Dott.ssa Benvenuti Maria Lucia - Psicoelle

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Dott.ssa Benvenuti Maria Lucia - Psicoelle Psicologa • Psicoterapeuta • Consulente in Sessuologia. Per riflettere insieme e in manie

Questa pagina nasce dal desiderio di promuovere e diffondere la cultura del Benessere Psicologico. L'obiettivo è quello di offrire, in maniera "leggera", spunti di riflessione sul proprio mondo interno, per chiunque voglia intraprendere un percorso di sviluppo e crescita di se stesso ma anche per chi voglia semplicemente curiosare.

Il rientro a scuola dopo la pausa estiva è un passaggio ad alta intensità adattiva, che può attivare nei bambini e negli...
01/09/2025

Il rientro a scuola dopo la pausa estiva è un passaggio ad alta intensità adattiva, che può attivare nei bambini e negli adolescenti una risposta emotiva disorganizzata: alterazioni del ritmo sonno-veglia, difficoltà di concentrazione, malumore, somatizzazioni. Secondo lo psicologo psicoterapeuta Giuseppe Luigi Palma, "prepararsi per tempo alla ripresa, riorganizzando gradualmente abitudini e aspettative, consente di affrontare i cambiamenti senza vissuti di sopraffazione" ....

Il rientro a scuola dopo la pausa estiva è un passaggio ad alta intensità adattiva, che può attivare nei bambini e negli adolescenti una risposta emotiva disorganizzata: alterazioni del ritmo sonno-veglia, difficoltà di concentrazione, malumore, somatizzazioni. Secondo lo psicologo psicoterapeuta Giuseppe Luigi Palma, "prepararsi per tempo alla ripresa, riorganizzando gradualmente abitudini e aspettative, consente di affrontare i cambiamenti senza vissuti di sopraffazione".

La funzione regolativa della famiglia è centrale: i genitori, attraverso la gestione quotidiana e la qualità del clima relazionale, influenzano direttamente la tenuta emotiva del figlio studente. La condivisione dei tempi di inizio giornata, l’organizzazione non ansiogena degli impegni e la capacità di ascolto possono attutire l’impatto della transizione.

Favorire un rientro sostenibile significa attivare forme di continuità tra tempo personale e tempo scolastico, evitando rotture brusche e promuovendo micro-rituali di passaggio. In caso di sintomi persistenti o segnali di sofferenza, è indicata una valutazione psicologica per distinguere tra un disagio transitorio e una condizione strutturale.

Leggi l'articolo 👉🏼 https://buonasera24.it/news/cronaca/865782/stress-da-rientro-in-classe-la-ricetta-degli-psicologi.html

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14/05/2024

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“La presenza di uno psicologo all’interno delle scuole non deve essere solamente una possibilità, ma una realtà consolid...
28/11/2023

“La presenza di uno psicologo all’interno delle scuole non deve essere solamente una possibilità, ma una realtà consolidata. Inoltre, il suo ruolo dovrebbe essere quello di dare supporto sia agli studenti che agli insegnanti e ai genitori”. Queste le parole di Matteo Lancini, psicologo e presidente della fondazione Minotauro di Milano.
Secondo Lancini, in questo modo la figura dello psicologo può rafforzare il tessuto emotivo e sociale della comunità scolastica, in modo da svolgere un lavoro strutturale e non solo di tipo emergenziale.

“La presenza di uno psicologo all’interno delle scuole non deve essere solamente una possibilità, ma una realtà consolidata. Inoltre, il suo ruolo dovrebbe essere quello di dare supporto sia agli studenti che agli insegnanti e ai genitori”. Queste le parole di Matteo Lancini, psicologo e presidente della fondazione Minotauro di Milano.
Secondo Lancini, in questo modo la figura dello psicologo può rafforzare il tessuto emotivo e sociale della comunità scolastica, in modo da svolgere un lavoro strutturale e non solo di tipo emergenziale.
Così facendo, la scuola può contribuire anche a ridurre la dispersione scolastica, intercettando le tendenze auto-esclusive degli studenti e rendendo gli istituti dei luoghi più accoglienti.

Per l’intervista completa 👇🏻
https://www.orizzontescuola.it/lancini-psicologo-nelle-scuole-non-deve-essere-optional-supporto-psicologico-anche-per-docenti-e-genitori-video-intervista/?amp

A volte schematizzare aiuta a comprendere meglio....
08/11/2023

A volte schematizzare aiuta a comprendere meglio....

