05/06/2026
«Non ce la si fa». Alberto Mezzotero è arrivato 15 anni fa dalla Calabria, prima per studiare poi per insegnare alle elementari. Ora però ha deciso di tornare nella sua regione: ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Cosenza.
Firenze gli piace, il suo lavoro anche, ma «qui con lo stipendio da insegnante non c’è verso di prospettare una vita dignitosa. Vivere in un appartamento condiviso, come faccio attualmente, non lo è; ma non lo è nemmeno arrivare a fatica a fine mese perché paghi uno stonfo per un bilocale dove non ti entra nemmeno la roba che possiedi. Almeno non lo è per me».
Mezzotero finora ha vissuto in una casa con altri lavoratori, la stessa da 12 anni, prima nella stanza più piccola per risparmiare un po’, poi nella stanza grande. «Non pago molto, il padrone di casa è disponibile, ma a 44 anni una stanza comincia a stare stretta» spiega. «Da anni cerco qualcosa da comprare o da affittare ma prima quando i prezzi erano più accessibili avevo pochi risparmi, ora che ho messo da parte qualcosina i prezzi sono saliti alle stelle e non bastano comunque. Anche per un affitto di una casa bisogna stringere i denti. Chi è in coppia forse ce la fa, ma da soli è complesso».
Firenze, lo sa, gli mancherà. «Mi mancheranno tutta questa bellezza e gli stimoli culturali a portata di mano. Mi mancheranno le mie piccole routine: le lunghe passeggiate che salgono (arrancano!) lungo le pendici che conducono a Fiesole, a Maiano, a San Miniato; le sessioni di lettura ai giardini dell’Orticoltura; le suonatine con l’ensemble più scalcinato della storia della musica; le frustrantissime partitelle a Magic». Gli mancheranno gli amici, gli alunni e gli ex alunni diventati ormai grandi «con i quali abbiamo continuato a vederci e che sto avendo il privilegio di veder crescere».
🖊️ L’articolo di Ivana Zuliani prosegue sul CorriereFiorentino.it