Studio Qui e Ora Psicoterapia Roma

Studio Qui e Ora Psicoterapia Roma dottoresse Paola Rea ed Emanuela Onorato

31/12/2024
09/01/2024

A chi sta attraversando
il suo buio
Dico soltanto di non mollare.
Ci siamo finiti tutti
in quel posto maledetto
dove il freddo ti morde le ossa
e il silenzio ti piove nel cuore.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di allontanarsi
da chi dice di darsi una mossa
di smettere di piangersi addosso.
Quella gente vuole farvi del bene.
Ma non sa cosa dice.
Quella gente lí dove siamo finiti noi.
Non c’è mai arrivata.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di avere coraggio.
Bisogna stringere i denti.
E aspettare che il sole riprenda a brillare.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di credere
nella poesia.
Negli occhi di chi
quella strada l’ha già ritrovata.
C’è un cielo
di qua che vi aspetta
con un panorama di sogni
da togliere il fiato.

[ da: Andrew Faber]

10 ottobre 2023GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE ❤️
10/10/2023

10 ottobre 2023
GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE ❤️

06/08/2023

Non mi tolga tutto il lutto, dottoressa,
me ne lasci la metà;

io non voglio che il mio cuore
sia sgombro per intero,
mi lasci la mancanza:

faccia male di notte,
se non dormo, ma se dormo,
se possibile, vorrei
non svegliarmi nel buio,
come se
non potessi respirare.

Mi tolga
l’impossibile che è che non si possa
più ascoltare la sua voce
e lo squillo del telefono mai suo
quando compio un altro anno
e non vorrei.

Mi lasci continuare
a guardare fissamente

se qualcuno beve
il caffè nel vetro

e faccia che io pianga
sulla torta di riso;

mi tolga il grido, se può,
la testa che sbatte,
il nero che fa
la fine.

Non mi resta che
la mancanza che è:
e se è il dolore che riempie
come un corpo
il mio corpo,
me lo lasci per metà.

Non voglio perdere
che ferisca come un taglio
la lama che non taglia dei suoi occhi;

Tolga il lutto che inginocchia,
che non crede, che mi chiude
in casa.

Mi lasci che mi facciano
male i fiori,
ma non tutti,
solo quelli arancioni.

Beatrice Zerbini, da:“In comode rate- Poesie ed Eventuali"

Immagine:(Helena Perez)

03/01/2023

"La massa come tale è sempre anonima e irresponsabile, e i cosiddetti condottieri non sono che i sintomi inevitabili di un movimento di massa.

I veri condottieri sono coloro che meditano su se stessi e alleggeriscono del proprio peso il peso della massa, poiché si tengono coscientemente lontani dalla cieca naturalità della massa turbolenta.

Ma chi può sottrarsi a quella forza di attrazione che sopraffà ogni cosa quando l'uno si aggrappa all'altro e lo trascina con sé?

Unicamente colui che non vive soltanto nel mondo esterno, ma anche nel mondo interiore."

- Carl Gustav Jung, 1933, "Il significato della psicologia per i tempi moderni"
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01/12/2022

⭕ SI SUPERA SOLO CIÒ CHE SI ATTRAVERSA (Jung)

«Non posso liberarmi di qualcosa che ancora non posseggo, o non ho fatto o vissuto. La vera liberazione è possibile solo quando ho fatto tutto ciò che potevo fare, quando mi sono completamente dedicato a una cosa e ho partecipato ad essa al massimo.

Se mi sottraggo alla partecipazione, sto amputando, in certo qual modo, la parte corrispondente della mia anima. Naturalmente, può accadere che la partecipazione mi costi troppo e ci possono essere buone ragioni per non abbandonarsi a una data esperienza. Ma allora sono costretto a confessare la mia impotenza, e a riconoscere che forse ho trascurato di fare qualcosa di vitale importanza e che non ho adempiuto a un compito. In tal modo compenso la mancanza di un atto positivo con un chiaro riconoscimento della mia incompetenza.

Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle passioni non le ha mai superate: esse continuano a dimorare nella casa vicina, e in qualsiasi omento può guizzarne una fiamma che può dar fuoco alla sua stessa casa.

Se rinunciamo a troppe cose, se ce le lasciamo indietro, e quasi le dimentichiamo, c’è il pericolo che ciò a cui abbiamo rinunciato o che ci siamo lasciati dietro le spalle, ritorni con raddoppiata violenza.»

(C.G.Jung – Ricordi, Sogni, Riflessioni. Dal capitolo sul viaggio in India. Edizioni BUR, p.330)

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10/10/2022

24/08/2022

Ci sono figli aspettati che non arrivano mai.

