Dottoressa Federica Brosio

Dottoressa Federica Brosio Ginecologia e Ostetricia,
Patologia Cervico-Va**nale

Prenotazioni
https://www.federicabrosio.it/

Dottoressa, vorrei controllare tutti gli ormoniÈ una richiesta comprensibile. Soprattutto quando il corpo comincia a cam...
03/09/2026

Dottoressa, vorrei controllare tutti gli ormoni

È una richiesta comprensibile. Soprattutto quando il corpo comincia a cambiare e non riusciamo a capire perché.
Ciclo irregolare, stanchezza, sonno diverso, variazioni di peso, capelli, pelle, benessere psicofisico: spesso mettiamo tutto sotto un’unica etichetta.

Saranno gli ormoni

A volte gli ormoni fanno effettivamente parte della spiegazione.
Ma la valutazione ormonale non dovrebbe trasformarsi nella ricerca indiscriminata di un valore sbagliato
Estrogeni, progesterone, androgeni, tiroide, prolattina, insulina appartengono a sistemi differenti e non tutti devono essere studiati in ogni donna e in ogni momento.

Questo è particolarmente importante durante la perimenopausa, quando l’attività ovarica può diventare più variabile e un singolo dosaggio ormonale non sempre è sufficiente, da solo, a raccontare ciò che sta accadendo.

Per questo una buona valutazione parte prima di tutto dalla donna
età + storia clinica + ciclo + sintomi + farmaci + cambiamenti nel tempo.

Poi si decide quali approfondimenti abbiano realmente senso.
Perché un esame di laboratorio può essere prezioso.
Ma solo quando sappiamo quale domanda gli stiamo facendo.

Ti è mai capitato di pensare devo farmi controllare gli ormoni senza sapere esattamente quali?

Raccontamelo nei commenti.
Salva questo post se stai attraversando una fase in cui senti che qualcosa nel tuo corpo è cambiato.

La menopausa è una fase fisiologica. Ma fisiologico non significa che ogni sintomo debba essere sopportato.È una distinz...
02/09/2026

La menopausa è una fase fisiologica. Ma fisiologico non significa che ogni sintomo debba essere sopportato.

È una distinzione che considero fondamentale.
Vampate, disturbi del sonno, sintomi vulvova**nali e urinari, cambiamenti della sessualità e del benessere psicofisico possono avere intensità molto diverse da donna a donna.
E proprio per questo non esiste una gestione della menopausa uguale per tutte.
Anche quando parliamo di terapia ormonale della menopausa e ormoni bioidentici, credo sia importante uscire dalla contrapposizione “ormoni sì / ormoni no”.

La domanda clinicamente più utile è un’altra
questa terapia è appropriata per questa donna, in questo momento della sua vita?

La risposta richiede anamnesi, valutazione dei sintomi, storia personale, fattori di rischio, indicazioni e controindicazioni.
E richiede soprattutto di ascoltare ciò che quella donna sta vivendo.
Perché c’è una differenza enorme tra non trasformare la menopausa in una malattia e utilizzare la parola normale per minimizzare qualcosa che sta compromettendo la qualità della vita.

La menopausa non va combattuta.

Va compresa.
E quando serve, può essere accompagnata con strategie costruite sulla singola donna.
Qual è la frase sulla menopausa che ti sei sentita dire più spesso?

Scrivimela nei commenti.
Salva questo carosello: potrebbe servirti quando arriverà il momento di fare le domande giuste.

Se lo amo, perché non lo desidero più come prima?È una domanda che può fare molto male, soprattutto quando partiamo dall...
01/09/2026

Se lo amo, perché non lo desidero più come prima?

È una domanda che può fare molto male, soprattutto quando partiamo dall’idea che amore e desiderio sessuale debbano necessariamente muoversi insieme.
Ma non è così semplice.
Puoi amare profondamente una persona e attraversare una fase di scarso desiderio sessuale.
E puoi provare attrazione o desiderio verso qualcuno senza avere necessariamente voglia di avere un rapporto in quel momento.

Perché amore, attrazione, desiderio, eccitazione e disponibilità sessuale sono dimensioni collegate, ma non equivalenti.

Il desiderio femminile può inoltre essere influenzato da moltissimi fattori: stress, qualità del sonno, carico mentale, farmaci, cambiamenti ormonali, dolore, salute fisica e psicologica, immagine corporea, dinamiche della relazione e fase della vita.
E non per tutte funziona nello stesso modo.
Per alcune persone il desiderio compare spontaneamente.
Per altre può emergere in risposta a una situazione di intimità desiderata, quando esistono le condizioni favorevoli di vicinanza, stimolazione, sicurezza e piacere.

