24/06/2023
Mentre le cronache ci parlano ogni giorno di femminicidi e di stalker che girano indisturbati perchè le Procure hanno
troppe questioni di cui occuparsi, la Procura di Padova è entrata in crisi di fronte al nulla osta per il riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali ed ha ritenuto di dover "fare giustizia" distruggendo con una ordinanza 33 famiglie omogenitoriali. Aggiungendo altri 33 bambini, in questo modo, al numero già purtroppo enorme di bambini che soffrono situazioni di abuso e di maltrattamento con un atto che viene (un paradosso?) dall’ufficio il cui compito fondamentale dovrebbe essere la prevenzione e la repressione anche di questo tipo di reati. Che dire?
Il giudice di Padova ed il Ministro che ha emanato la circolare cui il Giudice si ispira probabilmente non lo sanno ma questo tipo di decisione danneggia in modo potenzialmente molto grave questi 33 bambini e le loro madri. Dire, come ha detto la Giudice, che si tratta di bambini “piccoli” che neppure si accorgerebbero di un cambio di cognome e delle variazioni che ne conseguono nella pratica quotidiana della loro vita oltre che negli stati d’animo dei loro genitori dimostra una ignoranza assoluta della psicologia infantile: così come dire che “basterebbe adottarli“ dimostra una ignoranza assoluta della complessità legale ed umana di queste procedure.
Che tutto questo accada in una Italia in cui quello che soffia è un vento di destra purtroppo è quasi naturale. Governi e giornali di destra possono fare finta di non sapere che un grande numero di ricerche portate avanti in tutto il mondo sui figli delle coppie omogenitoriali hanno dimostrato senza tema di smentita che, al netto delle persecuzioni giudiziarie, il loro sviluppo è perfettamente analogo a quello dei bambini che crescono nelle famiglie etero.
Impegnati come sono a difendere le loro ragioni in quelle che considerano questioni di principio Giudici, Ministri e giornali di destra possono permettersi di ignorare, infatti, il danno arrecato con questo tipo di provvedimenti, ai bambini e alle madri che non la pensano come loro.
Quella che a me da più fastidio, però è la tranquillità con cui queste scelte vengono prese e difese da parte di persone sicure, nei fatti, di non correre alcun rischio. Anche se, osservati da un punto di vista appena un po' più laico, i loro sono dei veri e propri reati contro le persone. A bimbi e madri, vittime del pregiudizio, dell’ignoranza e/o della ricerca di consenso resta solo la possibilità di lottare per diminuirne le conseguenze. A noi, a tutti noi, quella di lottare perchè orrori burocratici come questi non avvengano più.
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