Ci sono camerette dipinte di bianco con nuvole azzurre e armadi profumati di limone, camerette in attesa, da svuotare in fretta per lenire il dolore.

Sono le camere dei bimbi mai nati, ferite aperte negli anni.

Ci sono fratelli invisibili aspettati e mai arrivati e ricordi da imparare a masticare e donne che si girano di schiena, nei letti di ospedali per non vedere palloncini rosa svolazzare allegri sul letto accanto.

Donne che si girano nel vuoto di una pancia svuotata in fretta, per poi uscire due giorni dopo e camminare in mezzo a un mondo che chiede loro di far finta di niente, perché non è una tragedia, ha solo perso un bambino.

Perso dove? Si chiede lei, di fronte a questo verbo che presume sbadataggine, distrazione, che sottende un errore. Dove l'ho perso?
Si è persa forse anche lei.

Pensateci bene dunque, prima di pronunciare quelle frasi leggere, così, per riempire il silenzio:
"Ma non sarebbe l'ora di fare un figlio?"
"Allora a quando un bambino?"

Bussate piano alle porte delle case altrui, perché non sapete cosa c'è dentro.

Irene Renei
Fonte: Donne Che Pensano

16/08/2022

A CHI CRESCE SERVONO ADULTI STABILI
Per un adolescente, gli adulti rappresentano l’esempio vivente di ciò che lui diventerà. Per questo noi adulti abbiamo il compito (e anche la responsabilità educativa) di testimoniare la bellezza e la pienezza dell’adultità. Non vuol dire fingere di avere vite perfette. Bensì, l’esatto contrario. Significa essere consapevoli che la vita va rispettata, celebrata, abitata sapendo che spesso “accade” nel modo più imprevisto e faticoso. Ma ciò nonostante, che rappresenta la più grande occasione che abbiamo per evolverci e dare senso a ciò che siamo. Oggi l’adultità viene da molti vissuta come un tempo di eterna adolescenza. Si celebra il “ricominciamento” come un valore assoluto raccontandolo spesso come un mandare all’aria tutto ciò che c’era e c’è stato prima, per inventare un nuovo “se stesso” più soddisfacente e appagante. I social, in questo senso, diventano palcoscenici mai spenti su cui si mette in scena il proprio “giorno nuovo”. Fa bene questo a chi sta crescendo? Probabilmente no. Da sempre l’adultità è un tempo di “sana stabilità” in cui tutte quelle incertezze sperimentate da adolescente (non so chi sono né chi diventerò, ce la farò?, la vita ha un posto per me?) trovano il loro “posto nel mondo” in una versione stabile e consapevole di se stessi. Ora so chi sono, so cosa ci sto a fare nella mia vita: questo è essere adulti. Non vuol dire produrre una versione rigida di sé. Vuol dire semplicemente sapere chi si è, lavorando affinchè la propria identità adulta coincida il più possibile con l’idea di chi si sarebbe voluti diventare. Più queste due dimensioni sono vicine e contigue tra loro, meno c’è bisogno di ricominciamenti. Oggi, troppe persone raccontano che nella loro adultità sono diventate diverse dalle persone che avrebbero voluto essere. Così smontano l’adulto che sono per inventarne un altro. E poi un altro ancora. E magari un altro ancora. La società liquida di cui parlava Baumann è fluida e senza certezze. E’ tutta un ricominciamento. Nessuno però afferma l’enorme valore della stabilità, che troppi oggi raccontano come grigiore, noia, routine. La persona stabile invece è spesso una persona consapevole e molto responsabile. Sa chi è. E ama stare lì, in quel posto esatto in cui ha imparato a collocarsi. Perché è lì che è riuscita a diventare esattamente la persona che voleva essere. Per cui non ha alcun bisogno di ricominciamento. Gli adolescenti oggi soffrono anche perché gli adulti sono troppo instabili. Sono così incerti su ciò che vorrebbero essere e desiderano, da non divenire più riferimenti stabili per chi cresce. Nessuno parla di quanto male faccia l’instabilità adulta a chi sta crescendo. Tutti celebrano il ricominciamento. A chi cresce non servono adulti ricomincianti. Servono adulti stabili. Se pensi che possa essere utile, condividi questo messaggio con altri adulti. Riflettere sul bisogno di stabilità del mondo adulto può essere molto utile a chi appartiene alla comunità educante.

Indirizzo

Via Costantino Maes 4
Rome
00162

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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