Thélema Centro

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Thélema Centro Centro Accreditato Regione Lazio e Asl Rm1 per la Certificazione dei DSA.

Centro di expertise per la presa in carico psicologica della persona con malattia rara, cronica, sindrome genetica e disabilità.

30/09/2026

✨ -10 giorni! ✨

Ci siamo quasi… e il conto alla rovescia continua! 💙

Mancano solo 10 giorni al nostro Workshop e ormai l’attesa si fa sentire! 🥹

Sarà un momento per incontrarci, conoscerci ancora di più, ascoltarci, condividere storie, emozioni e pensieri… ma soprattutto per ricordarci che, anche quando il percorso non è sempre semplice, non siamo soli. 🤝

Come ci ricorda Vecchioni per quello che stiamo costruendo insieme:

🎶 “Sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone.” 🎶

Perché ognuno di noi ha la propria storia, il proprio percorso, le proprie difficoltà e i propri sogni. E forse la cosa più bella è proprio poterli portare qui, insieme agli altri, senza dover cambiare ciò che siamo. 🌈

Il nostro Workshop sarà questo: persone diverse, età diverse, storie diverse… unite dalla voglia di esserci, di condividere e di crescere insieme. ❤️

Continuiamo a contare i giorni…-10!⏳

E mentre aspettiamo, continuiamo a sognare, a crederci e soprattutto… a camminare insieme. 💙

🚀 Ci vediamo al Workshop!

https://youtu.be/rYZuB5iX5Zo?si=U__kn9GMRrbW4zvf

14/09/2026

“Ma così mi fai sentire una donna.”

Ieri ero in palestra. Una di quelle attività frequentate quasi esclusivamente da donne: saremo state una ventina abbondante, con quattro uomini in tutto.

L’istruttrice parlava naturalmente al femminile. “Pronte?”, “ragazze…”.
A un certo punto uno degli uomini, scherzando, ha detto: “Eh, però così mi fai sentire una donna”.

Mi ha colpito quello che è successo subito dopo.

L’istruttrice si è scusata. Le donne hanno accolto la battuta con simpatia, qualcuna ha scherzato, quasi tutte sembravano attente a non far sentire quei pochi uomini “fuori posto”. E poco dopo siamo tornati al maschile, o al più rassicurante “uomini e donne”.

Niente di grave. Anzi, una scena gentile.
E proprio per questo interessante.

Sono cresciuta negli anni Settanta e Ottanta. Molte asimmetrie allora non avevano neppure un nome. Anch’io ho imparato a considerare naturali molte cose. Ma ho anche imparato presto quanto facilmente, per una donna, il desiderio di essere alla pari possa essere letto come pretesa; quanto un obiettivo possa diventare “ambizione” e l’ambizione, se disturba, persino “arrivismo”.

Ieri mi sono chiesta: perché ci è sembrato così naturale preoccuparci subito del disagio di quattro uomini immersi in un linguaggio femminile?

E perché generazioni di donne hanno saputo stare tranquillamente dentro “tutti”, “i colleghi”, “i professionisti”, senza aspettarsi che qualcuno si scusasse?

Non credo che la soluzione sia semplicemente rovesciare la regola e imporre il femminile sovraesteso.

Ma sappiamo dalla psicologia del linguaggio che le parole non sono contenitori del tutto neutri. Il maschile generico tende spesso ad attivare più facilmente rappresentazioni maschili; rendere esplicito anche il femminile aumenta invece la visibilità mentale delle donne e, in alcuni contesti, riduce l’effetto degli stereotipi.

Forse allora vale la pena fermarsi non sulla desinenza, ma sull’automatismo.

Su chi sentiamo il bisogno di rassicurare.
Su chi ci viene spontaneo nominare.
Su chi, invece, abbiamo imparato a considerare “compreso” anche quando non compare mai.

Mi torna in mente una bambina che chiedeva: “Se siamo quasi tutte femmine e c’è un solo bambino, perché dobbiamo essere tutti?”

Una domanda semplicissima.

A volte sono proprio le domande semplici a rendere visibile ciò che gli adulti hanno imparato a non vedere.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicoterapeuta esperta in MR
Presidente e Direttrice di Thélema Centro
Direttrice del Master di II livello in MR del Consorzio Universitario Humanitas
Didatta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica dell’ Ospedale Cristo Re
Esperta in Dipendenze Tecnologiche per Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo
Coordinatrice di area di interesse sulle Malattie Rare di Sitcc
Chair del XXIII Congresso Nazionale SITCC 2027

29/04/2026
24/04/2026

Quando una diagnosi cambia la vita

Il 28 aprile alle ore 20:00 interverrò durante la conviviale del Rotary International - Distretto 2080 con un incontro dedicato a un tema centrale nella vita di molte persone e famiglie:

Quando una diagnosi cambia la vita
Il valore della comunicazione nella cura

Una diagnosi non riguarda solo la salute.
Coinvolge emozioni, relazioni, identità, futuro.

Parleremo di Malattie Rare, cronicità, disabilità e di quanto le parole possano fare la differenza nei momenti più delicati.

Durante la serata presenterò anche il mio libro dedicato alla consegna della diagnosi nelle malattie rare Edizioni Themis.

📍 La conviviale si terrà presso Donna Laura Palace, Roma.
📌 È richiesta la prenotazione.

Mi auguro che occasioni come questa possano generare maggiore consapevolezza, reti di sostegno e progetti concreti per chi vive condizioni di fragilità e per le loro famiglie.

Perché curare significa anche saper comunicare.

Dott.ssa Antonella Esposito
Psicoterapeuta esperta in Malattie Rare
Presidente e Direttrice di Thélema Centro - Psicoterapia e Riabilitazione

23/04/2026

3 likes. ""Dentro il Master" - Dott.ssa Antonella Esposito Master Malattie Rare II Ed."

Indirizzo

Via Marcantonio Colonna, 44
Rome
00192

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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