IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma

IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia MIUR 4020/15-10-08).

Pagina Ufficiale dell'Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Formazione in Psicoterapia (decr. Direttore Ottavio Rosati, Presidente Garante Vezio Ruggieri. IPOD, fondato da Ottavio Rosati nel 1975, è un istituto italiano per la ricerca, la clinica e l'insegnamento dello psicoplay (psicodramma) e degli action methods. Il suo modello teorico deriva dall’opera di Moreno e si giov

a delle ricerche di psicoanalisti e terapeuti che hanno arricchito la comunicazione verbale con l’azione, il gioco e l’immagine. Fonda la prima rivista italiana del settore, traduce le opere di Moreno e dei suoi allievi, realizza per RaiTre il primo programma televisivo basato sul role playing di storie vere (“Da storia nasce storia”). Collabora con le più grandi aziende italiane ed internazionali come Ferrari e New Holland.

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO' (seconda parte)MaryAnne non voleva p...
09/08/2026

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO' (seconda parte)
MaryAnne non voleva parlare ed era fuggita.
Che fare?
Una parte di me sperava che l’isterica tornasse. Un’altra parte addirittura le sarebbe corsa dietro per parlare. Ma non mi piaceva e non mi sembrava corretto. Ero così angosciato che avvertivo la mancanza di saliva in bocca.
La cosa più importante era gestire la reazione del gruppo all’acting di Marianne. Cercai di dare spazio alle emozioni del gruppo mettendo a tacere la parte di me che era alla ricerca di consenso e solidarietà. Durante le condivisioni si fece strada il racconto di una ragazza che aveva subito un abuso. Lo elaborai analiticamente, come avrebbero fatto Gennie e Paul Lemoine, a parole senza gioco, senza nemmeno alzarmi dalla sedia. Un'ora dopo tutti erano calmi e rassicurati. La mia gestione provava che non ero De Sade a Charenton.
Quando tornai a casa mi ritrovai a leggere il libro di Uta. Arrivato al capitolo sui vescovi che distruggevano i matrimoni dei sacerdoti e prendevano le loro mogli come schiave, chiusi gli occhi e mi addormentai. Mi risvegliò una telefonata.
Era MaryAnne. Risposi fingendomi calmo e rilassato.
- Buonasera. Come va? Forse dobbiamo spiegarci.
- I don't feel like talking on the phone. I can explain myself. in fact, I want to…
- Mi sembra giusto.
- On one condition, or rather two. The first condition is that I speak English and you speak Italian,
- Va bene. E l’altra?
- Do you know the church of the Santa Chiara convent, opposite Villa Pamphilj?
COLPO DI SCENA. TURNING POINT. Risposi come una voce di Wikipedia.
- Certo. E’ opera dell'architetto Silvio Galizia. Un capolavoro assoluto! L’ho fotografata decine di volte. Decine! Tra il 1962 e il 1965 il Secondo Concilio Vaticano rivoluzionò l'architettura sacra. Lo sai che prima del Concilio, l'altare era schiacciato sul fondo della chiesa e il sacerdote celebrava dando le sp***e ai fedeli?
- So what?
- Listen. Il Concilio chiese invece che l'altare diventasse il centro visivo assoluto, visibile da ogni angolo e "abbracciato" dall'assemblea. Lo sai che Galizia interpretò questa riforma in modo radicale: Il presbiterio come "ponte"?
-May be. But...
- Facendo sporgere il pavimento dell'altare verso la navata e lasciandolo fluttuare sul vuoto della cripta, Galizia creò un legame fisico e drammatico con i fedeli. L'altare non è più un elemento isolato in fondo alla stanza, ma si protende in avanti…
- Stop, doctor.
- Ma...
- Stop. Stop. Stop. The church is open at the hour of Vespers. Tomorrow I will be waiting for you in the crypt, at the foot of the staircase on the right.
- Va bene.
- Got it? In the crypt, not in the nave. (Lo disse quasi strillando)
Dissi tre volte OK. Si calmò.
Passò un giorno.
Arrivai all’appuntamento con la sensazione che sarebbe accaduto qualcosa di straordinario. Come faceva MaryAnne a sapere che la chiesa di Santa Chiara era affidata a un convento di clausura abbastanza aperto da far ve**re i fedeli ai loro salmi e alle loro messe? Come poteva sapere che per me quello spazio a più livelli in comunicazione, dal sottoterra al cielo, era il perfetto teatro di psicodramma?
Perché mi aveva dato appuntamento proprio lì?
E che rapporto c’era con l’acting out avvenuto nel gruppo?
Era la prima volta che uno psicodramma mi sembrava un giallo.
(fine della seconda parte - Segue)

