Neurochirurgo Raffaelino Roperto

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Neurochirurgo Raffaelino Roperto Medico neurochirurgo, responsabile della Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale S. Filippo Neri di Roma.

Esperto della microchirurgia dei tumori cerebrali e della base del cranio e della neuroendoscopia per il trattamento degli adenomi ipofisari.

🧠LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE: LA RICERCA GUARDA A NUOVE STRATEGIE DI CURAComprendere cosa accade nel midollo spinale dop...
30/10/2026

🧠LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE: LA RICERCA GUARDA A NUOVE STRATEGIE DI CURA

Comprendere cosa accade nel midollo spinale dopo una lesione è una delle sfide più importanti della ricerca neuroscientifica. Oggi, un progetto dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, guidato da Pietro Veglianese, punta a studiare questi processi attraverso un modello innovativo: un mini-midollo spinale ricreato su chip.

🔬A cosa serve questa tecnologia?

Il dispositivo consente di approfondire i meccanismi biologici che si attivano dopo una lesione, con particolare attenzione all’infiammazione e alle modificazioni dei tessuti danneggiati. L’obiettivo è anche sperimentare nuove strategie per veicolare i farmaci direttamente nelle aree interessate.

🩺Perché è importante per la neurochirurgia?

Le lesioni del midollo spinale possono compromettere funzioni motorie, sensibilità e autonomia, con conseguenze importanti sulla qualità della vita. Il trattamento neurochirurgico può essere fondamentale in situazioni selezionate, per esempio quando è necessario decomprimere o stabilizzare la colonna vertebrale.

Tuttavia, il danno neurologico non dipende soltanto dalla lesione iniziale: anche i processi infiammatori e le reazioni biologiche successive possono contribuire all’evoluzione del danno.

Comprendere meglio questi meccanismi potrebbe aiutare, in futuro, a sviluppare approcci terapeutici complementari alla chirurgia, con l’obiettivo di proteggere il tessuto nervoso e favorire il recupero funzionale.

🔎Dalla ricerca di laboratorio alle possibili applicazioni cliniche: modelli innovativi come questi rappresentano un’opportunità per approfondire la conoscenza delle lesioni midollari. Saranno necessari ulteriori studi per verificare se e come i risultati potranno tradursi in trattamenti efficaci per i pazienti.

Un mini-midollo spinale su chip "per riprodurre ciò che accade dopo la lesione e testare nanoparticelle capaci di trasportare i farmaci dove servono". (ANSA)

🧠PRESSIONE INTRACRANICA ELEVATA: QUALI SONO I SINTOMI E COME SI CURA?Mal di testa persistente, nausea e disturbi della v...
27/10/2026

🧠PRESSIONE INTRACRANICA ELEVATA: QUALI SONO I SINTOMI E COME SI CURA?

Mal di testa persistente, nausea e disturbi della vista non sono sintomi da sottovalutare. In alcuni casi, possono essere il segnale di un aumento della pressione intracranica, cioè della pressione all’interno del cranio.

🔎Che cos’è la pressione intracranica?

All’interno del cranio si trovano il cervello, il sangue ed il liquido cerebrospinale (che protegge il sistema nervoso). Quando l’equilibrio tra questi elementi si altera, la pressione può aumentare.

Le cause sono diverse: traumi cranici, idrocefalo, emorragie, tumori cerebrali o alterazioni della circolazione del liquido cerebrospinale. In alcuni casi, la pressione aumenta senza una causa identificabile anche se spesso può essere legata a fattori come l'obesità e colpisce prevalentemente le donne in età fertile

⚠️Quali sintomi possono comparire?

I segnali da riconoscere includono:
>Mal di testa persistente, talvolta più intenso al risveglio.
>Nausea e vomito.
>Vista offuscata o doppia.
>Episodi transitori di riduzione della vista.
>Sonnolenza, confusione o difficoltà di coordinazione.

🩺Quali sono i rimedi e le cure?

Non esiste un unico rimedio: il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità del problema.

✅Terapia farmacologica: in situazioni selezionate, farmaci specifici possono ridurre la produzione di liquido cerebrospinale o contribuire a controllare la pressione.

