Thélema Centro

Thélema Centro Centro Accreditato Regione Lazio e Asl Rm1 per la Certificazione dei DSA.

Centro di expertise per la presa in carico psicologica della persona con malattia rara, cronica, sindrome genetica e disabilità.

02/09/2026

Valentina, Bianca & Luca. Pensando a loro

Di solito scelgo di non commentare i fatti di cronaca. Non mi appartiene emettere giudizi, sentenze e, ancor meno, diagnosi a distanza.

Ma la tragedia di Pietralata mi attraversa in modo diverso.

Luca e Valentina, la loro piccola Bianca di 5 anni, con una grave disabilità. Le indagini dovranno ancora chiarire con precisione quanto accaduto. Nelle lettere lasciate dai genitori, però, emerge un vissuto che chi vive accanto alla disabilità conosce bene: solitudine, fatica, paura, la sensazione di non riuscire più ad andare avanti.

Non voglio spiegare né, tantomeno, giustificare un gesto così terribile attraverso una sola causa. Voglio parlare, invece, di ciò che troppo spesso resta invisibile prima che una famiglia arrivi al limite.

È un tema che conosco come familiare, per aver attraversato questa complessità; come ex presidente di un’associazione di malattie rare e, ogni giorno, come psicoterapeuta accanto a famiglie che si barcamenano tra diagnosi, terapie, burocrazia, rinunce, paura del futuro e responsabilità assistenziali enormi.

A volte riuscire semplicemente a restare in piedi e mantenere un po’ di lucidità è già un grande traguardo.

E penso inevitabilmente anche a una persona a me molto cara, con una malattia rara, che nei giorni scorsi ha tentato di togliersi la vita per interrompere una sofferenza fatta anche di solitudine e della continua necessità di lottare per essere ascoltata, curata, riconosciuta.

Parliamo molto di resilienza. Ma la resilienza non può diventare un obbligo morale imposto a chi soffre.
Non possiamo chiedere alle persone e alle famiglie di “essere forti” all’infinito.

Servono reti reali, continuità assistenziale, sollievo per i caregiver, sostegno psicologico accessibile. Servizi capaci non soltanto di esserci, ma di intercettare la fatica prima che diventi disperazione.

La mia vicinanza va oggi a tutti noi che conviviamo, direttamente o attraverso chi amiamo, con malattie rare, croniche e disabilità. A chi si sente spaesato, stanco, arrabbiato, impaurito. A chi, qualche volta, sente di non farcela.

Non dobbiamo chiedere a nessuno di diventare un eroe della propria sofferenza.
Dobbiamo costruire condizioni perché nessuno sia costretto ad affrontarla da solo.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicologa Psicoterapeuta – Esperta in Malattie Rare, Cronicità e Disabilità
Thélema Centro Psicoterapia e Riabilitazione

01/09/2026

QUANDO “FAR FUNZIONARE” UNA RELAZIONE DIVENTA PERDERE SE STESSE

In terapia incontro talvolta ragazze giovanissime che continuano a dare una possibilità, poi un’altra, poi un’altra ancora a una relazione che le fa soffrire.

Mi chiedo: cosa spinge una ragazza, proprio all’inizio della propria vita sentimentale, a investire tante energie nel tentativo di “salvare” un legame nel quale la reciprocità si è progressivamente trasformata in sbilanciamento? Perché continuare a pensare “forse questa volta cambierà”, quando fuori c’è ancora un mondo intero da conoscere?

Sono domande retoriche. La ricerca ci dice che non esiste una risposta unica: entrano in gioco attaccamento, autostima, regolazione emotiva, modelli relazionali appresi, investimento nella relazione, paura della perdita, giustificazione dei comportamenti dell’altro, pressione a mantenere il legame e molte altre variabili individuali, familiari, sociali e contestuali.

E soprattutto: capire razionalmente che una relazione fa male non significa essere già pronti a lasciarla.

