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Dott. Giuseppe d'Ambrosio - Ambulatorio Pediatrico - Roma Ambulatorio Pediatrico del Dott. Giuseppe d'Ambrosio, Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Pediatrica

SOLE E FARMACI: SI PUÒ ANDARE AL MARE SE SI STA ASSUMENDO UNA TERAPIA?Con l’arrivo dell’estate molti genitori mi chiedon...
30/07/2026

SOLE E FARMACI: SI PUÒ ANDARE AL MARE SE SI STA ASSUMENDO UNA TERAPIA?

Con l’arrivo dell’estate molti genitori mi chiedono: “Mio figlio sta assumendo un antibiotico (o un altro farmaco): può stare al sole?”

La risposta è semplice: dipende dal farmaco.

☀️ CHE COSA SIGNIFICA “FOTOSENSIBILIZZANTE”?

Alcuni medicinali possono rendere la pelle più sensibile ai raggi UV, aumentando il rischio di arrossamenti, scottature o reazioni cutanee anche dopo un’esposizione relativamente breve.

💊 GLI ANTIBIOTICI SONO TUTTI A RISCHIO?

No. La maggior parte degli antibiotici utilizzati in età pediatrica, come amoxicillina e amoxicillina/acido clavulanico, non è fotosensibilizzante.

Alcuni antibiotici, invece, come le tetracicline (raramente utilizzate nei bambini piccoli) e alcuni fluorochinoloni, possono aumentare la sensibilità al sole.

💉 E IL CORTISONE?
Farmaci a base di cortisone, come il betametasone (ad esempio il Bentelan®️), non sono generalmente considerati farmaci fotosensibilizzanti. Tuttavia, durante una terapia con corticosteroidi è prudente evitare un’esposizione prolungata e intensa al sole, soprattutto se il trattamento è prolungato o se il bambino è particolarmente sensibile.

Inoltre, alcune creme cortisoniche applicate sulla pelle possono renderla più delicata e richiedono particolare attenzione all’esposizione solare.

🧴 COME COMPORTARSI?

Se il bambino sta assumendo una terapia:
• leggete il foglietto illustrativo o chiedete consiglio al pediatra;
• evitate l’esposizione nelle ore più calde della giornata;
• utilizzate sempre una protezione solare SPF 50+, riapplicandola durante la giornata;
• fate indossare cappellino e, quando possibile, indumenti protettivi.

📌 UN MESSAGGIO IMPORTANTE

Assumere un antibiotico o un altro farmaco non significa automaticamente che il bambino debba rinunciare al mare o alle attività all’aperto.
L’importante è conoscere il medicinale che sta assumendo e adottare le giuste precauzioni per proteggere la pelle.

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📍 Via di San Giovanni in Laterano 182, Roma
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COME VESTIRE UN NEONATO QUANDO CI SONO 35°C?Con l’arrivo del caldo molti genitori si chiedono: “Non avrà freddo se lo ve...
27/07/2026

COME VESTIRE UN NEONATO QUANDO CI SONO 35°C?

Con l’arrivo del caldo molti genitori si chiedono: “Non avrà freddo se lo vesto così poco?”

In realtà, nei primi mesi di vita il rischio più frequente è quello di coprire troppo il neonato, favorendo il surriscaldamento.

🌡️ PERCHÉ IL NEONATO SOFFRE DI PIÙ IL CALDO?

Nei primi mesi il sistema di termoregolazione è ancora immaturo.

Questo significa che il neonato fatica a disperdere il calore corporeo e può andare incontro più facilmente a disidratazione e colpi di calore rispetto a un bambino più grande.

👕 COME VESTIRLO?

Quando le temperature sono molto elevate è sufficiente:
• un body leggero in cotone oppure, in casa se l’ambiente è fresco, anche il solo pannolino;
• preferire tessuti naturali e traspiranti;
• evitare indumenti sintetici o troppo aderenti.

💧 SERVE DARE L’ACQUA?

Se il neonato è allattato esclusivamente al seno o con latte formulato, di norma non è necessario aggiungere acqua.

Nelle giornate molto calde è invece utile offrire poppate più frequenti per garantire una corretta idratazione.

🤲 COME CAPIRE SE HA CALDO?