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO'Da quando ho fatto i primi assemblage...
19/07/2026

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO'
Da quando ho fatto i primi assemblages Viventi, vivo più felice perché ho scoperto un modo di utilizzare il repertorio di immagini della Scacchiera non solo come analista ma anche come autore di immaginazioni che rinascono nelle cose anziché morire di parole. Ma a chi altro interessano?
Finora nessuno tra gli allievi della scuola di psicodramma che praticano la tecnica della Scacchiera mi ha mostrato un suo AV o me ne ha parlato. Però un paio di AV sono piaciuti a una gallerista romana che li ha proposti alle persone giuste. Nessuno di questi clienti era psicantropo e nemmeno medico e nemmeno mio paziente. Erano solo collezionisti in cerca di qualcosa di inconsueto da mostrare agli amici dopo cena. Firmai l'autentica della foto. Cercai di fare una copia dell'installazione 3D ma non ci riuscii. Mi accontentai di vendere la fotografia.
Questo assemblage vivente EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO ebbe una vita faticosa perché ha una struttura bicamerale cioè tra emisfero destro e sinistro del cervello. Fu difficile inserirlo nello spazio in cui era nato. Il suo titolo fa riferimento al celebre libro EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI della teologa UTA RANKE-HEINEMANN su cui l’avevo basato. Un lavoro importantissimo di storia della religione che lessi la prima volta dopo aver riletto, per la quinta volta, LA GATTA il saggio dove Marie-Louise von Franz rivela l’importanza del lato umano e dark della Madonna. Cioè della Vergine bianca, pura e dolcina, quella che piace agli astinenti di sesso e corporeità come la pasta di mandorle ai ciccioni.
Assemblai la sovraccoperta del libro di Uta con una statuina della Vergine, opera di Fontanini (il più zeffirelliano dei presepisti) e un quadruccio di Guèranger: un collage comico che sovrapponeva pezzi di lingerie s*xy a pagine di libri che sembrano gambe di femmine erotiche. Ah, che equivoco!
L’assemblage che vedete nella foto però nacque in seguito, dall’unione tra l’AV grigio e celeste basato sul libro di UTA e quello rosso e oro basato su una stampa indiana del Dio Krishna (molto più simpatico e inoffensivo del dio trumpian-borderline di Israele sempre più fuori di testa e narcisista) che avevo trovato per strada accanto a un cassonetto.
Il povero KRISHNA amante dell'universo era sporco di grasso. Cornice gialla incrostata di polvere e fumo ma vetro integro. Per farne un AV gli avevo attaccato un c***o portafortuna sulle mutande e inserito il pupazzetto del BIANCONIGLIO Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E qui ci fu un punto di svolta. Un fenomeno nuovo. TA TAN!
I due AA VV si innamorarono e si combinarono in un nuovo lavoro. L'unione funzionava. La testa del Dio fanciullo e quella della grande teologa schifata e licenziata dal Vaticano erano simili. Sorridevano con gli stessi orecchini e riccioloni ondulati. La permanente di Uta era una sua risposta orgogliosa al taglio dei capelli con cui i vescovi cattolici hanno punito per secoli le mogli proibite dei sacerdoti prima di farle schiave del Vescovo o lapidarle per eresia. Una brutalità vaticana che Gesù avrebbe trovato ripugnante e condannato. [Ma del s*x di Gesù parleremo in un altra occasione...]
