Dott. Andrea Lupascu

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15/10/2026

Lipedema o Vene Varicose? 🤔 E se fossero ENTRAMBI? 🦵✨

Molte pazienti si trovano ad affrontare queste due condizioni contemporaneamente. Spesso, infatti, l’ipertensione venosa e l’infiammazione dei distretti fragili del microcircolo si sovrappongono al lipedema, peggiorando gonfiore e dolore. 🛑

⚠️ Attenzione: trattare solo una delle due patologie non basta! Per ottenere un VERO successo terapeutico e ritrovare la salute delle tue gambe, è fondamentale un approccio clinico completo che le affronti entrambe.
Non ignorare i segnali del tuo corpo: la cura a 360 gradi fa la differenza! 💙

👇 Hai mai avuto il dubbio che i tuoi sintomi non dipendessero da una sola causa? Parliamone nei commenti!

13/10/2026

La trombosi venosa profonda non accade quasi mai «per caso».
Spesso sentiamo dire che per prevenire basta camminare di più o bere acqua. Consigli sani, ma sul piano clinico la vera prevenzione inizia un passo prima: dall’individuazione dei soggetti a rischio.
La trombosi compare quasi sempre quando fattori predisponenti e condizioni scatenanti si sommano:
Interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri
Periodi prolungati di allettamento o immobilizzazione (anche dopo traumi minori)
Assunzione di terapie a base di estrogeni (contraccettivi, TOS)
Familiarità per eventi tromboembolici o trombofilie note
Neoplasie o patologie infiammatorie croniche
Identificare tempestivamente chi è a rischio in un momento critico permette di impostare la corretta profilassi — farmacologica con eparina a basso peso molecolare o meccanica con calze elastocompressive — prima che il trombo si formi ed evolva verso quadri gravi come l’embolia polmonare.
La prevenzione non è fortuna: è stratificazione clinica del rischio.

Conosci il tuo profilo vascolare prima di situazioni a rischio? Parlane sempre con il tuo specialista.

13/10/2026

Oggi, 13 ottobre, ricorre la Giornata Mondiale della Trombosi ( ).
La trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare sono patologie tanto diffuse quanto sottovalutate: fare informazione corretta e diagnosi precoce è la nostra prima arma di difesa.
In occasione di questa giornata, sarò relatore al congresso organizzato al Policlinico Gemelli per condividere dati, protocolli clinici e strategie di prevenzione vascolare.
Nelle storie vi porterò con me all’evento: parliamo di come riconoscere i campanelli d’allarme e proteggere il nostro sistema circolatorio.

Gambe pesanti e caviglie “a colonna”, ma i piedi restano insolitamente sottili? Quello scalino improvviso non è una semp...
11/10/2026

Gambe pesanti e caviglie “a colonna”, ma i piedi restano insolitamente sottili? Quello scalino improvviso non è una semplice ritenzione idrica: ha un nome clinico ben preciso e si chiama Cuff Sign (o segno del calzino).

Nel lipedema, l’accumulo di tessuto adiposo si arresta bruscamente pochi centimetri sopra i malleoli. Ma perché proprio lì?

La risposta è nella biologia dei nostri tessuti: il grasso del dorso del piede è differente da quello di gambe e cosce. Possiede pochissimi recettori per gli estrogeni ed è biologicamente “sordo” agli stimoli ormonali che alimentano la patologia.

Riconoscere questo dettaglio anatomico è fondamentale per due motivi:
1. Diagnosi differenziale: a differenza del linfedema, nel lipedema puro il piede non è gonfio e il segno di Stemmer è negativo.
2. Scelta della cura: una normale calza elastica a trama circolare rischia di arrotolarsi nella piega della caviglia creando un pericoloso “effetto laccio”. In questi casi è mandatorio l’uso di tutori su misura a trama piatta (flat-knit).

Riconosci questo segno sulle tue gambe? Ricorda: non tutte le forme di gonfiore sono uguali e il fai-da-te può peggiorare la situazione. Affidati sempre a uno specialista per una diagnosi accurata e la prescrizione corretta.

Scorri il carosello per approfondire tutti i dettagli.
Salva il post per averlo a portata di mano o condividilo con chi ne ha bisogno!

10/10/2026

Il gestrinone cura il lipedema?

Esiste un’ipotesi biologica legata al possibile ruolo degli ormoni nel lipedema, ma un razionale teorico non equivale a una terapia efficace.

Al momento non disponiamo di trial randomizzati né di studi prospettici controllati che dimostrino l’efficacia del gestrinone nel ridurre il tessuto adiposo patologico, il dolore o la progressione del lipedema.

È stata pubblicata una serie retrospettiva non controllata su 50 donne trattate con gestrinone per patologie ginecologiche concomitanti. Sono stati descritti miglioramenti di alcuni sintomi, ma gli stessi autori precisano che non possono essere attribuiti al farmaco né interpretati come prova di efficacia nel lipedema.
Il gestrinone presenta inoltre attività androgenica ed effetti avversi potenzialmente rilevanti.

In sintesi: ipotesi interessante, efficacia clinica non dimostrata, trattamento non raccomandato nella pratica clinica.
Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione medica individuale.

07/10/2026

Non è solo una questione di gambe pesanti o capillari visibili: sotto la superficie c’è un vero e proprio “incendio” che cova a fuoco lento 🔥

Quando la pressione nelle vene aumenta (ipertensione venosa), il microcircolo soffre. I globuli bianchi iniziano ad aderire all’endotelio e a infiltrarsi nei tessuti circostanti: si innesca così un’infiammazione a basso grado, subdola e progressiva, che giorno dopo giorno danneggia la parete venosa e le valvole.

