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Nessuno si ammala da solo e nessuno guarisce da solo.Chiedere aiuto è iniziare a sentirsi forti, la terapia è per chi ha...
10/10/2026

Nessuno si ammala da solo e nessuno guarisce da solo.
Chiedere aiuto è iniziare a sentirsi forti, la terapia è per chi ha il coraggio di guardarsi dentro e cambiare ciò che fa male.

Quante cose comunichiamo senza dire una parola. E quante cose diciamo dell' altro senza aprire bocca. I bambini sono oss...
09/10/2026

Quante cose comunichiamo senza dire una parola. E quante cose diciamo dell' altro senza aprire bocca.
I bambini sono osservatori silenziosi e formidabili. Quando guardano la mamma, spesso lo fanno cercando conferme negli occhi del papà. E viceversa.

In terapia spesso emerge quanto l'immagine interna che un figlio ha di un genitore sia stata, in realtà, 'co-costruita' dalle parole dell'altro. Non serve un conflitto aperto per alterare questa percezione: bastano i silenzi, i sospiri di insofferenza, o le battute svalutanti fatte a mezza voce.

Sminuire l'altro genitore di fronte a un figlio (anche se si è separati o in un momento di rabbia) significa togliere al bambino un pezzo di sicurezza. Proteggere il valore dell'altro genitore, invece, significa comunicare al bambino: Puoi amare papà e puoi amare mamma. Il nostro rapporto è affare nostro, tu sei libero di fidarti di entrambi.

Se il terapeuta desse semplicemente dei consigli si sostituirebbe al paziente confermando la sua sensazione di inadeguat...
06/10/2026

Se il terapeuta desse semplicemente dei consigli si sostituirebbe al paziente confermando la sua sensazione di inadeguatezza (non so prendere decisioni da solo). La vera cura è affiancare, è lo spazio che si crea tra te e il terapeuta, che non dispensa consigli ma costruisce un legame.

"Ci ammaliamo nelle relazioni. E solo in una relazione possiamo guarire."

La relazione con il terapeuta è il luogo in cui il paziente può, per la prima volta, provare ad arrabbiarsi, a mettere un confine o a mostrare vulnerabilità senza temere che il legame si spezzi, si riveli tossico o venga giudicato. Questo genera un'esperienza emotiva correttiva e per questo trasformativa.

Nessun protocollo clinico potrà mai generare un vero cambiamento senza una relazione dove c'è fiducia, ascolto profondo e autenticità.

La relazione terapeutica, pur essendo profondamente umana, mantiene dei confini netti. Ed è proprio la prevedibilità e la sicurezza di questi confini (il setting) a permettere al paziente di lasciarsi andare senza rischiare di replicare le dinamiche invischianti o abbandoniche del passato.

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Soffrire e avere paura non piace a nessuno. Eppure, a volte sorridi nel mezzo del caos, perché capisci che quel dolore n...
05/10/2026

Soffrire e avere paura non piace a nessuno.

Eppure, a volte sorridi nel mezzo del caos, perché capisci che quel dolore non è una condanna, ma è il rumore di vecchi schemi che si rompono.

Nessun copione si riscrive in silenzio.

L'auto-sabotaggio è un meccanismo di difesa. Fallire di proposito ci permette di restare ancorati al nostro "ruolo stori...
02/10/2026

L'auto-sabotaggio è un meccanismo di difesa.

Fallire di proposito ci permette di restare ancorati al nostro "ruolo storico", proteggendo noi stessi dal rischio di diventare persone nuove e, soprattutto, proteggendo gli altri dal nostro cambiamento.

L'autosabotaggio sotto forma di "profezia che si autoavvera" avviene quando un'aspettativa o una convinzione su noi stessi ci spinge a comportarci in modo da farla avverare. In famiglia prima e nelle relazioni poi.

In chiave sistemica l'autosabotaggio diventa l'esecuzione di un "copione" che il nostro sistema di appartenenza ha scritto per noi. Se sei sempre stata "quella fragile" o "quello che non porta mai a termine le cose", o ancora quella sfortunata, il tuo autosabotaggio serve esattamente a confermare quell' etichetta, mantenendo tutti nel proprio ruolo comodo e rassicurante.

La prossima volta che ti blocchi a un passo dalla meta, non chiederti: "Perché lo sto facendo?" Chiediti: "a chi sto dando ragione fallendo o rinunciando" e "Cosa succederebbe di così spaventoso se, invece, ce la facessi davvero?"📌

Il silenzio non è un fenomeno univoco, ma una condotta relazionale complessa con differenti valenze funzionali e psicodi...
30/09/2026

Il silenzio non è un fenomeno univoco, ma una condotta relazionale complessa con differenti valenze funzionali e psicodinamiche.

