16/05/2026
Questo luogo nasce come uno spazio di riflessione a seguito di quello che vedo in stanza di terapia ma anche nel mondo che mi circonda, una frase che dico spesso è che abito “il paese reale” con tutte le sue contraddizioni, il suo costo emotivo ma anche economico, conosco il sovraccarico, la fatica quotidiana di organizzare le giornate per essere in tutti i rapporti in cui voglio essere; in questo periodo più di altri devo dire lo spazio in stanza di terapia è pressoché riempito da coppie di genitori o adolescenti. Gli adulti che si siedono di fronte a me portano con sé uno sguardo tra il confuso e il colpevole, e che prima o poi trovano il modo di dire: mio figlio mi ha detto una cosa che non mi aspettavo, sente di essere in un corpo che non lo rappresenta nel modo in cui vorrebbe.
È di loro che voglio scrivere oggi.
Ci vediamo sabato è online, su e al link in bio