Dott.ssa Rossana Lucera Urologo

Dott.ssa Rossana Lucera Urologo specialista in Urologia dal 2002. Attività ambulatoriale e chirurgica: dalla diagnosi alla terapia.

"Dottoressa, c'è una cosa che non capisco: durante il giorno sto abbastanza bene, ma la sera i disturbi aumentano. È nor...
30/07/2026

"Dottoressa, c'è una cosa che non capisco: durante il giorno sto abbastanza bene, ma la sera i disturbi aumentano. È normale?"

Questa è una delle osservazioni che ascolto più frequentemente durante le visite e rappresenta un dettaglio molto importante.

Quando descrivo un sintomo, infatti, non conta soltanto la sua intensità. Anche il momento della giornata in cui compare può offrire informazioni utili per comprenderne l'origine.

Nel corso della giornata il nostro organismo cambia continuamente. L'idratazione, il tempo trascorso seduti, l'attività fisica, la stanchezza, lo stress e perfino le abitudini di minzione possono influenzare la percezione di alcuni disturbi urinari.

Per questo motivo chiedo sempre ai miei pazienti di raccontarmi non solo che cosa sentono, ma anche quando lo avvertono. Un sintomo che compare prevalentemente la sera, durante la notte o al risveglio può orientare il percorso diagnostico in modo diverso rispetto a uno presente in maniera costante.

Naturalmente questo non significa che ogni variazione nell'arco della giornata sia motivo di preoccupazione. Significa però che è un'informazione da non trascurare, soprattutto se il disturbo si ripete nel tempo o tende a peggiorare.

Osservare il proprio corpo con attenzione e riferire questi particolari durante la visita mi permette di costruire un quadro clinico più completo e di individuare gli eventuali approfondimenti più appropriati.

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⚠️ Le informazioni contenute in questo post hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo una valutazione medica specialistica.

"Dottoressa, devo preoccuparmi?"Se dovessi scegliere la domanda che sento più spesso durante una visita urologica, proba...
28/07/2026

"Dottoressa, devo preoccuparmi?"

Se dovessi scegliere la domanda che sento più spesso durante una visita urologica, probabilmente sarebbe proprio questa.

È una domanda che racchiude timori, dubbi e, a volte, anche la paura di ricevere una diagnosi importante. Ed è comprensibile: quando compare un sintomo nuovo, è naturale che la mente inizi a immaginare gli scenari peggiori.

Il mio compito, però, non è solo formulare una diagnosi. È anche aiutare il paziente a comprendere ciò che sta accadendo, distinguendo ciò che richiede un intervento tempestivo da ciò che può essere affrontato con serenità.

Per questo motivo una visita urologica inizia sempre dall'ascolto. Dedico tempo a ricostruire la storia clinica, a capire quando sono comparsi i sintomi, come si manifestano, quali sono le abitudini quotidiane e se esistono fattori che possano aver contribuito alla loro comparsa.

Molti disturbi urinari possono avere cause benigne e facilmente trattabili. Altri, invece, richiedono approfondimenti specifici. La differenza la fanno una valutazione accurata e un percorso diagnostico costruito sulla singola persona, non le supposizioni o le informazioni lette online.

Per questo invito sempre a non lasciarsi guidare dalla paura, ma nemmeno a rimandare una visita nella speranza che il problema passi da solo. Nella maggior parte dei casi, conoscere la causa di un disturbo è già il primo passo per affrontarlo con maggiore serenità.

👉 Se pensi che questo messaggio possa aiutare qualcuno a superare il timore della visita urologica, condividilo con amici e familiari.

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"Ho cercato su internet e credo di aver capito cosa ho."È una frase che ascolto molto spesso durante le visite e compren...
24/07/2026

"Ho cercato su internet e credo di aver capito cosa ho."

È una frase che ascolto molto spesso durante le visite e comprendo perfettamente perché oggi, davanti a un sintomo, il primo impulso sia quello di cercare una risposta online.

Internet mette a disposizione una quantità enorme di informazioni e può essere un valido strumento per aumentare la propria consapevolezza. Il problema nasce quando si cerca di trasformare quelle informazioni in una diagnosi personale.

In urologia questo accade frequentemente. Un bruciore durante la minzione, un aumento della frequenza urinaria o un dolore nella regione lombare possono dipendere da condizioni molto diverse tra loro. Lo stesso sintomo può avere cause differenti e richiedere percorsi diagnostici e terapeutici completamente diversi.

Per questo motivo invito sempre a valutare con attenzione ciò che si legge online. Diffido dei contenuti che promettono soluzioni rapide, cure universali o rimedi validi per chiunque. Allo stesso modo, è importante non sottovalutare sintomi che vengono liquidati con troppa leggerezza o trattati con il "fai da te", soprattutto quando si parla di antibiotici.

