Dott. Fabio Filiaci - chirurgo maxillo-facciale

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Medico chirurgo
Specialista in Chirurgia Maxillo Facciale
Roncochirurgia e Chirurgia Otorinolaringoiatrica
Dottore in Russamento e Disturbi Respiratori del Sonno

29/07/2026

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Il presente contributo affronta il tema cruciale della pausa estiva e della gestione del tempo per i professionisti della salute e della comunicazione digitale. Attraverso una riflessione intima, sincera e priva di filtri istituzionali, viene evidenziato come la chiusura estiva studio medico agosto e la conseguente pausa estiva canale youtube non rappresentino semplici interruzioni temporanee di servizio, ma scelte etiche, umane e biologiche indispensabili per la tutela del proprio benessere psicofisico e ferie.
Il testo analizza approfonditamente l'importanza del riposo mentale come strumento fondamentale per la prevenzione burnout medico, contrastando la deriva culturale dell'iper-produttività a tutti i costi. Viene ribadito con convinzione il principio del perché il lavoro non è tutto, sottolineando la necessità vitale di investire tempo ed energie in un sano work life balance professionisti che rimetta al centro l'individuo nella sua interezza e non soltanto la performance professionale.
Infine, le vacanze estive vengono descritte come il momento ideale per staccare la spina in estate e riscoprire appieno il valore della famiglia e del tempo condiviso con i propri cari. Una pausa non negoziabile per rigenerarsi profondamente e tornare a settembre con una marcia in più, pronti a riprendere il cammino con la stessa cura, la stessa empatia e una freschezza rinnovata al servizio della propria comunità.

22/07/2026

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Ma l'aria condizionata fa male all'omeostasi rino-sinusale. L'esposizione prolungata ad aria climatizzata comporta precise conseguenze dell’aria condizionata sulle cavità nasali, alterando la barriera protettiva dell'organismo. Il meccanismo patogenetico principale è la paralisi transitoria della clearance mucociliare aria condizionata, causata dall'accelerata evaporazione del muco nasale. Tale fenomeno determina una mucosa nasale disidratata e la sensazione di naso secco aria condizionata, che espone i tessuti a potenziali lesioni e infezioni.
Altro elemento importante è l'improvviso shock termico vie respiratorie che attiva una risposta neurovegetativa nota come rinite vasomotoria ex frigore. Questa reazione genera vasodilatazione e congestione dei turbinati, con il naso chiuso da aria condizionata. Il ristagno prolungato delle secrezioni nasali prolungato e l'ostruzione delle cavità nasali favoriscono lo sviluppo di sovrapezioni batteriche, favorendo una evidente correlazione tra aria condizionata e sinusite. Inoltre, la scarsa manutenzione dei condizionatori, in particolare la mancata pulizia dei filtri dell’aria condizionata aumenta la concentrazione di allergeni e polveri che alimentano l'infiammazione delle cavità nasali. L'ostruzione nasale, inoltre, obbliga il paziente a una respirazione orale, causando l'insorgenza di mal di gola da aria condizionata.
Capire perché l'aria condizionata fa ve**re il raffreddore o una persistente rinite da aria condizionata è fondamentale per preservare il binomio aria condizionata / salute, e per istruire gli utenti su come proteggere il naso dall'aria condizionata tramite l'uso mirato di soluzioni idratanti nasali. Questi presidi rappresentano i migliori rimedi naso chiuso aria condizionata, prevenendo l'alterazione barriera immunitaria nasale e restituendo piena funzionalità al distretto respiratorio.

15/07/2026

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La Chirurgia Ortognatica pre e post: perchè non vedrai i miei pazienti

La chirurgia ortognatica vive oggi una forte deriva mediatica: molti medici utilizzano la dinamica del pre e post come mero strumento di autopromozione e pubblicità. Questa pratica commerciale rischia di mettere a disagio il paziente, riducendo una complessa realtà terapeutica e umana a un freddo caso clinico da esibire. In netta controtendenza rispetto a questa tendenza marketing, si delinea qui una filosofia professionale sui generis: la scelta di non pubblicare le immagini del post-operatorio nasce dal rispetto della persona, rifiutando la mercificazione del percorso di cura sui canali social.
La chirurgia ortognatica è una disciplina complessa il cui valore risiede nell'integrazione tra struttura scheletrica, funzione ed estetica. Sotto il profilo funzionale, il riposizionamento dei mascellari determina benefici vitali per il benessere quotidiano: ripristina la corretta masticazione, riduce i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare e permette l'espansione delle vie aeree, riducendo o annullando del tutto il numero di apnee notturne. Questo si traduce in un miglioramento drastico e misurabile della salute generale e della qualità della vita del paziente.
Dal punto di vista estetico, l'intervento non crea un volto artificiale o allineato a trend passeggeri, ma restituisce l'armonia originaria del terzo inferiore del viso. Il riallineamento scheletrico riporta i lineamenti alle condizioni iniziali e naturali, eliminando l'impatto visivo della malformazione come se non fosse mai esistita. L'intero percorso, dalla pianificazione alla convalescenza, viene così ricondotto alla sua reale dimensione medica ed etica, dove la salute, il benessere profondo e la privacy del paziente prevalgono su qualsiasi logica di visibilità e marketing medico.

