Psicologia Archetipica di Stefano Cobianchi, Psicologo Psicoterapeuta PhD

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Psicologia Archetipica di Stefano Cobianchi, Psicologo Psicoterapeuta PhD Anche online

Psicologo, Psicoterapeuta Analitico Archetipico,
Ricercatore e Docente in Psicologia Dinamica, Clinica e Neuroscienze
La Psicologia Archetipica è una re-visione della psicologia oltre i condizionamenti del moralismo, del positivismo e del letteralismo.

𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁à Perché accade che, in psicoterapia come nella vita quotidiana, analizzando i nostri sogni in...
26/08/2026

𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁à

Perché accade che, in psicoterapia come nella vita quotidiana, analizzando i nostri sogni iniziamo a notare spesso l’accadere di eventi diurni che troviamo sincronici, ovvero coincidenti significativamente alle immagini oniriche? Nel mio libro “Il Sogno e la Sincronicità” avevo pubblicato i risultati delle mie ricerche e di un esperimento sull’utilizzo dell’analisi del sogno come sincronicità, un lavoro pionieristico nell’attuale panorama della psicoterapia e della psicologia del profondo, ovvero dopo Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e James Hillman. Oggi quell’esperimento è stato definitivamente accettato per la pubblicazione sull’International Journal of Jungian Studies, e a breve sarà a disposizione di tutti. Lo scopo del mio lavoro è stato quello di formare delle premesse immaginali a una nuova
descrizione del sogno come sincronicità o coincidenza significativa, e di fornire una definizione sistematica di un nuovo e affidabile metodo ontologico per l’analisi dei sogni nell’approccio archetipico per la clinica. Come il sogno, la sincronicità è un fenomeno quotidiano all’interno delle sedute di psicoterapia, che si manifesta spesso in circostanze piuttosto comuni e, più raramente, in forme drammatiche e straordinarie.
Le sincronicità della propria vita sono tra i migliori strumenti che un individuo possa incontrare lungo il proprio cammino. Essendo anche un fenomeno oggettivo, la sincronicità offre una prospettiva psichica «differente», di inestimabile valore nell’analisi delle immagini, poiché trascende la distorsione prodotta dalle proiezioni soggettive dell’Io quando queste vengono lasciate agire indisturbate. La sincronicità onirica potrebbe costituire un punto di confronto esterno e imparziale, capace di trasformare l’analisi nella scoperta di quella «psiche oggettiva» di cui parlava Jung, dell’autonomia della psiche e dei suoi percorsi individuali, al di là delle convinzioni soggettive.
(Immagine dalla locandina del film Inception, di C. Nolan, 2010)

𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲: 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗲𝗳𝗼𝗻𝗲 Tanto Dioniso quanto Persefone sono figure mitiche legate ai culti misterici che celebra...
21/08/2026

𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲: 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗲𝗳𝗼𝗻𝗲