✅Trattamento della causa: può essere necessario intervenire sull’idrocefalo, su un’emorragia o su altre condizioni responsabili dell'aumento pressorio.

✅Chirurgia: nei casi indicati, può prevedere il drenaggio del liquido cerebrospinale, l'impianto di un sistema di derivazione o un intervento mirato a rimuovere la causa della compressione.

👨‍⚕️Quando rivolgersi al neurochirurgo?

Una valutazione specialistica permette di individuare la causa e definire il percorso terapeutico più appropriato.
La diagnosi precoce è fondamentale per proteggere la funzione cerebrale e prevenire complicanze.

Nota scientifica: questo post distingue l'aumento della pressione intracranica dalle forme croniche di ipertensione intracranica idiopatica, perché le cause e i trattamenti possono essere molto diversi. Le terapie vanno sempre stabilite dal medico specialista sulla base degli accertamenti.

🦴STENOSI VERTEBRALE: COSA SUCCEDE SE NON MI OPERO?La stenosi vertebrale è un restringimento del canale vertebrale, lo sp...
23/10/2026

🦴STENOSI VERTEBRALE: COSA SUCCEDE SE NON MI OPERO?

La stenosi vertebrale è un restringimento del canale vertebrale, lo spazio che protegge il midollo spinale e le radici nervose. Questo restringimento può comprimere le strutture nervose e provocare dolore, formicolii, debolezza e difficoltà nel camminare.

🔎Cosa succede se non si interviene chirurgicamente?

Dipende dalla gravità della stenosi, dai sintomi e dalla loro evoluzione. Non tutti i pazienti devono essere operati: nei casi meno gravi, il trattamento conservativo può aiutare a controllare i disturbi.

Quando, però, la compressione nervosa è significativa o i sintomi peggiorano, rimandare troppo a lungo l'intervento può comportare:

🔹Dolore persistente, alla schiena o irradiato agli arti.
🔹Riduzione della capacità di camminare, con necessità di fermarsi frequentemente per alleviare i sintomi.
🔹Peggioramento di formicolii e debolezza, fino a possibili deficit neurologici.
🔹Danni neurologici potenzialmente permanenti, nei casi più gravi, soprattutto se la compressione determina una compromissione importante delle strutture nervose.

⚕️Pertanto, quando bisognerebbe operarsi?

L'intervento chirurgico viene preso in considerazione quando il dolore e le limitazioni funzionali persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo, quando la qualità della vita è significativamente compromessa o quando compaiono deficit neurologici progressivi.

La decisione non si basa soltanto sulla risonanza magnetica: è fondamentale correlare le immagini con i sintomi, l'esame neurologico e le condizioni del singolo paziente.

🚨Attenzione ai segnali d'allarme: una nuova difficoltà ad urinare o a controllare vescica e intestino, l'insensibilità nella regione genitale o un rapido peggioramento della forza degli arti richiedono una valutazione urgente in Pronto Soccorso.

🎯L'obiettivo non è operare a tutti i costi, ma intervenire al momento giusto per proteggere la funzione neurologica e recuperare la migliore qualità di vita possibile.

🔗https://dottorroperto.com/stenosi-del-canale-vertebrale/

🧠ADENOMA IPOFISARIO: COME SI OPERA ATTRAVERSO IL NASO?L’adenoma ipofisario è una formazione generalmente benigna che si ...
21/10/2026

🧠ADENOMA IPOFISARIO: COME SI OPERA ATTRAVERSO IL NASO?

L’adenoma ipofisario è una formazione generalmente benigna che si sviluppa nell’ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello, fondamentale per la produzione e la regolazione di numerosi ormoni.

A seconda del tipo, può determinare un’eccessiva produzione ormonale oppure provocare sintomi dovuti alla compressione delle strutture vicine, come disturbi della vista e cefalea.

🔎QUANDO È NECESSARIO INTERVENIRE?

Non tutti gli adenomi ipofisari richiedono un intervento chirurgico. La scelta dipende dal tipo di lesione, dalle sue dimensioni, dall’attività ormonale, dalla crescita nel tempo e dall’eventuale compressione delle strutture circostanti.

