Teresa Pomponi Psicologa Psicoterapeuta

L'iceberg dell'ansia è una metafora psicologica che mostra come i sintomi visibili siano solo una frazione del problema....
23/06/2026

L'iceberg dell'ansia è una metafora psicologica che mostra come i sintomi visibili siano solo una frazione del problema. Come un iceberg, la parte più grande e complessa si nasconde sotto la superficie e comprende le vere cause scatenanti.
Se ti interessa capire come gestire la parte sommersa, fammi sapere come posso aiutarti.

«Cari ragazzi, non vi dico godetevela, perché sarebbe troppo facile, quasi una frase fatta che non rende giustizia a que...
18/06/2026

«Cari ragazzi, non vi dico godetevela, perché sarebbe troppo facile, quasi una frase fatta che non rende giustizia a quello che state davvero vivendo. Vi dico, invece, di non avere paura dell’ansia: c’è, ed è normale che ci sia. Quella stretta allo stomaco, l’adrenalina che sale, la testa che corre un po’ troppo… non sono solo ostacoli, possono diventare energia. Da lì inizia la vera sfida: non farsi travolgere da quello che si prova, ma restare lucidi. Fate in modo che quella tensione vi tenga concentrati invece di mandarvi in confusione. In fondo, si tratta di questo: trasformarla in una spinta, non in un freno», consiglia. «E alla fine, anche questo vi rimarrà: non solo l’esame in sé, ma il modo in cui avete imparato a stare dentro una situazione difficile».
In bocca al lupo a tutti i maturandi!

La salute mentale non è una moda passeggera, ma una realtà complessa e radicata. Sebbene oggi se ne parli molto di più, ...
16/06/2026

La salute mentale non è una moda passeggera, ma una realtà complessa e radicata. Sebbene oggi se ne parli molto di più, questo non è sinonimo di superficialità, bensì un segnale di maggiore consapevolezza collettiva e di superamento di antichi tabù.

Il modo in cui ci si rivolge ai bambini nei momenti di crisi, stanchezza o frustrazione è fondamentale. Il tono di voce ...
12/06/2026

Il modo in cui ci si rivolge ai bambini nei momenti di crisi, stanchezza o frustrazione è fondamentale. Il tono di voce e le parole scelte determinano se il bambino si sentirà compreso o giudicato, aiutandolo a regolare le proprie emozioni.

Il contagio emotivo e l'importanza di creare relazioni e ambienti emotivamente positivi.
09/06/2026

Il contagio emotivo e l'importanza di creare relazioni e ambienti emotivamente positivi.

05/06/2026

Ho contribuito in questi anni a rendere nota la formula con la quale Jacques Lacan aveva definito una delle cifre fondamentali del nostro tempo, ovvero quella dell’“evaporazione del padre”. Non si trattava solo di segnalare la difficoltà psicologica dei padri reali nello svolgere il loro ruolo in famiglie sempre più complesse, ma si voleva mettere in evidenza la crisi più radicale e più diffusa dell’autorità simbolica e del discorso educativo in quanto tale nell’epoca ipermoderna.
Alcuni cattivi lettori del mio lavoro hanno voluto leggere le mie sottolineature sul carattere cruciale di questa formula come se contenessero il rimpianto per la vecchia figura del padre padrone. Come se la figura stessa dell'evaporazione del padre evocasse la necessità del recupero e della restaurazione di una versione solida dell’autorità paterna. Esempio significativo di come il populismo culturale del nostro paese tenda sempre a ridurre a degli stereotipi pensieri complessi. Ora, la crisi del discorso educativo che la figura dell’evaporazione del padre evoca è sotto gli occhi di tutti, ma la sua soluzione non può consistere nel contrastare questa crisi restaurando l’antica autorità del padre padrone. Né può essere del resto sottolineare l’importanza delle regole nel processo educativo, perché il paradosso delle regole consiste nel fatto che esse non fanno altro che suscitare il desiderio della loro trasgressione.
Quale sarebbe allora la soluzione? L’ipotesi che sostengo da tempo è quella di ripensare il padre dai piedi. Pensare il padre al di là del sesso, al di là della stirpe, della genealogia, al di là del sangue e dello spermatozoo. I figli necessitano della funzione paterna che però non può più essere identificata con il padre in quanto genitore biologico. I figli necessitano di incontrare delle testimonianze incarnate di una Legge che non sia alternativa e antagonista al desiderio ma condizione della sua possibilità. C’è educazione non dove c’è interdizione o regolazione della vita, ma dove la vita del figlio si accende e può trovare la sua forma singolare, dove essa incontra il proprio desiderio come espressione della sua più profonda vocazione. Padre è il nome che possiamo dare a chi offre una testimonianza di questa possibilità.

Al link, "Ripensare il padre", il mio articolo di oggi su Repubblica: https://drive.google.com/file/d/1g_nyoTJ3wq1wzQvfBG-8OpgwQ7dBH8QD/view?usp=share_link

Come una commedia così è la vita: ciò che conta non è quanto sia lunga, ma quanto bene sia recitata.Lucio Anneo Seneca
05/06/2026

Come una commedia così è la vita: ciò che conta non è quanto sia lunga, ma quanto bene sia recitata.
Lucio Anneo Seneca

Il cuore, se potesse pensare, si fermerebbe.Pessoa, Il libro dell'Inquietudine
02/06/2026

Il cuore, se potesse pensare, si fermerebbe.
Pessoa, Il libro dell'Inquietudine

Alcuni dolori non si vincono come una battaglia. Si imparano ad abitare, fino a quando smettono di fare rumore ogni gior...
29/05/2026

Alcuni dolori non si vincono come una battaglia.
Si imparano ad abitare, fino a quando smettono di fare rumore ogni giorno.
Non perché siano spariti, ma perché noi siamo diventati più forti, più profondi, più umani.

Proteggerti è rispettarti: Stabilire dei confini, dire di "no" quando necessario e prendersi cura del proprio benessere ...
26/05/2026

Proteggerti è rispettarti: Stabilire dei confini, dire di "no" quando necessario e prendersi cura del proprio benessere emotivo non è egoismo, ma l'atto più alto di rispetto verso se stessi. Significa riconoscere il proprio valore e non permettere che venga calpestato.

Compiacere è stringerti troppo: Cercare costantemente di adattarsi alle aspettative altrui, annullandosi per paura di deludere o di essere abbandonati, è come indossare un vestito troppo stretto. Fa male, toglie il respiro e, alla lunga, deforma la propria identità.

Indirizzo

Via Ugo Ojetti 426
Rome
00137

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 15:00
Mercoledì 10:00 - 15:00
Giovedì 10:00 - 15:00
Venerdì 10:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 13:00

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