Roberta Bruzzone Psicologa e Criminologa

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Roberta Bruzzone Psicologa e Criminologa Criminologa Investigativa, Psicologa Forense, Esperta di Analisi della Scena del Crimine
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Hanno costruito imperi. Hanno lasciato macerie nei figli. Ci sono uomini capaci di costruire un impero e incapaci di con...
17/10/2026

Hanno costruito imperi. Hanno lasciato macerie nei figli.

Ci sono uomini capaci di costruire un impero e incapaci di conoscere, amare e crescere il figlio che hanno davanti.

Sanno quanto fattura ogni azienda. Sanno chi chiamare per risolvere un problema dall’altra parte del mondo. Ma se chiedi che cosa spaventi loro figlio, che cosa lo faccia sentire inadeguato, perché da mesi non racconti più niente, improvvisamente non sanno rispondere.

«Gli ho dato tutto».

E dentro quel “tutto” ci sono case, scuole prestigiose, viaggi, contatti, opportunità. La presenza, però, va verificata. Quella non compare negli estratti conto.

Il problema non è avere successo. È che cosa succede quando un uomo porta dentro la famiglia lo stesso bisogno di comando, di conferma e di controllo con cui ha organizzato tutto il resto della propria vita.

Un figlio diventa un progetto. Deve riuscire. Deve distinguersi. Deve essere all’altezza del cognome.

E soprattutto deve confermare la grandezza del padre.

Il bambino lo capisce presto. Capisce quali risultati accendono quello sguardo e quali emozioni lo spengono. Con una vittoria arriva l’attenzione. Con una difficoltà arrivano l’impazienza, la svalutazione, magari una frase pronunciata distrattamente: «Con tutte le possibilità che hai, ti lamenti pure?».

Così impara a portare a casa risultati e a nascondere il resto.

La paura. La vergogna. La sensazione di non farcela. Persino i desideri, quando non coincidono con quelli previsti per lui.

Se per essere visto devi continuamente impressionare tuo padre, crescere diventa un’audizione che non finisce mai.

E il traguardo può spostarsi ogni volta. Hai preso un bel voto? Potevi fare di più. Hai trovato un lavoro? Vediamo quanto duri. Hai ottenuto un successo? Alla tua età lui aveva già costruito qualcosa di molto più grande.

A quel punto alcuni figli diventano impeccabili. Studiano, lavorano, sorridono, non chiedono aiuto. Da fuori sembrano la dimostrazione che abbia funzionato tutto. Dentro, possono vivere ogni errore come una minaccia al proprio valore.

Altri smettono di provarci. Si sottraggono, provocano, accumulano fallimenti. Qualcuno cerca sollievo nelle sostanze, nell’azzardo, in comportamenti pericolosi. Sono esiti possibili, con molte cause diverse.

Ma una domanda bisogna farla: quanto spazio ha avuto quel figlio per diventare una persona distinta?

Perché sotto l’ombra di un padre ingombrante anche scegliere può diventare difficile. Se segui la sua strada, rischi di sentirti una copia. Se ne scegli un’altra, puoi essere trattato come un traditore. Se riesci, è merito delle opportunità che ti ha dato. Se fallisci, il fallimento è tutto tuo.

Una partita così lascia pochissimo spazio per costruire fiducia nelle proprie capacità.

Poi c’è un altro meccanismo:
il denaro usato per intervenire su ogni ostacolo.

Il padre risolve, paga, chiama qualcuno, cancella le conseguenze. Magari perché vuole proteggere il figlio. Magari perché non tollera che un suo fallimento diventi visibile. Il risultato può essere un ragazzo che dispone di moltissimi mezzi e ha fatto pochissima esperienza della propria autonomia.

Non ha imparato abbastanza a sostenere un rifiuto, riparare un errore, aspettare, assumersi una responsabilità. Ogni difficoltà è stata rimossa oppure trasformata in una colpa insopportabile.

Evitargli tutte le conseguenze e umiliarlo quando sbaglia sono due modi diversi di impedirgli di crescere.

