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05/08/2026

Le patologie ad andamento cronico raramente iniziano il giorno in cui compare il primo sintomo.

Molto spesso l’organismo attraversa una fase silenziosa in cui continua ad adattarsi e a compensare alterazioni dei propri meccanismi di regolazione.

Solo quando questa capacità di adattamento si riduce possono comparire manifestazioni come dolore persistente, infiammazione o alterazioni della funzione.

Per questo motivo, nella medicina della regolazione, il sintomo non viene considerato soltanto un problema da eliminare, ma anche un’informazione clinica che aiuta a comprendere cosa sta accadendo nell’organismo.

Osservare il corpo in questa prospettiva significa passare da una medicina focalizzata esclusivamente sul sintomo a una medicina che ricerca i meccanismi biologici coinvolti nella sua comparsa e nel suo mantenimento.

È questo il principio che guida il nostro approccio alle patologie ad andamento cronico.

Ti era mai capitato di pensare che il sintomo potesse rappresentare solo l’ultima fase di un processo iniziato molto tempo prima?

Salva questo Reel e condividilo con chi pensa che una malattia inizi sempre il giorno in cui compare il primo sintomo.





30/07/2026

E se il sintomo non fosse il problema?

Questa domanda non invita a ignorare il sintomo.
Invita a guardarlo in modo diverso.

In medicina il sintomo rappresenta un’informazione preziosa, ma raramente racconta l’intera storia biologica della persona.
Nelle patologie ad andamento cronico può accadere che il sintomo sia l’espressione finale di una perdita di regolazione che coinvolge diversi sistemi dell’organismo.

Per questo una valutazione clinica non dovrebbe limitarsi a identificare dove compare il dolore o il disturbo.
Dovrebbe cercare di comprendere quali meccanismi stanno contribuendo a mantenerlo nel tempo.
È questo cambio di prospettiva che oggi caratterizza una parte della moderna medicina della regolazione.
Perché trattare un sintomo è importante.

Comprendere il sistema che lo genera o lo mantiene può esserlo ancora di più.

Sei d’accordo con questa visione o ti sorprende? Scrivilo nei commenti.
Salva questo Reel se vuoi approfondire una lettura diversa delle patologie croniche.

23/07/2026

Prima del sintomo c’è un sistema.

Quando compare un sintomo, la nostra attenzione si concentra quasi sempre sull’organo che sta manifestando il problema.
Ma il corpo non funziona per compartimenti separati.

Ogni giorno il sistema nervoso autonomo coordina migliaia di funzioni: regola il tono vascolare, la risposta infiammatoria, la motilità degli organi, la microcircolazione, la tensione muscolare e l’equilibrio tra adattamento e recupero.
Quando questa capacità di regolazione si altera e il sistema perde flessibilità, l’organismo può faticare a mantenere il proprio equilibrio.
In questo terreno biologico possono svilupparsi o mantenersi nel tempo molte condizioni ad andamento cronico.

Per questo motivo, nella medicina moderna, non è sufficiente chiedersi dove compare il sintomo.

È altrettanto importante domandarsi quale sistema ha perso la sua capacità di regolarsi.
Cambiare questa prospettiva significa comprendere il corpo in modo più integrato e costruire percorsi terapeutici sempre più personalizzati.

Ti era mai capitato di pensare che dietro un sintomo potesse esserci una perdita di regolazione dell’intero sistema?

Salva questo Reel: è uno dei concetti chiave per comprendere il dolore e le patologie croniche.

15/07/2026

Dove fa male?

È una domanda fondamentale, ma nelle patologie ad andamento cronico spesso non è sufficiente.

Nella vulvodinia, nel dolore pelvico cronico, nelle cistiti ricorrenti e in molte altre condizioni persistenti, conoscere il punto in cui compare il sintomo è solo l’inizio.

La domanda successiva è quella che può cambiare completamente la prospettiva clinica:

Che cosa continua a mantenere quel dolore?

