo dire queste cose

Potrete non farle queste cose, certo, ma vi dovrete SFORZARE!

Se i vostri genitori si esasperavano, gestivano le crisi di voi figli arrabbiandosi, ecco che vi verrà spontaneo arrabbiarvi e vi farà ancora più rabbia se l’altro genitore resterà calmo.
Lo troverete strano
…lo troverete sbagliato…
penserete «no, è giusto arrabbiarsi»

Se i vostri genitori vi davano uno schiaffo alla decima richiesta di un biscotto, ecco che vi verrà una forte rabbia di fronte alla richiesta insistente di un biscotto, e la rabbia aumenterà se l’altro genitore tenterà un compromesso.
Lo troverete strano
…lo troverete sbagliato…
penserete «no, meriterebbe uno schiaffo»

Purtroppo,
- non basta spiegare
- non basta istruire sulla corretta pedagogia
- non basta far leggere un libro di pedagogia
- non basta neppure far spiegare queste cose da un professionista

PERCHÈ QUELLE EMOZIONI SONO TROPPO FORTI

E, spesso, il cervello deve trovare una giustificazione se non si riesce a fare una cosa.

Ed eccola qui:
«sono tutte stupidaggini, io sono cresciuto benissimo con gli schiaffi e le sculacciate»

La cosa più triste è che anche chi ha studiato, se non vuole mettere in discussione la propria infanzia non riuscirà mai a mettere in pratica ciò che ha studiato, altererà, interpreterà o dimenticherà ciò che ha letto.

E così, ecco che troviamo educatrici nelle scuole, a cui ci affidiamo, e che fanno e dicono cose terribili.
(Questo vale per tutte le figure professionali, anche psicologi, pedagogisti, pediatri ecc.)

Sicuramente l'impatto della sofferenza è maggiore quando sono i due genitori a scontrarsi su queste tematiche.

Ma l'unico modo per cambiare prospettiva è VOLERLO e attivarsi per tornare alla propria infanzia, per vederla, riattraversarla, cambiarla.

[C’è anche un’aggravante:
dopo l’arrivo di un figlio, troppo spesso, purtroppo, la coppia subisce un allontanamento per i cambiamenti biologici a cui va incontro la neomamma che creano confusione nel neopapà, e per la frustrazione di entrambi nel cambiamento che comporta avere un figlio, che si ripercuote sul rapporto di coppia.
E questo porta ad essere più concentrati sui propri bisogni, sulle proprie idee, su se stessi. e si è meno propensi ad ascoltare l’altro]

17/06/2026

Domanda di una mamma:
⬇️
Sono mamma di un bimbo di 11 mesi. Vorrei chiedere alle mamme di bambini dall’anno e mezzo di età in avanti, come si comportano se il figlio/a inizia ad urlare, a sb*****si per terra e a prendere la mamma a schiaffi se non vuole fare una determinata cosa o non viene accontentato su quello che desidera. Ecco voi come mamme come reagite o reagireste? Premesso che sicuramente anche io attraverserò questa fase tra un po’, solo a me sembra assurdo che sia “tutto concesso”? Che il genitore deve essere per forza comprensivo senza reagire?
Sono cresciuta che bastava un’occhiata di mia madre per capire che stavo facendo qualcosa che non andava fatto, le ciabatte che sono volate o le sculacciate neanche a parlarne… eppure la mia mamma è stata una figura dolce e premurosa! C’era rispetto dei genitori, che credo si sia decisamente perso oggi.
Quindi mi e vi chiedo se con questo fatto dell’essere comprensivi a tutti i costi verso i figli alla fine sia la strada giusta.

Prima di leggere la risposta, potete provare a formularne una.