Tanto Dioniso quanto Persefone sono figure mitiche legate ai culti misterici che celebrano l’eterno risorgere della vita dalla morte. Qui la seduzione violenta confina ancora una volta con lo stupro. Ade rapisce Persefone, ignara fanciulla, mentre raccoglie dei fiori. La terra si spalanca e Persefone è trascinata agli inferi dal dio. Il rapimento di Persefone, che diventa regina del Tartaro, racconta l’aspetto oscuro e infero della seduzione, il suo essere assorbimento spesso mortale. Persefone è sottratta dalla luce, dalla vita diurna. La sua seduzione si configura come sprofondamento, come dimorare in una dimensione tenebrosa che atterrisce i mortali.
Nella violenza che la sottrae alla sua vita di fanciulla, Persefone è costretta a muoversi in un mondo sotterraneo e sconosciuto. Il mito si fa così metafora dello sprofondamento depressivo che può accompagnarsi al sentirsi sedotti e prigionieri dell’altro, cosi come Persefone è prigioniera di Ade.
[…]
La storia di Persefone è quella di una seduzione che apre all’incontro al rapporto con l’altro da sé. Un altro oscuro e diverso quanto può esserlo il tenebroso e triste dio dei morti per una fanciulla che gioca felice su un prato. Confrontata con l’irrompere di un eros ignoto e sotterraneo, Persefone è in grado di integrarlo all’interno della propria vita, mutando se stessa e la sua condizione. Sottratta alla propria inconsapevolezza, la dea impara a conoscere questo mondo tenebroso e lo padroneggia al punto da diventarne regina. La seduzione le apre la porta di una nuova coscienza. Lo sprofondare di Persefone, il suo appartenere all’Ade, il suo viverci per quattro mesi all’anno, non le impedisce di tornare sulla terra, di godere del sole, di risalire la vetta dell’Olimpo dove dimorano gli immortali.
All’anima sedotta, rapita dall’amore per un dio sconosciuto, Persefone insegna il muoversi tra le profondità infere e le altezze celesti. insegna la possibilità di mutare la seduzione in rapporto.
(A. Carotenuto, Riti e miti della seduzione)

𝗟’𝗜𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮Secondo Jung, gli archetipi o funzioni che l’Io esercita (o dovrebbe eser...
17/08/2026

𝗟’𝗜𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮

Secondo Jung, gli archetipi o funzioni che l’Io esercita (o dovrebbe esercitare) nel rapportarsi all’inconscio e al mondo esterno sono principalmente due: l’Anima e la Persona. Le due funzioni possono o agire nella medesima direzione (per cui si può parlare del “divenire della Personalità”), oppure agire in direzioni opposte grazie al gioco delle compensazioni.

Nel primo caso l’Io è in grado di utilizzarle entrambe, nel secondo caso l’esercizio dell’una ostacola l’esercizio dell’altra. Ciò si ha quando l’Io del soggetto si fa tutt’uno con l’una o con l’altra delle due funzioni, ovvero se si identifica con la funzione animica e tramite essa con le sue immagini e i contenuti della vita interiore, rifiutando la Persona che gli si presenta come uno schema comportamentale imposto, contrario alle sue scelte individuali.

Ma in questo caso il soggetto che rinuncia anche a rapportarsi alle esigenze del mondo esterno, perdendo il controllo su esso, ne subisce gli eventi e non è piú in grado di agire nel mondo e sul mondo con la propria personalità. Più l’Io percepisce questa debolezza nei riguardi del mondo esterno e più lo fugge identificandosi con la Funzione animica, così che la sua identificazione con questa funzione si fa tanto piú intensa quanto meno egli sa utilizzare l’altra.

Se l’Io si identifica con la Persona e tramite essa si fa tutt’uno con la parte che è impegnato a giocare nel collettivo, rifiuta la funzione animica e le immagini dell’Anima, che gli appariranno come contrarie al personaggio obbligato che egli rappresenta, ma in questo caso il soggetto perde il controllo dei processi inconsci che possono cosí dominarlo. Piú l’Io avverte la sua debolezza sul versante della vita emotiva e pulsionale inconscia, piú si fa dipendente dagli schemi comportamentali richiesti dall’ambiente e adegua ad esso la sua Persona.

𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶𝘀𝗶𝘀𝘁𝗮Kernberg osserva che per potersi innamorare è necessario avere positivamente superato due fasi fondame...
14/08/2026

𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶𝘀𝗶𝘀𝘁𝗮

Kernberg osserva che per potersi innamorare è necessario avere positivamente superato due fasi fondamentali dello sviluppo psicologico: l’integrazione dell’erotismo orale nella reciprocità del rapporto oggettuale con la madre, e la piena soddisfazione genitale nell’ambito di una relazione matura. In definitiva la capacità di innamorarsi dipende dallo sviluppo di relazioni oggettuali interiorizzate positive. Molto spesso quando c’è una problematica connessa a ferite narcisistiche precoci esiste anche una sostanziale difficoltà a impegnarsi in una relazione matura al di là dell’incontro occasionale, quello che non lascia tracce né pone all’individuo particolari richieste. Sono incontri che permettono alla persona di mantenere le sue barriere difensive tutelandosi così da quella che appare come la più grave minaccia al suo equilibrio, cioè il coinvolgimento intimo.
Anche la promiscuità sessuale può essere interpretata come una fuga dal rapporto. Essa può infatti riflettere un’impossibilita di superare la fase del contatto epidermico e immediato, per arrivare a un coinvolgimento oggettuale pieno e stabile.
[…]
La promiscuità sessuale delle personalità narcisistiche è collegata al desiderio verso oggetti facilmente idealizzabili: verso donne belle o preziose agli occhi degli altri, o verso uomini emotivamente indisponibili, che devono essere conquistati ad ogni costo.
Quale è in realta il vissuto inconscio nei confronti di queste ambite prede? Kernberg parla di avidità e di invidia inconsce, di bisogno di impossessarsene per svalutarle […]
Queste personalità proiettano la loro invidia e la loro avidità inconsce sull’altro il quale, incarnando i loro fantasmi persecutori, solleciterà in esse il timore di essere “imprigionate”, “castrate”, “costrette”, fino ad arrivare alla rottura perché l’altro non comprende il loro bisogno di libertà. Dietro le spinte alla fuga, i tentativi manipolatori e le proiezioni di emozioni insostenibili sull’altro, si cela la profonda e inappagata speranza di trovare risposta a un enorme bisogno di amore umano.
(A. Carotenuto, Riti e miti della seduzione)
(Immagine: 1dontknows)

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗼𝘃𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲.La seduzione è qualcosa di più di un’esperienza saltuaria nella nostra vita sentimentale: esercit...
13/08/2026

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗼𝘃𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲.

La seduzione è qualcosa di più di un’esperienza saltuaria nella nostra vita sentimentale: esercitata o subita, è una costante della nostra intera esistenza, la trama stessa del nostro entrare in contatto, in sintonia col mondo.
Sempre e continuamente l’uomo è sedotto. Da bambino, attraverso la sorpresa che ogni nuova acquisizione comporta, è la seduzione dei suoni, dei colori, dei profumi, di ogni cosa che accenda la sua fantasia. Da adolescente sono il potere del sogno e il richiamo dell’utopia le forze da cui lasciarsi “condurre altrove”, nella sensazione appagante e onnipotente che sia possibile conquistare il mondo e realizzare ogni aspirazione. Da adulti, la seduzione assume i mille volti del desiderio: le molteplici figure con le quali l’uomo popola il suo immaginario per padroneggiare la sua solitudine esistenziale, la sua condizione di individuo che forgia forme e simboli e che tesse racconti per darsi un’identità e una collocazione, per radicarsi nel mondo.
Così è possibile parlare di seduzione non solo amorosa, ma di una seduzione delle idee, di una seduzione dello spirito, della seduzione del male o delle immagini. Dovunque si profili una promessa di ríparazione, di appagamento, o l’illusione di una ricomposizione delle proprie tensioni, o anche dovunque si intraveda una possibilità di sentirsi più pienamente partecipi della vita, attraverso la sfida del perdersi e del ritrovarsi, lí è in atto la seduzione.
(Aldo Carotenuto, Riti e miti della seduzione)
(Immagine: Ulisse e le Sirene, John William Waterhouse, 1891)

𝗟𝗮 𝗿𝗶𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮Jung ha chiamato Animus l’archetipo o l’immagine ancestrale della componente maschi...
28/07/2026

