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GeneS4You La "medicina di precisione" ci consente di analizzare gli ecosistemi che convivono nel nostro corpo

Oggi un caso clinico.Una paziente con gastrite cronica è stata indirizzata da noi dal suo fisioterapista, dal quale era ...
20/10/2026

Oggi un caso clinico.

Una paziente con gastrite cronica è stata indirizzata da noi dal suo fisioterapista, dal quale era seguita per problemi di artrosi.

Lui le ha suggerito di effettuare il test del microbiota intestinale.

Il report ha mostrato un quadro di una barriera compromessa, butirrato a livelli minimi, batteri che proteggono la barriera intestinale assenti.

Sei mesi dopo abbiamo ricevuto il feedback da parte del professionista: sintomi risolti.

Il test non cura, ma serve al professionista come mappa su cui costruire il percorso.

19/10/2026

Sappiamo che le fibre fanno bene, ma come proteggono l'intestino?

iDa uno studio pubblicato su PubMed emerge che il tipo e l'intensità dell'attività fisica hanno un impatto diretto sul m...
15/10/2026

iDa uno studio pubblicato su PubMed emerge che il tipo e l'intensità dell'attività fisica hanno un impatto diretto sul microbiota intestinale.

Praticare esercizio moderatamente, promuove un sistema immunitario sano, mentre un allenamento ad alta intensità può causare impermeabilità intestinale con conseguente infiammazione sistemica.

Inoltre, l'attività fisica migliora la diversità del microbioma intestinale, aumenta la produzione di acidi grassi a catena corta e migliora l'integrità della barriera intestinale.

Lo studio ha inoltre dimostrato che l'integrazione con probiotici è associata a una riduzione dell'infiammazione, a un miglioramento delle prestazioni sportive e a una migliore incidenza di disturbi gastrointestinali.

Ciò suggerisce che l'attività fisica e il microbioma intestinale si influenzano reciprocamente: fare sport influenza la salute del microbioma intestinale e quest'ultimo ha un impatto diretto sulle prestazioni sportive.

Questi risultati sottolineano che per trarre benefici dall'attività sportiva, sono importanti programmi di allenamento su misura, che modulino frequenza e intensità.

Quando ci si allena intensamente, è inoltre importante un'integrazione di probiotici, studiata sulla composizione del microbioma intestinale di ciascuno.

È possibile analizzare la composizione del microbiota intestinale attraverso un test specifico.

Se sei un operatore sanitario e hai dei pazienti che si sottopongono a un allenamento intenso, contattaci per avere maggiori informazioni su questo testo, che cosa evidenzia e come aiuta a formulare un'integrazione mirata e personalizzata.

Fonte: Physical Exercise and the Gut Microbiome: A Bidirectional Relationship Influencing Health and Performance
Sanish Varghese, Shrinidhi Rao, Aadam Khattak, Fahad Zamir, Ali Chaari.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39519496/

13/10/2026

Stesso probiotico, pazienti diversi, risposte diverse. Quanto conta l’ecosistema intestinale di partenza?

Con PROBiome GUT, Genes 4 You mette a disposizione del professionista un’analisi del microbiota intestinale con referto firmato da un medico e risultati in 10 giorni lavorativi.

Scrivici per ricevere un referto di esempio e conoscere il servizio.

Tra i numerosi prebiotici naturali oggi disponibili, il topinambur è alimento poco conosciuto.Questo tubero  ha concentr...
12/10/2026

Tra i numerosi prebiotici naturali oggi disponibili, il topinambur è alimento poco conosciuto.

Questo tubero ha concentrazioni elevate di inulina, la fibra solubile che nutre i batteri benefici in tutto l'apparato digerente.

La ricerca inoltre dimostra un elemento importante per chiunque assuma un probiotico multi-ceppo: l'inulina del topinambur favorisce specificamente la crescita di batteri probiotici appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus.

Gli studi clinici evidenziano che il consumo di questa fibra alimentare prebiotica incrementa le popolazioni di bifidobatteri stimolando allo stesso tempo la produzione di acidi grassi a catena corta, creando così un ambiente intestinale in cui i batteri probiotici possono prosperare.

Diverse specie di Lactobacillus, tra cui L. plantarum, L. acidophilus, L. rhamnosus e L. reuteri, mostrano una crescita potenziata e una migliore sopravvivenza gastrointestinale in presenza di inulina prebiotica.

La fermentazione batterica dell'inulina incrementa la produzione di acidi grassi a catena corta, in particolare butirrato, che nutre i colonociti e crea condizioni ottimali per la colonizzazione probiotica nell'intestino crasso.

Le combinazioni simbiotiche (batteri probiotici + prebiotici) mostrano risultati superiori rispetto ai singoli elementi assunti separatamente, con l'inulina di topinambur che si rivela particolarmente efficace nel prolungare la persistenza dei microrganismi nel microbioma intestinale.

