Federico di Fazio

Federico di Fazio Psicologo. Psicoterapeuta sistemico-relazionale in training. Psicologo per individui 👨‍💼coppie 👬 e famiglie 👨‍👩‍👧‍👧

03/06/2026

𝐋𝐚 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐝𝐢𝐠𝐡𝐞𝐫𝐚.

Davvero può succedere nell’Italia di oggi che una bambina di due anni sia seviziata a lungo ed alla fine uccisa dalla madre e dal compagno della madre?
Davvero può accadere che tutto questo avvenga sotto gli occhi terrorizzati delle sue sorelline?
Davvero è possibile che tutto questo avvenga senza che un pediatra se ne accorga e senza che i servizi sociali di un paese civile
siano messi in condizione di intervenire ?
L’idea scellerata per cui i bambini appartengono ai loro genitori partorisce in realtà questo e tanti altri tipi di mostri. Come ampiamente dimostrato dai dati sul maltrattamento delle decine di migliaia di bambini ospitati nelle comunità, non perché vengono rapiti dalle assistenti sociali, ma perché debbono essere protetti dalla violenza e dalla trascuratezza di genitori incapaci di dare loro le cure di cui tutti i bambini hanno bisogno. Non riesco a non pensarci tutte le volte che politici, come Meloni e Salvini, fanno finta di commuoversi per i bambini di Bibbiano o della famiglia nel bosco. Dimenticando che dipende da loro, dalla loro ignoranza e dalla loro incuria la debolezza dei servizi, medici e sociali, che non intercettano le vicende della bambina che muore nella sua casa di Bordighera e che troppo tardi intercettano quelle di tanti altri bambini vittime di violenza e di tutti quegli adolescenti di cui ci si occupa solo quando commettono dei reati e che delinquono, abitualmente, proprio perché di loro ci si è occupati poco e male quando erano piccoli.
Il dato da cui si dovrebbe partire in realtà è quello per cui i genitori che si rivolgono ai pediatri e, in caso di necessità, ai consultori o ai servizi sociali sono persone che svolgono in modo adeguato la loro funzione di genitori e che quelli che fuggono dai pediatri e dai servizi sono i genitori più fragili, quelli che più avrebbero bisogno di aiuto. Rendere obbligatorie le visite pediatriche prevedendo anche l’idea degli interventi domiciliari per chi ha una responsabilità sanitaria e sociale sui bambini potrebbe essere un primo passo importante sulla strada della prevenzione, ma richiederebbe un potenziamento dei servizi di cui troppi politici continuano ad ignorare la necessità. Facile, molto più facile commuoversi (fare finta di commuoversi) per fare propaganda politica. Lasciando ai giornali il compito di indignarsi per le sevizie inflitte ad una bambina di due anni sotto gli occhi delle sue sorelline e ai magistrati il compito di comminare pene adeguate agli autori di un reato che si sarebbe potuto e dovuto evitare.
Luigi Cancrini

19/05/2026

𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝘂𝗲𝗿

Dietro gli ormai comunissimi sintomi - soprattutto tra i più giovani- di ansia da prestazione, senso d’impotenza o fallimento, incertezza per il futuro e impossibilità a essere sé stessi senza condizionamenti, giace sempre il Puer che si è perso, che è rimasto solo o è abbandonato a sé stesso. L’archetipo del Puer Aeternus rende conto della ricchezza del mondo interiore, della futurità e del potenziale creativo. Ciò che lo caratterizza è l’immaginazione vivida, la profondità creativa e tutta la sensibilità che la maggior parte della gente non svilupperà mai veramente. Ma questo non è il problema che pone il Puer. Il problema è che tutta questa ricchezza di fantasia rimane dannatamente indietro rispetto alla vita reale, e spesso nemmeno può confluirvi. Ciò accade perché l’individuo dominato dal Puer rifiuta di accettare la realtà così come essa appare. Ma la crescita non si ferma con il suo rifiuto: va avanti comunque, e lo distrugge. La sua creatività inutilizzata, il suo desiderio irrealizzato, la sua profondità incompresa gli intossicano la vita e lo annientano. Il Puer resta così ucciso dall’unico vero fattore che poteva farlo uscire dal suo stesso problema: l’energia creativa, che poteva diventare un quadro finito, un libro scritto, una relazione portata avanti nel tempo, una vita costruita con pazienza e dedizione, vengono introvertite e diventano insoddisfazione infinita, depressione, o la ricerca compulsiva del prossimo inizio, del nuovo stimolo, del futuro amante.
Il compito non è distruggerlo, ma incarnarlo: incarnare l’artista che finisce il dipinto piuttosto che abbandonarlo nel venir meno dell’ispirazione, l’intellettuale che scrive il libro oltre che idearlo vincendo la paura di non essere abbastanza preparato, e via dicendo. Il Puer diventa così l’Eroe e avanza tollerando la frustrazione delle sue condizioni d’imperfezione, insufficienza e limitazione. Accettare di poter cadere è la condizione necessaria per imparare a volare senza pretendere di farlo non essendone ancora in grado.

24/02/2026

Indirizzo

Via Giuseppe Armellini, 5
Rome
00143

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 10:00 - 15:00
Venerdì 09:00 - 15:00

Telefono

+393275934324

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