Oggi è la giornata mondiale della salute mentale
10/10/2023

Oggi è la giornata mondiale della salute mentale

Oggi ricorre la Giornata mondiale della Salute Mentale, il cui tema di quest'anno è 'La salute mentale un diritto umano universale. Le nostre menti i nostri diritti'. Rispetto a tutto ciò, oggi ci troviamo di fronte a quattro grandi problemi: il primo è il sensibile aumento dei disturbi più comuni come ansia e depressione; il secondo è quello dell’equità della risposta, perché la mancanza di una rete psicologica, soprattutto pubblica, fa sì che in Italia riceva aiuto soltanto chi può permetterselo economicamente. Il terzo problema è quello dell’appropriatezza e dell’efficacia della risposta. Tutto questo genera un quarto problema, legato all’aumento dei costi. Costi umani, costi sanitari, e infine costi sociali.
Ha ragione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sempre molto attento a questo argomento: dobbiamo promuovere politiche di prevenzione, di presa in carico precoce, inclusione e sostegno.
Per approfondire 👇
https://www.panoramasanita.it/2023/10/10/salute-mentale-psicologi-in-italia-riceve-aiuto-solo-chi-puo-permetterselo-economicamente/

Giornata di studio 11 novembre. Scrivi a segreteria@integralmente.org per ulteriori informazioni.
10/10/2023

Giornata di studio 11 novembre.
Scrivi a [email protected] per ulteriori informazioni.

06/06/2023

«Quando si deve dire che è una donna è forte si dice: "è una donna con le p***e". Ma le p***e sono il contrario della forza».

Alessandro Giammei, professore di Letteratura italiana all'Università di Yale, ha preso coscienza del suo essere maschio solo con l’adolescenza, quando ha capito che esistono cose che i maschi «non possono fare», come portare i capelli lunghi, mettere certi vestiti o giocare a pallavolo, ché è «da femmine».

Oggi ha raccolto queste e altre esperienze nel libro “Cose da maschi”.

Nella società contemporanea siamo perennemente impegnati, privi di tempo per noi stessi. Dedichiamo le nostre giornate a...
26/05/2023

Nella società contemporanea siamo perennemente impegnati, privi di tempo per noi stessi. Dedichiamo le nostre giornate al lavoro, fagocitati dalla quotidianità senza avere momenti per rallentare. Questa condizione è ben descritta dal termine cronofagia, che deriva dal greco chronos, tempo e faghein, mangiare.
Il seguente articolo analizza il rapporto tra cronofagia, sonno, tecnologia e le conseguenze per corpo e psiche. A causa del crescente utilizzo dei dispositivi elettronici si riduce sempre di più il tempo dedicato al sonno: l’insonnia è uno dei disturbi più diffusi al mondo, e comporta una serie di complicazioni per la salute. In affiancamento alla riduzione del tempo dedicato a noi stessi e al sonno, si può notare un’altra problematica legata all’uso della tecnologia: essere perennemente connessi e contattabili rende difficile riuscire a separare lavoro e vita privata.
Il rischio di tutto ciò è un assorbimento nella rapidità della nostra società senza spazio per altro, ed anche in assenza di veri e propri disturbi da stress, la frenesia delle nostre vite quotidiane può mettere a dura prova il benessere psicofisico.

Nella società contemporanea siamo perennemente impegnati, privi di tempo per noi stessi. Dedichiamo le nostre giornate al lavoro, fagocitati dalla quotidianità senza avere momenti per rallentare. Questa condizione è ben descritta dal termine cronofagia, che deriva dal greco chronos, tempo e faghein, mangiare.
Il seguente articolo analizza il rapporto tra cronofagia, sonno, tecnologia e le conseguenze per corpo e psiche. A causa del crescente utilizzo dei dispositivi elettronici si riduce sempre di più il tempo dedicato al sonno: l’insonnia è uno dei disturbi più diffusi al mondo, e comporta una serie di complicazioni per la salute. In affiancamento alla riduzione del tempo dedicato a noi stessi e al sonno, si può notare un’altra problematica legata all’uso della tecnologia: essere perennemente connessi e contattabili rende difficile riuscire a separare lavoro e vita privata.
Il rischio di tutto ciò è un assorbimento nella rapidità della nostra società senza spazio per altro, ed anche in assenza di veri e propri disturbi da stress, la frenesia delle nostre vite quotidiane può mettere a dura prova il benessere psicofisico.
Per approfondire 👇
https://www.stateofmind.it/2023/05/cronofagia-societa/

Nessuno è normale!!!
21/05/2023

Nessuno è normale!!!

