La persona al centro -Dott.ssa Paula Nocchi Psicoterapeuta

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La persona al centro -Dott.ssa Paula Nocchi Psicoterapeuta Psicologa, psicoterapeuta specializzata nella promozione del benessere psico-fisico delle persone.

16/08/2026

La solitudine d’estate: qualcosa su cui riflettere.

L’estate, che dovrebbe essere la stagione più leggera, per alcuni potrebbe diventare il momento più difficile dell’anno.

Partiamo da una cosa che molti di noi sentono ma di cui si parla poco: l’estate ci mette di fronte a un’aspettativa collettiva di socialità e leggerezza che non sempre coincide con la nostra realtà.

Alcuni motivi per cui l’estate può amplificare la solitudine:
🔹 Le routine si rompono. Il lavoro, la scuola, le abitudini quotidiane spesso ci mettono in contatto con gli altri anche senza uno sforzo attivo. Quando queste strutture saltano, il vuoto relazionale diventa più visibile.
🔹 Il confronto sociale aumenta. Vedere gli altri “in compagnia” attiva facilmente pensieri come “sono l’unico/a a essere così”.

🔹 Le giornate sono più lunghe. Più luce, più tempo libero, ma anche più spazio per i pensieri, se non c’è nulla o nessuno a riempirlo.
🔹 Chi vive lontano da casa o ha una rete sociale fragile sente il divario in modo più netto proprio quando tutti “sembrano” partire, incontrarsi, festeggiare.

Sicuramente, una cosa che può aiutarci é riconoscere il sentimento della solitudine e, poi, cercare di non giudicarlo.
La solitudine non è una colpa né un fallimento: è un’emozione che comunica un bisogno di connessione.

Sarebbe importante riuscire a distinguere il “sentirsi soli” dall’ “essere soli”. Può accadere di essere in compagnia ma sentirsi soli, così come si può stare da soli ma sentirsi in pace. Vale la pena chiedersi cosa manca davvero.

Ridurre il confronto sui social. Ricordarsi che ciò che vediamo online è una vetrina, non la realtà intera delle persone.
Chiedere aiuto se il peso è troppo. Se la solitudine si trasforma in tristezza persistente, isolamento marcato o perdita di interesse per le cose, parlarne con un professionista può fare la differenza.

❤️ Non tutte le estati devono essere perfette.
E non tutte le solitudini devono essere nascoste.

La solitudine d’estate: qualcosa su cui riflettere.L’estate, che dovrebbe essere la stagione più leggera, per alcuni pot...
16/08/2026

La solitudine d’estate: qualcosa su cui riflettere.

L’estate, che dovrebbe essere la stagione più leggera, per alcuni potrebbe diventare il momento più difficile dell’anno.

Partiamo da una cosa che molti di noi sentono ma di cui si parla poco: l’estate ci mette di fronte a un’aspettativa collettiva di socialità e leggerezza che non sempre coincide con la nostra realtà.

Alcuni motivi per cui l’estate può amplificare la solitudine:
🔹 Le routine si rompono. Il lavoro, la scuola, le abitudini quotidiane spesso ci mettono in contatto con gli altri anche senza uno sforzo attivo. Quando queste strutture saltano, il vuoto relazionale diventa più visibile.
🔹 Il confronto sociale aumenta. Vedere gli altri “in compagnia” attiva facilmente pensieri come “sono l’unico/a a essere così”.

🔹 Le giornate sono più lunghe. Più luce, più tempo libero, ma anche più spazio per i pensieri, se non c’è nulla o nessuno a riempirlo.
🔹 Chi vive lontano da casa o ha una rete sociale fragile sente il divario in modo più netto proprio quando tutti “sembrano” partire, incontrarsi, festeggiare.

Sicuramente, una cosa che può aiutarci é riconoscere il sentimento della solitudine e, poi, cercare di non giudicarlo.
La solitudine non è una colpa né un fallimento: è un’emozione che comunica un bisogno di connessione.

Sarebbe importante riuscire a distinguere il “sentirsi soli” dall’ “essere soli”. Può accadere di essere in compagnia ma sentirsi soli, così come si può stare da soli ma sentirsi in pace. Vale la pena chiedersi cosa manca davvero.

Ridurre il confronto sui social. Ricordarsi che ciò che vediamo online è una vetrina, non la realtà intera delle persone.
Chiedere aiuto se il peso è troppo. Se la solitudine si trasforma in tristezza persistente, isolamento marcato o perdita di interesse per le cose, parlarne con un professionista può fare la differenza.

12/08/2026

Coppie: come sopravvivere all’estate?
Le vacanze non sono sempre sinonimo di relax e armonia. Più tempo insieme può far emergere differenze, aspettative e bisogni che durante l’anno restano sullo sfondo.

Ecco 5 piccoli suggerimenti per vivere meglio l’estate in coppia:

❤️ 1. Lasciatevi degli spazi personali.
Stare insieme non significa dover fare tutto insieme. Avere momenti per sé può aiutare a ritrovare energia e desiderio di condividere.