Questo però non significa che qualsiasi calo del desiderio debba essere semplicemente accettato.
Se il cambiamento è persistente, provoca disagio o influenza il benessere personale o di coppia, vale la pena comprenderne le cause, anche dal punto di vista medico quando necessario.

Quello che vorrei smettessimo di fare è utilizzare il desiderio come una prova
Se non lo desidero, non lo amo
Se mi amasse, avrebbe voglia

Non possiamo ridurre una relazione e una sessualità intera a questa equazione
Il desiderio non è il termometro dell’amore

Secondo te nella coppia confondiamo ancora troppo spesso amore e desiderio?
Salva il carosello o invialo a qualcuno con cui vorresti aprire questa conversazione.

Ma se non vuoi più figli, perché vuoi conservare l’utero?È proprio questa domanda che vorrei cambiare.Perché desiderio d...
31/08/2026

Ma se non vuoi più figli, perché vuoi conservare l’utero?

È proprio questa domanda che vorrei cambiare.

Perché desiderio di maternità e desiderio di conservare l’utero non sono la stessa cosa.

Quando una donna deve affrontare una patologia uterina - per esempio fibromi sintomatici - la scelta terapeutica può dipendere da molti elementi: sintomi, numero, dimensioni e posizione dei fibromi, storia clinica, età, eventuale desiderio riproduttivo e preferenze personali.

E in determinate situazioni possono esistere opzioni differenti: farmacologiche, chirurgiche o interventistiche, tra cui miomectomia, embolizzazione delle arterie uterine e isterectomia.

Non significa che tutte siano appropriate per tutte.

E non significa che l’isterectomia sia una scelta sbagliata.

In alcuni casi può essere la soluzione più appropriata.

Ma prima di una decisione definitiva, una donna dovrebbe poter conoscere le alternative ragionevoli per il proprio caso, comprenderne benefici e rischi e dire quanto sia importante per lei preservare l’utero. Questo principio è presente anche nelle raccomandazioni NICE sulla scelta terapeutica.

E c’è una distinzione che vorrei diventasse molto più conosciuta
preservare l’utero e preservare la fertilità non sono esattamente la stessa cosa.

Una donna può non desiderare figli.
Può averne già avuti.
Può essere vicina alla menopausa.

E può comunque desiderare, quando clinicamente possibile, una soluzione che conservi il proprio utero.
Non deve giustificarlo.
La medicina deve naturalmente stabilire ciò che è sicuro e appropriato.

Ma dentro le opzioni clinicamente possibili deve esserci anche la voce della paziente.

Per questo, se ti viene proposta una terapia importante, una delle domande più utili è
Perché questa soluzione è la migliore per me e quali alternative appropriate esistono nel mio caso?

Non è sfiducia.

È consenso informato.
Secondo te alle donne vengono spiegate abbastanza le alternative prima di una scelta ginecologica importante?

Dottoressa, ma io ce l’ho sempre avutoÈ una frase importantissima.Non perché dimostri che quel sintomo sia normale.Ma pe...
29/08/2026

Dottoressa, ma io ce l’ho sempre avuto

È una frase importantissima.

Non perché dimostri che quel sintomo sia normale.
Ma perché racconta da quanto tempo esiste.

Mestruazioni molto dolorose fin dall’adolescenza.
Dolore durante i rapporti presente da sempre.
Perdite urinarie che sono iniziate dopo una gravidanza e sono rimaste negli anni.
Sintomi che ricorrono da così tanto tempo da essere diventati parte della quotidianità.

Quando conviviamo a lungo con qualcosa, accade facilmente una cosa
smettiamo di percepirlo come un cambiamento e iniziamo a considerarlo una caratteristica del nostro corpo.
E qualche volta ci adattiamo senza nemmeno rendercene conto.

Evitiamo determinate attività.
Cambiamo il modo di avere rapporti.
Portiamo sempre con noi un antidolorifico.
Scegliamo vestiti, sport, viaggi o giornate in funzione del sintomo.

E continuiamo a dire
Non mi limita

Per questo durante una valutazione non conta soltanto sapere se un sintomo esiste.
Conta capire da quanto tempo è presente, quanto è intenso, con quale frequenza compare e soprattutto quanto hai modificato la tua vita per conviverci.
Naturalmente, non ogni sintomo persistente indica necessariamente una patologia.

Ma c’è una distinzione che vorrei insegnassimo molto prima alle donne
abituale e fisiologico non sono sinonimi.