𝗟𝗮 𝗿𝗶𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮

Jung ha chiamato Animus l’archetipo o l’immagine ancestrale della componente maschile, che vive nella psiche e che nella donna è inconscia. Questo archetipo fa da ponte tra la coscienza della donna e il mondo dello spirito, del Logos, delle opinioni e del pensiero. Nei sogni, ad esempio, si esprime attraverso figure dalle doti spirituali, di eroi o saggi, ma se non integrato può rendere la donna rigida, dogmatica o dominata da opinioni ferree presentate come verità assolute. Hillman riduce l’importanza della polarità sessuale junghiana e legge l’Animus come una funzione archetipica spirituale e mentale della donna e dell’uomo. L’inflazione avviene quando l’Animus si stacca dal valore femminile delle immagini e del sentire (aisthesis), trasformandosi in arroganza teorica, fanatismo ideologico o in un atteggiamento saccente che pretende di classificare e giudicare la vita dall’alto di una sovrastruttura mentale rigida. Il fatto che nella cultura occidentale, a differenza dell’uomo, nella donna l’Animus sia lasciato prevalentemente inconscio, determina la facilità sia con cui la donna lo proietti sulla figura paterna e/o dell’amante, sia con cui essa sia stata (e sia ancora oggi) mentalmente manipolabile da persone di entrambi i sessi con un Animus forte.
Laddove l’Animus inconscio riempie la mente della donna con opinioni prese in prestito, un Animus integrato invece le permette di pensare con genuina autorità, obiettività e precisione, senza dover chiedere continuamente consiglio e senza insistere a ripetere le proprie opinioni come giudizi categorici: la donna pensa, riflette, giunge alle sue proprie conclusioni, e agisce in base ad esse. L’integrazione dell’Animus cambia quindi radicalmente le relazioni della donna, che non dovrà più sentirsi di accusare, di nascondersi o di difendersi, non dovendo più proiettare il suo maschile interiore sugli uomini esterni. La donna smette cosi di idealizzare e poi svalutare inevitabilmente gli uomini, e riesce a vedere gli altri per quello che sono, relazionandosi con personalità, sicurezza e armonia.

Ecco la vera questione: continuiamo a pensare che l'immagine sia quella che vediamo. Non capiamo che vediamo per mezzo d...
23/07/2026

Ecco la vera questione: continuiamo a pensare che l'immagine sia quella che vediamo. Non capiamo che vediamo per mezzo delle immagini. E così che comprendiamo il mondo. Vediamo una forma o anche qualcosa di più profondo o che in qualche modo ci tocca, ma se il fenomeno non passa attraverso l'immaginazione, non è immaginato, non ha significato: ci scavalca, ci sfugge.
(James Hillman, L’ultima immagine)

Benché alcuni giornalisti ne stiano dicendo il contrario, la trasposizione dell’Odissea ad opera di Christopher Nolan è ...
18/07/2026

Benché alcuni giornalisti ne stiano dicendo il contrario, la trasposizione dell’Odissea ad opera di Christopher Nolan è un capolavoro del mito, e per noi anche della psicologia archetipica. Genio indiscutibile dell’arte cinematografica contemporanea, Nolan costruisce un mito diverso decostruendo il poema omerico - e il mito serve proprio a questo, come disse Campbell ad essere perennemente “materia viva” della poiesis e dell’immaginazione. Lo scopo del regista è stato proprio quello di adattare il mito omerico al crollo contemporaneo dei valori del mondo occidentale, riproponendolo come epopea archetipica dell’anti-eroe moderno e del suo odio nei confronti dell’Altro.
Il viaggio di Ulisse dopo la vittoria su T***a rappresenta un’intera debacle dell’Eroe occidentale e dei suoi valori, un tragico percorso introspettivo alla ricerca di sé stessi e del proprio posto in un mondo dove tutto è diventato inganno e si è persa l’antica legge di Zeus della xenia, ovvero l’ospitalità e la solidarietà con lo straniero, il bisognoso e il diverso. In questo modo, l’Odissea è il processo di individuazione di un nuovo tipo di Padre e Sovrano, che passa attraverso la distruzione degli ideali cristiani e l’integrazione dell’Ombra e del Senex con il Puer, per approdare completamente all’etica del viandante e a nuovi valori di fiducia, convivenza e integrazione.
Puoi leggere il mio nuovo articolo qui:

Benché alcuni giornalisti ne stiano dicendo il contrario, la trasposizione cinematografica dell’Odissea ad opera...

