26/08/2026
𝗜𝗹 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁à
Perché accade che, in psicoterapia come nella vita quotidiana, analizzando i nostri sogni iniziamo a notare spesso l’accadere di eventi diurni che troviamo sincronici, ovvero coincidenti significativamente alle immagini oniriche? Nel mio libro “Il Sogno e la Sincronicità” avevo pubblicato i risultati delle mie ricerche e di un esperimento sull’utilizzo dell’analisi del sogno come sincronicità, un lavoro pionieristico nell’attuale panorama della psicoterapia e della psicologia del profondo, ovvero dopo Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e James Hillman. Oggi quell’esperimento è stato definitivamente accettato per la pubblicazione sull’International Journal of Jungian Studies, e a breve sarà a disposizione di tutti. Lo scopo del mio lavoro è stato quello di formare delle premesse immaginali a una nuova
descrizione del sogno come sincronicità o coincidenza significativa, e di fornire una definizione sistematica di un nuovo e affidabile metodo ontologico per l’analisi dei sogni nell’approccio archetipico per la clinica. Come il sogno, la sincronicità è un fenomeno quotidiano all’interno delle sedute di psicoterapia, che si manifesta spesso in circostanze piuttosto comuni e, più raramente, in forme drammatiche e straordinarie.
Le sincronicità della propria vita sono tra i migliori strumenti che un individuo possa incontrare lungo il proprio cammino. Essendo anche un fenomeno oggettivo, la sincronicità offre una prospettiva psichica «differente», di inestimabile valore nell’analisi delle immagini, poiché trascende la distorsione prodotta dalle proiezioni soggettive dell’Io quando queste vengono lasciate agire indisturbate. La sincronicità onirica potrebbe costituire un punto di confronto esterno e imparziale, capace di trasformare l’analisi nella scoperta di quella «psiche oggettiva» di cui parlava Jung, dell’autonomia della psiche e dei suoi percorsi individuali, al di là delle convinzioni soggettive.
(Immagine dalla locandina del film Inception, di C. Nolan, 2010)