Mani e piedi non sono un buon indicatore.

È preferibile toccare la nuca o il torace: se sono molto caldi e sudati, probabilmente il bambino è coperto eccessivamente.

⚠️ QUALI SEGNI DEVONO FAR PREOCCUPARE?

Contattate il pediatra se il neonato appare:
• insolitamente sonnolento o difficile da svegliare;
• poco reattivo;
• molto irritabile;
• alimentato con difficoltà;
• con pannolini meno bagnati del solito, possibile segno di disidratazione.

📌 SFATIAMO UN MITO

Un neonato non ha bisogno di essere coperto “perché è piccolo”. In estate, vestirlo troppo può essere più rischioso che vestirlo troppo poco.

💬 Come vi regolate quando fa molto caldo? Avete dubbi su come vestire il vostro neonato? Scriveteli nei commenti: risponderò con piacere.

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SICUREZZA IN ACQUA: COME PREVENIRE L’ANNEGAMENTO NEI BAMBINICon l’estate aumentano le giornate trascorse al mare e in pi...
23/07/2026

SICUREZZA IN ACQUA: COME PREVENIRE L’ANNEGAMENTO NEI BAMBINI

Con l’estate aumentano le giornate trascorse al mare e in piscina. Purtroppo, aumentano anche gli incidenti in acqua.

L’annegamento è una delle principali cause di morte accidentale in età pediatrica, ma può essere prevenuto con semplici regole.

👀 LA SUPERVISIONE È FONDAMENTALE

Un bambino in acqua non dovrebbe mai essere lasciato senza la sorveglianza di un adulto, neppure per pochi secondi.

L’annegamento può avvenire rapidamente e in modo silenzioso.

🛟 BRACCIOLI E GONFIABILI NON BASTANO

Braccioli, ciambelle e materassini non sono dispositivi di salvataggio e non sostituiscono mai la presenza di un adulto.

Nei bambini più piccoli è consigliabile rimanere sempre a distanza di un braccio.

🌊 ATTENZIONE ANCHE ALL’ACQUA BASSA

Bastano pochi centimetri d’acqua perché un bambino piccolo possa trovarsi in difficoltà.

⚠️ OCCHIO AI BOCCHETTONI DELLE PISCINE

I bocchettoni di aspirazione possono esercitare una forte forza di risucchio. È importante insegnare ai bambini a non avvicinarsi e verificare che siano protetti da griglie integre.

☀️ ALTRE REGOLE IMPORTANTI

• preferire spiagge e piscine sorvegliate
• utilizzare giubbotti di galleggiamento omologati per chi non sa nuotare (ad esempio in barca)
• evitare giochi pericolosi in acqua
• non distrarsi con cellulare o altre attività mentre si sorveglia il bambino

📌 RICORDIAMOLO

La migliore protezione non sono i braccioli, ma un adulto presente, attento e vicino al bambino.

💬 Avete domande sulla sicurezza in acqua? Scrivetele nei commenti: risponderò con piacere.

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CREME SOLARI NEI BAMBINI: SONO DAVVERO SICURE?Negli ultimi anni molti genitori hanno letto notizie preoccupanti sulle cr...
13/07/2026

CREME SOLARI NEI BAMBINI: SONO DAVVERO SICURE?

Negli ultimi anni molti genitori hanno letto notizie preoccupanti sulle creme solari.
Alcuni studi hanno dimostrato che piccole quantità di alcuni filtri solari possono essere assorbite dalla pelle e diventare rilevabili nel sangue.
Questo ha portato molti a chiedersi: possono causare problemi di salute nei bambini?

🔬 COSA DICE LA SCIENZA?

Ad oggi non esistono evidenze che l’utilizzo corretto delle creme solari autorizzate provochi alterazioni dello sviluppo, disturbi ormonali, infertilità, neoplasie o altre conseguenze clinicamente dimostrate nei bambini.

💡 E LE IRRITAZIONI CUTANEE?

Come qualsiasi prodotto applicato sulla pelle, anche le creme solari possono occasionalmente causare irritazioni o reazioni allergiche in bambini particolarmente sensibili.
Si tratta però di eventi generalmente lievi e non rappresentano un motivo per rinunciare alla protezione solare.

