17/08/2026
🐶❤️𝐀𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐞: 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 (di Dott.ssa Giulia Gregorini)
Ogni estate il fenomeno dell'abbandono dei cani torna a occupare le cronache. Le immagini di animali lasciati ai bordi delle strade suscitano indignazione, ma la condanna morale, da sola, non basta a comprendere il problema. Da psicoterapeuta ritengo che il vero momento in cui si decide il destino di un cane non sia quello dell'abbandono, bensì quello dell'adozione. L'abbandono è spesso l'epilogo anche di una scelta iniziale compiuta senza sufficiente consapevolezza. Per questo motivo, comprendere i processi psicologici che portano una persona a desiderare un cane rappresenta il primo e più efficace strumento di prevenzione.
Il processo di scelta: perché voglio un cane?
La prima domanda che ciascuno dovrebbe porsi non è 'Che cane mi piace?', ma 'Perché desidero un cane?'. Le motivazioni possono essere molteplici: compagnia, affetto, desiderio di educare i figli alla responsabilità o fascino per una razza. Nessuna è sbagliata, ma è fondamentale distinguere un desiderio autentico da un bisogno momentaneo. Un cane non è una soluzione alla solitudine o a una crisi personale: è un essere vivente con bisogni costanti. Ogni adozione è, prima di tutto, una scelta identitaria. Non racconta soltanto il desiderio di accogliere un cane, ma il modo in cui una persona concepisce il legame, la responsabilità e la cura. Prima di chiedersi se si è pronti ad avere un cane, è necessario domandarsi se si è pronti a costruire una relazione che richiederà presenza, costanza e rinunce: un rapporto che si struttura sulla dipendenza. Il cane per soddisfare i suoi bisogni necessita di noi quotidianamente.
Gli elementi proiettivi
Nel rapporto con un animale entrano inevitabilmente in gioco fenomeni proiettivi. Proiettare significa attribuire al cane emozioni, aspettative o bisogni che appartengono a noi. Idealizzarlo come 'compagno perfetto' porta facilmente alla delusione quando manifesta paure, limiti o richiede impegno. Riconoscere queste proiezioni è il primo passo verso una relazione sana. In termini psicologici, il cane può diventare uno “schermo proiettivo” sul quale vengono inconsapevolmente depositati bisogni di accudimento, desideri di amore incondizionato o parti fragili del Sé. Quando queste aspettative non trovano conferma nella realtà, il rischio è che la frustrazione venga attribuita all’animale anziché essere riconosciuta come espressione di un conflitto interno della persona...
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