Perché i vescovi lapidavano le mogli proibite dei sacerdoti? Lo racconta Uta. Per il peccato che questi TEO-femminicidi (presumibilmente omos*x velati nel loro misero inconscio freudiano BRAMOSO DI POMPE FUNEBRI) reputavano più mortale di tutti: il piacere sessuale. IL PIACERE IN ASSOLUTO, incompatibile col loro Dio e col loro Gesù Cristo. Tradendo il messaggio GESUANO come spiega Vito Mancuso nel suo magnifico libro I QUATTRO MAESTRI: Socrate, Buddha, Confucio e Gesù. Tale imperativo pseudo-cristiano e anti gesuano dei nonni/padri/zietti della chiesa (I vari Agostino, Tommaso, San Paolo) nei secoli ha trumpeggiato causando morte, dolore, infelicità, suicidi. E continua a farlo. I ladri di vita non creano e non amano. Controllano e uccidono.
Ma torniamo alla nascita di questo terzo assemblage.
Ci fu un catalizzatore. L'unione dei due AA VV nacque dal bisogno di spiegarmi un incidente (tra acting in e acting out) che in quei lontani giorni in cui vivevo a via lungara mi colpì durante uno psicodramma. Ne fu protagonista Maryanne, una attrice americana bilingue, sui 40, di passaggio a Roma per girare una serie Netflix nel ruolo di una spia della FAO ("It’s not exactly Shakespeare...", spiegò). La signora, dopo varie terapie inutili nel suo paese, si era rivolta a me su indicazione di una suora biancovestita che dirigeva il suo hotel, una Casa Vacanze dove il dr. Ottavio godeva di una certa reputazione come padrone di cani difficili. Uno bravo insomma.
Il problema di questa Maryanne era che, pur essendo una donna intelligente e appetibile (non per me cmq), galleggiava da anni in un matrimonio senza sesso. Di tutto scomodo. Lei e il marito non si toccavano, non si baciavano, parlano poco-niente e - quel che è peggio - nemmeno si tradivano. Si infelicitavano. Forse da questo legame apparentemente NORMALE lei non voleva davvero uscirne ma si aspettava che il dottore italiano dei cani almeno le chiarisse il perché.
Non mi riuscì di fare nessuna delle due cose. Non ho una gran memoria ma dopo tanti anni non posso dimenticare il temporale isterico e cattolico (chiamiamolo catto-isterico) che si scatenò nel teatro di picodramma allorché presi - per pochi minuti - il ruolo di paziente diretto da un altro psicologo del gruppo.
Come tale immaginai di fare un valzer bis*x a tre sulla musica di Offenbach. Chiesi a Maryanne l'attrice di darmi un bacetto a stampo. Non per me ma per lei. Lo sbaciucchiamento psicodrammatico voleva essere più casto di quello che Benigni diede a Berlinguer ma per lei fu un'idecenza. E sprofondammo tutti nel medioevo.
Fu un lampo, un fulmine, un frastuono in onore di Sant'Agostino, San Paolo, Grisostomo e il resto della banda.
MaryAnne, schifata, scoppiò a piangere e si trasformò in un vescovo femminicida. Furibondo. Con una forbice in mezzo alle gambe il suo Animus infuriò sulla mia richiesta accusandola di scorrettezza ed eresia. Tagliò i capelli della mia Anima, le strappò i seni e uscì dal setting rifiutandosi di parlare. "Ma vi pare normale, una cosa del genere?" gridava. Mi ritrovai maschio-colpevole davanti tutti, senza parole e senza saliva in bocca. Scorretto, ridicolo, indecente...
Che fare?
(Continua)
FINE DELLA PRIMA PARTE