Poi mi sposto poco più in là e incontro altre storie. Donne adulte che, con il sopraggiungere o l’aggravarsi di una disabilità, rimangono in relazioni nelle quali l’affetto si è impoverito, l’accudimento necessario è insufficiente o assente e, talvolta, compaiono svalutazione e abuso psicologico. Anche qui lo sforzo enorme per “far funzionare” tutto sembra ricadere prevalentemente sulle loro spalle.

La letteratura ci invita a non banalizzare: le donne con disabilità risultano maggiormente esposte a diverse forme di violenza da partner. E gli studi sul self-silencing — quel mettere a tacere bisogni, rabbia, desideri e parti di sé pur di preservare il legame — ci offrono un’altra chiave di lettura.

Non ne faccio una semplice questione di genere, né punto il dito su qualcuno. Parlo di storie individuali. Ma sarebbe ingenuo ignorare quanto alcuni copioni culturali abbiano insegnato alle donne a prendersi cura, resistere, comprendere, aspettare, aggiustare.

Robin Norwood lo raccontava già molti anni fa in “Donne che amano troppo”: un libro figlio del suo tempo, ma ancora capace di aprire domande.

In terapia non si danno consigli. Non basta dire “lascialo”. Si lavora perché una persona possa riconoscersi, ridefinirsi e scegliere.

Ma fuori dalla stanza di terapia, collettivamente, cosa possiamo fare?

Forse iniziare molto prima. Educare ragazze e ragazzi a pensare che una relazione non è riuscita perché dura, ma perché permette a entrambi di esistere.

E che chiudere una relazione non significa necessariamente aver fallito.
A volte significa essersi finalmente ascoltati.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicologa Psicoterapeuta
Esperta in Malattie Rare, Sindromi genetiche, Malattie croniche e Disabilità
Presidente e Direttrice Thélema Centro – Psicoterapia e Riabilitazione APS

30/08/2026

Settembre: dalla fatica del rientro a nuove possibilità ✨

La fine dell’estate porta spesso con sé quella lieve malinconia del rientro: ritmi che accelerano, agende che tornano a riempirsi, responsabilità che riprendono spazio.

Ma ogni ripartenza può diventare anche un’occasione per aprire nuove prospettive, incontrare persone, creare connessioni.

Da settembre riprendo la mia attività clinica in presenza nei miei studi di Roma:

📍 Via Ottaviano, 105
📍 Piazza Conca d’Oro, 16

e online, per continuare a raggiungere persone e famiglie in tutta Italia e all’estero.

Ripartono i percorsi di psicoterapia individuale, sostegno alla genitorialità, accompagnamento alla comunicazione e all’elaborazione della diagnosi, valutazioni e certificazioni , insieme al lavoro specialistico nelle malattie rare, croniche, sindromi genetiche e disabilità.

Prosegue anche l’attività clinica e formativa nell’ambito delle dipendenze tecnologiche e del Disturbo da Gioco d’Azzardo ( ), con particolare attenzione alla prevenzione e al gioco responsabile.

Settembre sarà anche un mese di incontri: il 18 settembre alle ore 20.00, a Sorrento, presenterò il mio libro “La consegna della diagnosi nelle Malattie Rare” Edizioni Themis, in un appuntamento che rappresenta anche un ponte verso la Terza Edizione di , dedicata alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare.

Continuano inoltre i progetti legati alla formazione universitaria con il Master di II livello sulle Malattie Rare con il Consorzio Universitario Humanitas, alla Sitcc con e il percorso verso il XXIII Congresso Nazionale 2027 di Roma, a Thélema Centro – Psicoterapia e Riabilitazione APS e a – Psychotherapists for Rare Diseases Network, fondato insieme a colleghi esperti del settore.

Il filo che unisce tutto resta lo stesso: creare possibilità di cura, confronto e collaborazione.

Con pazienti e famiglie, ma anche con colleghi, associazioni, aziende ed enti interessati a costruire insieme progetti, convenzioni, formazione e servizi di supporto.