In alcuni casi è possibile ricorrere alla terapia farmacologica o al monitoraggio nel tempo. In altri, la chirurgia rappresenta il trattamento più indicato.

⚕️COME AVVIENE L’ASPORTAZIONE PER VIA TRANSFENOIDALE?

Nella maggior parte dei casi in cui è indicato l’intervento, l’adenoma viene raggiunto attraverso il naso, mediante la cosiddetta via endoscopica endonasale transfenoidale.

Ma come si svolge?

1. Accesso attraverso le cavità nasali
Il neurochirurgo introduce un endoscopio attraverso una narice, raggiungendo lo sfenoide, un osso situato alla base del cranio, dietro le cavità nasali.

2. Raggiungimento dell’ipofisi
Attraversando il seno sfenoidale, il chirurgo accede alla sella turcica, la cavità ossea che ospita l’ipofisi, senza dover aprire il cranio.

3. Asportazione dell’adenoma
Con strumenti microchirurgici dedicati e sotto visione endoscopica, il neurochirurgo rimuove la lesione, cercando di preservare il più possibile il tessuto ipofisario sano e le strutture circostanti.

4. Controllo e conclusione
Al termine si verifica l’area chirurgica, con particolare attenzione al sanguinamento e all’eventuale fuoriuscita di liquido cerebrospinale. L’accesso viene quindi gestito per favorire una corretta guarigione.

🎯QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTA TECNICA?

L’approccio transfenoidale consente di raggiungere la regione ipofisaria attraverso un accesso naturale, evitando la craniotomia. Può ridurre il trauma chirurgico e favorire il recupero, pur rimanendo un intervento delicato che richiede esperienza specifica.

Il risultato dipende anche dalla posizione e dalle dimensioni dell’adenoma, dalla sua estensione e dai rapporti con le strutture vascolari e nervose. In alcuni casi, inoltre, può non essere possibile rimuovere completamente la lesione in sicurezza.

🩺La chirurgia dell’ipofisi richiede una valutazione multidisciplinare, che coinvolge neurochirurgo, endocrinologo, neuroradiologo e, quando necessario, otorinolaringoiatra. L’obiettivo è trattare la lesione preservando, per quanto possibile, la funzione ormonale e le strutture neurologiche.

🔗https://dottorroperto.com/adenomi-ipofisari/

🦴16 OTTOBRE | GIORNATA MONDIALE DELLA COLONNA VERTEBRALESPINE HEALTH FOR LIFE: LA SALUTE DELLA COLONNA SI COSTRUISCE OGN...
16/10/2026

🦴16 OTTOBRE | GIORNATA MONDIALE DELLA COLONNA VERTEBRALE

SPINE HEALTH FOR LIFE: LA SALUTE DELLA COLONNA SI COSTRUISCE OGNI GIORNO, A OGNI ETÀ.

Dall’infanzia all’età adulta, fino alla terza età, la salute della colonna vertebrale è fondamentale per il movimento, l’autonomia e la qualità della vita.

🚶‍♀Il movimento è uno dei principali alleati della colonna vertebrale. Un’attività fisica regolare, adeguata alle proprie condizioni, aiuta a mantenere la mobilità, rinforzare i muscoli che sostengono la schiena e contrastare la rigidità. Abitudini corrette e attenzione ai segnali del corpo sono importanti in ogni fase della vita.

🩺Dal punto di vista neurochirurgico, prendersi cura della colonna significa anche riconoscere i disturbi che meritano un approfondimento specialistico.

Mal di schiena persistente, dolore che si irradia a braccia o gambe, formicolii, perdita di sensibilità o difficoltà nel camminare possono essere manifestazioni di patologie diverse, da valutare considerando i sintomi, l’esame neurologico e gli esami diagnostici.

Le esigenze cambiano con l’età, così come le patologie e le possibilità di trattamento. Per questo, ogni percorso deve essere personalizzato: non tutte le patologie vertebrali richiedono un intervento chirurgico, e la scelta terapeutica deve tenere conto delle condizioni cliniche e delle necessità del singolo paziente.