05/07/2026

NOTA: DAL PUNTO DI VISTA DEI DESTINATARI QUESTA MAIL E' UN FALSO ISPIRATO A UNA STORIA VERA MA E' VERA NELLA SOSTANZA TEORICA E IN TUTTI I RIFERIMENTI STORICI.
Gentile prof. Tremonti, preside della Facoltà di Psicologia dell'Università ###,
In attesa di incontarLa, Le scrivo a proposito del seminario da noi proposto sul documentario PSYCHODRAME di Roberto Rossellini e Jacob levi Moreno. La ringrazio di averlo accettato delegando l'organizzazione alla prof. ssa Mirandola.
Purtroppo la prof.ssa. nel proporre una data ha insistito su una condizione che forse Lei ignora perché mi ha sempre parlato per telefono non per iscritto. La Mirandola vuole che l'evento accada sotto l'egida (o nella cornice della) della 'Pensomac' una scuola romana di 'psicodramma analitico' che non ha mai manifestato alcun interesse storico per la figura di J. L. Moreno, padre dello psicodramma. Perché, visto che non ci sono ragioni culturali per farlo? Forse perché la Mirandola fa parte del corpo docente della Pensomac? In ogni caso abbiamo rifiutato questo coinvolgimento. Il merito della scoperta del filmato di Rossellini (cercato invano per anni e anni) va a Marco Greco e al Moreno Museum. Se volessimo un interlocutore accanto a noi è lui che la facoltà di psicologia dovrebbe invitare.
https://www.morenomuseum.org/.../roberto-rossellini-and...
La collaborazione della Pensomac confonderebbe gli studenti. I quali, come mi disse una volta il prof. Fabio Lucidi a Cinecittà hanno tutto il diritto di non sapere quasi niente. Spetta a noi informarli e formarli.
https://www.imdb.com/it/title/tt9195096/...
L’incontro tra Moreno e Rossellini è già una cosa complessa da storicizzare e spiegare dal punto di vista del cinema e dei rapporti di Rossellini con la televisione. Intrecciarlo a un confronto tra lo psicodramma classico e quello 'analitico' è assai complicato e richiederebbe una (lunga) trattazione a parte.
Inoltre, dopo anni di lavoro, penso che lo psicodramma sia sempre analitico perché presuppone una lettura del suo tema. Non può fare a meno dell'interpretazione anche se la terapia non consiste nel dirla. Facciamo un passo indietro.
Negli Anni Ottanta non esistevano la legge Ossicini, l'Ordine degli psicologi e nemmeno l'albo delle scuole di psicoterapia. Almeno in Italia il riferimento allo PD lacaniano per molte persone (anche per bene o benino) che non erano riuscite a entrare nelle associazioni psicoanalitiche di Freud e Jung, lo PD analitico fu un trucco utile. Un cavallo di t***a per potersi dichiarare 'analisti' grazie a Lacan (che di loro non ne sapeva niente) e allo PD (di cui loro ignoravano tutto). Questo setting (delicato come una violetta del pensiero ) è fatto di parole fumose e azioni minimaliste dove il GIOCO - per paura e che l'inconscio si esprima - è ridotto a un prudente nulla. Infatti si parla di 'sedute' di psicodramma. Come dire una passeggiata fatta in automobile... o una sbornia di aranciata.
