Dott.ssa Giorgia Varano - Psicologa

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Dott.ssa Giorgia Varano - Psicologa � Roma | Online

17/10/2026

Sentirsi visti dagli altri è importante.

Ma quando per molto tempo abbiamo imparato a trattenere, adattarci o minimizzare ciò che sentiamo, può diventare difficile anche riconoscere da soli quello di cui abbiamo bisogno.

Forse il punto non è soltanto essere visti.
È anche imparare, poco alla volta, a riconoscersi.

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C’è una frase che può comparire spesso quando iniziamo a conoscerci meglio:“Lo so perché faccio così. E allora perché co...
13/10/2026

C’è una frase che può comparire spesso quando iniziamo a conoscerci meglio:

“Lo so perché faccio così. E allora perché continuo?”

Capire un proprio modo di reagire può portare sollievo, perché finalmente alcune cose iniziano ad avere più senso.

Ma può portare anche molta frustrazione.

Perché una volta che hai riconosciuto un meccanismo, potresti aspettarti di riuscire subito a modificarlo. E quando questo non succede, può comparire il giudizio: “Allora non sto cambiando”, “Dovrei riuscirci”, “Se l’ho capito non dovrei reagire ancora così”.

In realtà conoscere un meccanismo non significa aver già costruito un’alternativa.

Il cambiamento passa spesso attraverso esperienze nuove, tentativi, piccoli spostamenti e anche momenti in cui si torna a fare ciò che si è sempre fatto.

Capire cosa succede è importante. Ma non significa dover diventare immediatamente diversi da come si è stati fino a quel momento.

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Quando parliamo di salute tendiamo ancora, a volte, a separare ciò che riguarda il corpo da ciò che riguarda la mente.Ep...
10/10/2026

Quando parliamo di salute tendiamo ancora, a volte, a separare ciò che riguarda il corpo da ciò che riguarda la mente.

Eppure nella vita quotidiana questa distinzione è molto meno netta.

Un periodo particolarmente stressante, una preoccupazione che dura da tempo, il modo in cui dormiamo o quello che stiamo attraversando emotivamente possono entrare in relazione anche con il nostro benessere fisico.

Questo non significa attribuire automaticamente una causa psicologica a un sintomo, né trascurare gli accertamenti medici quando necessari. Significa ricordare che una persona non è fatta di compartimenti separati.

Il 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale, è anche un’occasione per riportare attenzione a questa relazione.

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A volte definiamo alcuni aspetti di noi con frasi molto semplici:“sono fatto così”, “non mi fido facilmente”, “preferisc...
22/09/2026

A volte definiamo alcuni aspetti di noi con frasi molto semplici:
“sono fatto così”, “non mi fido facilmente”, “preferisco cavarmela da solo”, “penso sempre al peggio”.

E magari è davvero così da talmente tanto tempo che non ci chiediamo più quando abbiamo iniziato.

Alcuni modi di comportarci possono avere una storia. Possono essersi costruiti in periodi in cui avevano una funzione precisa e, con il tempo, essere diventati automatici.

Riconoscerlo non significa cercare nel passato la spiegazione di qualsiasi cosa facciamo.

Significa poter guardare qualcosa che consideravamo semplicemente “parte di noi” e domandarci se oggi ci rappresenta ancora oppure se continuiamo a farlo perché, un tempo, ci è servito.

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20/09/2026

“Secondo te ho sbagliato?”

È una domanda che può arrivare anche in seduta.

Ma il lavoro psicologico non consiste nello stabilire da che parte stare. Possiamo riconoscere un errore, guardare le conseguenze di un comportamento e chiederci se avresti potuto agire diversamente.

Allo stesso tempo, possiamo provare a capire cosa è successo prima di quella reazione e perché per te è stato così difficile reagire diversamente.

Capire non significa necessariamente giustificare. E avere ragione, da solo, non sempre aiuta a comprendere ciò che è successo.

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Quando vai da uno psicologo potresti aspettarti di trovare delle risposte. In fondo, se c’è qualcosa che non riesci a ca...
15/09/2026

Quando vai da uno psicologo potresti aspettarti di trovare delle risposte. In fondo, se c’è qualcosa che non riesci a capire da solo, è abbastanza naturale pensare: “Ne parlo con un professionista e magari finalmente capisco.”

Durante un incontro, però, può succedere anche il contrario.

Parti da una domanda e, parlando, ti accorgi che ce ne sono altre che non ti eri mai posto. Magari avevi sempre interpretato una situazione in un certo modo e inizi a vedere che potrebbero esserci altri elementi da considerare. Oppure scopri che una difficoltà che pensavi riguardasse soltanto il presente si presenta, con forme diverse, anche in altri momenti della tua vita.

Questo non significa che lo scopo di un percorso psicologico sia lasciarti nel dubbio.

