17/08/2026
Abbiamo imparato a pretendere dalla pelle qualcosa che in natura non esiste: la perfezione.
Nessun albero cresce senza segni.
Nessun fiore è perfettamente simmetrico.
Nessun mare è sempre liscio.
Nessun tramonto è uguale a quello del giorno prima.
Nessuna pietra attraversa il tempo senza cambiare.
Eppure, davanti alla natura, non cerchiamo difetti.
Li chiamiamo forme.
Sfumature.
Tracce.
Caratteristiche.
Quando appartengono al nostro corpo, invece, diventano “inestetismi”.
Forse non dobbiamo smettere di desiderare una pelle più sana, più uniforme, più luminosa.
Dobbiamo solo chiederci da dove nasce quel desiderio:
dalla cura o dal rifiuto?
Perché c’è una grande differenza tra voler migliorare qualcosa e sentirsi sbagliati per averla.
E no, questo non significa romanticizzare o normalizzare condizioni croniche e alterazioni come acne persistente, capillari rotti o problematiche che necessitano di una valutazione e di un trattamento adeguato.
Significa ricordare che possiamo desiderare di migliorare la nostra pelle, senza doverla amare solo quando sarà “perfetta”.
La natura non è perfetta.
È viva.
E la nostra pelle lo è altrettanto. 🤍
Salva queste parole per tutte quelle volte in cui lo specchio ti farà essere troppo severa con te stessa e e condividile con qualcuno che ha dimenticato quanto può essere bello stare bene nella propria pelle.