Risposta:
⬇️
Stai confondendo il porre un limite con l'arrabbiarsi.
Non si "concede" tutto, ma quello che non si concede, perchè dovrebbe essere fatto con rabbia/violenza/aggressività?
I bambini imparano guardando gli adulti di riferimento e imitando ogni gesto e parola. Quindi se vuoi porre limiti urlando/schiaffeggiando/sculacciando, avrai un bambino che imparerà che è così che si reagisce a tutto. Non può capire certo la differenza tra una cosa importante e una non importante, e non può regolare le sue emozioni, per imparare a farlo serve osservare l'adulto che sappia come farlo e lo mostri a lui.
Dunque: non bisogna dire di si o cedere a tutto, assolutamente. Le regole e i limiti sono importantissimi. Ma si può dire di no anche con un sorriso e un abbraccio. Si può dire che una cosa non va bene anche accettando che il bambino si rattristi o si arrabbi o non sappia farsene una ragione.
La violenza insegna solo a sentirsi incompresi e soggiogati, soli, piccoli.
Mentre accogliere le emozioni che prova un bambino gli insegna che lui è importante e che ogni emozione esiste e va bene, che si può imparare a controllarla, e al contempo si impara ad accettare i no con maggiore consapevolezza
Forse adesso che sei adulta e hai consolidato gli insegnamenti ricevuti, hai dimenticato l'umiliazione quando venivi schiaffeggiata, il fatto che non potessi controllare i comportamenti che facevano arrabbiare i tuoi genitori, e che lo schiaffo ti fermava ma ti faceva anche sentire impotente, sbagliata, umiliata e in colpa. Mentre un limite senza rabbia, comprendendo l'emozione, fa sentire la responsabilità, l'amore, e la fiducia.
Il lassismo invece rende un bambino, nel tempo, un adulto egocentrico, incapace di sopportare qualsiasi frustrazione, irrispettoso verso gli altri.
Quindi è fondamentale non accogliere tutte le richieste, ma accogliere le emozioni, quello si.

09/06/2026

TEMA SPANNOLINAMENTO

1.
il termine spannolinamento è fuorviante, ma tutti lo usiamo.
Definiamo questo termine:
- è il bambino a spannolinarsi, non il genitore che lo spannolina. Sembra una differenza minima? NON LO E'.
- utilizzando questa parola si tende a ritenere che l'obiettivo sia togliere il pannolino. Non è proprio così.
Togliere il pannolino è la CONSEGUENZA, ma l'obiettivo è favorire il bambino nell'apprendimento dell'uso del vasino/gabinetto.

Ovvero, l'obiettivo del genitore, e di conseguenza del bambino, dovrebbe essere quello di portare il bambino a saper riconoscere lo stimolo, collegare quello stimolo all'azione di raggiungere il vasino/gabinetto, espellere la p**ì e la c***a in questi ultimi.

Secondo voi, al di là del lato economico, cosa cambia se il bambino ha il pannolino o la mutanda? Se ogni volta che deve fare la p**ì e la c***a raggiunge il vasino/gabinetto, fa la p**ì e la c***a li dentro, e quindi ad essere abbassato è il pannolino rispetto alla mutanda, che differenza c'è?

Nessuna.
Quindi non esiste alcun motivo per decidere un giorno di prendere il bambino e togliergli il pannolino. Perchè in questo modo non state favorendo nessuno sviluppo. State solo facendo in modo che quel bambino sia costretto ad apprendere qualcosa, portandolo a vivere la conseguenza di ba****si e sporcarsi. (E magari poi sottilmente lo umiliate quando accade, o comunque sottolineate che è sbagliato farsela addosso e deve cercare di andare sul vasino/gabinetto).

2. Iter di spannolinamento
Quando vedete che il bambino inizia ad essere interessato, quando magari inizia a dire p**ì e c***a, ma anche prima, anche quando volete voi, inserite in casa il vasino, oppure la scaletta/riduttore.
(io consiglio il vasino, ma è troppo lungo qui soffermarmi sui pro e i contro di uno e dell'altro, quindi, in caso, se volete chiedetemelo nei commenti).

Facciamo che inserite il vasino nella vostra casa.

Il vasino deve essere sotto l'occhio del bambino. Sempre.
Lo potete usare come gioco, come vasino per i pupazzi che ci andranno a fare i loro bisogni, potete usarlo come piscina in cui far fare il bagnetto ai pupazzi. Il limite è la vostra fantasia.
Il bambino deve avere nel suo campo visivo il vasino.
Ogni tanto potete verbalizzare che è lì, e che quando vuole può provare a farci dentro la c***a o la p**ì.

Prima o poi il bambino ne sarà incuriosito.
Ci saranno bambini più incuriositi dal gabinetto, soprattutto se siete una famiglia che va in bagno "a porte aperte" e quindi il bambino vede e osserva voi fare i vostri bisogni lì.
In quel caso consiglio di avere anche una scaletta/riduttore.

3. Seguendo questo iter, in cui il bambino è libero di esplorare questo nuovo oggetto, nuove informazioni, in modo naturale sarà portato ad usare questi strumenti. In modo autonomo e senza forzature.
Potrà richiedere il vostro aiuto o voler fare tutto da solo.
E voi potrete assecondare la sua volontà, anche se significherà pulire, asciugare e aspettare i suoi tempi infiniti (e normali).

