03/06/2026
“Buongiorno…sono ora tornata dal carcere dove avrei dovuto vedere mio figlio un’ora ….arrivo e mi dicono che e intubato a Mestre per tentato suicidio …questa è la seconda volta che ci prova ….nessuno mi aiuta e lo stato lo sta uccidendo”
Ogni anno riceviamo centinaia di richieste di aiuto da persone detenute e dai loro familiari. Dietro ciascuna di queste richieste c'è una storia, un diritto negato, una risposta che non arriva, una condizione di sofferenza che rischia di rimanere invisibile.
È questo il lavoro del Difensore Civico di Antigone. Nel 2025 abbiamo gestito 522 richieste provenienti da oltre cento istituti penitenziari italiani e attivato 526 interventi per cercare di dare risposte concrete alle persone che ci contattano.
Le problematiche che incontriamo più frequentemente riguardano la salute, i trasferimenti tra istituti e le condizioni di detenzione. Ma il nostro intervento non si limita all'ascolto. Accompagniamo le persone nella redazione di istanze e reclami, sollecitiamo l'amministrazione quando una richiesta resta senza risposta per mesi, segnaliamo situazioni critiche ai Garanti territoriali e, nei casi più gravi, coinvolgiamo le autorità competenti.
In molti casi il nostro ruolo è quello di fare da ponte tra chi vive il carcere e le istituzioni che hanno il dovere di garantire il rispetto dei diritti. Un ruolo di mediazione, ascolto e tutela che Antigone svolge dal 2008 grazie all'impegno di decine di volontarie e volontari in tutta Italia.
Nel nostro ultimo rapporto parliamo di questo lavoro e di alcuni casi che abbiamo seguito nel corso del 2025 --> https://www.rapportoantigone.it/ventiduesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/il-ruolo-del-difensore-civico-nella-rete-di-tutela-dei-diritti/