🧴 FILTRI MINERALI O FILTRI ORGANICI?
Entrambi possono essere utilizzati in sicurezza quando presenti in prodotti approvati e formulati per l’età pediatrica.
Non esistono prove che i filtri organici autorizzati siano pericolosi per i bambini.

☀️ I RISCHI DEL SOLE, INVECE, LI CONOSCIAMO BENE
Le scottature durante l’infanzia aumentano il rischio di danni cutanei e di neoplasie della pelle in età adulta.
Questo è un dato scientificamente dimostrato da molti anni.

👶 COME PROTEGGERE CORRETTAMENTE I BAMBINI?
* utilizzare SPF 50+
* applicare la crema in quantità adeguata
* rinnovare l’applicazione durante la giornata
* utilizzare cappellino e indumenti protettivi
* evitare l’esposizione nelle ore più calde

📌 SFATIAMO UN MITO

Oggi le evidenze scientifiche continuano a sostenere l’uso delle creme solari nei bambini.
I benefici della protezione dai raggi UV sono ampiamente dimostrati, mentre i presunti gravi rischi attribuiti alle creme solari non trovano conferma negli studi disponibili.

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MALATTIA DI KAWASAKI: QUANDO PENSARCI?La malattia di Kawasaki è una vasculite che colpisce prevalentemente i bambini sot...
09/07/2026

MALATTIA DI KAWASAKI: QUANDO PENSARCI?

La malattia di Kawasaki è una vasculite che colpisce prevalentemente i bambini sotto i 5 anni.

È una patologia poco frequente, ma riconoscerla precocemente è fondamentale perché, se trattata tempestivamente, nella maggior parte dei casi guarisce senza conseguenze.

🌡️ QUAL È IL SINTOMO PIÙ IMPORTANTE?

Il segnale principale è una febbre elevata che dura da almeno 5 giorni e tende a non rispondere completamente ai comuni antipiretici.

Alla febbre si associano generalmente più segni clinici, tra cui:

• occhi molto arrossati in entrambi gli occhi, senza secrezione purulenta
• labbra rosse, secche e screpolate e lingua “a fragola”
• eruzione cutanea sul corpo
• mani e piedi arrossati o gonfi (talvolta con desquamazione delle dita)
• un linfonodo del collo aumentato di volume

👶 PERCHÉ È IMPORTANTE RICONOSCERLA?

Se non trattata, può interessare le arterie coronarie. Una diagnosi precoce riduce in modo significativo il rischio di complicanze.

🩺 COME SI DIAGNOSTICA E SI CURA?

La diagnosi si basa sulla visita, sulla durata della febbre, sui segni clinici e sugli esami di laboratorio; nei casi sospetti viene eseguito anche un ecocardiogramma.

Il trattamento, effettuato in ospedale con immunoglobuline per via endovenosa e, quando indicato, acido acetilsalicilico, è molto efficace soprattutto se iniziato entro i primi 10 giorni.

📌 UN MESSAGGIO IMPORTANTE

La malattia di Kawasaki è rara e la maggior parte delle febbri prolungate nei bambini è dovuta a infezioni virali.

Tuttavia, se un bambino presenta febbre da almeno 5 giorni associata a più dei segni descritti, è importante che venga valutato dal pediatra.

💬 Avevate già sentito parlare della malattia di Kawasaki? Scrivete dubbi e domande nei commenti.

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CONDIZIONATORE E BAMBINI: SI PUÒ USARE?Con l’arrivo dell’estate molti genitori mi chiedono se il condizionatore possa fa...
02/07/2026

CONDIZIONATORE E BAMBINI: SI PUÒ USARE?

Con l’arrivo dell’estate molti genitori mi chiedono se il condizionatore possa far ammalare i bambini.

La risposta, nella maggior parte dei casi, è no.

Anzi, durante i periodi di caldo intenso può essere uno strumento utile per proteggere i più piccoli dalle temperature eccessive.

❄️ IL CONDIZIONATORE NON CAUSA VIRUS O INFEZIONI

Raffreddore, mal di gola e influenza sono causati da virus, non dall’aria condizionata.

Molti episodi di malattia attribuiti al condizionatore sono in realtà infezioni che il bambino ha contratto altrove.

