21/09/2026
Parlare di , per me, non significa parlare soltanto di una malattia.
Significa parlare di persone.
E significa anche parlare di mia nonna.
Ho conosciuto l’Alzheimer da vicino. Ho visto come, lentamente, la memoria possa diventare fragile, come alcune parole possano perdersi e come una persona possa cambiare davanti ai nostri occhi.
Eppure, anche quando non riconosceva più tutto ciò che la circondava, c’era qualcosa che restava.
Uno sguardo.
Un sorriso.
Un gesto.
Una carezza.
Un’emozione.
L’Alzheimer può portare via dei ricordi, ma non cancella in un istante una vita intera. Non cancella gli affetti, le relazioni, la storia di una persona, tutto ciò che ha rappresentato per chi le è stato accanto.
E forse una delle cose più difficili, per chi ama una persona con Alzheimer, è imparare a incontrarla in un modo nuovo.
Non sempre possiamo riportarla nei nostri ricordi.
Ma possiamo provare a raggiungerla nel suo presente.
Come psicologo, ma prima ancora come nipote, penso che prendersi cura significhi anche questo: imparare a stare accanto, anche quando non possiamo più cambiare ciò che sta accadendo.
E ricordarci che, anche quando la memoria si fa silenziosa, la persona rimane.
Rimane la nonna.
Rimane la madre.
Rimane il padre.
Rimane la persona che abbiamo amato.
E forse, alla fine, è proprio questo che non dovremmo mai dimenticare.
Michele Loia Psicologo - Consulenza psicologica - Mindfulness - Valutazione Neuropsicologica adulti/anziani