19/09/2026
Credevo di essere informata. Credevo di sapere.
Poi, mercoledì 16 settembre a Montecitorio, con Cristina Bernard ho partecipato alla presentazione della Bloom Surgery Foundation, invitate da Michela Angelucci ginecologa che fa parte dell’équipe chirurgica della Fondazione.
La Fondazione è a Roma e si pone l’obiettivo di aiutare le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili.
I numeri sono spaventosi: parliamo di oltre 200 milioni di donne nel mondo.
Ogni anno circa 3 milioni di bambine sono a rischio, spesso prima dei 15 anni.
Sono praticate soprattutto in Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, ma anche in altre aree del mondo. In Europa si stima la presenza di circa 550.000 immigrate di prima generazione che hanno subito una mutilazione.
La povertà, le difficoltà economiche sono una spinta per le famiglie a organizzare precocemente il matrimonio delle figlie e avere così il “prezzo della sposa”, cioè una forma di compenso che può consistere in denaro, bestiame o altri beni.
La mutilazione viene considerata dalla comunità un requisito per il matrimonio.
In società caratterizzate da una forte struttura patriarcale, e’ un mezzo per controllare la sessualità e il corpo femminile, limitando il piacere e la libertà sessuale rendendole sottomesse e rafforzando i rapporti di potere all’interno della società.
Per le donne che hanno subito questa pratica terribile può essere presa in considerazione la chirurgia ricostruttiva: la chirurgia ginecologica e quella plastica. L’obiettivo è la ricostruzione di ciò che è stato perduto o danneggiato..
Sono grata di aver partecipato alla presentazione della Bloom Surgery Foundation e spero che potrà aiutare quante più donne possibile.
Conoscere, informare e sensibilizzare è fondamentale per contrastare una pratica che va contro i diritti umani di milioni di donne e bambine.
🌷 Con OMYA Studio Sempre dalla parte delle donne.