02/10/2026
Un giorno, di un nonno, potresti ricordare soprattutto come ti faceva sentire quando arrivavi.
Il suo viso che si illuminava. Il posto accanto a lui. Quella domanda sulla tua giornata, con il tempo di ascoltare davvero la risposta.
Ai nonni che sanno esserci dedico queste parole. A quelli che imparano a conoscere i loro nipoti, che rispettano la loro sensibilità, che trovano un modo per avvicinarsi anche quando crescono e cambiano.
Con loro, un bambino può fare un’esperienza preziosa: essere amato anche quando è triste, quando sbaglia, quando non ha niente di speciale da raccontare. Sapere che qualcuno è felice di vederlo, semplicemente perché è lui.
Poi ci sono i giorni in cui quel qualcuno ci manca. E vorremmo tornare a un pomeriggio qualunque, di quelli che sembravano infiniti. Sentire ancora una volta la sua voce. Restare un po’ di più prima di salutare.
Papà, questa è la prima festa dei nonni senza di te. Ci manchi tantissimo. Guardando questa fotografia, penso a quanto avrei voluto vederti ancora insieme alle tue nipotine. A tutte le cose che avrebbero potuto raccontarti, a quelle che avresti potuto insegnare loro.
Continuerò a parlare di te. Racconterò anche i dettagli, i tuoi gesti, le tue parole. E ascolterò i ricordi delle bimbe, perché possano custodire il loro legame con te.
Oggi il mio pensiero va ai nonni che ci aspettano ancora e a quelli che cerchiamo nelle fotografie. E a tutti i nipoti, piccoli o ormai adulti, che sentono la mancanza di un abbraccio.
Certi abbracci continuiamo a desiderarli per tutta la vita.
Dott.ssa Francesca Santamaria Palombo
Psicologa e Psicoterapeuta