Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Rosa Attollino

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Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Rosa Attollino Rosa Attollino
Psicologa, Psicoterapeuta della Gestalt Psicosociale Questa pagina vuole essere uno spazio per chi si vuole bene o ha deciso di volersi bene.

Ben arrivati! Come lavoro:
Sono psicologa, psicoterapeuta della Gestalt Psicosociale. Attraverso colloqui individuali, di coppia/ famiglia e di gruppo aiuto le persone, tramite l’uso della consapevolezza, a comprendere il momento di disagio e a trovare possibili soluzioni per poter raggiungere un migliore equilibrio e un maggior benessere. Il percorso di psicoterapia condiviso ha come finalità rendere l'individuo protagonista attivo della propria vita, imparare a reagire e a risolvere situazioni di sofferenza e stress, migliorare la qualità della propria vita.

🌿 LA GIUSTA DISTANZA: VICINI, SENZA PERDERSIIn una fredda giornata d'inverno, alcuni porcospini cercano di avvicinarsi p...
13/10/2026

🌿 LA GIUSTA DISTANZA: VICINI, SENZA PERDERSI

In una fredda giornata d'inverno, alcuni porcospini cercano di avvicinarsi per riscaldarsi. Ma, quando sono troppo vicini, si feriscono con i loro aculei. Si allontanano, sentono il freddo e provano nuovamente ad avvicinarsi.

È la celebre metafora dei porcospini di Schopenhauer, che racconta una delle sfide più delicate dell'esistenza: trovare una distanza che ci permetta di stare insieme senza farci troppo male.

Ma nelle relazioni umane c'è qualcosa di ancora più complesso.

Ci avviciniamo perché abbiamo bisogno dell'altro, del suo sguardo, della sua presenza, del calore che nasce dall'incontro.

Eppure, proprio quando qualcuno si avvicina, possono emergere paure, fragilità e vecchie ferite. A volte temiamo di essere invasi, altre volte di essere abbandonati. Così cerchiamo di proteggerci: avvicinandoci troppo oppure prendendo le distanze.

Nella prospettiva della Gestalt, la relazione si costruisce nel confine di contatto, quel luogo in cui incontriamo l'altro senza smettere di essere in contatto con noi stessi.

È qui che possiamo imparare qualcosa di prezioso.

Possiamo essere vicini senza dover pensare allo stesso modo.
Possiamo voler bene senza rinunciare ai nostri desideri.
Possiamo riconoscere le differenze senza viverle necessariamente come una minaccia.

La distanza, infatti, non è sempre un rifiuto. E la vicinanza non è sempre intimità.

A volte siamo fisicamente vicini, ma emotivamente lontani. Altre volte, anche nella distanza, riusciamo a sentirci profondamente in relazione.

La giusta distanza non è una misura da trovare una volta per tutte. È uno spazio che si costruisce nell'incontro, ascoltando ciò che accade dentro di noi e tra noi e l'altro.

Non significa imparare a non aver bisogno di nessuno.

Significa poter avere bisogno dell'altro senza smarrirsi, poter chiedere vicinanza senza pretendere che l'altro sia come noi desideriamo, poter prendere spazio senza sentirsi obbligati a interrompere il legame.

Perché una relazione autentica non cancella le differenze: permette a due persone di incontrarsi proprio attraverso di esse.

E tu, riesci a trovare una distanza che ti permetta di sentirti vicino all'altro senza allontanarti da te stesso?

Uno sguardo di Gestalt sulle relazioni.

Dott.ssa Rosa Attollino
Psicologa Psicoterapeuta

10/10/2026
Perché ho bisogno dell'approvazione degli altri?Ieri, durante una visita ai Musei Capitolini, mi sono fermata davanti al...
05/10/2026

Perché ho bisogno dell'approvazione degli altri?

Ieri, durante una visita ai Musei Capitolini, mi sono fermata davanti alla Medusa di Bernini.

Il suo volto mi ha colpita.

Uno sguardo rivolto verso se stessa, davanti a uno specchio.

E ho pensato a quanto spesso anche noi cerchiamo nello sguardo degli altri qualcosa che ci aiuti a capire chi siamo.

Abbiamo bisogno di sapere se abbiamo fatto bene.
Se siamo piaciuti.
Se abbiamo detto la cosa giusta.
Se l'altro ci approva.

A volte, quasi senza accorgercene, iniziamo a cercare fuori quella conferma che facciamo fatica a trovare dentro di noi.

E allora lo sguardo dell'altro diventa uno specchio nel quale misurare il nostro valore.

Ma cosa accade quando abbiamo bisogno di quello sguardo per sentirci abbastanza?

Forse possiamo fermarci un momento e tornare a noi.

Cosa sento?
Cosa desidero?
Cosa penso davvero?
Cosa voglio?

Stare in relazione significa anche lasciarsi incontrare dallo sguardo dell'altro.

Ma senza perdere il contatto con il proprio.

Perché l'altro può aiutarci a vederci,
può riconoscerci,
può darci conferma.

Ma il nostro valore non può dipendere soltanto da quello sguardo.

Forse la domanda, allora, non è soltanto:

“Come mi vedono gli altri?”

Ma anche:

“Come riesco a vedermi io?”

🌿 Sguardi di Gestalt

COSA È RIMASTO IN ME DI MIA NONNA?Quando frequentavo la scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt, ci pro...
02/10/2026

COSA È RIMASTO IN ME DI MIA NONNA?

Quando frequentavo la scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt, ci proposero un esercizio.

