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Mary Arduino Psicologa Psicoterapeuta della Gestalt, Educatore Certificato Cos-Parenting, TrainerTraining Autogeno e Docente

C’è una cosa che facciamo spesso con il sonno: lo trattiamo come un numero da raggiungere. Quante ore, se bastano, se so...
18/05/2026

C’è una cosa che facciamo spesso con il sonno: lo trattiamo come un numero da raggiungere.
Quante ore, se bastano, se sono troppe o troppo poche.

Eppure in Italia un adulto su quattro convive con l’insonnia, e il 30% dorme meno di sei ore a notte.
Le donne sono le più colpite, il 60% del totale. Non sono numeri astratti. Sono persone che ogni notte si trovano sveglie a fronteggiare qualcosa di molto faticoso.

In latino somnus: da cui deriva la nostra parola sonno, aveva lo stesso significato di sogno.
Non si distinguevano.
Come se, in quella radice antica, ci fosse già la consapevolezza che dormire non è semplicemente spegnere la luce. Ha una sua temperatura emotiva, una sua logica: quello che teniamo a bada durante il giorno, la notte lo restituisce.

Questo carosello nasce proprio da lì, dal desiderio di guardare il sonno da angolazioni diverse. Perché la notte, quando decidiamo di ascoltarla invece di combatterla, ha molto da dirci.

☁️ E a voi, cosa si muove dentro, quando spegnete la luce?

Tutt*, prima o poi, abbiamo avuto paura di scivolare fuori dal pensiero di qualcuno. Di non essere abbastanza presenti n...
11/05/2026

Tutt*, prima o poi, abbiamo avuto paura di scivolare fuori dal pensiero di qualcuno. Di non essere abbastanza presenti nella mente di chi amiamo da lasciare un’impronta, una traccia.

È una paura antica, che inizia molto prima che abbiamo le parole per nominarla. E forse è per questo che continuiamo a cercarla, quella sensazione precisa di essere tenuti a mente.

Non solo ricordati, non solo considerati.
Proprio tenuti, come si tiene qualcosa di prezioso.

Lo cerchiamo nella coppia, nelle amicizie, nel lavoro, nelle relazioni che contano. E quando lo troviamo: quando percepiamo che qualcun* ci porta davvero dentro di sé, che si chiede come stiamo - non per educazione - ma perché gliene importa davvero, qualcosa dentro di noi riconosce quel gesto.

Si allenta. Si fida.

Perché la fiducia nasce dall’esperienza di essere stati tenuti e visti da un’altra mente.
E quando questa esperienza manca, impariamo a proteggerci, a filtrare, a tenere le distanze, perché da qualche parte abbiamo imparato che era più sicuro così.

In questo carosello ho provato a esplorare cosa si muove dentro di noi quando qualcuno ci tiene davvero a mente.

🌱 Leggilo con calma

C’è un momento, nelle relazioni, in cui ci si guarda e si fa fatica a ritrovarsi.La strada verso l’altro si è fatta stre...
02/05/2026

C’è un momento, nelle relazioni, in cui ci si guarda e si fa fatica a ritrovarsi.

La strada verso l’altro si è fatta stretta, a volte impraticabile. E spesso, insieme a quella, si è persa anche un po’ la strada verso sé stessə.

Sue Johnson diceva che ogni drago affrontato insieme - ogni crisi, ogni paura, ogni momento in cui si sceglie di restare - può diventare qualcosa che rafforza il legame. Ma solo se, in mezzo alla tempesta, si riesce ancora a tendersi la mano.

Raggiungere. Più che risolvere, più che spiegare, più che avere ragione.

Raggiungere.

È una parola sola che contiene tutto: la vulnerabilità di mostrarsi, il coraggio di chiedere, la capacità di rispondere all’altro in un modo che arrivi davvero.

Ho scritto qualcosa per chi sente che quella mano è ancora lì, anche quando fa fatica a trovarla.

🌷

A volte non è l’emozione a essere difficile, ma il momento in cui arriva: quando lo spazio interno è già troppo occupato...
13/01/2026

A volte non è l’emozione a essere difficile, ma il momento in cui arriva: quando lo spazio interno è già troppo occupato e l’intensità emotiva supera ciò che possiamo reggere.

In questi momenti: il sistema nervoso cerca una soglia di sicurezza per ridurre il carico emotivo e si orienta verso ciò che gli permette di rimanere in equilibrio.

Ti è mai capitato di accorgerti che stai facendo di più
proprio quando sentire diventa troppo?
Di accelerare, controllare, distrarti,
restare sempre conness*
o, al contrario, chiuderti un po’.

Queste azioni non nascono per evitare la vita,
ma, a volte, aiutano ad attraversarla senza esserne travolt*.

Alcune di queste strategie diventano col tempo abituali, perché hanno funzionato come regolatori emotivi.
Riconoscerne la funzione è spesso il primo passo per comprendere quando iniziano a limitare la nostra vita emotiva e relazionale.

Perché la parte più difficile
non è capire cosa proviamo,
ma riuscire a restarci accanto,
senza fuggire, mentre lo sentiamo.

🤍

Indirizzo

Trieste/Talenti/Centocelle
Rome
00100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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