Il Canto Della Psiche

Il Canto Della Psiche Psicologia e psicoterapia. Psicoterapia adolescenti e adulti. Psicologia analitica. Psicologia femminile. Fiabe e psicoanalisi. Seminari tematici. Sandplay therapy.

04/05/2026
04/05/2026

Il nuovo appuntamento del ciclo Il Sé nell’era digitale propone una riflessione rigorosa e interdisciplinare sul rapporto tra psicologia analitica, scienza contemporanea e trasformazioni culturali del presente.
A partire dall’intervento di Stefano Machera – Può l’IA diventare un Io? – l’incontro aprirà uno spazio di confronto su temi oggi centrali: coscienza, identità, soggettività, limite della macchina e specificità dell’esperienza umana.
Un’occasione per discutere, con linguaggio accessibile ma fondato scientificamente, questioni che riguardano tutti.

In presenza a Roma
Online su Zoom
21 maggio – ore 19:30

Il dialogo tra saperi è oggi più necessario che mai. Vi aspettiamo.

27/04/2026

🆕𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜 𝗗𝗘 𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢
8 - maggio - 2026, ore 20:45

𝑰𝑵𝑪𝑶𝑵𝑻𝑹𝑨𝑹𝑺𝑰 𝑨𝑰 𝑴𝑨𝑹𝑮𝑰𝑵𝑰
𝑳'𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂

Relatrici 𝐅𝐥𝐚𝐯𝐢𝐚 𝐂𝐮𝐥𝐜𝐚𝐬𝐢, 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐏𝐚𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞𝐨, 𝐁𝐞𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐙𝐢𝐭𝐨, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐨𝐫𝐠𝐞

Discussant 𝐄𝐥𝐞𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐏𝐢𝐚𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢, 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐐𝐮𝐚𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢

𝐌𝐎𝐃𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀' 𝐃𝐈 𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄⬇
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐫𝐞 - 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟕 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖.𝟎𝟎 - 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐞𝐦𝐚𝐢𝐥
[email protected]

Evento gratuito, sia in presenza (via Bargoni 78, Roma) sia online

27/04/2026
03/04/2026

"IL SINTOMO È UNA SPECIE DI ORACOLO"
Cristopher Bollas

Il corpo è il luogo fisico e concreto di ogni patimento, non solo di quello fisico; anche la sofferenza psichica e quella esistenziale vengono percepite attraverso gli strumenti e le sensazioni del corpo.
Quando il destino si abbatte sull'uomo, il corpo accusa dolorosamente il colpo.
Le forze misteriose e sovrapesanti del fato giungono all'Io attraverso le sofferenze e le dolorose sensazioni registrate dal corpo.
Jung evidenziò come nell'attuale psiche collettiva le potenze transpersonali e le componenti sovraegoiche si annuncino spesso alla coscienza non in forma di immagini, ma di sofferenze; con espressione efficace, egli disse che per l'uomo moderno gli dei sono diventati sintomi.
È allora da chiedersi se i patimenti del corpo non possano anche essere anche i profeti di potenza fatali che promanano dall'inconscio.
Se così fosse, i sintomi costituirebbero un ulteriore versione del libro del destino, in cui si annunciano passaggi essenziali del percorso individuativo. (...)

Molte biografie di persone geniali confermano che le sofferenze del corpo scandiscono in maniera clamorosa la loro evoluzione individuativa e lo sviluppo del loro destino.
Molte più storie di persone comuni attestano che i sintomi sanno annunciare i passaggi forti del piano di vita e proclamano i sussulti lungo la via del destino.

Claudio Widmann
Opera di Munch

03/04/2026

La cosa migliore da fare quando si è tristi, è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai.
Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili.
C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare. Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove. Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te. Guarda quante cose ci sono da imparare.

Terence Hanbury White

30/03/2026

C’è qualcosa nell’ulivo che non è solo vegetale.
È una presenza antica, quasi archetipica.
L’ulivo cresce lentamente, affonda le radici nella terra dura, si torce, resiste al vento, alla siccità, al tempo.
Non cerca la perfezione: porta su di sé i segni della vita.
E forse è proprio qui che il simbolo si approfondisce.
L’ulivo unisce cielo e terra:
le radici nell’oscurità, i rami verso la luce.
È un’immagine vivente di quella unione degli opposti che per Carl Gustav Jung rappresenta il cuore del processo psichico.
Non elimina la tensione: la tiene insieme.
Non sceglie tra alto e basso: li collega.
Per questo attraversa le tradizioni come un segno di alleanza e trasformazione.
Nel racconto della Genesi, è il ramoscello riportato dalla colomba a Noè dopo il diluvio:
non la fine della tempesta, ma l’inizio di un nuovo patto.
Nella tradizione cristiana, accompagna l’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme
e veglia nell’Orto degli Ulivi, nel momento più oscuro e umano della sua esperienza.
Nel Corano, l’ulivo è “albero benedetto”, sorgente di una luce che illumina anche senza fuoco:
una forza vitale che non appartiene né all’oriente né all’occidente, ma attraversa entrambi.
Così, nelle diverse immagini culturali e religiose, l’ulivo appare come un vero e proprio asse del mondo,
un punto di passaggio tra dimensioni,
un simbolo di continuità tra visibile e invisibile.
In una prospettiva junghiana, potremmo dire che l’ulivo non è solo pace.
È la forma che la pace assume quando attraversa il conflitto.
È resilienza che diventa coscienza.
È tempo che diventa saggezza.
È ferita che, senza scomparire, si trasforma in possibilità.
Oggi, forse, possiamo chiederci:
quale parte di noi sta cercando unire ciò che è diviso?
L’ulivo non cancella la frattura: la attraversa, e la rende vivibile.

25/03/2026

23/03/2026

“Mio figlio non vuole uscire. È sempre chiuso in camera.”

È una frase che molti genitori raccontano sempre più spesso negli ultimi anni. Parliamo di hikikomori, il ritiro sociale estremo. Ma cosa succede davvero dentro quella stanza? Spesso pensiamo che il problema sia lo schermo. In realtà lo schermo non è la causa. Diventa piuttosto un contenitore sostitutivo: uno spazio dove il ragazzo può restare in relazione senza esporsi troppo. Secondo molte osservazioni cliniche, il ritiro può essere un tentativo di protezione. Il ragazzo si chiude non perché non voglia vivere, ma perché l’incontro con il mondo è diventato troppo difficile da sostenere.

Indirizzo

Viale Opita Oppio 46a
Rome
00174

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00

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