❤️ 2. Parlate delle vostre aspettative.
Non date per scontato che l’altro desideri la stessa vacanza che desiderate voi. Raccontatevi cosa vi piacerebbe vivere e cercate un punto di accordo.

❤️ 3. Dite ciò di cui avete bisogno.
Aspettarsi che il partner “capisca da solo” spesso genera frustrazione. Impariamo invece a comunicare i nostri bisogni in modo chiaro.

❤️ 4. Non trasformate ogni conflitto in una crisi di coppia.
Essere in disaccordo è normale. La domanda importante non è “Perché litighiamo?”, ma “Come ci trattiamo quando siamo in disaccordo?”

❤️ 5. Ricordatevi di essere una squadra.
Non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di provare a capire cosa sta succedendo tra voi e trovare insieme una soluzione.

E voi, cosa sentite che mette maggiormente alla prova la vostra coppia durante le vacanze?

COPPIE: COME SOPRAVVIVERE ALL’ESTATE ☀️❤️L’estate viene spesso raccontata come la stagione della coppia felice: più temp...
12/08/2026

COPPIE: COME SOPRAVVIVERE ALL’ESTATE ☀️❤️
L’estate viene spesso raccontata come la stagione della coppia felice: più tempo insieme, vacanze, tramonti, cene fuori, leggerezza.
Eppure, proprio l’estate può mettere una coppia alla prova.
Con il cambiamento dei ritmi, le ore assieme aumentano e gli spazi individuali diminuiscono , emergono nuove dinamiche o si ripresentano attriti già presenti durante l’anno.
Possono emergere pensieri, come:
💭 “Facciamo tutto insieme, ma mi sento comunque solo/a.”

💭 “Perché litighiamo proprio adesso che dovremmo rilassarci?”

💭 “Mi sembra che per te la vacanza significhi una cosa completamente diversa.”

Tuttavia, questo non significa necessariamente che la relazione non funzioni.

A volte è semplicemente il momento in cui la coppia si trova a fare i conti con bisogni diversi, aspettative non esplicitate e modi differenti di vivere la vicinanza.

Allora, come attraversare con serenità l’estate insieme?

1. Non pretendete di fare tutto insieme.
Avere momenti separati non significa essere meno innamorati. Anche nella coppia abbiamo bisogno di uno spazio personale.

2. Parlate delle aspettative prima della vacanza.
Riposo, attività, amici, famiglia, intimità, tempo per sé: non date per scontato che l’altro desideri le stesse cose.

3. Non trasformate ogni differenza in un problema di coppia.
Avere esigenze diverse non significa necessariamente non essere compatibili.

4. Fate attenzione a come litigate.
Il problema non è non discutere mai. È riuscire a sentirsi al sicuro anche quando si è arrabbiati, senza attaccare, svalutare o minacciare l’altro.

5. Ricordatevi di essere una squadra.
Non chiedetevi soltanto “Chi ha ragione?”, ma anche:
“Che cosa sta succedendo tra noi e di cosa abbiamo bisogno entrambi?”

Perché una buona vacanza non è quella in cui non si litiga mai; é quella in cui, anche quando qualcosa va storto, si riesce a ritrovare la strada l’uno verso l’altra. ❤️

Vi é mai capitato di ammalarvi proprio il primo giorno di vacanza? O di sentirvi con dolori muscolari, mal di testa, nau...
10/08/2026

Vi é mai capitato di ammalarvi proprio il primo giorno di vacanza? O di sentirvi con dolori muscolari, mal di testa, nausea dopo una settimana intensa di lavoro?
Tutto questo ha un nome: leisure sickness (sindrome da tempo libero).

Durante i periodi di forte stress e impegno, il nostro organismo si mantiene “in allerta”: produce adrenalina e cortisolo che hanno il compito di tenerci attivi ed efficienti. Quando lo stress si interrompe di colpo; arriva il weekend, iniziano le ferie, o ci prendiamo un momento di pausa, il sistema immunitario e nervoso si “riassestano” bruscamente. É proprio in quel passaggio che il corpo può reagire con sintomi fisici di malessere.

Spesso dietro la leisure sickness si nasconde anche un disagio più profondo: la difficoltà a “permettersi” di riposare senza sensi di colpa, il bisogno di sentirsi sempre produttivi, la paura di fermarsi e ascoltare quello che proviamo davvero quando il rumore di fondo del lavoro si spegne.