4. Una volta che il bambino sarà più o meno stabile nel fare la p**ì e la c***a nel vasino/gabinetto, ecco che potrete iniziare a verbalizzare che quando vorrà potrà mettere le mutande al posto del pannolino.
Quando vi dirà di si?
Boh. Ma ha importanza?

[Ovviamente in mezzo a tutte queste situazioni ci sono parole, gesti, strategie ecc, che possono aiutare, ma capirete che l'argomento è troppo vasto e non posso scrivere tutto qui.
Per esempio ci sono bambini che hanno più difficoltà nel fare la c***a fuori dal pannolino. E sicuramente se non iniziate togliendo il pannolino (che starete capendo dal post, è l'ultima cosa da fare), il bambino svilupperà meno problemi a fare la c***a fuori dal pannolino, perchè non si sentirà costretto a chiedervelo per farla]

5. DOPO CIRCA 10 MESI dall'avvenuto spannolinamento, a prescindere da quanto ci sia voluto e da come sia andato, dall'iter che avrete usato, quasi tutti i bambini vanno incontro ad un periodo di regressione in cui cercano di trattenere la p**ì e la c***a e potrebbero spesso farsela addosso e/o farla di notte anche se non l'avevano mai fatto o avevano smesso da tempo.

Questa regressione è FISIOLOGICA

I bambini in questa fase hanno bisogno di esplorarSI, di sentire cosa accade al loro corpo trattenendosi o lasciandosi andare senza raggiungere il gabinetto. E' una fase molto importante per loro e la cosa più sbagliata che si può fare è arrabbiarsi o costringere il bambino a raggiungere il gabinetto.

Inoltre:
- quest'ultima fase che avviene circa 10 mesi dopo, dura meno tempo nei bambini a cui NON è stato tolto il pannolino come primo step e che hanno imparato con questo iter, .
- quest'ultima fase che avviene circa 10 mesi dopo, dura meno tempo nei bambini che vengono lasciati esplorarsi, senza l'utilizzo della rabbia e della costrizione.

[RICORDO CHE ESISTE ANCHE L'ELIMINATION COMUNICATION, e che ovviamente questo post riguarda solo l'iter di spannolinamento per quelle famiglie che non hanno utilizzato questa pratica]

06/06/2026

--- Il diritto di provare tutte le emozioni ---

Non esistono emozioni sbagliate ❤️

Esistono comportamenti che possono essere inappropriati 🙌🏼

Un bambino dovrebbe poter imparare che:
è normale arrabbiarsi;
è normale essere gelosi;
è normale avere paura;
è normale sentirsi delusi.
E così via.

L'obiettivo non è eliminare le emozioni, ma imparare a gestirle.

Quando il bambino si sente visto e capito, il cervello diventa più disponibile all'apprendimento.

Molti adulti iniziano dalla correzione:
"Smettila subito." ❌

Spesso è più efficace partire dalla comprensione:
"Sei molto frustrato perché il gioco si è rotto." ✅
e solo dopo intervenire sul comportamento.

Un bambino piccolo non si calma perché gli viene detto di calmarsi.
Si calma perché un adulto calmo "presta" il proprio sistema nervoso.
Attraverso:
tono di voce rassicurante;
vicinanza fisica;
contatto visivo;
presenza stabile;
E il bambino interiorizza gradualmente queste capacità.

Inoltre,
I bambini apprendono soprattutto per osservazione.
⬇️
Se vedono adulti che:
urlano per ogni frustrazione;
insultano chi la pensa diversamente;
reprimono continuamente le emozioni;
⬇️
impareranno che quelle sono modalità normali di gestione emotiva.
Se invece osservano adulti che riconoscono e nominano le proprie emozioni, avranno un modello diverso da interiorizzare.

Co-regolazione emotiva:Un bambino piccolo non si calma perché gli viene detto di calmarsi.Si calma perché un adulto calm...
02/06/2026

Co-regolazione emotiva:
Un bambino piccolo non si calma perché gli viene detto di calmarsi.
Si calma perché un adulto calmo "presta" il proprio sistema nervoso.
Attraverso:
tono di voce rassicurante;
vicinanza fisica;
contatto visivo;
presenza stabile;
E il bambino interiorizza gradualmente queste capacità.

31/05/2026

Un argomento che potrebbe indignare molti, ma che ritengo doveroso affrontare.

Le diagnosi di disturbi del neurosviluppo e del comportamento.


Perché talvolta le diagnosi sembrano essere formulate con facilità?

