Dottoressa Maura Marzoli -Psicologa

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Dottoressa Maura Marzoli -Psicologa Psicologa clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio;
Psicosessuologa

23/02/2024

Una storiella simpatica, metafora del lavoro dello psicologo 😊

"Un saggio camminava col suo ca****lo nel deserto quando vide 3 fratelli discutere tra loro in mezzo a 17 cammelli. Il saggio si fermò e chiese cosa stesse accadendo. I giovani riferirono che si stavano spartendo la loro eredità, ovvero i 17 cammelli, ma non sapevano come fare. Le indicazioni da loro ricevute erano state chiare: al primogenito toccava la metà dei cammelli; al secondo 1/3, al terzo 1/9.
Il saggio intervenne mettendo a disposizione il suo ca****lo. I cammelli divennero perciò 18. Quindi, secondo le indicazioni, il primogenito se ne prese 9, il secondo se ne prese 6, il terzo se ne prese 2.
9+6+2 = 17.
Il saggio riprese quindi il suo ca****lo e andò via."
❤️

22/02/2024

Ottima riflessione...

"Egoismo, nella lingua della psicologia, altro non vuol dire se non prendersi cura di se stessi. Trarsi in salvo. Mettersi in sicurezza. Badare a sé. Tenersi presenti. Farsi felici. Perseguirlo, sia come strada che come traguardo esistenziale, anche se pare assurdo, è l’unico modo autentico di essere altruisti: se mi soddisfo per conto mio, non sono a tuo carico. In questo modo anche tu hai spazio, tempo e risorse per fare la stessa cosa con te"
(Stefania Andreoli)

06/02/2024

Si parla tanto di narcisismo. Troppo. E male. Sui social si moltiplicano articoli sul tema scritti troppo spesso non da colleghi ma da persone che si improvvisano esperti di psicologia e di relazioni di coppia non avendone le competenze se non qualche lettura su internet o il sentito dire: "come riconoscere un partner narcisista", " se ha queste 10 caratteristiche è narcisista" ecc ecc... con il termine narcisista a caratteri cubitali e pronunciato come se fosse un reato.
Credo che narcisista stia diventando la parola più usata, in questi tempi, per descrivere in senso dispregiativo un ex. Prima era stronzo/a ora è narcisista. Quando il nostro partner fa qualcosa che non ci piace, soprattutto se ci tradisce o ci lascia, scatta subito la diagnosi fai da te "è narcisista". Diagnosi che serve (apparentemente) a noi, per giustificarci dall' aver passato del tempo con una persona con la quale non ha funzionato. Ma ci serve davvero credere a questa pseudo diagnosi ? Dire "lui/lei è narcisista", sembra deresponsabilizzarci dalla relazione: se la relazione non mi rende felice la "colpa" è sua perché sicuramente è narcisista. La relazione di coppia, in realtà, si costruisce in due e se qualcosa non funziona, se l' altro si comporta male, se ci tradisce, se ci lascia, se ci ignora, se è focalizzato solo su sé stesso ecc. è più funzionale, per noi stessi, iniziare a chiederci cosa stiamo facendo, cosa stiamo guardando e perché rimaniamo incastrati in una situazione che ci porta sofferenza. Senza cadere nella tentazione di cercare risposte facili, di cui il web (e non solo) è pieno, che ci deresponsabilizzano e che non considerano la nostra partecipazione al sistema coppia. Non si tratta di colpa ma di partecipazione.
Non scomodiamo il disturbo narcisistico di personalità, che è un disturbo molto complesso e, soprattutto, le diagnosi lasciamole fare ai professionisti del settore. Di stigma ce ne è già tanto e non serve alimentarlo attribuendo etichette a destra e a manca.