Non imparare ad avere paura dei sintomi.
Imparare a non normalizzarli soltanto perché ci accompagnano da molto tempo.

C’è qualcosa che per anni hai considerato “normale” e solo dopo hai scoperto che meritava attenzione?

Lubrificazione = desiderio?NoEd è una distinzione molto importante nella sessualità femminileIl corpo può avere una risp...
27/08/2026

Lubrificazione = desiderio?

No

Ed è una distinzione molto importante nella sessualità femminile
Il corpo può avere una risposta genitale anche quando la persona non desidera realmente un rapporto
E può succedere anche il contrario: una donna può provare desiderio soggettivo ma avere una risposta fisica ridotta o più lenta
Questo può dipendere da fattori ormonali, farmaci, stress, stanchezza, contesto, fase della vita e molte altre variabili

Per questo è importante separare tre concetti
risposta fisica
desiderio
consenso

Non sono la stessa cosa.

Una risposta corporea automatica non dimostra ciò che una persona vuole.
E soprattutto non può essere interpretata come consenso.

Il consenso si comunica

Può essere presente all’inizio e cambiare durante il rapporto
Può essere ritirato
Può non esserci anche quando il corpo reagisce

E c’è un altro punto importante: se senti desiderio ma hai poca lubrificazione, non significa automaticamente che ci sia qualcosa che non va nella tua sessualità. In alcuni casi può essere utile comprendere i fattori che stanno influenzando la risposta corporea.

Educazione sessuale significa anche imparare a distinguere ciò che il corpo fa da ciò che la persona vuole.
Questa distinzione ti era mai stata spiegata così chiaramente?

Salva il post: è una di quelle informazioni che, secondo me, dovrebbero essere insegnate molto prima.

Dottoressa, mi fa male lì sottoÈ un’espressione comprensibilissima.Ma racconta anche qualcosa di più grande: moltissime ...
26/08/2026

Dottoressa, mi fa male lì sotto

È un’espressione comprensibilissima.

Ma racconta anche qualcosa di più grande: moltissime donne sono diventate adulte senza ricevere un’educazione anatomica adeguata sui propri genitali.
V***a e va**na non sono la stessa cosa.
La v***a comprende i genitali esterni. La va**na è il canale interno.
Poi ci sono clitoride, uretra, vestibolo, perineo e pavimento pelvico: strutture diverse, con anatomia e funzioni diverse.

Perché importa conoscere i loro nomi?

Non per superare un’interrogazione di anatomia.
Per riuscire a descrivere meglio un sintomo.
Per parlare di dolore.
Per parlare di piacere.
Per comunicare durante una visita.
Per conoscere il proprio corpo.

E anche per insegnare alle nuove generazioni che le parti intime non sono parti innominabili.

Questa è Educazione Femminile.
Non imparare termini complicati.
Smettere di crescere conoscendo il proprio corpo soltanto a metà.

Domanda a che età hai scoperto che v***a e va**na non indicano la stessa cosa?
Secondo me le risposte a questa domanda potrebbero essere molto interessanti.

***a **na

A settembre non devi “rimetterti in formaTra pochi giorni ricominceremo a vedere diete post-vacanze, detox, programmi pe...
25/08/2026

A settembre non devi “rimetterti in forma

Tra pochi giorni ricominceremo a vedere diete post-vacanze, detox, programmi per “recuperare gli eccessi” e allenamenti per tornare velocemente al corpo di prima.
Ma soprattutto dopo i 40 anni vorrei proporvi una domanda diversa
e se l’obiettivo non fosse tornare indietro?

Durante la perimenopausa e la menopausa il corpo femminile attraversa cambiamenti fisiologici che possono interessare composizione corporea, distribuzione del grasso, massa muscolare, salute ossea, sonno e recupero.
Per questo prendersi cura del corpo non dovrebbe significare semplicemente mangiare meno e allenarsi di più.

Dovrebbe significare costruire salute.

Preservare e allenare la forza muscolare.
Prendersi cura delle ossa.
Muoversi regolarmente.
Mangiare in modo adeguato alle proprie necessità.
Dormire.
Recuperare.
Ridurre la sedentarietà.

E soprattutto costruire abitudini che possano accompagnarci nel tempo.

A 45, 50 o 55 anni non abbiamo bisogno di combattere contro il corpo che cambia.

Abbiamo bisogno di capire come proteggerlo mentre cambia.