Quando poi quel figlio vacilla, la famiglia può preoccuparsi prima dello scandalo e soltanto dopo della sofferenza.

«Che figura ci fai fare?»

Provate a sentirla, questa frase, dalla parte di chi sta male. Ti dice che il tuo dolore è diventato un danno all’immagine di qualcun altro. E allora impari a nasconderlo meglio. Finché riesci.

Naturalmente esistono padri ricchi e potenti capaci di ascoltare, esserci, mettere limiti e riconoscere i propri errori. Il successo economico non è una diagnosi, e avere un figlio in difficoltà non dimostra automaticamente un fallimento educativo.

Ma quando un uomo pretende di occupare tutto lo spazio, i figli devono crescere in quello che resta.

Essere padre richiede anche questo ossia sopportare di non essere il protagonista.

Accettare un figlio che non ti somiglia, che non realizza le tue ambizioni, che ti contraddice. Restare presente mentre impara, senza comprargli ogni soluzione e senza fargli pagare emotivamente ogni errore.

Puoi aver costruito una fortuna immensa e dover ancora imparare a sederti accanto a tuo figlio senza giudicarlo, dirigerlo o parlare di te.

E cominciare con una domanda di cui non conosci già la risposta.

«Come stai?»

Poi restare lì ad ascoltare. Anche quando quello che racconta mette in discussione l’immagine meravigliosa che hai di te.

17/10/2026

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Due anziani uccisi e decapitati nella loro casa, a Mirandola. Per il duplice omicidio è stato fermato il figlio della do...
17/10/2026

Due anziani uccisi e decapitati nella loro casa, a Mirandola. Per il duplice omicidio è stato fermato il figlio della donna. Due vite spezzate con una violenza sconvolgente.

Ma c’è un passaggio che merita tutta la nostra attenzione: secondo quanto riportato dalla stampa, l’uomo aveva problemi psichiatrici e un cugino riferisce che la madre aveva chiesto di farlo ricoverare. Una circostanza da verificare, che impone domande precise sull’assistenza e sulla protezione di questa famiglia.

Quali segnali erano emersi? A chi erano arrivate le richieste di aiuto? Quali risposte erano state date? C’erano condizioni di rischio riconoscibili e possibilità concrete di intervenire?

Le eventuali carenze vanno accertate. Ma il problema deve essere affrontato:
una famiglia non può diventare un reparto psichiatrico domestico, con due anziani chiamati a gestire situazioni che richiedono competenze, risorse e interventi professionali.

Avere un disturbo psichiatrico non equivale a essere violenti. Proprio per questo occorre valutare ogni situazione seriamente, senza etichette e senza sottovalutazioni.

L’amore di una madre non sostituisce le cure. La disponibilità di un familiare non garantisce la sicurezza.

E quando qualcuno chiede aiuto, la risposta deve arrivare mentre è ancora possibile proteggerlo.

COSA RISCHIANO I RAGAZZI DELLA MINICAR?«Lo abbiamo fatto per noia».Ecco, fermiamoci qui. Perché questa frase, che nelle ...
16/10/2026

COSA RISCHIANO I RAGAZZI DELLA MINICAR?

«Lo abbiamo fatto per noia».

Ecco, fermiamoci qui. Perché questa frase, che nelle intenzioni di chi la pronuncia potrebbe sembrare una giustificazione, può rendere il quadro ancora più grave.

I due minorenni individuati per le aggressioni dalla minicar a Roma sono indagati per tentato omicidio e lesioni. Parliamo di accuse pesantissime, con conseguenze che possono significare anni di carcere.

E dire di avere aggredito degli sconosciuti per movimentare la serata può sostenere la contestazione dell’aggravante dei motivi futili:
una ragione inconsistente, una sproporzione enorme tra il motivo e la violenza esercitata. L’eventuale riconoscimento dei motivi abietti richiede una valutazione specifica. Sono questioni che dovranno essere accertate nel procedimento.