Cosa possiamo fare:

✔️ Preparare gradualmente il corpo e la mente al riposo, evitando il passaggio brusco “tutto pieno/tutto vuoto”
✔️ Chiedersi: cosa provo davvero quando mi fermo? Cosa sto evitando di sentire?
✔️ Ricordare che il riposo non va guadagnato: è un bisogno, non un premio

Il corpo, spesso, dice quello che la mente non riesce ancora a dire. Ascoltarlo è il primo passo per prendersene cura. 💛

Con il Solstizio d’Estate si celebra la luce più intensa dell’anno. Il Sole, però, non è soltanto ciò che illumina il mo...
22/06/2026

Con il Solstizio d’Estate si celebra la luce più intensa dell’anno. Il Sole, però, non è soltanto ciò che illumina il mondo intorno a noi ma rende visibile ciò che spesso resta nascosto: i nostri desideri più autentici, le verità che evitiamo di guardare, la direzione che cerchiamo da tempo.

La sua luce non serve solo a vedere meglio fuori, ma a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che vive dentro di noi.

Questo Solstizio ci invita a fermarci e a chiederci: cosa è pronto a emergere nella mia consapevolezza? Quale parte di me ha bisogno di essere illuminata, accolta e finalmente espressa?

Il Sole di questo giorno speciale può aiutarci a riflettere su ciò che desideriamo chiarire e scoprire dentro di noi.

Buon Solstizio d’Estate. ☀️✨

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10/06/2026

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“In meno di un anno ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio, e la Pozzolis Family è solo un ricordo. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora un’apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito.”

Con un video intimo e coraggioso, il comico Gianmarco Pozzoli ha raccontato la grave depressione che lo ha colpito dopo la fine del matrimonio e del progetto lavorativo che per anni aveva condiviso con la moglie. Un dolore che lo ha portato a isolarsi, a perdere 14 chili e a sentirsi svuotato, lontano da sé stesso.

“Mi sono fatto ricoverare al San Raffaele Turro - ha raccontato l’attore - Lì ho visto da vicino altre persone, che in maniera anche più seria e da molto più tempo, non riuscivano più a sorridere, e a godere della luce del sole, non riconoscevano più il dono della vita. I nostri letti erano le nostre grotte nelle quali rifugiarci”.

La sua testimonianza accende i riflettori su una verità che troppo spesso dimentichiamo: la depressione ha mille volti e spesso si nasconde proprio dietro i sorrisi. “Non fate il mio errore, non perdete tempo. Vi meritate di essere felici. Subito.” è l’appello che lancia. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo passo verso la guarigione.

Leggi tutto su greenme.it
https://www.greenme.it/lifestyle/costume-e-societa/gianmarco-pozzoli-depressione/

É davvero narcisismo? O stiamo solo abusando di questa parola?Negli ultimi anni il termine “narcisista” è ovunque. Spess...
18/05/2026

É davvero narcisismo? O stiamo solo abusando di questa parola?

Negli ultimi anni il termine “narcisista” è ovunque. Spesso, viene utilizzato per descrivere ed etichettare i propri ex che si sono dimostrati: freddi, poco coinvolti emotivamente, assenti, ecc.
Tutto questo, però, non basta per definire una persona narcisista.

Quando allora abbiamo solo incontrato l’ennesimo/a egoista, arrogante?
Partiamo da un assunto importante: il narcisista non è in grado di mettere in discussione se stesso. Non perché non voglia ma perché non ha strumenti per farlo. In più, molte persone possono presentare tratti narcisistici e non un disturbo di personalità narcisistico.
La persona fredda e ritirata, invece, riesce ad essere gentile con alcune persone, a stare da sola senza necessità di colmare una solitudine emotiva profonda e senza il bisogno di manipolare l’altro per star bene.
A volte, ci imbattiamo in persone che hanno: paura della vulnerabilità, stili educativi rigidi, modalità difensive apprese nel tempo, difficoltà a riconoscere ed esprimere le loro emozioni ma non hanno bisogno di strumentalizzare il/la partner con l’obiettivo di annientarlo/a.

Un comportamento sbagliato e che ci fa soffrire non equivale automaticamente ad un disturbo di personalità.
Etichettare qualcuno/a come narcisista può sembrare rassicurante, ma spesso ci allontana dalle complessità reale delle persone e delle relazioni.

Dipendenza affettiva: senza di te non sono niente!Chi vive una dipendenza affettiva non ha paura di amare ma di non esse...
16/05/2026

Dipendenza affettiva: senza di te non sono niente!

Chi vive una dipendenza affettiva non ha paura di amare ma di non essere amato. Proprio per questo tollera ciò che lo fa star male, giustifica chi lo ferisce e confonde il bisogno con il sentimento. È una forma di sofferenza emotiva che può portare a perdere sé stessi all’interno della relazione.
La dipendenza affettiva non nasce dalla debolezza ma da antiche ferite che hanno insegnato che l’amore deve essere guadagnato, meritato e da non perdere a nessun costo.

Se ti rivedi in queste parole, e vuoi iniziare a costruire relazione più sane, puoi contattarmi per iniziare a lavorare insieme e ritrovare un rapporto sano con te stesso/a.

Dott.ssa Paula NocchiPsicologa Psicoterapeuta www.paulanocchipsicologa.it

10/05/2026

Indirizzo

Via Portuense Snc
Rome
00149

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393382400954

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