A settembre, invece di partire dalla bilancia, prova a partire da tre domande
Sono abbastanza forte?
Sto dormendo bene?
Quello che sto facendo oggi proteggerà anche la me stessa di 70 anni?
Questa, per me, è una prospettiva molto più interessante sull’invecchiamento femminile.
Non tornare al corpo di prima.
Costruire il corpo che ti servirà dopo.

Quale obiettivo vorresti portare con te a settembre: più forza, più energia, dormire meglio o maggiore costanza?

Salva questo post. Tra una settimana il tuo feed probabilmente proverà a convincerti che devi “recuperare” qualcosa.
Non hai niente da espiare. Hai una salute da costruire.

Quando hai avuto l’ultima mestruazione?Quasi tutte sappiamo dove trovare la risposta.Sul calendario.Nell’app.Tra le note...
24/08/2026

Quando hai avuto l’ultima mestruazione?

Quasi tutte sappiamo dove trovare la risposta.

Sul calendario.
Nell’app.
Tra le note del telefono.

Ma se durante una visita ti chiedessi
Come stai tra una mestruazione e l’altra?
sapresti raccontarmelo con la stessa precisione?
Il ciclo mestruale non coincide con i giorni in cui sanguiniamo.
Durante il mese le variazioni ormonali possono accompagnarsi, in modo diverso da donna a donna, a cambiamenti delle secrezioni, del seno, dell’energia, del sonno, del desiderio e alla comparsa di alcuni sintomi.
E non serve imparare a memoria uno schema per capire il proprio ciclo.

Anzi.
Il punto non è sapere come “dovrebbe” sentirsi una donna in ogni fase.
Il punto è imparare a conoscere come stai tu.

Per questo può essere utile, per alcuni cicli, annotare poche informazioni: mestruazioni, eventuali sintomi ricorrenti, sonno, energia e cambiamenti che ti sembrano significativi.
Potresti accorgerti che una cefalea compare spesso negli stessi giorni.
Che il seno cambia sempre prima della mestruazione.
Che un dolore ha una certa ricorrenza.
Oppure che il tuo mese è molto più stabile di quanto raccontino certi schemi sui social.

Anche questa è un’informazione.
Conoscere il proprio ciclo non significa controllare continuamente il corpo e non significa attribuire ogni sensazione agli ormoni.

Significa costruire, nel tempo, una conoscenza del proprio andamento.

Per me questa è Educazione Femminile
non insegnare alle donne un altro modello a cui adeguarsi.
Dare loro gli strumenti per conoscere il proprio.

E tu cosa registri oggi?

Solo la data delle mestruazioni oppure anche ciò che succede tra un ciclo e l’altro?

Salva il post e prova a osservare i prossimi 2–3 cicli.

Non mi fa maleMa è davvero questo il punto di arrivo della salute sessuale femminile?Per anni abbiamo fatto - giustament...
23/08/2026

Non mi fa male

Ma è davvero questo il punto di arrivo della salute sessuale femminile?
Per anni abbiamo fatto - giustamente - un grande lavoro per spiegare alle donne che dolore durante i rapporti, bruciore, secchezza e disagio non devono essere automaticamente normalizzati.
Ma c’è un’altra parte dell’educazione sessuale di cui parliamo molto meno:
imparare a riconoscere il benessere.
Sentirsi a proprio agio.
Essere presenti nel proprio corpo.

Poter comunicare ciò che piace e ciò che non piace.

Sentirsi libere di rallentare, cambiare, continuare oppure fermarsi.

Vivere eccitazione e piacere senza trasformarli in una prestazione da raggiungere.
Perché la salute sessuale non coincide semplicemente con l’assenza di dolore.
E non esiste una frequenza giusta, un livello di desiderio obbligatorio o un orgasmo da raggiungere per poter dire che la propria sessualità funziona.

Una domanda che sento fare spesso è
Dottoressa, è normale?

È una domanda importante.

Ma vorrei che imparassimo ad aggiungerne un’altra
Io sto bene?

Perché conoscere il proprio corpo significa riconoscere i segnali di disagio.
Ma significa anche conoscere ciò che ci fa stare bene.
Questa è educazione alla salute sessuale.

Non insegnare alle donne come dovrebbero”vivere la sessualità.

Dare loro gli strumenti per conoscere la propria.

E allora oggi ti faccio una domanda che probabilmente nessuno ti ha mai fatto durante una visita:
sapresti descrivere che cosa significa, per te, stare bene nella tua sessualità?

Indirizzo

Viale Parioli, 47A – Roma 00197/I° Paino Interno 4/Via Pietro Cartoni, 195
Rome
00152

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dottoressa Federica Brosio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dottoressa Federica Brosio:

Scelte rapide

Condividi