Io considero l'informazione un alleato prezioso della prevenzione, ma deve essere basata su fonti affidabili e accompagnata dal confronto con uno specialista. Nessun articolo, video o post può sostituire una visita medica, perché ogni paziente ha una storia clinica, fattori di rischio e caratteristiche che rendono unico il suo caso.

Informarsi è il primo passo. Affidarsi a una valutazione competente è quello che permette di trasformare le informazioni in una cura davvero appropriata.

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Quando prescrivo un esame delle urine, molti pazienti mi chiedono perché, in alcune situazioni, sia sufficiente un sempl...
22/07/2026

Quando prescrivo un esame delle urine, molti pazienti mi chiedono perché, in alcune situazioni, sia sufficiente un semplice esame urinario mentre in altre sia necessario eseguire anche un'urinocoltura o un antibiogramma.

La risposta è semplice: non tutti gli esami delle urine hanno lo stesso obiettivo.

L'esame completo delle urine fornisce numerose informazioni sullo stato dell'apparato urinario e può evidenziare alterazioni che orientano il percorso diagnostico. L'urinocoltura, invece, serve a verificare se è presente un'infezione batterica e a identificare il microrganismo responsabile. Quando necessario, l'antibiogramma consente di stabilire a quali antibiotici quel batterio è sensibile, permettendo di scegliere la terapia più appropriata.

Questo è uno degli aspetti più importanti della pratica clinica: non tutti i disturbi urinari richiedono gli stessi esami e non tutte le infezioni devono essere trattate nello stesso modo.

Una diagnosi accurata parte sempre dalla scelta dell'indagine più adatta. È proprio questo approccio che permette di evitare terapie inutili, ridurre il rischio di recidive e utilizzare gli antibiotici in modo corretto e mirato.

👉 Condividere informazioni corrette significa fare prevenzione. Se ritieni utile questo contenuto, condividilo con amici e familiari.

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Lo stress può manifestarsi attraverso il nostro corpo in molti modi e, in alcune persone, può influenzare anche la salut...
17/07/2026

Lo stress può manifestarsi attraverso il nostro corpo in molti modi e, in alcune persone, può influenzare anche la salute e il funzionamento della vescica.

Periodi particolarmente intensi dal punto di vista emotivo possono accompagnarsi a un aumento della frequenza urinaria, a una maggiore sensazione di urgenza o a un peggioramento di disturbi già presenti. Anche la muscolatura del pavimento pelvico può risentire di uno stato di tensione prolungato, contribuendo in alcuni casi alla comparsa o all'accentuazione dei sintomi.

C'è però un aspetto sul quale invito sempre a prestare molta attenzione: non bisogna utilizzare lo stress come spiegazione automatica per qualsiasi disturbo.

Se improvvisamente si inizia a urinare molto più spesso, compare un'urgenza difficile da controllare o si modifica in modo persistente il proprio modo di urinare, è importante comprendere quale sia la causa. Gli stessi sintomi possono infatti essere presenti in condizioni urologiche molto diverse tra loro.

Io ritengo quindi importante considerare anche lo stress all'interno del quadro complessivo della persona, senza però trascurare un corretto approfondimento clinico quando necessario.

Non bisogna spaventarsi, ma nemmeno abituarsi a convivere con un disturbo attribuendolo semplicemente a un periodo difficile. Ascoltare i segnali del proprio corpo e parlarne con uno specialista permette di distinguere una manifestazione transitoria da un problema che necessita di maggiore attenzione.

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Quando si parla di cistite, si tende spesso a considerarla un disturbo semplice, destinato a risolversi con una terapia ...
13/07/2026

Quando si parla di cistite, si tende spesso a considerarla un disturbo semplice, destinato a risolversi con una terapia antibiotica. Nella maggior parte dei casi è così, ma non sempre.

Ci sono situazioni in cui una cistite rappresenta il segnale di una condizione che merita un approfondimento. È il caso, ad esempio, delle infezioni che si ripresentano con frequenza, dei sintomi che persistono nonostante il trattamento o degli episodi associati a sangue nelle urine, febbre o dolore importante.

In questi casi il mio obiettivo non è limitarmi a trattare l'episodio acuto, ma comprendere perché il problema continui a manifestarsi.

Possono essere presenti alterazioni del corretto svuotamento della vescica, calcoli urinari, patologie concomitanti, terapie per altre malattie o altri fattori predisponenti che favoriscono la ricomparsa dell'infezione.

La vera prevenzione non consiste soltanto nel curare la cistite, ma nell'identificare la causa che la mantiene o la fa tornare nel tempo.

Per questo motivo consiglio sempre di non considerare "normale" una cistite che continua a ripresentarsi. Individuarne l'origine permette spesso di interrompere quel circolo vizioso che porta molte persone a ricorrere ripetutamente agli antibiotici senza risolvere definitivamente il problema.

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Il colore dell'urina viene spesso osservato con superficialità oppure, al contrario, diventa motivo di preoccupazione im...
09/07/2026

Il colore dell'urina viene spesso osservato con superficialità oppure, al contrario, diventa motivo di preoccupazione immediata. La realtà è che rappresenta un'informazione preziosa, ma deve sempre essere interpretata nel giusto contesto.