L’approccio della psicologia archetipica ai problemi della coppia si differenzia dagli altri per il suo sforzo di voler ...
11/07/2026

L’approccio della psicologia archetipica ai problemi della coppia si differenzia dagli altri per il suo sforzo di voler essere “psico-logico”, cioè di inquadrare le dinamiche relazionali nella logica della psiche, cioè di ciò che l’anima dispone, e non dell’Io e di ciò che è imposto dal nostro giudizio. Nella terapia archetipica si riconoscono come modalità dell’amore le parti psichiche oggettive che agiscono nella psiche, indifferentemente dalle nostre ragioni, dalle teorie e dalla nostra moralità, ovvero da ciò che crediamo giusto e sbagliato. Seguendo la logica della psiche, ogni coppia viene vista come portatrice di un particolare modello archetipico, una specifica configurazione relazionale che può diventare patologica nella misura in cui gli amanti ne siano più o meno consapevoli, e quindi si facciano in grado di scegliere e decidere se e come attuare il proprio atteggiamento, o sublimarlo. Ciò deve avvenire, tuttavia, nel rispetto proprio di quelle determinanti archetipiche, perché non sarà mai possibile solamente rimuoverle o cercare di cancellarle, ad esempio facendo finta che dentro di sé ci sia qualcos’altro.
In questo articolo racconto come, in terapia e nella vita di una relazione d’amore, si apprende a conoscere sé stessi e a riconoscere le parti di sé rimosse che vengono inconsciamente proiettate sull’immagine del partner e sugli immaginari d’amore idealizzati. Analizzo come questo lavoro nella coppia prenda alcune fasi e passaggi necessari a riconoscere gli archetipi dell’amore, a tollerare la frustrazione della diversità dell’altro, e a non lasciarsi influenzare dalle pressioni dei modelli familiari, culturali e morali che costantemente impongono ai due sia di limitarsi che di liberarsi.

Puoi leggere l’articolo qui:

“La capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare” (Erich...

𝗟’𝗜𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗦é.L’asse Io-Sé rappresenta la dinamica più importante della vita psichica. Edward Edinger l’ha chiamata  la c...
09/07/2026

𝗟’𝗜𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗦é.

L’asse Io-Sé rappresenta la dinamica più importante della vita psichica. Edward Edinger l’ha chiamata la connessione tra la personalità cosciente ordinaria e il centro totalitario organizzativo della psiche. La salute di questa connessione determina lo sperimentare il significato, il senso e la direzione, la vitalità o il sentirsi persi, vuoti e privi di scopo.
L’asse è costantemente minacciato da due forme di distorsione: l’inflazione, ovvero quando l’Io si identifica con il Sé e crede di essere nella totalità; e l’alienazione, ovvero quando l’io perde interamente il contatto con il Sé. Se nell’inflazione sperimentiamo un senso di grandiosità, fanatismo e disconnessione dalla realtà umana ordinaria, nell’alienazione cadiamo nella depressione, sperimentando una mancanza di motivazione e del significato di ciò che accade o facciamo, ovvero una perdita della spiritualità.
Per restare in salute, l’Io deve mantenere un dialogo cosciente con il Sé, senza mai credere di esserlo. Per questo la preghiera o la conversazione interiore con un “Padre” interiore, o con una forza divina superiore, da sempre mantiene intatto questo asse, garantendo l’accesso a quelle riserve di creatività, resilienza e significato che nessun ammontare di forza di volontà potrà mai da sé produrre. Nel Sé, la psiche mantiene un giacimento di risorse pressoché infinito, e l’Io che lo serve senza esserne annichilito diviene il fondamento di una genuina integrità.

Indirizzo

Via Giovanni De Agostini 49
Rome
00176

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00

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