10/06/2025
In molte sedute di psicoterapia ho rilevato una fantasia ricorrente, soprattutto in donne oltre i 50/60 anni ma a volte anche in giovani uomini e donne. È l’idea di essere colti da un improvviso malore mentre si è soli in casa senza la possibilità di può ricevere aiuto.
E di morire senza che nessuno se ne accorga per molto tempo.
Altre fantasie frequenti riguardano il fatto di dover affrontare in solitudine una malattia debilitante o anche semplicemente i disagi legati all’età. In effetti, la vita di molte persone è organizzata in modo più o meno ossessivo per lottare concretamente contro la paura di morire in solitudine.
Ci si iscrive a diverse chat di incontri, ma si capisce ben presto che in tali piattaforme le persone disponibili per una relazione stabile sono poche. Si cerca allora di compensare la qualità con la quantità e ci si ritrova a vivere una sorta di secondo lavoro, nel quale le persone che vengono contattate divengono quasi dei numeri, delle probabilità.
Accanto a ciò ci sono i viaggi di gruppo, le chat per single, gli speed date, le serate a tema, i gruppi che condividono passioni comuni e così via.
Non vedo nulla di male in simili attività.
Così come non c’è nulla di sbagliato in una conchiglia. Ma se proverai a svuotare il mare servendoti di una conchiglia, sprecherai solo il tuo tempo.
Il punto è che non è possibile risolvere un problema interiore con un’azione concreta.
Ad esempio, se tenterai di migliorare la tua autostima attraverso i successi, i successi non ti basteranno mai. Se tenterai di riempire un vuoto interiore con del cibo, tutto quello che porterai nel tuo stomaco non ti porterà mai la pienezza a cui anela il tuo cuore.
E così allo stesso modo se tenterai di combattere la solitudine cercando di stabilire una relazione, non farai che sentirti sempre più solo e deluso. Su questa via cadrai inevitabilmente in una dimensione tossica e manipolatoria.
Il feedback dell’altro diventerà per te una vera e propria dose, un cuoricino su whatsapp ti darà un momento di euforia ma subito dopo ti ritroverai di nuovo nel dubbio, nella paura e avrai bisogno di un’altra conferma, di un’altra dose.
Molte persone arrivano in psicoterapia confessando di essere tormentate dall'idea di morire da sole. Scopriamo come superare questa convinzione angosciosa