💙La salute della colonna vertebrale è un investimento che dura tutta la vita. Muoversi regolarmente, prevenire quando possibile e rivolgersi allo specialista quando necessario significa tutelare oggi la propria mobilità e autonomia di domani.

🧠ANEURISMA CEREBRALE IN FAMIGLIA: DEVO FARE UN’ANGIO-RM DI CONTROLLO?Un aneurisma cerebrale è una dilatazione anomala de...
13/10/2026

🧠ANEURISMA CEREBRALE IN FAMIGLIA: DEVO FARE UN’ANGIO-RM DI CONTROLLO?

Un aneurisma cerebrale è una dilatazione anomala della parete di un'arteria del cervello. Spesso non provoca sintomi ma la sua rottura può causare un'emorragia subaracnoidea, una condizione grave che richiede un intervento medico immediato.

🩸L’emorragia subaracnoidea è un sanguinamento che si verifica nello spazio compreso tra l’aracnoide e la pia madre, due delle membrane che avvolgono il cervello.

Se un familiare ha avuto un aneurisma cerebrale, è naturale chiedersi se sia necessario sottoporsi a controlli preventivi.

🔎Quando è opportuno valutare uno screening?

👉Se due o più familiari di primo grado (genitori, fratelli o sorelle, figli) hanno avuto un aneurisma intracranico o un'emorragia subaracnoidea correlata, può essere indicato valutare uno screening.

👉Se è coinvolto un solo familiare di primo grado, l'opportunità di eseguire controlli va valutata individualmente, considerando la storia familiare e gli altri fattori di rischio.

👨‍⚕️Qual è il ruolo dello specialista?

Il neurochirurgo vascolare valuta il rischio individuale e stabilisce se sia opportuno eseguire un esame di screening.

In particolare, può:

🔹Ricostruire la storia familiare, verificando quanti familiari siano stati colpiti e a quale età.
🔹Considerare fattori di rischio personali, come ipertensione arteriosa, fumo e possibili patologie ereditarie associate.
🔹Valutare se sia indicata un'angio-RM cerebrale o, in casi selezionati, un'angio-TC.
🔹Definire, quando necessario, un programma di sorveglianza nel tempo sulla base del rischio individuale e dei risultati degli esami.

L'angio-RM è una metodica non invasiva che consente di studiare i vasi cerebrali e ricercare eventuali aneurismi.

⚠️Avere un familiare con un aneurisma non significa pertanto necessariamente averne uno, né dover eseguire automaticamente un'angio-RM.

👨‍⚕️Il punto di partenza è una valutazione specialistica mirata: conoscere la propria storia familiare permette di capire se lo screening sia realmente indicato e quale percorso preventivo sia più appropriato.

🔗https://dottorroperto.com/patologia-vascolare/

🧠COME SI SVOLGE UN INTERVENTO A PAZIENTE SVEGLIO?Quando si parla di awake surgery, o chirurgia a paziente sveglio, può s...
08/10/2026

🧠COME SI SVOLGE UN INTERVENTO A PAZIENTE SVEGLIO?

Quando si parla di awake surgery, o chirurgia a paziente sveglio, può sembrare difficile immaginare che una persona possa essere operata al cervello mentre è cosciente.

In realtà, si tratta di una procedura altamente specialistica, nella quale neurochirurgo, anestesista e (quando necessario) neuropsicologo o logopedista lavorano insieme per tutta la durata dell'intervento.

👉Prima dell'intervento, il paziente viene accuratamente selezionato e preparato. È importante che comprenda la procedura e sia in grado di collaborare durante i test neurologici.

💤La gestione anestesiologica è modulata in base alle diverse fasi dell'intervento.
A seconda della tecnica utilizzata, il paziente può essere sottoposto a sedazione durante alcune fasi e mantenuto completamente vigile durante il mapping e la valutazione delle funzioni cerebrali.

L'anestesista monitora continuamente coscienza, respirazione, ossigenazione, pressione arteriosa, frequenza cardiaca e controllo del dolore, adattando la sedazione alle necessità del momento.