09/01/2024

Sto leggendo intorno alla tragedia di Giulia Lavatura degli articoli orripilanti, per non parlare dei commenti sui social. Una donna ha cercato di togliersi la vita e, col suo gesto, l'ha tolta a sua figlia. Un gesto estremo che ha preferito per sé e per sua figlia a un dolore che non riusciva più a sopportare. Cosa è successo? Non lo sappiamo. Inutile la rincorsa alla diagnosi del disturbo psichico di cui la donna sembrerebbe fosse affetta. La diagnosi non ci spiegherà nulla. Potrà solo dare una falsa rassicurazione ai lettori ("ah vedi? Era "matta". A me non capiterà mai questa cosa perché io non sono "matto"." ) e aumentare lo stigma e le false credenze sulla sofferenza psichica. E lo stigma non farà altro che rafforzare la solitudine di chi soffre. In questa società, intrisa di belle parole perbeniste, spesso le persone vengono lasciate sole. Sarà sicuramente colpa del sistema, delle istituzioni e via discorrendo ma non dimentichiamoci che la società siamo anche noi e che noi possiamo fare qualcosa. Nel caso specifico, ad esempio, non blaterale giudizi e opinioni ignoranti e inopportuni e ricordarci sempre che nessuno di noi è immune alla sofferenza.

Per sorridere 😄
07/01/2024

Per sorridere 😄

❤️
11/12/2023

❤️

Il benessere psicologico non c' entra nulla con la forza o debolezza.
04/12/2023

Il benessere psicologico non c' entra nulla con la forza o debolezza.

Nella giornata di ieri altre persone conosciute hanno parlato del proprio disagio psicologico in televisione. È parte di un lungo processo che ha portato campioni dello sport, personaggi della cultura o dello spettacolo, in genere considerati come “vincenti”, a rendere pubblici i propri problemi.
Si tratta di un messaggio importante: tutti possono avere questo tipo di disagio. È sempre più evidente che, a differenza di quello che si pensava in passato, queste cose non capitano solo alle persone deboli, ma possono capitare a tutti, anche a persone che noi siamo abituati a considerare forti o di successo.
Il fatto che se ne parli tanto ha contributo a un grande cambiamento: le persone cercano più frequentemente aiuto quando hanno questi problemi e si vergognano meno del loro problema.
Così come lo Stato tutela la salute fisica, deve anche tutelare il benessere psicologico. E sta crescendo la coscienza del fatto che esiste il diritto ad essere aiutati, a non essere lasciati soli.

Per approfondire 👇🏻
https://www.adnkronos.com/salute/psicologi-depresso-non-significa-perdente-outing-vip-aiuta_HalgN1J0xBPepl1SfkUiS

Fai il necessario per realizzare il tuo desiderio più ardente, e finirai col realizzarlo.– Ludwig van Beethoven
04/12/2023

Fai il necessario per realizzare il tuo desiderio più ardente, e finirai col realizzarlo.

– Ludwig van Beethoven

Purtroppo lo stigma sulla sofferenza mentale è ancora troppo presente. Parole come "depresso","schizofrenico", "bipolare...
23/11/2023

Purtroppo lo stigma sulla sofferenza mentale è ancora troppo presente. Parole come "depresso","schizofrenico", "bipolare" e addirittura "matto" usate in maniera scomposta per offendere o deridere ne sono solo un esempio. Identificare una persona con il suo disturbo, "lo schizofrenico", "il depresso" ecc., è un altro esempio.
L' associazione disturbo mentale=debolezza o anche disturbo mentale= pericolo sono altri esempi ancora.
In un clima del genere, caratterizzato da ignoranza e quindi da paura e pregiudizi verso la sofferenza psichica, e dall' affannarsi a mettere distanza tra noi ("sani") e loro ("quelli che soffrono di "queste cose"), chi si trova in questa situazione farà il doppio della fatica a riconoscerla, ad accettarla e a chiedere aiuto.
Non dobbiamo vergognarci se soffriamo. Chiedere aiuto è un atto di coraggio non di debolezza.

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