Silenzio difensivo-protettivo: Funziona come meccanismo di difesa (evitamento, ritiro affettivo) volto a tutelare l'integrità del Sé da sovraccarichi emotivi, angosce di frammentazione o percezioni di minaccia esterna.

Silenzio passivo-aggressivo (ostile): Agisce come forma indiretta di agito (acting out) finalizzata a esprimere ostilità e a punire l'altro senza esporsi al conflitto aperto, frustrando il bisogno di contatto del partner relazionale.

Silenzio manipolatorio e di controllo: Strumento di condizionamento interpersonale che sfrutta la triangolazione del senso di colpa e l'angoscia di abbandono. Genera una dipendenza che ostacola il processo di separazione-individuazione dell'altro, mantenendolo vincolato al legame.

Ma il silenzio che genera più distanza in una relazione è quello che si genera nella difficoltà di espressione dei propri bisogni, nell' attesa che l' altro li legga nella nostra mente, li INTUISCA, anticipando i nostri bisogni. Per questo può essere utile in terapia apprendere un nuovo approccio, attraverso cui esplicitare le proprie esigenze al partner validandole prima ancora di essere viste, comprendendo l' origine di uno schema volto a reprimerle.

❤️‍🩹
28/09/2026

❤️‍🩹

Siamo diventati bravissimi a performare.Impariamo le soft skills, gestiamo scadenze impossibili, risolviamo crisi aziend...
26/09/2026

Siamo diventati bravissimi a performare.
Impariamo le soft skills, gestiamo scadenze impossibili, risolviamo crisi aziendali e superiamo colloqui complessi. Poi però, usciti dall'ufficio, ci scopriamo del tutto impreparati di fronte alle dinamiche umane più semplici.

La verità è che gestire lo stress operativo è facile quando ci sono procedure e target da rispettare.
Ma quando subentrano le emozioni, i conflitti reali e la responsabilità verso l'altro, quella famosa "capacità di gestione" spesso scompare.

Forse dovremmo iniziare a valutare la nostra maturitá non da come reggiamo il carico di lavoro, ma da come trattiamo le persone quando le cose si fanno difficili.

Le emozioni "negative" sono spesso vissute come disturbanti, ma sono parte della nostra condizione. Eppure, quando un ba...
25/09/2026

Le emozioni "negative" sono spesso vissute come disturbanti, ma sono parte della nostra condizione. Eppure, quando un bambino le esprime capita che vengano messe a tacere da sguardi adulti che non sono in grado di contenerle.

"Mio figlio è troppo emotivo" ... Vuol dire che è vivo e si sta affidando, la sua emotività esprime non il semplice bisogno di attenzioni ma di Validazione.

Il dovere di ogni essere umano non è essere sempre felice e permeato di gioia, o anestetizzato, così da non dare "fastidio".

Se si cerca di far prevalere la gioia e si mette la tristezza o la rabbia in un angolo, queste poi ci presenteranno il conto, insieme all'ansia che verrà a bussare alla nostra porta.
A quel punto, per calmare l'ansia non basterà "non pensarci", non servirà reagire a tutti i costi.

Ciò che può essere utile è ricontattare quella tristezza repressa e accontonata, che è l'unica in grado di accogliere, di accettare il dolore, perché la tristezza non vuole e non cerca soluzioni, consigli o ragioni, nell'essere tristi non si cerca di risolvere il problema, ma ci si identifica nello stesso, validandolo finalmente, per questo spesso la tristezza è l'emozione risolutiva, che trasmette validazione e non insicurezza.

Oggi sono triste. Ripetilo, per tutti quei momenti in cui non ti è stato possibile esserlo. Oggi sono arrabbiato, e per questo fragile, ripetilo per tutte quelle volte che ti sei sforzato di andare avanti con il magone, oggi mi serve tempo, ripetilo per tutte quelle volte che non sei riuscito a concederti spazio.

Sono in una relazione tossica? ❌ Ti deresponsabilizza e alimenta la ripetizione degli schemi disfunzionali.Che ruolo sto...
23/09/2026

Sono in una relazione tossica? ❌ Ti deresponsabilizza e alimenta la ripetizione degli schemi disfunzionali.
Che ruolo sto giocando io in questo incastro? ✅ Ti aiuta a conoscere e comprendere il tuo funzionamento all' interno dei rapporti e l'origine di specifiche dinamiche.

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