Un'urina più concentrata può semplicemente indicare una scarsa idratazione, così come alcune variazioni di colore possono dipendere dall'alimentazione o dall'assunzione di determinati farmaci. Esistono però situazioni in cui un cambiamento persistente dell'aspetto delle urine merita una valutazione specialistica.

La presenza di sangue, un'urina molto torbida, un colore insolitamente scuro che non migliora con una corretta idratazione oppure la comparsa di sintomi come bruciore, dolore o febbre possono essere segnali associati a condizioni che interessano l'apparato urinario e che richiedono un approfondimento.

Uno degli aspetti che considero più importanti è invitare i pazienti a osservare il proprio corpo senza creare allarmismo, ma anche senza trascurare cambiamenti che persistono nel tempo.

La prevenzione passa anche attraverso l'attenzione verso segnali semplici, che possono offrire indicazioni utili per individuare precocemente eventuali problemi.

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Quando una persona sperimenta una colica renale, la sensazione è quella di un problema comparso improvvisamente. In real...
06/07/2026

Quando una persona sperimenta una colica renale, la sensazione è quella di un problema comparso improvvisamente. In realtà, nella maggior parte dei casi, ciò che arriva all'improvviso è il dolore, non la formazione del calcolo.

I calcoli renali si sviluppano spesso nel corso del tempo e possono rimanere completamente silenziosi per mesi o addirittura anni. Finché restano all'interno del rene, infatti, è possibile che non provochino alcun disturbo.

Il problema nasce quando il calcolo si sposta nelle vie urinarie, ostacolando il normale deflusso dell'urina e causando il dolore intenso tipico della colica renale.

Per questo motivo considero importante ricordare che la prevenzione non inizia dopo il primo episodio, ma molto prima. Una corretta idratazione, un'alimentazione adeguata, la valutazione di eventuali fattori di rischio e, quando necessario, controlli specialistici rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare nuovi calcoli.

L'obiettivo non è soltanto trattare il dolore quando compare, ma comprendere perché quel calcolo si è formato e come limitare il rischio che il problema possa ripresentarsi nel tempo.

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Ci sono disturbi urinari che sembrano risolversi spontaneamente e che, proprio per questo, vengono spesso sottovalutati....
03/07/2026

Ci sono disturbi urinari che sembrano risolversi spontaneamente e che, proprio per questo, vengono spesso sottovalutati.

Quando il bruciore diminuisce, la frequenza urinaria torna normale o il fastidio si attenua, è naturale pensare che il problema sia ormai superato. Tuttavia, la scomparsa del sintomo non coincide sempre con la risoluzione della causa.

Dal punto di vista clinico, alcune condizioni possono attraversare fasi di miglioramento e di successiva ricomparsa. È ciò che può accadere, ad esempio, in presenza di infezioni ricorrenti, processi infiammatori, alterazioni del corretto svuotamento della vescica o altre condizioni predisponenti che continuano ad agire anche quando il disturbo sembra essersi attenuato.

Per questo motivo considero importante invitare i pazienti a osservare non solo il sintomo, ma anche il suo andamento nel tempo. Un fastidio che compare, scompare e poi ritorna rappresenta un'informazione clinica preziosa e merita di essere approfondita.

L'obiettivo non è trattare ogni episodio in modo isolato, ma comprendere perché quel disturbo continua a ripresentarsi. Solo individuando la causa è possibile impostare un percorso terapeutico realmente efficace.

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Uno dei luoghi comuni più diffusi è associare l'aumento della frequenza urinaria a un'infezione delle vie urinarie.In re...
01/07/2026

Uno dei luoghi comuni più diffusi è associare l'aumento della frequenza urinaria a un'infezione delle vie urinarie.

In realtà, dal punto di vista clinico, urinare più spesso del solito rappresenta un sintomo e non una diagnosi. Per questo motivo è importante evitare conclusioni affrettate o ricorrere all'automedicazione senza aver individuato la causa del problema.

Le ragioni possono essere molteplici. In alcuni casi si tratta effettivamente di un'infezione urinaria, ma in altri il sintomo può essere legato a problematiche della vescica, patologie della prostata, calcoli urinari, diabete, terapie farmacologiche o semplicemente a un aumento dell'assunzione di liquidi.

L'aspetto più importante è valutare il sintomo nel suo contesto. La presenza di bruciore durante la minzione, sangue nelle urine, febbre, urgenza urinaria o altri disturbi associati fornisce indicazioni preziose per orientare il percorso diagnostico.

Il mio consiglio è di non sottovalutare un cambiamento delle proprie abitudini urinarie, ma anche di non attribuirlo automaticamente a un'infezione. Una diagnosi corretta permette di individuare l'origine del disturbo e di impostare il trattamento più appropriato.

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