Non escludo che della Pensomac facciano parte alcune persone serie e motivate. E magari anche efficaci come psicologi, visto che nel mondo della psicoterapia le verifiche sono difficili da fare: per Karl Popper la psicoanalisi non è scientifica perché non è falsificabile. Il problema è un altro: nessuno dei Pensomacchi ha mai manifestato alcuna Curiosità Storico-Culturale e nemmeno forme di riconoscenza per il padre dello psicodramma Jacob Levi Moreno, il gigante, saccheggiato da tutti, che ha rivoluzionato la psicoterapia del Novecento. Senza il quale nemmeno il cosiddetto ‘psicodramma analitico’ sarebbe mai esistito. Analoga indifferenza è riservata ai rapporti tra Moreno e Pirandello al centro del play di Ezio Donato, FANTASMI prodotto da Cinecittà Holding col Teatro Stabile e l’Università di Catania.
https://www.youtube.com/playlist...
Dunque Dio benedica la Sicilia, le sue lumie e i suoi lumi.
Questa posizione di felice indifferenza non è nemmeno una dote originale degli amici della profesoressa Mirandola. L'hanno imparata dai loro nonni fondatori della SEPT di Parigi, Gennie e Paul Lemoine, con cui, da ragazzo, feci il mio primo e doveroso training a Parigi in rue des lions. E a Firenze all'hotel Porta Rossa dove il giovane Moreno era venuto in vacanza con lo zio. E dove Monicelli girò la scena di 'Amici miei' in cui Tognazzi scopre la sua ragazza nuda tra le braccia di un'altra donna.
Direi che per certi versi lo 'psicodramma analitico' ha i diritti e il fascino non generativo di un amore saffico sublimato... Naturalmente lo dico in chiave LGBTQIA+ con tutta la dolcezza di una canzone di Taylor Swift. Fatto sta che la percentuale di signorine non sposate, nella SEPT era impressionante, a partire da Luisa Mele ed Elena Croce mie prime maestre, figlie dei Lemoine ma non identificate in mamma Gennie. Come Anna Freud insomma. Nubil/donne destinate -come si dice in Puglia - a portare la madre al sole quando sarà vecchia, in devota, sacrificale inversione di ruolo.
I Lemoine per primi utilizzarono il setting dello PD nel nome di Lacan che in vita sua non fece mai un’ora di psicodramma né da conduttore né da paziente. Erano brillanti e intuitivi ma non curiosi, come il Marchese del Grillo di Sordi (Io so' io. E voi non siete un...)
Cioè erano indifferenti a qualunque autore. Da Hillman a Watzlawick, da Minuchin a Jung. Persino al libro lacaneggiante di Didier Anzieu sullo Psicodramma Analitico del Bambino e dell'Adolescente.
https://www.plays.it/.../131-introduzione-a-lo...
Quando gliene ofrii una copia, Gennie reagì con un sorrisetto trumpiano: "Anzieu? La sua segretaria viene ai nostri gruppi." Per i Lemoine Lacan era Dio. Punto e basta. Lui a loro bastava. A me no.
Come narrare e spiegare agli studenti di oggi che l'unico psicodramma di Lacan stava nel suo fumare sigari chic fatti a Zig Zag?
Mi creda, prof. Tremonti, andò, andava così.
Ricordo che - prima di andare a studiare al Beacon Institute dai Moreno a New York coi miei ultimi risparmi - confidai a Luisa Mele (di cui conservo un ricordo affettuoso):
Cara Luisa, i nostri genitori lacaniani mi fanno pensare a una battuta di Oscar Wilde: "Ignorance is like a delicate exotic fruit; touch it and the bloom is gone." (da The Importance of Being Earnest). Earnest= sincero.
Su questa base ho detto di no alla Mirandola. Sarebbe utilizzare Moreno e l'Università per la pubblicità della Pensomac. Piuttosto chiamiamo Marco Greco da Torino.
In attesa di una Sua risposta e di un Suo intervento, Le invio freschi saluti wildiani.

Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia

Siamo in molti a pensare (grazie al criterio di non falsificabilità di Karl Popper) che la psicoterapia sia più un'arte ...
03/06/2026

Siamo in molti a pensare (grazie al criterio di non falsificabilità di Karl Popper) che la psicoterapia sia più un'arte che una scienza anche se, nella sua prassi, teniamo tutti conto di alcune realtà scientifiche. E la ricerca allora?
La ricerca in psicologia non parte solo da una battaglia di idee ma dal bisogno di risolvere un tormento emotivo o un’insoddisfazione. L’ortodossia è rassicurante e garantisce una mezza identità ma per qualcuno può essere falsa, noiosa e deprimente. In vita mia ho fatto 8 analisi e ho realizzato almeno 3 cose che nessuno psicantropo ha mai fatto. E ce ne sono ancora 2 che sto facendo. Senza pestare i piedi agli zoppi e senza farmi azzoppare. Quando Luciana Santioli, che alla scuola IPOD insegna foto-analisi, dice: “In questo studio se prendi un bicchiere, rischi di rompere un Assemblage…’, un po’ scherza e un po’ dice sul serio. Ma quando il nostro tutor, MarzaFran, dice: “Ottavio, calmati. Questo studio è una scuola di psicoterapia, non una galleria d’arte…” lo dice alzando il dito. E qualche volta persino la voce.
Ha un pochissimo ragione. Una scuola di formazione deve allargare la visione dei suoi allievi che a loro volta devono aiutare le persone a diventare libere. Questa è un'arte. Una scuola di psicodramma dà dei diplomi ma non è un diplomificio. Tanto più che la psicoterapia è (dovrebbe essere) l’arte di cercare noi stessi e la verità in pubblico. Non nella cosiddetta privacy. La privacy spesso attribuisce al mondo la pericolosità di un persecutore interno che ci spia dal buio con cattive intenzioni. La privacy protegge questo persecutore come Trump protegge il suo amichetto di Israele. Dal punto di vista dello psicodramma la privacy è endogamica e incestuosa. Non si basa sulla riservatezza ma sulla paura. Non permette di scoprire niente di nuovo su noi stessi.
Come risolvere il problema? Una briciola alla volta. Sui social media ho iniziato a postare due versioni di uno stesso racconto clinico, una sul mio profilo Facebook e una sulla pagina della scuola. Per dire la stessa storia sia in chiave semplificata che in chiave integrale.
Quella semplificata è più facile e per certi versi promozionale.
La versione integrale è più vera: aiuta i giovani a sentirsi più vivi e a non starsene troppo nascosti.
Gli studenti possono scegliere. Qualcuno le legge tutte e due. Qualcun altro una sola. E poi decidono dove collocarsi. Ciascuno a suo modo.
Concludo con una frase utile a chi ama la psiche, la creatività e la ricerca: TUTTO QUELLO CHE SI AMA È VERO. AMA L’INESISTENTE E L’INESISTENTE ESISTERA’.
L’ha scritta Giuseppe Marotta nel 1960 difendendo La Dolce Vita di Fellini. Una frase bella e efficace. E anche potente. Un inno al desiderio di vita nuova. Il nostro tutor in realtà lo sa benissimo. Lui predica male ma razzola bene.
Infine ricordiamoci che l’amore per l’inesistente è incomprensibile per chi non ce l’ha e quasi sempre nelle personalità normotiche origina invidia nei formati XS-S-M-L-XL. Quindi schermatevi con intelligenza, umorismo e tutti i Mezzi Abili che avete. Continuando ad amare l’Inesistente Vitale fino a farlo Esistere.