Oggi sappiamo che il dolore cronico è il risultato dell’interazione tra più sistemi biologici: sistema nervoso autonomo, processi infiammatori, sistema immunitario, tessuti e meccanismi di modulazione del dolore.

Per questo motivo una medicina moderna non si limita a descrivere il sintomo, ma cerca di comprenderne i meccanismi.

Cambiare domanda significa spesso aprire nuove possibilità di diagnosi e di trattamento.

È questo il principio che guida il nostro approccio al dolore cronico ginecologico.

Secondo te, comprendere il “perché” di un sintomo può cambiare anche il modo di curarlo?

Salva questo Reel: è una riflessione che vale la pena rileggere.





09/07/2026

Per molto tempo abbiamo pensato che il dolore fosse una misura diretta del danno ai tessuti.

Oggi sappiamo che non è sempre così.

Le neuroscienze ci insegnano che il dolore è un’esperienza biologica complessa, generata dal sistema nervoso sulla base di molte informazioni: ciò che accade nei tessuti, i processi infiammatori, la regolazione del sistema nervoso autonomo e i meccanismi di modulazione del dolore.

Per questo motivo due persone con la stessa diagnosi possono vivere esperienze completamente diverse.
E la stessa persona può percepire il dolore in modo diverso nel corso della propria storia clinica.
Comprendere il dolore significa andare oltre il sintomo e iniziare a osservare i sistemi biologici che lo regolano.
È questo il principio su cui oggi si fonda una visione moderna della medicina del dolore.

Non si tratta solo di chiedersi “dove fa male?”, ma anche “perché il sistema continua a produrre quel segnale?”
Qual è il concetto di questo Reel che ti ha fatto riflettere di più?

Salva questo contenuto: è uno dei principi fondamentali per comprendere il dolore cronico.





01/07/2026

Quando il dolore diventa cronico, la domanda non è solo dove fa male?

La domanda è
Quali meccanismi stanno continuando a mantenerlo?

Nelle sindromi dolorose croniche, come
• vulvodinia
• dolore pelvico cronico
• cistiti ricorrenti
• ipertono del pavimento pelvico

il sistema nervoso autonomo può contribuire al mantenimento di dolore, tensione muscolare e alterazioni della risposta infiammatoria.

È proprio in questo contesto che si inserisce la terapia neurale.

Si tratta di una metodica medica che utilizza anestetici locali in punti specifici del corpo con l’obiettivo di modulare la regolazione neurovegetativa.

Non sostituisce una corretta diagnosi.

Non è indicata per tutte le pazienti.

Fa parte di un percorso clinico costruito sulla persona, dopo un’attenta valutazione.

La medicina del dolore oggi ci invita a cambiare prospettiva: non limitarsi a osservare il sintomo, ma comprendere i sistemi biologici che ne favoriscono la persistenza.

Conoscevi il ruolo del sistema nervoso autonomo nel dolore cronico ginecologico?

Salva questo Reel se vuoi approfondire un approccio moderno alla medicina del dolore.



24/06/2026

Perché il sistema nervoso continua a comportarsi come se esistesse ancora un pericolo?

Il sistema nervoso ha un compito fondamentale
proteggerti

Quando percepisce una minaccia attiva meccanismi di difesa che coinvolgono dolore, infiammazione, tensione muscolare e risposta allo stress.
Normalmente, quando il pericolo passa, questi meccanismi si disattivano.
Ma nelle condizioni croniche non sempre accade.

In alcune pazienti il sistema nervoso può rimanere in uno stato di allerta persistente, mantenendo attivi circuiti che favoriscono
• dolore pelvico cronico
• vulvodinia
• cistiti ricorrenti
• ipertono del pavimento pelvico

Non perché il corpo sia ancora in pericolo.
Ma perché il sistema continua a comportarsi come se lo fosse.
Comprendere questi meccanismi è fondamentale per leggere il dolore cronico in modo più completo e per costruire percorsi terapeutici che non si limitino al sintomo.
Avevi mai sentito parlare del ruolo del sistema nervoso autonomo nel dolore cronico?