“I wish I was special, but I'm a creep”. Cantavano così nel 1992 i Radiohead, in una canzone diventata un inno per un'intera generazione A tradurre...

15/05/2023

𝑪'𝒆̀ 𝒖𝒏'𝒆𝒑𝒊𝒅𝒆𝒎𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒍𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆, 𝒄𝒊 𝒅𝒐𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒐𝒄𝒄𝒖𝒑𝒂𝒓𝒆?

𝒅𝒊 𝑫𝒂𝒗𝒊𝒅 𝑳𝒂𝒛𝒛𝒂𝒓𝒊

Ha fatto notizia la decisione del capo della sanità pubblica degli Stati Uniti Vivek Murthy di lanciare un allarme sui gravi rischi per la salute della solitudine, parlando di "epidemia di solitudine ed isolamento". Il tema non è nuovo ed è stato oggetto di numerosi studi ed iniziative anche da parte di governi come il Regno Unito ed il Giappone che hanno istituito dei ministeri per occuparsi del tema.

La cosa può sembrare vaga ed estemporanea ed ha bisogno di precisazioni. Dal punto di vista evolutivo della specie umana l'isolamento sociale è vissuto, dalla mente e dal corpo, come un potenziale pericolo, perché essere soli voleva dire essere più esposti e meno protetti di fronte ad eventuali minacce. La solitudine è invece un vissuto soggettivo, una condizione psicologica (posso sentirmi solo anche in mezzo alla gente), ma genera nel nostro corpo conseguenze analoghe. Questo perché psiche e corpo sono profondamente legati ed interdipendenti e perché il corpo vive come reali i vissuti psichici (pensate di avere in bocca una fetta aspra di limone per alcuni istanti e vedete cosa accade).

𝐒𝐭𝐫𝐞𝐬𝐬 𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞

Quindi isolamento sociale e vissuto di solitudine generano stress e, quando questo si protrae nel tempo, ci sono le conseguenze ampiamente documentate dalla scienza: dal malessere psicofisico, ai disturbi funzionali sino alle malattie in senso stretto.

Ecco quindi che gli studi ci consegnano un panorama in cui il vissuto di solitudine così come lo stress psicologico è un fattore di rischio di primaria importanza per la salute, persino più del colesterolo. Basti pensare che aumenta le alterazioni metaboliche come il diabete, le patologie cardiovascolare del 90% e di morte del 30%. Il vissuto di solitudine porta ad ansia e depressione, raddoppia i livelli di markers infiammatori nell'organismo così come altera la reattività immunitaria agli stressor sociali, altera le strutture cerebrali e aumenta le possibilità di demenza. (Es. Cole e al. 2015, Lam e al. 2021, Pourriyahi e al. 2021, Bermick & Schaller 2022).

Si tratta della ennesima conferma che lo stress generato dal malessere e disagio psicologico è uno dei principali, se non il principale, fattore di rischio per la salute nei Paesi più sviluppati economicamente.

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞

Il costo umano, sociale ed economico che genera il malessere della psiche sta incidendo sempre di più sulle società, al punto che lo stesso World Economic Forum ha lanciato l'allarme, e l'aumento delle malattie mentali e fisiche che determina rischia di rendere insostenibili i sistemi sanitari pubblici.
La medicina da ormai molti anni ha convinto le istituzioni e agenzie sociali a promuovere azioni - si pensi al controllo degli inquinanti, all'attività fisica, agli screening fisici, all'alimentazione - per ridurre alcuni fattori di rischio e agire così "a monte" dei processi che generano malattie. La psicologia si sta spendendo per fare qualcosa di analogo, con evidenze scientifiche ed epidemiologiche che arrivano più tardi ma che sono molto forti e convincenti.

𝐋𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞

Esistono strategie possibili ed efficaci da mettere in campo ed è ora di prenderle in seria considerazione. Anche qui forse è ora di aggiornare visioni ormai obsolete e iper-semplificate che rischiano di farci pagare un prezzo molto caro. Dovrebbe far riflettere una dato che la scienza ha scoperto: i centri del dolore fisico e psichico (come il vissuto di solitudine) nel nostro cervello sono praticamente gli stessi, a confermare come per il corpo siano equivalenti e come la nostra salute non distingue tra "ferite del corpo" e "ferite dell'anima".

la Repubblica

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San Giovanni, Prati Trionfale
Rome

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