Le domande servono anche a non fermarsi alla prima spiegazione disponibile e a capire meglio ciò che accade, prima di arrivare troppo velocemente a una conclusione.

Per questo una seduta utile non è necessariamente quella dalla quale esci avendo finalmente una risposta per tutto.

A volte è quella in cui inizi a farti una domanda che prima non avevi mai pensato di farti.

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13/09/2026

Una delle preoccupazioni che può esserci prima di iniziare un percorso psicologico è non sapere bene cosa raccontare.

“Da dove parto?”
“Devo raccontare tutto?”
“Qual è la cosa più importante?”
“E se non riesco nemmeno a spiegare bene cosa mi succede?”

Non è necessario avere già queste risposte.

Ci sono persone che arrivano con un problema molto preciso e altre che inizialmente riescono soltanto a dire che da qualche tempo non stanno bene come vorrebbero, che qualcosa è cambiato o che continuano a ritrovarsi nelle stesse difficoltà senza capirne bene il motivo.

Anche la confusione con cui si arriva può essere un punto di partenza.

Nel corso degli incontri si può provare a dare un ordine a quello che emerge, fare collegamenti, tornare su alcuni aspetti e comprenderne altri che all’inizio magari sembravano poco importanti.

Per questo non serve arrivare “preparati” a un incontro con lo psicologo.

Non sapere da dove cominciare può essere, semplicemente, il posto da cui cominciare.

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Quando siamo in difficoltà, chiedere un consiglio è una cosa normalissima. E spesso le persone che ci vogliono bene prov...
08/09/2026

Quando siamo in difficoltà, chiedere un consiglio è una cosa normalissima. E spesso le persone che ci vogliono bene provano ad aiutarci proprio così: dicendoci cosa farebbero al nostro posto.

Il lavoro dello psicologo, però, non è essere la persona che ha la risposta giusta al posto tuo.

Anche perché io posso ascoltare la tua storia, conoscere quello che mi racconti e aiutarti a guardarla da prospettive diverse, ma non vivo la tua vita. E una decisione che potrebbe sembrare giusta a me non è necessariamente quella giusta per te.

Per questo in seduta capita molto più spesso di ricevere una domanda che un “dovresti fare così”.

Dietro una scelta che sembra impossibile, infatti, possono esserci tante cose da capire. Può esserci una paura, un bisogno, un conflitto tra quello che desideri e quello che senti di dover fare, oppure il timore delle conseguenze che quella decisione potrebbe avere.
L’obiettivo non è arrivare al punto in cui qualcuno sceglie per te.

È arrivare a conoscerti abbastanza da poter partecipare alle tue scelte con maggiore consapevolezza, anche quando non sono semplici.

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Quando commettiamo un errore, sentirci in colpa non è necessariamente qualcosa di negativo. Può aiutarci a riconoscere l...
01/09/2026

Quando commettiamo un errore, sentirci in colpa non è necessariamente qualcosa di negativo. Può aiutarci a riconoscere le conseguenze delle nostre azioni, interrogarci su ciò che è accaduto e, quando possibile, provare a riparare.

Il problema può nascere quando il senso di colpa smette di accompagnare questo processo e diventa una forma di punizione che sembra non avere mai una fine.

A volte continuiamo a ripensare a ciò che abbiamo fatto perché, in qualche modo, smettere di soffrirne ci sembra quasi ingiusto. Come se andare avanti significasse dimenticare, minimizzare o sottrarci alle nostre responsabilità.

Ma possiamo riconoscere un errore senza identificarci per sempre con esso.

Ciò che è accaduto rimane parte della nostra storia, ma non deve necessariamente diventare l’unico punto da cui guardiamo noi stessi e tutto ciò che faremo dopo.

La responsabilità può portarci a cambiare. La punizione, invece, può semplicemente lasciarci fermi.

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30/08/2026

Il rientro dalle ferie può avere un effetto particolare: fino a pochi giorni prima le giornate avevano un ritmo diverso, poi improvvisamente tornano orari, impegni, richieste e responsabilità.

E spesso ci aspettiamo che anche noi torniamo immediatamente a funzionare esattamente come prima.

Per questo può sembrare strano sentirsi stanchi, meno concentrati o semplicemente un po’ sopraffatti proprio dopo un periodo di riposo.

Ma essersi riposati non significa necessariamente essere già riabituati al ritmo della quotidianità.

Anche il rientro comporta un cambiamento e richiede un nuovo adattamento. A renderlo più pesante, a volte, è proprio l’aspettativa di non averne bisogno: quella sensazione di dover essere immediatamente efficienti, presenti e pronti a recuperare tutto.

Forse il punto non è quanto tempo impieghiamo a riprendere il ritmo, ma perché ci aspettiamo di averlo già ripreso appena rientrati.

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