Ci sono diversi fattori.
1.
Molti servizi di neuropsichiatria infantile operano all'interno di un modello diagnostico-clinico. Il loro compito istituzionale è identificare eventuali disturbi neuroevolutivi, emotivi o comportamentali.
Se una famiglia arriva riferendo:
aggressività
oppositività
impulsività
problemi scolastici
il professionista è naturalmente portato a valutare condizioni come Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) o Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP).
In alcuni contesti il tempo disponibile per la valutazione è limitato e questo può favorire una maggiore attenzione ai sintomi osservabili rispetto alla ricostruzione approfondita delle dinamiche familiari.

2.
I genitori sono la fonte principale delle informazioni
Un altro problema è che il clinico riceve spesso il racconto dei genitori.
Se i genitori descrivono il bambino come:
provocatorio
ingestibile
aggressivo
incapace di rispettare le regole
ma hanno scarsa consapevolezza del proprio stile educativo, il professionista potrebbe ricevere un quadro parziale.

Molti genitori non mentono deliberatamente; semplicemente interpretano il comportamento del figlio come un problema del figlio.

3.
Le dinamiche familiari sono difficili da valutare
Valutare davvero il funzionamento familiare richiede:
osservazioni dirette
colloqui multipli
raccolta di informazioni da scuola e altri contesti (che comunque non sono, spesso, formati adeguatamente per dare responsi congrui)
talvolta valutazioni dell'attaccamento e delle interazioni genitore-bambino.

Non sempre i servizi dispongono del tempo e delle risorse necessarie.

MA
La ricerca cosa dice?

La letteratura mostra chiaramente che:
pratiche educative coercitive, punizioni fisiche, umiliazioni, conflitti familiari cronici, stili genitoriali incoerenti
--> sono associate a livelli più elevati di aggressività, oppositività e disregolazione emotiva nei bambini, fornendo quadri comportamentali sovrapponibili con quelli dei disturbi come ADHD e DOP.

QUINDI
È possibile dedurre che alcune diagnosi siano eccessive/superficiali/gonfiate?

__________________________________________

Se sospettate un disturbo nel vostro bambino il consiglio migliore che possa darvi è di consultare PRIMA uno psicologo formato sulla psicopedagogia, che possa escludere fattori educativi e/o ambientali come causa dei comportamenti disfunzionali del bambino, e solo DOPO tale esclusione, verificare altre possibilità con il neuropsichiatra infantile.

26/02/2026

💯

26/01/2026

Uno scorcio dell'incontro di sabato scorso ❤️
La sala era piena, gli interventi tanti, le domande tantissime.
Ringrazio Tuscholè e il comune di Grottaferrata per aver permesso tutto questo.
Stili educativi, internet e violenza tra i giovani, educazione emotiva e tanto altro. Il tempo si è fermato per qualche ora, nello sforzo di tutti di entrare nel mondo del bambino 🙏🏼
Seguiranno nuovi eventi!

19/01/2026

🔴⚪ "Educazione vecchio stampo, rispettosa o lassista?", l'incontro informativo a Palazzo Grutter

L’incontro, condotto dalla Dott.ssa Alessandra Ronca (psicologa) è rivolto a genitori, nonni, educatori, insegnanti e caregiver in generale.

L’obiettivo è offrire strumenti pratici e accessibili per accompagnare bambini e adolescenti nella crescita, promuovendo uno stile educativo consapevole, efficace e rispettoso. Il taglio sarà divulgativo, ma con solide basi neuroscientifiche e pedagogiche.

L’iniziativa si inserisce all’interno delle attività di sostegno alla genitorialità promosse da Tuscholé APS e nasce da un bisogno concreto e molto sentito all’interno della nostra comunità educante.

Evento patrocinato dal Comune di Grottaferrata

16/01/2026

Incontro dal vivo, grazie al comune di Grottaferrata, che ha preso a cuore l'argomento.
Gratuito.
Dove parleremo di stili educativi, non prima di aver gettato le basi per poter comprendere come si è evoluta l'educazione nella storia, e quindi da che pedagogia proveniamo tutti.

Vi aspetto a Palazzo Grutter, a Grottaferrata (RM) per parlarne tutti assieme, rendendo l'incontro interattivo e pieno di spunti di riflessione e aiuti concreti a tutti i genitori, insegnanti, nonni e chiunque sia interessato.

Sabato 24 gennaio, alle 10. Posti limitati, prenotazioni in privato, anche su WhatsApp.

❤️

Indirizzo

Rome

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Alessandra Ronca Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Alessandra Ronca Psicologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare