Studio Oculistico Dr Giulio Bamonte

Studio Oculistico Dr Giulio Bamonte Pagina Facebook dello studio oculistico del Dottor Giulio Bamonte, Oculista.

Foro MaculareIn un era in cui tutto costa sempre di piu', dove l'inflazione ha ripreso a correre, dove la benzina, gli a...
10/06/2026

Foro Maculare

In un era in cui tutto costa sempre di piu', dove l'inflazione ha ripreso a correre, dove la benzina, gli alimentari e gli affitti sono un bel problema...una cosa che fortunatamente e' ancora gratis e' ..
l'aria..almeno quella!!

Questa paziente si era presentata la settimana scorsa con un foro maculare acuto nell'occhio destro e riduzione della visione a 5/10. Il foro era sostenuto da una trazione vitreomaculare puntiforme, motivo per cui prima di proporle una vitrectomia le ho consigliato di provare con una semplice iniezione di un bolla d'aria.

Il principio dietro questa tecnica e' che la bolla d'aria sposti il vitreo dalla sua adesione e ne provochi il distacco.

E dopo una settimana vediamo che il foro si e' chiuso. La vista 8/10.

Magico...

No time to Cry: emorragia sotto retinicaCi sono momenti in cui vorresti che il tempo non solo si fermasse, ma tornasse p...
09/06/2026

No time to Cry: emorragia sotto retinica

Ci sono momenti in cui vorresti che il tempo non solo si fermasse, ma tornasse proprio indietro, al momento appena prima prendi una decisione..che poi si rivela sbagliata. In chirurgia succede spesso.. ;-0

Distacco di retina: cerchiaggio + piombaggio, la rottura e' perfettamente sull'indentazione ma cé' troppo liquido e potrebbe rimanere aperta. Si deve fare l'evacuativa, ovvero drenare il liquido con un aghino. Come si fa? Si alza la pressione, si cauterizzano i vasi coroideali e si pratica un buchino sulla parte bianca dell'occhio vicino all'inserzione dei muscoli retti (orizzontali). In teoria.
Complicanze? Mah...quella di avere una emorragia sottoretinica. Non succede mai.

Tranne quando succede.
E quindi vedi il diavolo, veramente il diavolo in faccia. Si dice pero' che il mostro che sconfiggi ti doni la sua energia e i suoi superpoteri.

Mentre la sala va in panico e gli assistenti in fibrillazione ecco infatti che il chirurgo diventa (DEVE DIVENTARE) NIO in Matrix e vedere i proiettili andare al rallentatore.

Conversione in vitrectomia, piccola bolla di perfluoro sulla macula, vitrectomia completa, evacuazione del sangue coagulato sotto retinico, laser su 360 gradi e iniezione di gas.
Risultato: 10/10.

Mamma mi diceva sempre, chi va per mare pesci piglia.

08/06/2026

Visione offuscata dopo intervento di cataratta

Questo paziente era stato operato verso la meta' del 2025 per una catarata nel suo occhio destro. L'intervento era a andato bene e per qualche settimana dopo l'operazione la vision era notevolmente migliorata. Salvo poi peggiorare nuovamente. La vista era offuscata e il paziente lamentava come una gelatina che si muoveva nel campo visivo, piu' fastidiosa alla luce. Lavorare al computer era diventato se non impossibile molto faticoso. L'oculista che lo aveva in cura aveva correttamente proposto ed eseguito una capsulotomia yag laser, ma la situazione non era migliorata.
Nonostante questo aveva sconsigliato una vitrectomia, perche'considerato un intervento troppo rischioso.

Nel video, non modificato, la vitrectomia.

01/06/2026

Problemi con il cristallino artificiale dopo intervento di cataratta? Nessun problema! Esistono le lenti a fissazione sclerale

Quando le vitrectomie non andavano ancora bene… c’erano loro a consolarmi.Sono arrivato in Olanda nel 2008. Ad Amsterdam...
29/05/2026

Quando le vitrectomie non andavano ancora bene… c’erano loro a consolarmi.

Sono arrivato in Olanda nel 2008. Ad Amsterdam, all’Academic Medical Center, per studiare chirurgia vitreoretinica.

Ricordo ancora il momento in cui, appena sceso a Schiphol, aprii la mappa e cercai di capire dove diavolo dovessi andare. Mi prese un colpo. Haarlem. Duivendrecht. ’s-Hertogenbosch. Mi chiesi in che guaio mi ero cacciato.

Ma poi, piano piano — una parola alla volta, un’operazione alla volta, un floater un pucker un distacco di retina alla volta — in qualche modo me la sono cavata.

Non fu facile, però. Marco Mura a parte, gli altri supervisor mi facevano fare poco o niente. E allora c’erano sere in cui tornavo a casa depresso, con quella domanda che mi girava in testa: sono venuto fin qua, gratis, e non mi fanno nemmeno operare?

In quell’anno in cui tutto il mondo sembrava franare sotto i disastri finanziari, un giorno chiamai la mia banca per sapere come mai era sparito il 50% secco dei quattro soldi che avevo investito — quelli che servivano a sostenermi in una delle città più care d’Europa. La risposta fu: “Ma non la segue la borsa?”

No, non la seguivo. E poco importa.

Perché quello fu l’anno dei sogni. L’anno più bello. L’anno di Gersom, e di Giagia e di Ale e di Dan, e di tutti gli altri che mi accompagnarono. Fu grazie a loro — e a forza di bloed, zweet en tranen — che la mia strada la trovai davvero.

Gersom era l’unico olandese infiltrato in quel gruppo di studenti ed expat, ognuno con la sua storia diversa e assurda e semplice allo stesso tempo. Tutti innamorati della città delle biciclette, della libertà, dei fiori, del Gay Pride, delle feste più belle, dei locali più assurdi. Del posto più incredibile in cui vivere il tuo ultimo anno da ragazzo.

Gersom era sempre con me. Quando tornai nel 2010 mi ospitò a casa sua per settimane. Quando dopo il Belgio ripassai da Amsterdam fu il primo a venirmi a trovare. E anche dopo anni senza vedersi, non mancava mai il suo messaggio.

Mi mancherai, amico mio. Con la tua casa sopra le vetrine a luci rosse. Con la tua squadra di calcio — il Wilhelmina 14 — dove mi avete accolto come se fossi Roberto Baggio, anche se ero una schiappa senza gloria. E soprattutto con la tua infinita generosità: stavi male già allora, e non ti ho mai sentito lamentarti una sola volta.

Il tuo sorriso resterà con me per sempre.

Una piccola cosa fatta bene, nella giusta direzione, può cambiare completamente la vita di qualcunoQualche settimana fa ...
27/05/2026

Una piccola cosa fatta bene, nella giusta direzione, può cambiare completamente la vita di qualcuno

Qualche settimana fa ho ricevuto il messaggio di una donna polacca di 47 anni.

Diabete.
Trapianto di pancreas.
Retinopatia diabetica proliferante severa.
Decine di iniezioni intravitreali.
Una precedente vitrectomia in un occhio con perdita quasi completa della vista.
Cataratta.
Laser periferico.
E infine un distacco di retina trazionale estremamente complesso nell’unico occhio rimasto.

Diversi colleghi avevano sconsigliato l’intervento.
A quanto pare, qualcuno le aveva detto che aveva “l’1% di possibilità” di salvare l’occhio.

Quando l’ho visitata, la situazione era effettivamente molto difficile.
La retina era quasi completamente staccata e devastata dalle trazioni diabetiche.

Ma c’era ancora una cosa buona:

la macula.

E a volte, nella chirurgia vitreoretinica, un dettaglio apparentemente piccolo cambia tutto.

Così, insieme al dottor Gerardi, abbiamo deciso di provarci.

Senza promettere miracoli.
Senza illusioni.
Semplicemente facendo chirurgia vitreoretinica moderna nel miglior modo possibile.

Vitrectomia.
Delaminazione delle membrane fibrovascolari.
Perfluoro.
Laser.
Olio di silicone.

Un intervento difficile.
Di quelli in cui sai perfettamente che la biologia e il destino avranno comunque l’ultima parola.

Venti giorni dopo, la signora mi ha mandato un video.

Stava guidando.

E sinceramente mi ha colpito.

Perché a volte noi chirurghi ci abituiamo così tanto alla complessità, ai rischi e alle complicanze da dimenticare cosa significhino davvero questi interventi nella vita reale delle persone.

Per noi:
un altro distacco trazionale diabetico complesso.

Per lei:
riprendersi la vita.

Tornare a muoversi autonomamente.
Rivedere il mondo.
Uscire di casa senza paura.
Tornare a vivere.

Ed è anche per questo che faccio fatica quando vedo ridurre la vitrectomia a discussioni superficiali o semplificate sui social.

La vitrectomia non è “una piccola chirurgia”.
Mai.

E allo stesso tempo, la chirurgia vitreoretinica moderna — quando indicata e fatta bene — può essere una delle cose più potenti che esistano in medicina.

Non perché siamo eroi.
Non perché vada sempre tutto bene.
Perché non è così.

Ma perché ogni giorno, silenziosamente, nelle sale operatorie di tutto il mondo, qualcuno prova a spostare le cose di qualche millimetro nella direzione giusta.

E a volte quei millimetri restituiscono un’intera vita.

Questo non ha prezzo.

I FLOATERS NON SONO “SOLO FLOATERS”.MA LA VITRECTOMIA NON È “SOLO UNA PICCOLA CHIRURGIA”.Negli ultimi anni ho parlato co...
24/05/2026

I FLOATERS NON SONO “SOLO FLOATERS”.
MA LA VITRECTOMIA NON È “SOLO UNA PICCOLA CHIRURGIA”.

Negli ultimi anni ho parlato con centinaia di pazienti affetti da miodesopsie sintomatiche (“floaters”).

Alcuni riescono a conviverci.
Altri no.

Per alcune persone i floaters diventano una presenza costante:
alla guida,
leggendo,
lavorando al computer,
guardando il cielo,
vivendo.

E chi non li ha mai avuti spesso fatica a capire quanto possano diventare invasivi.

Per questo motivo la vitrectomia per floaters esiste.
Ed è una chirurgia che, nei pazienti giusti e nelle mani giuste, può cambiare radicalmente la qualità della vita.

Ma c’è una cosa importante che voglio dire con estrema chiarezza:

una vitrectomia resta una chirurgia intraoculare.

Sempre.

Anche quando dura 20 minuti.
Anche quando viene fatta in anestesia locale.
Anche quando il chirurgo la esegue quotidianamente.

Negli ultimi mesi ho parlato a lungo con una paziente operata altrove con una “core vitrectomy”, cioè una vitrectomia limitata, senza induzione completa del distacco posteriore del vitreo.

L’obiettivo di questo approccio è ridurre il rischio chirurgico lasciando parte del vitreo in sede.

Il problema è che, soprattutto nei pazienti giovani e molto sintomatici, questo approccio può talvolta lasciare residui vitreali, strands o nuove opacità che continuano a disturbare il paziente.

E qui nasce uno dei dilemmi più difficili:
trovare il coraggio di affrontare una seconda chirurgia dopo una prima esperienza non completamente soddisfacente.

Io personalmente preferisco essere molto trasparente.

La vitrectomia completa può essere estremamente efficace.
Ma non è una chirurgia “banale”.

Le complicanze gravi sono rare, ma esistono:
distacco di retina,
infezione,
cataratta,
difetti del campo visivo,
complicanze maculari o retiniche.

Nella mia esperienza personale ho avuto tre pazienti che hanno sviluppato uno scotoma dopo chirurgia per floaters.

È una complicanza rara, ma reale.
Ed è probabilmente quella che temo di più.

Non lo nascondo.
Non l’ho mai nascosto.

Perché credo che il consenso informato non debba essere una firma su un foglio, ma una comprensione autentica di cosa significhi davvero sottoporsi a una chirurgia intraoculare elettiva.

Questo però non significa che la chirurgia per floaters “non debba essere fatta”.

Significa che va fatta:

• nei pazienti giusti,
• per i motivi giusti,
• con aspettative realistiche,
• e dopo una discussione estremamente onesta.

Ci sono pazienti la cui vita cambia profondamente in meglio dopo una vitrectomia.

E ci sono pazienti che, pur migliorando, continuano a percepire imperfezioni visive o sviluppano complicanze.

Questa è la realtà della chirurgia.
Non della chirurgia dei floaters.
Della chirurgia in generale.

Come chirurghi abbiamo il dovere di fare il massimo per aiutare le persone.
Ma anche il dovere di non banalizzare mai ciò che facciamo.