🧼 L’IMPORTANZA DEI FILTRI

Un aspetto fondamentale è la manutenzione.

Filtri sporchi possono favorire l’accumulo di polvere, allergeni e microrganismi, peggiorando la qualità dell’aria.

Per questo è importante pulirli e sostituirli secondo le indicazioni del produttore.

🌡️ QUAL È LA TEMPERATURA IDEALE?

Non è necessario trasformare la casa in un frigorifero.

Generalmente è consigliabile mantenere una temperatura intorno ai 24-26°C, evitando sbalzi eccessivi tra ambiente interno ed esterno.

💨 ATTENZIONE AI GETTI D’ARIA DIRETTI

Più che il condizionatore in sé, può essere fastidioso il flusso d’aria diretto sul bambino.

Meglio evitare che il letto, il passeggino o il luogo di gioco siano investiti direttamente dal getto.

👶 NEONATI E BAMBINI PICCOLI

Anche nei neonati il condizionatore può essere utilizzato, purché l’ambiente sia adeguatamente climatizzato e non eccessivamente freddo.

Durante le ondate di calore può contribuire a ridurre il rischio di disidratazione e stress termico.

📌 SFATIAMO UN MITO

Un condizionatore ben mantenuto, con filtri puliti e utilizzato correttamente, non fa ammalare i bambini.

Al contrario, nelle giornate più calde può aiutare a garantire un ambiente più confortevole e sicuro.

💬 Utilizzate il condizionatore con i vostri bambini o avete ancora qualche dubbio? Scrivetelo nei commenti.

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IMPETIGINE NEI BAMBINI: COME RICONOSCERLA?L’impetigine è una delle infezioni della pelle più frequenti in età pediatrica...
29/06/2026

IMPETIGINE NEI BAMBINI: COME RICONOSCERLA?

L’impetigine è una delle infezioni della pelle più frequenti in età pediatrica, soprattutto durante l’estate e nei contesti in cui i bambini stanno a stretto contatto tra loro.

Si tratta di un’infezione batterica superficiale che, se riconosciuta precocemente, può essere trattata efficacemente.

🔍 COME SI PRESENTA?

L’impetigine inizia spesso come una piccola lesione della pelle che può comparire dopo:
• una puntura d’insetto
• una piccola ferita o abrasione
• il grattamento di una zona irritata

Successivamente possono comparire:
• vescicole o piccole bolle
• aree arrossate
• tipiche croste giallo-mieliche (“color miele”)

👶 DOVE COMPARE PIÙ SPESSO?

Le sedi più frequenti sono:
• viso, soprattutto attorno a naso e bocca
• mani
• braccia
• gambe

🦠 PERCHÉ SI SVILUPPA?

È causata principalmente da batteri molto comuni, come streptococchi e stafilococchi, che possono approfittare di una piccola lesione della pelle per provocare l’infezione.

⚠️ È CONTAGIOSA?

Sì.

L’impetigine può diffondersi facilmente attraverso il contatto diretto con le lesioni o con oggetti contaminati, come asciugamani, lenzuola o indumenti.

🩺 COME SI TRATTA?

Il trattamento dipende dall’estensione delle lesioni.

In base alla valutazione clinica, il pediatra potrà indicare:
• antibiotici locali nelle forme limitate
• antibiotici per bocca nei casi più estesi o diffusi

È importante evitare il grattamento e mantenere la pelle pulita.

🏫 QUANDO PUÒ TORNARE A SCUOLA?

Generalmente il bambino può rientrare a scuola o al centro estivo dopo almeno 24 ore dall’inizio di una terapia antibiotica adeguata e in assenza di lesioni secernenti, seguendo le indicazioni del curante.

📌 UN MESSAGGIO IMPORTANTE

L’impetigine è un’infezione frequente e generalmente benigna, ma riconoscerla precocemente aiuta a limitare il contagio e a ottenere una guarigione più rapida.

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24/06/2026
PRIMO MARE CON UN NEONATO: COME ORGANIZZARSI IN SICUREZZA?Con l’arrivo dell’estate molti genitori si chiedono se sia pos...
24/06/2026

PRIMO MARE CON UN NEONATO: COME ORGANIZZARSI IN SICUREZZA?

