11/06/2026
Per anni la farmacia è stata considerata principalmente il luogo dove acquistare farmaci e ricevere consigli sanitari. Oggi, però, il suo ruolo sta cambiando rapidamente.
Nel 2025 nelle farmacie italiane sono state effettuate oltre 1 milione di prestazioni di telemedicina, con una crescita del 28,5% rispetto al 2024. Un dato che conferma come la farmacia stia diventando sempre più un presidio sanitario di prossimità, capace di offrire servizi che fino a pochi anni fa erano disponibili quasi esclusivamente in ospedali e ambulatori specialistici.
Attraverso strumenti come ECG, Holter cardiaci e Holter pressori, le farmacie stanno contribuendo a portare la sanità più vicino ai cittadini, soprattutto nelle aree dove l’accesso alle strutture sanitarie è più complesso. Secondo i dati di Federfarma, nel solo 2025 sono state individuate oltre 155.000 anomalie cliniche, di cui circa 5.000 hanno richiesto un approfondimento immediato o l’invio del paziente allo specialista.
I numeri raccontano anche un altro fenomeno: la crescente pressione sul Servizio sanitario nazionale. Liste d’attesa, invecchiamento della popolazione e aumento delle patologie croniche stanno rendendo sempre più importante il ruolo della cosiddetta “sanità di prossimità”, prevista anche dal PNRR.
In alcune regioni, come le Marche, la sperimentazione della telemedicina in farmacia ha già contribuito a ridurre le liste d’attesa per alcune prestazioni cardiologiche. Un segnale di come questi servizi possano rappresentare non una sostituzione degli ospedali, ma un’integrazione capace di alleggerire il sistema e migliorare l’accesso alle cure.
Con oltre 20.000 farmacie distribuite sul territorio nazionale, l’Italia dispone già di una delle reti sanitarie più capillari d’Europa. La sfida dei prossimi anni sarà capire quanto questo modello potrà contribuire a rendere il sistema sanitario più accessibile, rapido e vicino ai bisogni delle persone.