Quanto rischiano? Anche una pena di dieci anni è uno scenario possibile. Ma indicare oggi una cifra certa sarebbe scorretto: contano le responsabilità individuali, le aggravanti riconosciute, le attenuanti e le regole del processo minorile. La minore età comporta una diminuzione della pena per il minore riconosciuto imputabile; non cancella la responsabilità.

Sul piano educativo, poi, il punto è brutale:
se per divertirti devi mettere in pericolo la vita di qualcuno, dobbiamo chiederci che cosa hai imparato sul valore degli altri e sul limite che non si oltrepassa.

La noia si può attraversare. Si può sopportare. Si può riempire in mille modi.

Una persona non può diventare il passatempo con cui risolvi la tua serata.

E dopo il primo (di una lunga serie) rinvio a giudizio a carico di Francesca Bugamelli (Bugalalla) per diffamazione aggr...
16/10/2026

E dopo il primo (di una lunga serie) rinvio a giudizio a carico di Francesca Bugamelli (Bugalalla) per diffamazione aggravata, un altro “membro” del suo “salotto giallo” segue le sue orme…anche su questo signore conto di darvi presto importanti novità…a cominciare dalla sua corposa fedina penale…

Video su YouTube accusano la madre di Chiara Poggi: la Procura di Palermo cita a giudizio un uomo per diffamazione aggravata

ALTRO INTERESSANTE APPROFONDIMENTO SULLE MENZOGNE DI FRANCESCA BUGAMELLI E DEL FAMIGERATO EMME TEAM
16/10/2026

ALTRO INTERESSANTE APPROFONDIMENTO SULLE MENZOGNE DI FRANCESCA BUGAMELLI E DEL FAMIGERATO EMME TEAM

Francesca Bugamelli, conosciuta come Bugalalla, è stata citata a gi...

FRANCESCA BUGAMELLI (BUGALALLA) A PROCESSO La mia intervistaFRANCESCA BUGAMELLI (BUGALALLA) A PROCESSO LA MIA INTERVISTA...
16/10/2026

FRANCESCA BUGAMELLI (BUGALALLA) A PROCESSO
La mia intervista

FRANCESCA BUGAMELLI (BUGALALLA) A PROCESSO
LA MIA INTERVISTA

La Procura di Roma smentisce anche la narrazione che mi dipingeva a capo di una presunta associazione per delinquere, addirittura nel ruolo di “capobanda”.

Accuse gravissime, fatte circolare con una disinvoltura impressionante. Ora chi ha costruito, sostenuto e rilanciato questa storia sarà chiamato a risponderne nelle sedi competenti.
Senza eccezioni. Perché le accuse false hanno un peso. E chi le diffonde deve assumersene la responsabilità.

🚨 BUGALALLA A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTINUATA 🚨In ...

15/10/2026

Salute mentale dei bambini e dei giovanissimi, il nucleo psicopatologico si origina nei primi 3-4 anni di vita. Comprenderlo cambia tutto.

ERGASTOLO CONFERMATO PER IL SERIAL KILLER DI ROMA Anche a Roma, direi partita chiusa. Un ottimo lavoro, che trova un ult...
15/10/2026

ERGASTOLO CONFERMATO PER IL SERIAL KILLER DI ROMA

Anche a Roma, direi partita chiusa. Un ottimo lavoro, che trova un ulteriore riscontro nelle valutazioni della Corte d’Appello.

La perizia psichiatrica che lo ha ritenuto pienamente capace di intendere e di volere è stata giudicata affidabile anche dalla Corte d’Appello di Roma, che non ha ritenuto necessario rinnovarla.

Anche qui, possiamo dirlo: ottimo lavoro.

E un grazie a chi ha contribuito,insieme a me, a ottenere questo risultato e a neutralizzare definitivamente un pericoloso predatore.

15/10/2026

La scuola non ha il compito di insegnare ai figli a stare al mondo… indovinate a chi spetta questo compito?

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Rome

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