Sul mio sito dedicato ai floaters è possibile scaricare gratuitamente una guida completa dove cerco di spiegare in modo chiaro e trasparente:
• cosa sono realmente le miodesopsie sintomatiche,
• quando abbia senso considerare una chirurgia,
• quali siano i pro e i contro,
• quali rischi esistano davvero,
• e come affrontare questo problema nel modo più consapevole possibile.

Perché la paura spesso nasce dall’incertezza.
E la chiarezza, anche quando non è rassicurante al 100%, è comunque una forma di rispetto verso il paziente.

Sto scrivendo queste riflessioni dopo una bellissima mattinata di surfskate con il mio team, guardando il mare del Nord in una giornata quasi perfetta.

Ed è curioso come proprio il mare mi ricordi continuamente una cosa:
non esiste nulla di completamente privo di rischio.

Si può scegliere di non entrare mai in acqua.
Oppure si può entrare con consapevolezza, preparazione, rispetto e umiltà.

La chirurgia, in fondo, è molto simile.

23/05/2026

Distacco di Retina con piega retinica.

Distacco di retina: chiedere aiuto è segno di forza Un ragazzo di 15 anni con un distacco di retina.Martedì scorso avevo...
18/05/2026

Distacco di retina: chiedere aiuto è segno di forza

Un ragazzo di 15 anni con un distacco di retina.

Martedì scorso avevo eseguito un intervento di chirurgia sclerale con cerchiaggio e piombaggio. Le rotture sembravano ben sostenute dal piombo, ma era presente ancora molto liquido sottoretinico e una piega retinica importante che manteneva aperta una delle due rotture (“fish mouthing”).

Avevo pensato di fare una puntura evacuativa per drenare il liquido.
Poi ho scelto di non farla.

Ho preferito mettere solo gas intraoculare, pensando che fosse una soluzione meno traumatica e più sicura per un ragazzo così giovane.

Era una scelta ragionata.
Ma era la scelta sbagliata.

Il giorno dopo il distacco era peggiorato.

Tra l’altro ero in partenza per Roma e dovevo lasciare questo caso delicato alle mie colleghe in Olanda.

Kristel, molto delicatamente , venerdì mi dice:
“Le rotture sono sul piombaggio… ma c’è ancora molto liquido.”

Esattamente quello che temevo.

Prevedendo che la situazione non si sarebbe risolta spontaneamente, ha riprogrammato il ragazzo per il mio ritorno oggi.
Nuovo intervento.
Nuova anestesia generale.

Il piano era fare il drenaggio evacuativo e sperare che, asciugando la retina, la piega si appianasse permettendo finalmente la chiusura della rottura.

Ho drenato molto liquido.
Ho messo altro gas.
La retina iniziava finalmente ad appianarsi.

Ma la piega era ancora lì.

E allora mi sono fermato.

E ho detto ai miei assistenti:
“Chiamatemi Kristel. Quattro occhi sono meglio di due.”

Di solito sono io quello che viene chiamato per aiutare.
Questa volta ho chiesto io aiuto.

E credo sia stata una delle decisioni migliori della giornata.

Insieme abbiamo rivalutato la situazione e modificato il posizionamento del piombaggio di circa un millimetro posteriormente e associato nuovamente il gas.

Alla fine dell’intervento la retina appariva finalmente ben appoggiata.

La piega è ancora presente, ma penso che l’azione combinata del piombaggio e dell’espansione del gas nelle prossime ore possa avere la meglio.

Altrimenti dovremo passare alla vitrectomia.

La chirurgia vitreoretinica è meravigliosa.
Ma è anche difficile, pesante, piena di decisioni da prendere in pochi secondi.

E proprio nei casi complicati continuiamo a imparare.

Insieme.

Vitrectomia parziale vs totaleNon è che mi piaccia fare i floaters. Ne che mi piaccia avere ragione (va bene un pochino ...
13/05/2026

Vitrectomia parziale vs totale

Non è che mi piaccia fare i floaters. Ne che mi piaccia avere ragione (va bene un pochino si, alla fine sono un essere umano..molto medio) .. e’ che sono contento quando opero un paziente operato di floaters in precedenza con tecnica parziale (non da me ovvio) che poi è felice quando lo rioperi bene.

Quisque sue fortunae faber..

Comunque si mi piace avere ragione 😁

Indirizzo

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Rome
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Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
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Martedì 09:30 - 19:30
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