L'obiettivo è raggiungere un equilibrio molto preciso: il paziente deve essere sufficientemente confortevole e libero dal dolore, ma adeguatamente vigile e collaborante quando è necessario eseguire i test neurologici.

🗣️Quando il paziente è sveglio, può essere invitato a parlare, contare, denominare immagini o svolgere altri compiti. Contemporaneamente, il neurochirurgo può effettuare la stimolazione elettrica di specifiche aree cerebrali per identificare le funzioni da preservare.

🎯Perché farlo?
In determinate lesioni, soprattutto quando sono vicine ad aree cerebrali coinvolte nel linguaggio, nel movimento o in altre funzioni importanti, la collaborazione del paziente consente di verificare in tempo reale la risposta funzionale durante la chirurgia.

Essere “svegli” durante un intervento, quindi, non significa essere semplicemente coscienti mentre si viene operati.

Significa essere inseriti in un percorso anestesiologico e chirurgico estremamente controllato, nel quale la possibilità di interagire con il paziente diventa parte integrante della strategia di sicurezza.

La awake surgery non è indicata per tutti: la scelta dipende dalle caratteristiche della lesione, dalla sede, dalle condizioni cliniche e dalla capacità del paziente di collaborare.

👨‍⚕️La chirurgia a paziente sveglio è un lavoro di squadra: tecnologia, anestesia, neurochirurgia e collaborazione del paziente lavorano insieme per proteggere le funzioni cerebrali.

⚡NEVRALGIA DEL TRIGEMINO: PERCHÉ LE SCOSSE AL VISO NON PASSANO CON I NORMALI ANTIDOLORIFICI?Una delle caratteristiche pi...
06/10/2026

⚡NEVRALGIA DEL TRIGEMINO: PERCHÉ LE SCOSSE AL VISO NON PASSANO CON I NORMALI ANTIDOLORIFICI?

Una delle caratteristiche più tipiche della nevralgia del trigemino è il dolore improvviso, intenso e parossistico, spesso descritto come una scossa elettrica.

Ma perché un normale antidolorifico può non essere efficace?

🧠Perché non si tratta del comune dolore associato a un'infiammazione o a una contrattura muscolare. La nevralgia del trigemino è una forma di dolore neuropatico, legata a un'alterata attività del nervo trigemino.

In alcuni pazienti il nervo può essere sottoposto a un conflitto neurovascolare, cioè a un contatto anomalo con un vaso sanguigno, che può favorire una trasmissione patologica degli impulsi nervosi. In altri casi, invece, non viene identificata una compressione evidente o possono essere presenti cause differenti.

💊Per questo motivo il trattamento non consiste semplicemente nell'assumere un comune analgesico: la terapia deve essere specifica per il dolore neuropatico e valutata in relazione alle caratteristiche del singolo paziente.

🔎Quando la terapia farmacologica non è sufficientemente efficace, non è tollerata o il dolore tende a ripresentarsi, è importante rivalutare il quadro clinico e gli esami neuroradiologici.

In questi casi possono essere prese in considerazione, in pazienti selezionati, procedure per il trattamento del dolore, tecniche percutanee o un trattamento neurochirurgico, in base alla causa del dolore, alle condizioni del paziente e agli obiettivi terapeutici.

👉La nevralgia del trigemino non dovrebbe essere affrontata semplicemente aumentando gli antidolorifici. Una diagnosi accurata è il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato.

🦴MAL DI SCHIENA: È UN’ERNIA O UNA CONTRATTURA?Quando il dolore arriva all’improvviso e diventa intenso o invalidante, è ...
01/10/2026

🦴MAL DI SCHIENA: È UN’ERNIA O UNA CONTRATTURA?

Quando il dolore arriva all’improvviso e diventa intenso o invalidante, è normale chiedersi: “E' grave? Dovrò operarmi?”

👉La risposta non può essere data dal solo dolore.

Una contrattura muscolare può provocare dolore anche molto intenso, rigidità e difficoltà nei movimenti, ma generalmente non determina una vera compressione di una radice nervosa.