Con l’arrivo dell’estate molti genitori si chiedono se sia possibile portare il proprio bambino al mare nei primi mesi di vita.

La risposta è sì, ma con qualche attenzione in più.

☀️ SOLE E OMBRA

Nei primi mesi è importante evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.

Il bambino dovrebbe rimanere prevalentemente all’ombra e nelle ore più fresche della giornata, preferendo la mattina presto o il tardo pomeriggio.

💧 ATTENZIONE ALL’IDRATAZIONE

I neonati sono particolarmente sensibili al caldo.

Per questo è importante offrire frequentemente il latte e prestare attenzione a eventuali segni di disidratazione o eccessivo affaticamento.

🌊 E IL BAGNETTO?

Se il bambino gradisce, può essere avvicinato gradualmente all’acqua.

Meglio evitare sbalzi termici eccessivi ed asciugarlo accuratamente dopo il bagno.

🏖️ ATTENZIONE ALLA SABBIA

La sabbia è divertente, ma è bene evitare che venga portata alla bocca o finisca negli occhi.

Inoltre può accumularsi nelle pieghe cutanee e nella zona del pannolino, causando irritazioni.

Al termine della permanenza in spiaggia è consigliabile rimuoverla accuratamente con acqua dolce.

📌 IL RISCHIO PRINCIPALE NON È IL MARE

Nei neonati il problema maggiore non è il bagno in mare, ma l’eccessiva esposizione al sole e al caldo.

Con le giuste precauzioni, una giornata in spiaggia può essere vissuta serenamente anche dai più piccoli.

💬 Avete dubbi sul mare nei neonati o nei bambini piccoli? Scriveteli nei commenti: risponderò alle domande più frequenti nei prossimi post.

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SUDAMINA NEI BAMBINI: COS’È E COME RICONOSCERLA?Con il caldo estivo molti genitori notano la comparsa di piccoli puntini...
22/06/2026

SUDAMINA NEI BAMBINI: COS’È E COME RICONOSCERLA?

Con il caldo estivo molti genitori notano la comparsa di piccoli puntini rossi sulla pelle dei propri bambini e si chiedono se si tratti di un’allergia o di un’infezione.

Spesso la causa è semplicemente la sudamina.

☀️ COS’È LA SUDAMINA?

La sudamina, o miliaria, è un’eruzione cutanea causata dall’ostruzione dei dotti delle ghiandole sudoripare.

Quando il sudore non riesce a fuoriuscire normalmente, può provocare la comparsa di piccole lesioni sulla pelle.

👶 DOVE COMPARE PIÙ SPESSO?

Le zone più frequentemente interessate sono:
• collo
• torace
• schiena
• ascelle
• pieghe cutanee
• zona del pannolino

🔍 COME SI PRESENTA?

La pelle può mostrare:
• piccoli puntini rossi o rosati
• lieve irritazione
• talvolta prurito o fastidio

Generalmente il bambino sta bene e non presenta febbre o altri sintomi.

💡 PERCHÉ È PIÙ COMUNE IN ESTATE?

I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno un sistema di termoregolazione ancora immaturo e tendono a sudare facilmente.

Caldo, umidità e indumenti troppo pesanti favoriscono la comparsa della sudamina.

🩺 COSA FARE?

Nella maggior parte dei casi è sufficiente:
• mantenere la pelle fresca e asciutta
• utilizzare abiti leggeri e traspiranti
• evitare di coprire eccessivamente il bambino
• fare bagni o docce con acqua tiepida

💡 In alcuni casi il pediatra può consigliare creme lenitive o prodotti specifici per ridurre il fastidio e favorire il ripristino della barriera cutanea.

⚠️ QUANDO FARLA VALUTARE?

È opportuno consultare il pediatra se:
• compare febbre
• le lesioni diventano dolorose
• si osservano secrezioni o croste
• il quadro non migliora dopo alcuni giorni

📌 SFATIAMO UN MITO

La sudamina non è contagiosa e non è causata da una scarsa igiene.

Si tratta di una condizione molto frequente nei mesi caldi e generalmente si risolve spontaneamente con semplici accorgimenti.

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Telefono

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