📞 338 78 16 915
✉️ [email protected]

29/08/2026

Questa mattina, in farmacia, ho assistito a una scena apparentemente piccola.

Una giovane mamma incinta era con la sua bambina di circa due anni. Una signora si avvicina, le chiede qualcosa della piccola e la madre risponde:

«Acida e vergognosa, come tutte le femmine!»

Poco dopo le chiedono cosa stia aspettando.

«Un maschio.»

Sono rimasta a pensare a quella bambina e, soprattutto, alle parole.

Una singola frase non determina certamente l’adulto che un bambino diventerà. Ma le definizioni che riceviamo dalle persone per noi significative possono contribuire, nel tempo, alla costruzione dell’immagine che abbiamo di noi stessi.

“Sei timida.”
“Sei difficile.”
“Sei troppo sensibile.”
“Sei fatta così.”

Quando poi diventano “le femmine sono così”, non stiamo più descrivendo un comportamento: stiamo trasformando un’esperienza in una categoria.

La ricerca ci mostra quanto precocemente bambini e bambine apprendano stereotipi e aspettative di genere anche attraverso il linguaggio degli adulti.

Ma questa scena mi ha riportata anche a un altro tema che attraversa profondamente il mio lavoro: la comunicazione della diagnosi.

Le parole non sono sentenze. Ma possono diventare cornici.

Una diagnosi non è “solo una parola”.
Una definizione non è “solo una parola”.

Ciò che diciamo può attivare nell’altro rappresentazioni di sé, paure, aspettative, possibilità e limiti. Per questo una comunicazione responsabile presuppone un lavoro che avviene prima di pronunciare le parole: riflettere su ciò che stiamo attribuendo all’altro e su ciò che quella comunicazione potrà generare dentro di lui.

Vale nella relazione di cura.
Vale nella relazione educativa.
Vale nelle nostre famiglie.

E vale anche per gli stereotipi che possiamo continuare a trasmettere senza accorgercene, proprio perché a nostra volta li abbiamo appresi e normalizzati.

Michela Murgia, in Stai zitta, ci ha mostrato quanto la disuguaglianza abbia anche una propria architettura linguistica.

A volte quell’architettura comincia molto prima di quanto immaginiamo.

A due anni. In farmacia. Con una frase detta sorridendo.

Forse una delle forme più profonde di libertà che possiamo offrire a un bambino è evitare di dirgli troppo presto chi è.

E concedergli, invece, lo spazio necessario per scoprirlo.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicoterapeuta esperta in MR
Presidente e Direttrice di Thélema Centro - Psicoterapia e Riabilitazione APS
Direttrice Scientifica di RareMenti per la Giornata Mondiale delle Malattie Rare
Direttrice del Master di II livello in MR del Consorzio Universitario Humanitas
Didatta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica dell’ Ospedale Cristo Re
Coordinatrice di AIMR area di interesse sulle Malattie Rare di Sitcc

27/08/2026

A settembre torniamo a parlare di Malattie Rare a Sorrento. E questa volta partiremo dalla diagnosi.

Il mio libro “La consegna della diagnosi nelle malattie rare. Il modello della Comunicazione Integrata e Trasformativa del Sé” è stato pubblicato nel 2025 con Edizioni Themis, ma il tema che affronta continua a essere di straordinaria attualità e, soprattutto, ancora troppo poco approfondito.

Quando una persona riceve una diagnosi rara, infatti, non sta semplicemente ricevendo un’informazione medica.

Quella diagnosi entra nella sua identità, nella famiglia, nelle relazioni, nella progettualità, nel lavoro, nella situazione economica e sociale e nel modo in cui immagina il proprio futuro.

Per questo non credo che sia sufficiente parlare soltanto delle parole utilizzate per comunicare una diagnosi.

Le parole sono importanti, ma rappresentano soltanto una parte di un processo molto più complesso.

Nel libro propongo un modello integrato di presa in carico psicoterapeutica che prova a tenere insieme le diverse dimensioni coinvolte: psicologica, clinica e medica, familiare, relazionale, sociale ed economica.