Studiare psicoterapia a Roma è una questione di luogo… o di metodo?Ci sono città piene di scuole.Ma poche esperienze for...
25/05/2026

Studiare psicoterapia a Roma è una questione di luogo… o di metodo?

Ci sono città piene di scuole.
Ma poche esperienze formative che restano davvero.

La scuola IPOD lavora su un approccio integrato:
psicodramma, neuroscienze, teoria della relazione.

Non un modello da applicare,
ma uno spazio in cui imparare a pensare e sentire in modo nuovo.

🔹 Perché la formazione non è accumulo.
È trasformazione.

📍 https://www.scuolapsicodrammaipod.it

Foto Socioplay il_Piombo_e_l'oro_del_perdono_per_il_ministero_affari_esteri condotto da Ottavio Rosati



Foto Socioplay_il_Piombo_e_l'oro_del_perdono_per_il_ministero_affari_esteri
Non puoi modificare questo contenuto.

Per Approfondire:
https://www.plays.it/ipod/video/il-piombo-e-l-oro-del-perdono

STORIE DI ASSEMBLAGES VIVENTI - 2. LA FORTEZZA DELLA LAVANDA (seconda parte)Wanda è come la sua pianta di famiglia che p...
23/05/2026

STORIE DI ASSEMBLAGES VIVENTI - 2. LA FORTEZZA DELLA LAVANDA (seconda parte)
Wanda è come la sua pianta di famiglia che può trattare coliche e disturbi al torace, mal di testa e biliosi e può disinfettare ferite superficiali. Ha effetti antimicotici, antibatterici, neurologici, antimicrobici, antiparassitari, antidiabetici e analgesici.
Nel nostro rapporto un conflitto è sorto in un gruppo di psicodramma. A proposito del linguaggio castigato con cui Wanda aveva risposto alle domande del suo nipotino sull'uomo che frequentava dopo la separazione dal marito.
Francoise Dolto e altri maestri dell’analisi avrebbero usato espressioni più esplicite, dirette e moderne delle sue. Perché non diceva chiaro e tondo al bambino che sua madre e il nuovo compagno facevano l'amore? A un certo punto della discussione Wanda gridò: 'Basta! Mi sento invasa. STAI ZITTO!'
In quel momento mi venne in mente per associazione libera una puntata di CHI E' DI SCENA che avevo ritrovato e messo in rete. Su un famoso dramma ambientato in un'isola. Più a Nord di quella dove viveva la madre di Wanda.
https://www.youtube.com/watch?v=dfU5bBeFNA0...
Ma in realtà il nostro battibecco non fu una danza di morte alla Strindberg. Solo un litigio normotico tra moglie e marito. Il gruppo con le sue condivisioni poi ridimensionò tutto. Ci abbracciammo. Andammo a cena e ci fu anche un brindisi.
Tornato a Roma, dopo una settimana, mi arrivò un pacchetto dall’isola e lo aprii aspettandomi di trovarci dentro qualche prodotto dell'erboristeria di Wanda. E invece no. C’era un flacone di Vernel un sapone commerciale per la lavatrice. Pur sempre di lavanda ma non fatto in casa. 'What? Soap to me?'
Quella lavanda industriale era forse la sua protesta perché avevo ferito la sua sensibilità? Imbarazzante.
Ci risi (sorrisi) sopra e ma decisi di non parlarne più. Però avvertivo un certo fastidio. E ora vi dico, per tappe numerate, come andarono le cose nel tentativo di farmelo passare facendo un Assemblage Vivente.
1. Il detersivo Vernel alla lavanda industriale sparisce dalla circolazione. Lo ritrovo dopo due giorni dentro la lavatrice. Chi ce l’ha messo? Io no. Cmq lo tiro fuori e inizio l'Assemblage. Che in effetti era iniziato a livello inconscio mettendolo dentro la lavatrice. Giusto?
2. Piazzo il Vernel davanti a una finestra della cucina. Lo poggio sul libro dove la Dolto parla dell'educazione sessuale dei bambini in un modo che non piacerebbe alla Meloni. Appoggio sul libro un Bacio Perugina per indicare all'Universo che ho un meraviglioso carattere e mi spettano come minimo due Nobel per la Pace.
3. Il Malumore Non Passa (MNP). Strano. Avessi esagerato in perdono delle offese ricevute? Coraggio dunque. Siamo maschi!
4. Metto a terra il Vernel per lungo e lo sovrasto col mio dopobarba Armani. In dominanza fallica, sacrosanta ma non fallocratica. MNP.
5. Provo con un dopobarba più macho di Armani: MNP. Provo con Kalvin Klein: macché. Il malumore aumenta. Due p***e da tennis: nulla di nulla. Inserisco Prozac e preservativi: mossa inutile.
6. Mercoledì: Nuovo Assemblage. MNP – Giovedì: Nuovo Assemblage. MNP. Venerdì etc. MNP. Kazzzo! Accada qualcosa… Qualcuno faccia qualcosa! Ma cosa?
7. Medito mezz'ora davanti all’Assemblage finché mi viene in mente che con questa Immaginazione Attiva mi sto perculando da solo. Non basta perdonare me (del mio vandalismo) e Wanda (del suo lavandismo). Dovrei ridimensionare il peso di questo conflitto psichico e fare un salto di livello.
Nel momento storico in cui viviamo, mentre a Gaza oggi abbiamo 70 milioni di tonnellate di macerie, che ha senso dolersi per un piccolo dissidio tra amici?
L'Ombra da pulire con questo Assemblage Vivente è altrove.
Vado a prendere il fascicolo de La Repubblica di ieri, dedicato alla Satira di ElleKappa (la feroce vignettista Laura Pellegrini). Ritaglio tre vignette su Trump, Bibi, Putin e altri dittatori pazzi che andrebbero infilati vivi dentro delle enormi lavatrici piene di varechina. Con una settimana di centrifuga.
Incollo le caricature di ElleKappa sul Vernel e altre bottiglie di detersivi. Qualcosa si muove. Scoppio a ridere di sollievo. Comincio a respirare meglio.
Il risultato di questo collage catartico lo vedete nella foto.
MP: malumore completamente passato.
Sniffo un sacchetto di lavanda e mando a Wanda uno smile.
L'Assemblage è morto. Viva l'Assemblage!
Questa è una formula non una battuta. I
l punto centrale è: se qualcuno avesse insegnato a fare degli AV con gli stuzzicadenti alla mamma e al padre di Trump oggi a Gaza non ci sarebbero 70 milioni di tonnellate di macerie. Altro che lavanda!