Salva questo Reel. È uno dei concetti più importanti da comprendere quando si parla di dolore persistente.





17/06/2026

Ma se è tutto passato... perché continuo ad avere dolore?

È una domanda che molte donne con vulvodinia, dolore pelvico cronico, cistiti ricorrenti o ipertono del pavimento pelvico si pongono ogni giorno

L’infezione è guarita

L’infiammazione si è ridotta

Gli esami sono migliorati

Eppure il dolore continua

La spiegazione potrebbe non trovarsi soltanto nei tessuti

Quando il sistema nervoso viene esposto a lungo a stimoli dolorosi può modificare il proprio funzionamento e mantenere uno stato di allerta persistente

In queste condizioni il dolore può continuare anche quando la causa iniziale si è attenuata o risolta

Questo non significa che il dolore sia immaginario

Significa che il sistema nervoso può aver imparato a rimanere in modalità protezione

Comprendere questi meccanismi è fondamentale per leggere il dolore cronico in modo più completo e costruire percorsi terapeutici realmente personalizzati

Ti sei mai chiesta perché il dolore continuasse nonostante gli esami fossero migliorati?

Salva questo Reel. Potrebbe aiutarti a capire qualcosa che nessuno ti aveva mai spiegato





14/06/2026

Comprendere il dolore cronico significa andare oltre il sintomo

Durante questa lezione teorico-pratica il Dott. Giorgio Crucitti ha approfondito il ruolo del sistema nervoso autonomo nelle principali condizioni ginecologiche croniche, tra cui
• vulvodinia
• dolore pelvico cronico
• cistiti ricorrenti
• ipertono del pavimento pelvico

La terapia neurale nasce oltre un secolo fa con l’obiettivo di modulare la regolazione neurovegetativa attraverso l’utilizzo di anestetici locali in punti specifici del corpo

Un approccio che invita a osservare il dolore non solo come un sintomo, ma come l’espressione di un sistema che ha perso il proprio equilibrio

Formazione, confronto clinico e aggiornamento continuo rappresentano strumenti fondamentali per offrire alle pazienti percorsi terapeutici sempre più completi e personalizzati

Conoscevi il ruolo del sistema nervoso autonomo nelle patologie dolorose croniche?





Molte pazienti mi diconoMa se l’infezione è passata...Ma se gli esami sono normali...Ma se il problema è stato risolto.....
10/06/2026

Molte pazienti mi dicono
Ma se l’infezione è passata...
Ma se gli esami sono normali...
Ma se il problema è stato risolto...

allora perché continuo ad avere dolore?

La risposta è che il corpo e il sistema nervoso non sempre si muovono alla stessa velocità

Quando una condizione dolorosa persiste per mesi o anni, il sistema nervoso può continuare a mantenere uno stato di allerta anche dopo la risoluzione del problema iniziale

Questo significa che possono persistere
• dolore pelvico cronico
• vulvodinia
• cistiti ricorrenti
• tensione del pavimento pelvico
• ipersensibilità nella zona pelvica

Non perché il dolore sia immaginario

Non perché sia tutto nella testa

Ma perché il sistema nervoso ha imparato a proteggere quella zona e continua a farlo anche quando non sarebbe più necessario

Comprendere questi meccanismi è fondamentale per affrontare il dolore cronico in modo più completo e costruire percorsi terapeutici realmente personalizzati

Ti è mai capitato di continuare ad avere sintomi anche dopo che gli esami erano migliorati?

Salva questo post: potrebbe aiutare te o una persona che sta vivendo questa situazione





Indirizzo

Viale Parioli, 47A
Rome
00197

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 10:00 - 19:30
Mercoledì 10:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 10:00 - 19:30

Telefono

+39068083639

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