Una prospettiva ancora poco affrontata nell’ambito delle Malattie Rare e che rende questo lavoro, a distanza di un anno dalla sua pubblicazione, ancora fortemente attuale.

Ne parleremo insieme:

📅 Venerdì 18 settembre 2026
🕗 ore 20.00
📍 Libreria Tasso – Sorrento

A dialogare con me e a condurre la serata sarà Carlo Doc Alfaro, pediatra e divulgatore scientifico della Pen*sola Sorrentina.

L’incontro avrà per me anche un significato particolare: rappresenterà una nuova tappa del percorso iniziato con – Rare Diseases Day Sorrento, che questa città ha accolto con grande partecipazione, e un ponte verso la sua terza edizione.

Vorrei che anche questa serata diventasse un luogo di incontro tra professionisti, mondo scientifico e accademico, istituzioni, associazioni di pazienti, Terzo Settore, famiglie e cittadini.

Perché una Malattia Rara non riguarda mai soltanto un organo, una diagnosi o una persona.

Riguarda un intero sistema di vita.

E proprio per questo la presa in carico deve essere capace di vedere la persona nella sua interezza.

✍️ Al termine della presentazione seguiranno firma copie e confronto con il pubblico.

🎟️ Ingresso libero

Vi aspetto a Sorrento e, se conoscete professionisti, famiglie o realtà del territorio interessate a questi temi, mi farà piacere se vorrete condividere l’invito.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicologa Psicoterapeuta esperta in Malattie Rare
Direttrice Scientifica RareMenti
Direttrice Scientifica Master MR Consorzio Universitario Humanitas
Presidente e Direttrice Thélema Centro - Psicoterapia e Riabilitazione

Comune di Sorrento

15/08/2026

29/04/2026
24/04/2026

Quando una diagnosi cambia la vita

Il 28 aprile alle ore 20:00 interverrò durante la conviviale del Rotary International - Distretto 2080 con un incontro dedicato a un tema centrale nella vita di molte persone e famiglie:

Quando una diagnosi cambia la vita
Il valore della comunicazione nella cura

Una diagnosi non riguarda solo la salute.
Coinvolge emozioni, relazioni, identità, futuro.

Parleremo di Malattie Rare, cronicità, disabilità e di quanto le parole possano fare la differenza nei momenti più delicati.

Durante la serata presenterò anche il mio libro dedicato alla consegna della diagnosi nelle malattie rare Edizioni Themis.

📍 La conviviale si terrà presso Donna Laura Palace, Roma.
📌 È richiesta la prenotazione.

Mi auguro che occasioni come questa possano generare maggiore consapevolezza, reti di sostegno e progetti concreti per chi vive condizioni di fragilità e per le loro famiglie.

Perché curare significa anche saper comunicare.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicoterapeuta esperta in Malattie Rare
Presidente e Direttrice di Thélema Centro - Psicoterapia e Riabilitazione

23/04/2026

3 likes. ""Dentro il Master" - Dott.ssa Antonella Esposito Master Malattie Rare II Ed."

21/04/2026

Parte oggi la nostra campagna informativa dedicata ai – Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Apriamo con la Dott.ssa Chiara Paradiso, logopedista e pedagogista del Centro Thélema, membro dell’équipe DSA accreditata Regione Lazio.

Quando un bambino incontra difficoltà nella lettura, nella scrittura o nel calcolo, è importante non fermarsi a etichette come “si impegna poco” o “è distratto”.
A volte dietro quella fatica c’è un diverso modo di apprendere che merita ascolto, comprensione e strumenti adeguati.

Una valutazione corretta può aiutare a:

✔ comprendere il funzionamento del bambino
✔ attivare il supporto scolastico previsto
✔ ridurre frustrazione e ansia
✔ rafforzare autostima e serenità

Ogni bambino ha il diritto di imparare nel modo più adatto a lui.

Indirizzo

Via Marcantonio Colonna, 44
Rome
00192

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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