01/07/2026

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Danno Centrofacciale da Cocaina (CIMDL)
Le lesioni centrofacciali indotte da cocaina (CIMDL) costituiscono un'emergenza clinica progressiva, spesso sottovalutata dal paziente a causa dell'effetto anestetico della sostanza, che maschera i sintomi iniziali. La patologia deriva da una combinazione di ischemia vascolare locale — causata dal blocco della noradrenalina — e risposte immunitarie necrotizzanti (vasculite) scatenate frequentemente dall'adulterazione con levamisolo.

La progressione clinica segue una gerarchia anatomica ben definita: inizia tipicamente con la perforazione del setto nasale (Grado 1) per poi estendersi, nei casi cronici, verso il palato (Grado 2b) e la base cranica (Grado 4), compromettendo funzioni vitali come la respirazione, la deglutizione e la protezione del sistema nervoso centrale. La classificazione di Nitro-Saibene fornisce lo standard per inquadrare tale evoluzione.

Il trattamento chirurgico di ricostruzione rappresenta una delle procedure più complesse nella chirurgia maxillo-facciale, richiedendo un approccio multidisciplinare. La condizione sine qua non per il successo chirurgico è l'astinenza prolungata e certificata, monitorata attraverso analisi del capello, data l'alta probabilità di necrosi dell'innesto in pazienti non stabilizzati. Tecniche avanzate, come il lembo di muscolo temporale associato ad osteotomia di Le Fort I, offrono oggi soluzioni stabili per chiudere le fistole oro-nasali e ripristinare l'integrità anatomica del terzo medio del volto. È fondamentale che l'approccio al paziente sia orientato alla "ingegneria strutturale" piuttosto che al giudizio morale, favorendo la diagnosi precoce per evitare esiti invalidanti o letali.

24/06/2026

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Le apnee ostruttive del sonno ( ) sono una patologia che richiede un approccio clinico strutturato. La crescente diffusione di dispositivi MAD acquistabili online senza prescrizione ha generato la pericolosa "trappola del fai-da-te".

È essenziale comprendere che il dispositivo di avanzamento mandibolare è un presidio medico complesso. L'assenza di una diagnosi effettuata tramite polisonnografia rende impossibile valutare l'effettivo bisogno terapeutico, esponendo il paziente a effetti collaterali bite significativi, come danni articolari e l'illusione di una guarigione che, in realtà, non avviene.

Il protocollo clinico, supportato dalla letteratura scientifica, prevede tre fasi inderogabili:
1. Diagnosi apnee ostruttive sonno: Per inquadrare la gravità del disturbo.
2. Titolazione: Il protocollo titolazione MAD richiede la supervisione di uno specialista apnee del sonno che regoli il dispositivo in base all'anatomia specifica del paziente.
3. Controllo: La verifica del fallimento terapia MAD è necessaria per evitare complicazioni a lungo termine.

Molti pazienti confondono la differenza e MAD, cercando soluzioni rapide quando il percorso corretto prevede una terapia posizionale apnee notturne personalizzata. Ricordiamo che il bite per apnee notturne funziona esclusivamente se prescritto e monitorato professionalmente. Evitare il "fai-da-te" significa proteggere non solo la propria qualità del sonno, ma anche la propria salute sistemica a lungo termine. Affidarsi a professionisti qualificati è la sola via per garantire l'efficacia del trattamento e preve**re rischi inutili.

17/06/2026

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La moderna ricerca medica definisce il dolore come un'esperienza interamente costruita e personalizzata dal sistema nervoso centrale, distinguendo la nocicezione periferica dall'integrazione corticale. La soglia del dolore soggettiva varia da individuo a individuo a causa di precisi fattori biologici, psicologici ed esperienziali.
Il primo pilastro è la sensibilizzazione centrale e neuroplasticità: quando il corpo subisce stimoli dolorosi ripetuti o cronici, il sistema va incontro a un rimodellamento sinaptico nel midollo spinale. Il cervello impara il dolore, creando una memoria del dolore nel cervello che abbassa la soglia di attivazione dei neuroni e rende il soggetto iper-reattivo a stimoli futuri.

Il secondo fattore è l'aspettativa cognitiva, che regola l'effetto placebo e nocebo. L'anticipazione della sofferenza stimola la secrezione di colecistochina, un neuropeptide che amplifica i segnali nocicettivi e antagonizza gli oppioidi. Al contrario, l'aspettativa di sollievo attiva la produzione di endorfine.