STORIE DI ASSEMBLAGES VIVENTI - LA FORTEZZA DELLA LAVANDA (prima parte)Fare questo Assemblage Vivente dopo una serie di ...
23/05/2026

STORIE DI ASSEMBLAGES VIVENTI - LA FORTEZZA DELLA LAVANDA (prima parte)
Fare questo Assemblage Vivente dopo una serie di psicodrammi, è stato utile come una supervisione analitica. Mi ha aiutato a superare un momento di malumore legato a un litigio con la mia amica Wanda. Senza la pretesa di incidere sulla nostra relazione. C'è una grossa differenza tra le due cose ed è importante sottolinearla: gli Assemblage Viventi non sono una terapia della coppia. Sono un'Immaginazione Attiva di chi li fa ma il loro effetto benefico può migliorare la dinamica di una coppia. Come la meditazione che aumenta la nostra Teoria della Mente cioè la nostra capacità di intuire cosa passa per la mente degli altri. Moreno, il padre dello psicodramma, la chiamava 'tele'.
Wanda è una ex allieva di psicodramma che meriterebbe almeno una dozzina di assemblage, uno per ogni faccia della nostra grande amicizia. Eccentrica amicizia, eccentrico personaggio.
Cerco di raccontarla in una premessa tagliando dalla versione di questo post caricata sul mio Profilo personale i paragrafi che hanno poca attinenza con le tecniche di psicoterapia insegnate alla scuola IPOD:
Wanda ha 10 anni meno di me. Vive in un villino di famiglia in un’isola italiana ma viene spesso a Roma dove ha aperto nel 2000 una filiale dell’erboristeria che vende prodotti ricavati dalle loro coltivazioni di lavanda. La pianta si presta a vari giochi di parole (tipo Wanda-Lavanda) giocando sul nome che suo padre (maresciallo dei carabinieri) diede alla mia amica in onore di Wanda Osiris, la Regina del Gran Varietà che negli anni Trenta-Cinquanta incantava gli italiani con riviste intitolate Che succede a Copacabana, L'isola delle sirene, La donna e il diavolo…
[...]
Wanda mi ha invitato spesso all’isola di famiglia dove ho conosciuto sua madre, una donna intelligente ma all'antica ("... in casa nostra i bambini non si accarezzavano... le coccole andavano solo agli animali...) che aveva insegnato matematica.
[...]
E oggi nell'isola della lavanda che succede? Nella piccola officina lontana dal mare tra fragranze, idrolati e docceschiuma, Wanda e le due sorelle (sposate e con figli) preparano per una ristretta clientela un’essenza segreta degna della Farmacia di Santa Maria Novella e di cui non ho mai capito bene le virtù. Se estetiche, medicamentose o magari afrodisiache.
Nella sua isola, la mia amica ha anche un altro lavoro. Però istituzionale. Ha curato nel servizio pubblico il ruolo di psicologa come altri allievi della scuola ma lei l'ha fatto con una serietà e dedizione che rasentavano l’eroismo civico. Ed è per questo suo impegno che mi cercò molti anni fa quando decise di iscriversi alla Scuola IPOD anche se si era già diplomata come psicoterapeuta.
Wanda lo fece per ricerca e cultura non per dovere o fame di diplomi. E lo fece così bene che diventò la mia allieva preferita (dopo Luciana, però, alla quale mi unisce la passione per la fotografia e i video ai quali invece Wanda sembra indifferente). I miei sentimenti per lei sono legati alle molte iniziative e i sociodrammi che abbiamo organizzato insieme. E poi, quando ho avuto dei problemi, Wanda mi è arrivata subito accanto. I veri amici hanno sempre un tappo per un buco della nostra barca, dice un proverbio della sua isola. I tappi che ci mette lei sono generosità, buon senso e onestà. I miei punti deboli sono quelli di tutti e li rivelo accanto a quelli forti e fortissimi.
Soprattutto a Wanda che, se fosse una moglie, sarebbe una moglie ideale. In che senso? Perché? Come?
Per gioco, credo... Per allegria, direbbe Natalia Ginzburg. Quando sostengo che siamo 'sposati' dal punto di vista dello psicodramma mi pongo come un uomo bis*x che non si prende gioco di lei ma la invita a giocare. Sono un Player non un Joker.
Finita la pagina introduttiva, vengo all’Assemblage Vivente che vedrete nel prossimo post.
Ooops! Dimenticavo: Wanda e io ci siamo sempre fatti molti regali bellissimi. E prima di questo Assemblage non avevamo mai litigato. Però niente di strano: ognuno di noi è fatto di sub identità. E il litigio nasce da uno strano regalo. (segue)

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