06/01/2023
In un periodo dell'anno in cui molti stanno pubblicando sfavillanti reel di riepilogo di un 2022 scoppiettante, a me piace pubblicare una foto di grande normalità: io, in un martedì qualsiasi (tornata dalla seduta con la mia terapeuta), con vestiti qualsiasi e pensieri qualsiasi. Dal primo gennaio i nostri feed di ig sono colmi di ricordi di aperitivi a Mykonos, tramonti alle Canarie, ristoranti stellati, baci in riva al mare. Non ho nulla contro i resoconti annuali né contro il mostrarci (ci piace essere visti e apprezzati ed è piu che umano), solo che i bilanci preferisco farli nel privato per non partecipare a quella che spesso sembra una gara a chi ha fatto di più. Quindi condivido una foto, dicevo, di normalità, un po' a rivendicare quello che Adler chiamava "il diritto di essere normali". Non superiori, non inferiori, non necessariamente straordinari. Sui social apprezzo molto chi svela quel lato di sé e della vita che ha a che fare con i dubbi, i timori, il rimuginio, il senso di inadeguatezza, tutte quelle turbolenze che a un certo punto ci tocca attraversare e che ci ricordano che, anche se non sembra, tutti noi stiamo combattendo battaglie molti simili. Ma di carattere sono troppo riservata per pensare di parlare di me in questo senso. Quindi mi limito a ricordarti di non paragonarti agli altri e di darti il permesso di essere normale; di conquistare e accettare, usando le parole di Sylvia Plath, il diritto di vivere nei tuoi termini, umani e imperfetti 💜
#2023