Il terzo meccanismo riguarda le vie discendenti inibitorie del dolore, un sistema di controllo che parte dalla sostanza grigia periacqueduttale (PAG). In contesti di forte motivazione o stress agonistico, questo circuito stimola il rilascio di noradrenalina nel c***o dorsale del midollo spinale, bloccando i segnali afferenti e generando un'analgesia da stress e motivazione che permette di ignorare temporaneamente il trauma.

Infine, la percezione del dolore ed emozioni sono integrate nella Pain Matrix e psicologia del dolore, un network che include la corteccia insulare e il sistema limbico. Stati di ansia, depressione o isolamento sociale condividono le stesse vie di elaborazione della sofferenza fisica, determinando una sommazione degli stimoli. Al contrario, il supporto clinico ed emotivo attenua l'attività di questa rete.

10/06/2026

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Gestione clinica dell'edema post-ortognatico nei mesi estivi: evidenze e linee guida

Il presente abstract analizza l'impatto dei fattori termici stagionali sul decorso post-operatorio dei pazienti sottoposti a chirurgia maxillo-facciale per la correzione delle malformazioni dentoscheletriche. L'associazione tra chirurgia ortognatica gonfiore estate costituisce una delle principali fonti di ansia anticipatoria per il paziente, il quale teme che l'ipertermia ambientale possa amplificare lo stato infiammatorio o inficiare il recupero funzionale.
Dal punto di vista fisiopatologico, l'edema post operatorio osteotomia mascellare risponde a una cascata biochimica intrinseca e a un cronoprogramma tissutale codificato. Alla domanda clinica su dopo quanti giorni si sgonfia la faccia maxillo facciale, l'evidenza scientifica riscontra il picco volumetrico flogistico tra le 48 e le 72 ore post-operatorie, seguito da una risoluzione dell'80% dell'edema macroscopico entro le prime tre settimane. Poiché l'omeostasi corporea mantiene i tessuti profondi a una temperatura costante di 37°C, il clima estivo non altera la curva biologica profonda del gonfiore, sebbene la vasodilatazione periferica superficiale indotta dal caldo possa incrementare la percezione di tensione e turgore cutaneo.
La gestione della crioterapia richiede estrema cautela: l'abbinamento tra l'applicazione incoerente di ghiaccio viso anestesia ortognatica rischi di necrosi o lesioni da congelamento è amplificato dall'ipoestesia transitoria dei rami del trigemino. La cute, temporaneamente priva di sensibilità nocicettiva, non avverte il danno termico da freddo estremo.
I protocolli standardizzati su come accelerare guarigione ortognatica in estate prevedono il mantenimento della normotermia ambientale tramite climatizzazione domestica (22-23°C) e la terapia posturale. Infine, il riscontro di un gonfiore asimmetrico dopo ortognatica deve essere inquadrato dal paziente come un reperto clinico parafisiologico legato alla stasi linfatica posturale e alle differenti dinamiche chirurgiche locali, destinato a risolversi spontaneamente senza compromettere l'esito della stabilità scheletrica.

03/06/2026

Post-Operatorio della Chirurgia Nasale: Guida Pratica alla Guarigione

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Il naso chiuso dopo la rimozione dei tamponi è una delle principali fonti di ansia per i pazienti sottoposti a interventi di , o dei seni paranasali. Molti interpretano questa ostruzione come un fallimento dell'intervento ("non respiro dopo la settoplastica"), ignorando che si tratta di una normale tappa del processo di guarigione.

Le Cause Biologiche dell'Ostruzione
Subito dopo il de-tamponamento, il venir meno della compressione meccanica unito al trauma chirurgico innesca tre fenomeni fisiologici precisi:
1. Edema reattivo: Il gonfiore naso dopo intervento turbinati e setto riduce drasticamente lo spazio aereo interno.
2. Ipersecrezione: La mucosa produce un muco continuo dopo intervento sinusite come barriera protettiva biologica.
3. Coaguli e croste: La sedimentazione di siero e piccoli residui ematici genera croste di sangue nel naso dopo l'intervento, che bloccano il flusso dell'aria.

Gestione dei Sintomi e Falsi Miti
quanti giorni di convalescenza servono dopo la settoplastica per vedere i primi benefici? Il gonfiore principale si riduce entro le prime due settimane. In questo periodo possono manifestarsi sintomi specidici come il cattivo odore nel naso dopo la settoplastica (dovuto alla degradazione fisiologica dei coaguli) o la paura di starnutire dopo la settoplastica. Quest'ultima si supera facilmente starnutendo a bocca aperta per non esercitare pressione all'interno delle fosse nasali.
I lavaggi nasali post chirurgia nasale con soluzione fisiologica rappresentano il pilastro fondamentale della terapia domiciliare: ammorbidiscono le croste, rimuovono il muco in eccesso e accelerano la rigenerazione tissutale.