Una domanda semplice, ma capace di aprire uno spazio profondo:

«Che cosa è rimasto in me di mia nonna?»

Ricordo ancora la mia risposta.

È rimasto il suo modo di accogliermi.
Quel modo che mi faceva sentire importante.

Oggi, pensando alla Festa dei Nonni, torno a quella domanda.

Perché forse ciò che i nonni lasciano nei bambini non sono soltanto ricordi.

Rimane uno sguardo.
Rimane una voce.
Rimane un modo di stare insieme.
Rimane la sensazione di essere stati visti, accolti, importanti per qualcuno.

Nella prospettiva della Gestalt, è nella relazione che facciamo esperienza di noi stessi.

E alcune relazioni continuano ad accompagnarci anche quando quella persona non è più accanto a noi.

Quello che abbiamo ricevuto nella relazione può diventare parte del nostro modo di stare nel mondo.

Oggi condivido con voi una parte di me.

Quello che è rimasto in me di mia nonna:

la sensazione di essere importante.

Buona Festa dei Nonni a tutte quelle figure che, con la loro presenza, lasciano una traccia nella vita dei bambini. ❤️

Ti è mai capitato di chiederti " chi sono io quando sono con l'altro?"
01/10/2026

Ti è mai capitato di chiederti " chi sono io quando sono con l'altro?"

01/10/2026

IL SÉ È FLUIDO

Non siamo sempre gli stessi.

Cambiamo nel tempo, nelle relazioni, nelle esperienze che attraversiamo.

Eppure, nel fluire di ciò che viviamo, possiamo continuare a riconoscerci.

In Gestalt il Sé non è pensato come qualcosa di rigido e immutabile.

È un processo.

Prende forma nel contatto con l'ambiente, nell'incontro con l'altro, nelle scelte che facciamo momento dopo momento.

Essere fluidi non significa perdere se stessi.

Significa poter essere aperti all'esperienza, lasciarsi attraversare da ciò che accade e, nello stesso tempo, sentire ciò che ci appartiene.

A volte cambiamo perché qualcosa dentro di noi chiede spazio.

A volte ci avviciniamo.

A volte ci allontaniamo.

A volte diciamo sì, altre volte scopriamo un no.

E in questo movimento possiamo incontrare una parte autentica di noi.

Essere se stessi non significa rimanere uguali.
Significa potersi trasformare senza smettere di sentirsi se stessi.

Il Sé è fluido: vive nel contatto, nell'esperienza e nell'incontro.

Sguardi di Gestalt

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Valeria Fiore, Piera Breccione, Filippo ...
30/09/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Valeria Fiore, Piera Breccione, Filippo Carletti, Rosaria Di Marzo, Paola Di Martino, Antonella Ruggiero, Karuna Scantam, Sabrina Teora, Angela Petrone, Raffaella Mrb, Leda Scalia

Uno sguardo di Gestalt sul sè, sulla relazione e sull'esperienza.
29/09/2026

Uno sguardo di Gestalt sul sè, sulla relazione e sull'esperienza.

29/09/2026

IL SÉ È FLUIDO

C’è una storia di Hermann Hesse che mi accompagna ogni volta che penso alla possibilità di trasformarsi nell’incontro: Favola d’amore.
Pictor, il protagonista, attraversa un mondo in cui nulla rimane per sempre nella stessa forma.
Ed è proprio nell’incontro con l’altro che qualcosa di nuovo può prendere vita.
Mi fa pensare alla Gestalt e al modo in cui guardiamo al Sé.

Il Sé è fluido.
Prende forma nel contatto, nell’esperienza, nella relazione con l’ambiente.
Ci trasformiamo incontrando qualcuno, attraversando un’esperienza, lasciando emergere un bisogno nuovo.
Essere sé stessi, significa poter cambiare forma senza perdere il contatto con ciò che siamo.

Forse è anche questo che ci insegna l’amore?
che nell’incontro con l’altro possiamo diventare qualcosa che, da soli, ancora non conoscevamo.

Uno sguardo di Gestalt sul Sé, sulla relazione e sull’esperienza.

DAL “DEVO” ALL’ “IO VOGLIO”Quante volte diciamo:“Devo essere disponibile.”“Devo accontentare gli altri.”“Devo essere for...
25/09/2026

DAL “DEVO” ALL’ “IO VOGLIO”

Quante volte diciamo:

“Devo essere disponibile.”
“Devo accontentare gli altri.”
“Devo essere forte.”
“Devo evitare di deludere.”
“Devo dire di sì.”

Sono parole che, a volte, abbiamo imparato così presto da non accorgerci più che sono diventate parte del nostro modo di stare nelle relazioni.

Prova a fermarti.

E chiediti:

“Se tolgo per un momento il devo, cosa voglio davvero?”

Forse scoprirai che:

“Devo dire di sì”
può diventare
“Io voglio scegliere quando dire sì.”

“Devo essere sempre disponibile”
può diventare
“Io voglio esserci quando sento di poterlo fare.”

“Devo essere forte”
può diventare
“Io voglio potermi concedere anche di chiedere aiuto.”

Trasformare un “devo” in un “io voglio” non significa fare sempre ciò che ci piace.

Significa riconoscere che anche quando scelgo di fare qualcosa per l’altro, posso farlo partendo da me.

Perché tra il “devo” e il “voglio” c’è uno spazio.

In quello spazio posso ascoltarmi.
E ascoltandomi posso scegliere.

Sguardi di Gestalt

Indirizzo

Via Fonteiana 85, Roma
Rome
00152

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 17:00

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