Il rischio? Che da una piccola scintilla si passi a danni strutturali importanti e ulcere difficili da gestire.
L’insufficienza venosa non va aspettata: spegnere il fuoco quando è ancora una fiammella fa tutta la differenza.

Muoviti, fai prevenzione e prenditi cura delle tue gambe prima che l’incendio diventi ingestibile 🧯🦵

03/10/2026

Quelle macchie scure intorno alle caviglie non sono un semplice problema estetico o un’iperpigmentazione casuale.
Nella Malattia Venosa Cronica, quando arriviamo agli stadi CEAP 4 e 5, la pressione nelle vene ha superato il limite: i globuli rossi stravasano nei tessuti e rilasciano ferro (emosiderina), danneggiando la matrice cutanea profonda. Il risultato? Una sorta di “tatuaggio biologico” indelebile.
Trattarle è estremamente difficile: in alcuni casi specifici laser mirati (come Q-switched o pico-laser) possono attenuare il pigmento, ma non fanno miracoli se il tessuto sottostante è compromesso.
La vera cura qui è una sola: la prevenzione precoce. Non aspettare che la pelle cambi colore prima di farti valutare.
Tu avevi mai notato questo segno? Ne parliamo nei commenti. 👇

30/09/2026

Ti capita mai di notare lividi sulle gambe senza ricordare di aver preso una botta, o per traumi davvero minuscoli?

Spesso si tende a minimizzare pensando a una semplice fragilità capillare. In realtà, la comparsa frequente di ematomi spontanei o da minimi urti può essere una delle manifestazioni cliniche del lipedema, una patologia cronica e progressiva del tessuto adiposo.

Il lipedema non è un semplice inestetismo o un problema di peso: è una vera condizione medica caratterizzata da un’alterazione del microcircolo e da una fragilità vascolare locale che favorisce la formazione di ecchimosi.

I lividi, da soli, non bastano per formulare una diagnosi. Vanno sempre inquadrati insieme ad altri segni caratteristici:

Sproporzione marcata: accumulo simmetrico di adipe su fianchi, cosce e gambe (e talvolta braccia), che risparmia tipicamente i piedi.

Senso di peso e tensione: arti inferiori che si sentono costantemente pesanti o stanchi, soprattutto a fine giornata.

Dolore o ipersensibilità: fastidio anche solo alla palpazione o a una leggera pressione.

Gonfiore o edema: che fatica a regredire con il semplice riposo o la dieta.

Ascoltare il proprio corpo fa la differenza. Se riconosci questa combinazione di sintomi, non ignorarli e non affidarti all’autodiagnosi: rivolgiti a un medico specialista (angiologo, chirurgo vascolare o linfologo) per una valutazione clinica accurata e per impostare il corretto percorso terapeutico.

Hai mai notato questi segnali o ne hai già parlato con un medico? Scrivilo nei commenti o salva il post per ricordartene.

27/09/2026

Ho le vene varicose: rischio subito una trombosi?
Facciamo chiarezza.

La risposta breve e: no, non automaticamente.
Avere le vene varicose non significa avere una condanna a una trombosi. Perché si formi un coagulo servono spesso altri fattori di rischio concomitanti: familiarità, immobilità prolungata, interventi chirurgici, disidratazione, terapia ormonale o alterazioni della coagulazione.
Ma soprattutto, c’è una distinzione fondamentale che spesso genera panico:

1 Trombosi Venosa Superficiale (flebite): nella grande maggioranza dei casi, se un coagulo si forma in una vena varicosa, interessa il circolo superficiale. È infiammatoria, dolorosa e va trattata con attenzione, ma è diversa da quella profonda.

2 Trombosi Venosa Profonda (TVP): colpisce i vasi profondi della gamba ed è la patologia correlata al rischio di complicanze gravi come l’embolia polmonare.
Parliamo quindi di due quadri clinici distinti, che richiedono percorsi e attenzioni differenti.
Proprio per questo non serve allarmarsi, ma serve consapevolezza: solo un inquadramento clinico specialistico (con visita ed ecocolordoppler) permette di stratificare il rischio individuale del paziente e impostare il trattamento o la prevenzione più indicata per il proprio caso specifico.

Ti hanno mai spiegato la differenza tra circolo superficiale e profondo? Scrivilo nei commenti se hai dubbi.


23/09/2026

Quei capillari visibili intorno alle caviglie non sono sempre e solo un inestetismo. Spesso rappresentano il primo campanello d’allarme di un problema più profondo: un’insufficienza della vena grande safena.

Trattarli subito con le sclerosanti senza indagare a monte può portare a recidive precoci o a risultati insoddisfacenti. Per questo motivo, prima di qualsiasi procedura, il passaggio fondamentale è sempre l’ecocolordoppler venoso degli arti inferiori.

La diagnosi guida la strategia:
Safena sana: si può procedere direttamente con il trattamento sclerosante mirato sui capillari.
Safena con reflusso o incontinenza: è necessario trattare prima l’asse safenico per eliminare la pressione venosa a monte, e solo successivamente rifinire i capillari visibili.
Curare la circolazione signitica agire sulla causa, non coprire solo l’effetto. Una valutazione specialistica preliminare è l’unico modo per garantire sicurezza, efficacia e risultati duraturi nel tempo.

Hai mai controllato la salute delle tue gambe con un ecocolordoppler?

Indirizzo

Largo Agostino Gemelli 8
Rome
00168

Orario di apertura

Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 19:00

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