La guarigione nasale richiede pazienza e aderenza terapeutica. Di fronte a dubbi persistenti, anomalie o per la gestione personalizzata delle terapie topiche, evitate soluzioni autogestite e rivolgetevi a personale qualificato.

27/05/2026

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Gravi: Perché gli Spray Nasali Non Bastano e Cosa Dice la Scienza
La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno ( ) è una patologia cronica diffusa, ma spesso sottovalutata. Quando un paziente si trova ad affrontare un quadro clinico severo, caratterizzato da un indice AHI (indice di apnea-ipopnea) molto elevato – ad esempio, con più di 75 apnee notturne all'ora – il rischio per la salute e per la vita stessa diventa immediato e concreto. Significa, letteralmente, smettere di respirare più di una volta al minuto per tutta la notte.

Purtroppo, molti pazienti vivono il cosiddetto "giro delle sette chiese", imbattendosi in risposte parziali o errate. L'errore più comune è pensare: "È solo colpa del naso, bastano gli spray". Trattare l'ipertrofia dei turbinati e apnee con uno spray nasale per apnee notturne è un approccio insufficiente. Il naso rappresenta solo una resistenza iniziale: l'ostruzione vera, il collasso faringeo nel sonno, avviene nella faringe, dietro la lingua, dove i tessuti cedono bloccando il passaggio dell'aria.

Un altro passo falso frequente riguarda l'uso inappropriato del dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) in casi critici. Sebbene sia utile nelle forme lievi o moderate, in un'apnea notturna grave il MAD riduce l'indice solo parzialmente, lasciando il paziente in una condizione di rischio cardiovascolare comunque gravissimo.

Come curare le apnee notturne in modo efficace? La diagnosi corretta parte da un esame strumentale come la poligrafia del sonno o la , fondamentali per stabilire quante apnee all'ora sono normali (fino a 5) e quando si è in pericolo. Di fronte a un'OSAS severa (sopra le 30 apnee), le linee guida internazionali indicano la come terapia per le apnee notturne e Gold Standard assoluto. Questa ventilazione meccanica a pressione positiva non serve a curare un cuore già malato, ma a preve**re i gravissimi rischi delle apnee notturne, come l'infarto e l'ictus, prima che il danno si compia.

20/05/2026

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Guida Rapida ai Mezzi di Sintesi in Ortognatica

Questo abstract riassume i punti fondamentali per i pazienti che affrontano un percorso di correzione delle malocclusioni scheletriche (II e III classe).

1. Natura dei Materiali e Sicurezza Biologica Le placche e le viti sono realizzate in titanio medicale di Grado 5, scelto per la sua straordinaria resistenza e biocompatibilità. Grazie alla formazione naturale di uno strato di TiO_2, il metallo non interagisce negativamente con i tessuti. Il "rigetto" non esiste per questi materiali; l'osso cresce a diretto contatto con la superficie (osteointegrazione), stabilizzando definitivamente la nuova posizione della mandibola o del mascellare.

2. Gestione dei Dubbi Comuni
• Metal Detector: Le dimensioni ridotte delle placche ortognatiche rendono quasi nullo il rischio di attivare allarmi in aeroporto. Non è necessario portare certificati medici, anche se una segnalazione verbale al personale di sicurezza è sempre possibile.
• Risonanza Magnetica (MRI): Il titanio è compatibile con i campi magnetici. Non si scalda e non si sposta durante l'esame, garantendo la sicurezza del paziente per qualsiasi futura necessità diagnostica.
• Sensibilità Termica: La "sensazione di freddo" invernale è un fenomeno raro. Una volta completata la guarigione dei tessuti molli (muscoli e mucose), le placche risultano isolate e impercettibili nella vita quotidiana.

3. Permanenza o Rimozione? La linea guida standard della SICMF (Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale) prevede che i mezzi di sintesi rimangano in situ a vita. La rimozione viene programmata solo in caso di complicanze (infezioni, esposizione della placca) o per necessità cliniche specifiche (inserimento di impianti dentali). Se non danno fastidio, le placche diventano semplicemente parte del tuo nuovo profilo.

Conclusione per il Paziente La chirurgia ortognatica trasforma la funzione masticatoria e l'estetica del volto. Le placche e le viti sono gli alleati silenziosi che permettono a questa trasformazione di diventare permanente, offrendo una stabilità che l'ortodonzia da sola non potrebbe mai raggiungere. La scienza conferma: puoi sorridere, viaggiare e vivere senza preoccupazioni.

Indirizzo

Via Tagliamento 44
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393290686691

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