17/09/2024
Se, come suggerito da Seth Phillips (IG: Dude With Sign), l'overthinking diventasse sport olimpico, molti di noi probabilmente vanterebbero già una lunga e meticolosa preparazione. Pensieri che si ammassano nella mente, in maniera incessante, ripetitiva e poco produttiva, magari nel tentativo di trovare spiegazioni rispetto a questioni passate o di evitare disagi futuri. L'overthinking è una modalità che la persona attua per risolvere un problema e che diventa un ulteriore problema da risolvere, è fonte non solo di ansia ma anche di frustrazione e rabbia.
Premesso che tutti noi abbiamo bisogno di trovare un senso, una coerenza interna a quel che ci accade e la capacità di riflettere costituisce una forma di autoregolazione in grado anche di stimolare un processo decisionale, l'overthinking si distingue per il suo girare su se stesso, spesso su qualcosa che non può essere risolto, porta ad un blocco, alla perdita di energie ed è fonte di stress.
Finchè non consentirà almeno l'ottenimento di medaglie, abbiamo antidoti per contenere questa tendenza?
In rete è possibile trovare validi suggerimenti che comprendono l'utilizzo di tecniche di rilassamento, la defusione o l'uso della scrittura. Detto questo, non bisogna dimenticarsi che una modalità di questo tipo si attiva, in alcune persone, come tentativo di affrontare una situazione problematica. Scendere a patti col bisogno di controllo, comprendere quale situazione abbia generato questo processo ed adottare stili più funzionali, possono essere obiettivi di un percorso terapeutico.