Annalisa Mantovan Psicologa

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Annalisa Mantovan Psicologa ALICE MILLER Il mio approccio di terapia è collaborativo, empatico e non giudicante.

Psicologa, psicoterapeuta, Terapeuta EMDR



Cos’è davvero la dipendenza? È un segno, un segnale, un sintomo di sofferenza.
È un linguaggio che ci parla di un dolore da comprendere. Sono fermamente convinta che la relazione terapeutica possa fornire una base sicura e affidabile entro la quale esplorare i propri vissuti. Come specialista del trauma, offro un trattamento a persone che hanno subito abusi fisici, sessuali e / o emotivi. Psicologa, Psicoterapeuta e Terapeuta E.M.D.R. , CFT e svolgo la mia attività a Roma, in studio e con terapie online. Lavoro con bambini, adolescenti, adulti e il mio obiettivo è aiutare le persone a migliorare il loro benessere emotivo e relazionale.

Da bambina passavo ore a guardare la clessidra.Mi affascinava osservare quei piccoli granelli di sabbia scendere lentame...
31/08/2026

Da bambina passavo ore a guardare la clessidra.
Mi affascinava osservare quei piccoli granelli di sabbia scendere lentamente, uno dopo l’altro.
Oggi penso che quella stessa immagine racconti bene qualcosa della psicoterapia.
Il cambiamento non avviene tutto insieme.
È fatto di piccoli movimenti, consapevolezze che maturano nel tempo, momenti di crisi e nuove possibilità.
È un lavoro di pazienza, di cura e di delicatezza.
Forse dovremmo imparare anche dalle nostre crisi a non avere sempre fretta di tornare come prima.
Perché alcune trasformazioni hanno bisogno di tempo per accadere.
E forse crescere non significa tornare quelli di prima, ma imparare, lentamente, a diventare altro.

13/07/2026
L’attaccamento ansioso può manifestarsi attraverso paura dell’abbandono, bisogno costante di rassicurazione e forte sens...
13/06/2026

L’attaccamento ansioso può manifestarsi attraverso paura dell’abbandono, bisogno costante di rassicurazione e forte sensibilità alla distanza emotiva. Comprenderne le radici permette di sviluppare relazioni più sicure.

26/03/2026

Ci sono relazioni che non si chiudono davvero, ma non si definiscono nemmeno. In queste situazioni molte persone continuano a pensare all’altro, a monitorarne i segnali e a chiedersi cosa provi davvero per loro. Non è solo una questione di volontà. Nelle relazioni affettive l’incertezza può mantenere attivo il sistema di attaccamento, soprattutto nelle persone più sensibili alla non disponibilità dell’altro. Se poi la presenza arriva in modo discontinuo, l’attesa tende a protrarsi: gli esiti imprevedibili mantengono più facilmente il comportamento di ricerca. Quando infine manca una definizione chiara della relazione, manca anche un punto di chiusura, e la mente tende a tornare su ciò che è rimasto aperto. In questi casi la difficoltà a lasciare andare non dice solo quanto si prova, ma anche dentro quale dinamica psicologica si è rimasti.

Questa immagine mi ha colpito molto.Mi ha fatto pensare subito a mio figlio quando cammina accanto al suo papà.I bambini...
09/03/2026

Questa immagine mi ha colpito molto.
Mi ha fatto pensare subito a mio figlio quando cammina accanto al suo papà.
I bambini fanno una cosa che spesso gli adulti dimenticano: osservano tutto.
I gesti piccoli. Il modo di stare in piedi. Come si parla, come si reagisce, come si affrontano le cose.
E poi provano a fare lo stesso.
Non perché qualcuno glielo abbia insegnato.
Semplicemente perché quello è il loro modo di imparare il mondo.
Crescendo in terapia mi capita spesso di vedere quanto i modelli contino.
Molto più delle spiegazioni. Molto più delle regole.
I bambini imparano soprattutto da ciò che vedono fare ogni giorno.
E forse è proprio questo che rende l’essere genitori così potente.
E anche così delicato.
Perché, senza accorgercene, diventiamo il primo modo che hanno per capire come si sta al mondo.

12/01/2026

Molte persone convivono con una sofferenza difficile da nominare.
Non perché non sia reale, ma perché per molto tempo è stata minimizzata, negata o ignorata.
Quando le emozioni non vengono riconosciute, l’organismo si adatta.
In psicologia si parla di invalidazione emotiva quando ciò che si prova viene svalutato o non trova spazio. Queste esperienze possono rendere più vulnerabili, perché il sistema emotivo impara a funzionare in assenza di sicurezza e contenimento.
La ricerca mostra che, senza risposte emotive sintonizzate, diventa più difficile regolare le emozioni. Nel tempo possono emergere vergogna, autocritica e senso di inadeguatezza.
Spesso la sofferenza maggiore non riguarda ciò che è accaduto, ma l’essere stati soli mentre si stava male.
In terapia lavoriamo su queste esperienze perché continuano a influenzare il modo in cui una persona si percepisce nel presente.
L’EMDR permette di rielaborare esperienze emotivamente cariche che restano attive, mentre la Compassion Focused Therapy sostiene lo sviluppo di un modo più sicuro e meno giudicante di stare con se stessi.
Dare un nome a queste esperienze non significa etichettare.
Significa comprendere come certe difficoltà si sono costruite e come oggi possano essere affrontate con maggiore cura.
Se ti riconosci in queste parole, non è perché c’è qualcosa di sbagliato in te.
È possibile che tu ti sia adattato nel modo migliore a un ambiente che non offriva ciò di cui avevi bisogno.
Cosa cambia quando inizi a guardare le tue difficoltà come risposte comprensibili, invece che come difetti personali?

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A volte, dentro l’adulto che si racconta, c’è ancora un bambino che aspetta di sentirsi visto.Ogni bambino ha bisogno di...
20/10/2025

A volte, dentro l’adulto che si racconta, c’è ancora un bambino che aspetta di sentirsi visto.

Ogni bambino ha bisogno di sentirsi visto per ciò che è,
non per ciò che fa per essere accettato.
È un bisogno profondo che non scompare con l’età:
spesso continua a vivere, silenzioso, negli adulti che incontro nel mio lavoro.
Quel bambino interiore ha imparato a modulare la propria presenza
per ottenere amore, riconoscimento o sicurezza.
Ma dentro di lui resta il desiderio autentico
di essere guardato senza dover fare nulla per meritarselo.
Le parole di Alice Miller ci riportano a una verità essenziale:
la qualità dello sguardo con cui siamo stati visti – o non visti –
lascia un’impronta che attraversa la vita.
E riconoscere quella storia
significa restituirle dignità e senso.

Indirizzo

Piazza Dei Navigatori 8 Roma
Rome
00147

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390693578998

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