Un’ernia del disco, invece, può diventare clinicamente rilevante quando il materiale discale entra in contatto o comprime una radice nervosa. In questi casi il dolore può irradiarsi lungo l’arto, associarsi a formicolio, alterazioni della sensibilità o, in alcuni casi, a una riduzione della forza.

🔎Ma attenzione: avere un’ernia alla risonanza magnetica non significa necessariamente che quella sia la causa del dolore e non significa automaticamente dover ricorrere alla chirurgia.

📝La decisione terapeutica nasce dalla valutazione complessiva di:
>sintomi e loro andamento;
>esame neurologico;
>eventuale irradiazione del dolore;
>presenza di deficit di forza o sensibilità;
>risultati degli esami diagnostici, quando indicati;
>risposta alle terapie conservative.

⚠️Anche un dolore molto forte, da solo, non è necessariamente un'indicazione all'intervento.

In molti casi, infatti, il trattamento iniziale è conservativo, con l’obiettivo di controllare il dolore e favorire il recupero.

🔹Prima di pensare all’intervento, bisogna capire da dove nasce il dolore e quanto realmente incide sul nervo.

👨‍⚕️La valutazione di uno specialista della colonna può aiutare a distinguere una situazione che può essere gestita senza chirurgia da quella in cui è necessario approfondire il quadro clinico.

⚡Un dolore intenso non significa necessariamente dover ricorrere alla chirurgia: significa, prima di tutto, capire da dove nasce e quale deve essere il trattamento più appropriato.

🦴CERVICALGIA: QUANDO OPERARE?Il dolore cervicale è molto frequente e nella maggior parte dei casi non richiede un interv...
29/09/2026

🦴CERVICALGIA: QUANDO OPERARE?

Il dolore cervicale è molto frequente e nella maggior parte dei casi non richiede un intervento chirurgico.

Quando però la cervicalgia persiste, diventa invalidante o si associa a sintomi neurologici, è fondamentale individuarne la causa e valutare se esista un'indicazione chirurgica.

🔎QUANDO PUÒ ESSERE NECESSARIO INTERVENIRE?

La chirurgia può essere presa in considerazione quando il trattamento conservativo non è sufficiente o quando sono presenti condizioni come:

👉stenosi con compressione delle strutture nervose;
👉radicolopatia persistente, con dolore, formicolii o deficit di forza;
👉mielopatia, con sofferenza del midollo spinale;
👉instabilità vertebrale;
👉deformità o alterazioni dell'allineamento cervicale.

La decisione non si basa sulla sola risonanza magnetica, ma sulla correlazione tra sintomi, esame neurologico e immagini diagnostiche.

🔹QUANDO È NECESSARIA UNA STABILIZZAZIONE?

In presenza di instabilità cervicale o di determinate alterazioni della colonna, può essere necessario stabilizzare uno o più segmenti vertebrali attraverso un intervento di artrodesi.

In pazienti selezionati, questa stabilizzazione può essere eseguita con tecniche mini-invasive.

🔬ARTRODESI CERVICALE POSTERIORE PERCUTANEA

Un esempio di questa evoluzione della chirurgia vertebrale è l'intervento eseguito con la mia équipe al San Filippo Neri di Roma (il primo in Italia): una artrodesi cervicale posteriore percutanea con l'ausilio della neuronavigazione.

La procedura permette di stabilizzare la colonna attraverso piccoli accessi cutanei, mentre la neuronavigazione 3D guida il posizionamento degli impianti sulla base dell'anatomia del singolo paziente.

L'approccio mini-invasivo mira a ridurre il trauma sui tessuti posteriori e può favorire un recupero più rapido, quando la tecnica è indicata.

⚠️Bisogna sempre però precisare che mini-invasivo non significa automaticamente privo di rischi né indicato per tutti.

La scelta dipende dalla patologia, dall'anatomia, dalla stabilità della colonna e dalle condizioni cliniche del paziente.

🎯In chirurgia vertebrale, prima di scegliere come operare, bisogna stabilire se operare.

La tecnologia e le tecniche mini-invasive sono strumenti importanti, ma è sempre la corretta indicazione clinica a guidare la scelta del trattamento.

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Via Aurelia 559
Rome
00165

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