Fonte: https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/prebiotic-effect-of-fruit-and-vegetable-shots-containing-jerusalem-artichoke-inulin-a-human-intervention-study/8794FD6E95518C37FD7E841AC7F3168B

🦠 PROBIOTICI: modulatori vivi dell'ecosistema intestinale* Definizione clinica: microrganismi vivi e vitali che, sommini...
08/10/2026

🦠 PROBIOTICI: modulatori vivi dell'ecosistema intestinale

* Definizione clinica: microrganismi vivi e vitali che, somministrati in quantità adeguate, superano la barriera gastrica e biliare, colonizzando transitoriamente il colon.
* Meccanismo d'azione: competizione da esclusione nei confronti dei patogeni, produzione di batteriocine, rafforzamento delle tight junctions (barriera epiteliale) e immunomodulazione.
* Indicazioni terapeutiche: supporto in corso di antibiotico-terapia (prevenzione dell'AAD), management della IBS (Sindrome dell'Intestino Irritabile), diarrea infettiva o del viaggiatore, stati di disbiosi acuta e stress psicofisico (asse intestino-cervello).



🌾 PREBIOTICI: substrati selettivi per il microbiota autoctono

* Definizione clinica: costituenti alimentari non digeribili (principalmente carboidrati a catena corta come FOS, GOS e inulina) che stimolano selettivamente la crescita e/o l'attività metabolica di un numero limitato di gruppi batterici benefici.
* Meccanismo d'azione: fermentazione nel colon con conseguente produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA, come acetato, propionato e in particolare butirrato), fondamentali per il trofismo dei colonociti e la regolazione del pH luminale.
* Target a lungo termine: mantenimento dell'omeostasi intestinale, miglioramento della compliance evacuativa, supporto alla salute metabolica e modulazione del senso di sazietà.
💡 L'approccio simbiotico: la co-somministrazione razionale di ceppi probiotici e del loro specifico substrato prebiotico ottimizza la fitness e la sopravvivenza del microrganismo inoculato, potenziando l'efficacia terapeutica.

Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha evidenziato come il microbioma può influenzare la capacità di un orga...
06/10/2026

Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha evidenziato come il microbioma può influenzare la capacità di un organismo di resistere ai parassiti intracellulari.

Questa ricerca ha studiato il nematode Caenorhabditis elegans e il suo patogeno naturale Nematocida parisii, appartenente ai microsporidi.

I ricercatori hanno testato batteri associati all’habitat naturale del nematode per capire se potessero influenzare l’esito dell’infezione.

In questa ricerca è emerso che alcuni microrganismi hanno ridotto la crescita del parassita riducendo nutrienti utili, in particolare acidi grassi necessari alla sua proliferazione.

Altri hanno agito direttamente sulle spore, riducendo la loro capacità di infettare.

Il lavoro mostra che il rapporto tra ospite, microbioma e patogeno dipende sia dalla risposta immunitaria dell’organismo, sia dalle competizioni metaboliche e dalle molecole prodotte dai batteri residenti.

Lo studio non riguarda una terapia umana, ma un modello sperimentale e aiuta a capire principi generali utili per la microbiologia, la parassitologia e la difesa dalle infezioni.

I neonati iniziano a sviluppare il loro microbioma intestinale al momento della nascita, raggiungendo infine uno stato s...
25/09/2026

I neonati iniziano a sviluppare il loro microbioma intestinale al momento della nascita, raggiungendo infine uno stato simile a quello di un adulto entro i 12-36 mesi di vita.

Durante questo periodo, quando le influenze ambientali esterne hanno probabilmente il maggiore impatto sul microbioma in via di sviluppo, la modalità del parto, gli antibiotici, la dieta materna durante l'allattamento e le scelte durante lo svezzamento possono influenzare lo sviluppo del microbiota nella prima infanzia, con conseguenze per tutta la vita.

L'infiammazione sistemica e la neuroinfiammazione sono influenzate dal microbioma intestinale, in particolare nel contesto della disbiosi.

Il ruolo della neuroinfiammazione di origine intestinale nel contesto dello sviluppo cerebrale ha implicazioni per lo sviluppo cognitivo, i disturbi neurocomportamentali e neuroevolutivi.

E' possibile effettuare un test del microbioma anche in età pediatrica, per evidenziare subito eventuali situazioni di disbiosi intestinale.

Il test non è assolutamente invasivo, viene effettuato presso il proprio domicilio, ritirato e riceverete i risultati in pochi giorni, con una consulenza dedicata.

Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8936143/

22/09/2026
Un gruppo di ricercatori cinesi, guidati da Minjian Chen dell'Università Medica di Nanchino, ha voluto capire se ciò a c...
22/09/2026

Un gruppo di ricercatori cinesi, guidati da Minjian Chen dell'Università Medica di Nanchino, ha voluto capire se ciò a cui una donna è esposta durante la gravidanza come sostanze chimiche presenti nell'ambiente e sostanze prodotte dal suo stesso corpo, possa influenzare la salute del nascituro.

Hanno seguito 1.689 coppie mamma-neonato nella provincia cinese del Jiangsu, misurando ben 776 fattori diversi in ogni fase della gravidanza e al momento del parto: analisi delle urine, tracce di sostanze chimiche, misure corporee della madre e così via. Poi hanno analizzato il primo "prodotto" intestinale del neonato (il meconio, cioè le prime feci) per vedere quali batteri fossero presenti.

Tra i diversi risultati di questa ricerca è emerso che alcune sostanze chimiche ambientali e alcuni metaboliti della madre (come il colesterolo) risultavano collegati ad alcuni batteri che si trovavano nell'intestino del neonato. E la composizione di quei batteri, a sua volta, era associata ad aspetti della salute del bambino.

Fonte: https://www.insideprecisionmedicine.com/topics/precision-medicine/maternal-exposures-affect-infant-microbiota-and-health/

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Rome

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