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12/10/2026

Addominoplastica Post-Dimagrimento: Un Approccio Chirurgico per Completarne il Percorso! – IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che completa il post viene documentata una fase dell’intervento dedicata al lipofilling ecoguidato dei glutei.
Nel paziente di sesso maschile, il rimodellamento gluteo richiede criteri differenti rispetto a quello femminile: non è sufficiente aumentare il volume, ma è fondamentale rispettare le caratteristiche proprie dell’anatomia e delle proporzioni maschili.
In particolare, è importante evitare di colmare eccessivamente la depressione sopratrocanterica, poiché la sua correzione determinerebbe un aumento della rotondità e della larghezza laterale del gluteo, con il rischio di conferire una morfologia maggiormente femminile.
L’innesto viene quindi concentrato prevalentemente nei quadranti superiori e centrali, con l’obiettivo di incrementare la proiezione del gluteo senza aumentarne eccessivamente la dimensione trasversale. La distribuzione del grasso diventa così un vero strumento di modellamento tridimensionale, differenziato in funzione del sesso e delle caratteristiche anatomiche del paziente.
Come mostrato nel video, l’intera procedura di lipofilling viene eseguita sotto guida ecografica in tempo reale, così da verificare durante l’innesto la posizione della cannula e assicurarsi che la deposizione del tessuto adiposo avvenga esclusivamente nel piano sottocutaneo, evitando l’iniezione intramuscolare.
Nel lipofilling gluteo, quindi, forma, sede dell’innesto e sicurezza anatomica sono aspetti inscindibili della stessa procedura..

Addominoplastica Post-Dimagrimento: Un Approccio Chirurgico per Completarne il Percorso!La perdita di peso significativa...
12/10/2026

Addominoplastica Post-Dimagrimento: Un Approccio Chirurgico per Completarne il Percorso!

La perdita di peso significativa, ottenuta attraverso dieta e attività fisica, è un traguardo importante che segna una trasformazione fisica e mentale. Tuttavia, per molti pazienti, questo risultato può essere accompagnato da una problematica estetica e funzionale: la presenza di pelle in eccesso. Questo fenomeno è particolarmente comune dopo una perdita di peso massiva, quando la pelle non riesce a retrarsi completamente per adattarsi al nuovo contorno corporeo.
Molto spesso questa situazione determina disagio, imbarazzo e frustrazione in quanto nonostante la costante attività fisica svolta vi è sempre la pelle ad ostacolare l’ottenimento dei risultati attesi!

In questi casi la solo liposuzione non consentirebbe di migliorare il profilo corporeo, potendo addirittura avendo un effetto peggiorativo. Dopo un forte dimagrimento, infatti, la cute si presenta anelastica per cui ogni ulteriore riduzione di volume (come appunto in seguito all’addominoplastica) comporterebbe un peggioramento della cute in eccesso.

L’addominoplastica rappresenta una soluzione chirurgica efficace per affrontare questa problematica, restituendo armonia al corpo e migliorando la qualità della vita.

Perché si Forma la Pelle in Eccesso Dopo il Dimagrimento?

La pelle è un organo elastico, ma la sua capacità di retrarsi dopo un cambiamento significativo di peso dipende da diversi fattori:
1. Durata dell’obesità: Una pelle che è stata tesa per molti anni tende a perdere elasticità, rendendo difficile il ritorno alla forma originale dopo il dimagrimento.
2. Età: La produzione di collagene ed elastina, essenziali per l’elasticità cutanea, diminuisce con l’età.
3. Entità della perdita di peso: Dimagrimenti significativi, come quelli che seguono interventi bariatrici o regimi dietetici intensi, lasciano spesso un eccesso di pelle che il corpo non riesce a riassorbire.
4. Fattori genetici: La predisposizione genetica gioca un ruolo chiave nella capacità della pelle di adattarsi a cambiamenti di volume corporeo.

Nell’area addominale, l’eccesso cutaneo si presenta come pieghe di pelle che non solo compromettono l’aspetto estetico, ma possono causare disagi funzionali, come irritazioni, difficoltà nei movimenti, e persino infezioni cutanee.

L’addominoplastica è un intervento chirurgico progettato per rimuovere l’eccesso di pelle e, in molti casi, il tessuto adiposo residuo nella regione addominale. Ma il suo obiettivo va oltre il miglioramento estetico:
1. Ripristino della funzionalità muscolare: Spesso, dopo una significativa perdita di peso, i muscoli retti addominali si indeboliscono o si separano (diastasi dei retti). L’intervento consente di riavvicinare e suturare questi muscoli, migliorando il tono della parete addominale e la postura.
2. Miglioramento estetico: L’addome riacquista un profilo piatto e tonico, eliminando le pieghe cutanee che possono compromettere l’autostima del paziente.
3. Riduzione del disagio fisico: La rimozione della pelle in eccesso elimina il rischio di sfregamenti, irritazioni e infezioni nelle pieghe cutanee.

Il caso che vi illustro oggi riguarda un ragazzo che, grazie alla costante attività fisica e ad un migliore controllo sull’alimentazione, aveva avuto una perdita di peso. Questo lo ha portato a dover fronteggiare una certa quantità di pelle in eccesso a livello addominale, fonte di disagio.
È stato pertanto eseguito un intervento di addominoplastica con liposuzione circonferenziale che, nel dettaglio, ha consistito dei seguenti passaggi:
- VASER LIPO dei fianchi: una sede di accumulo “ostinato” di grasso è costituito dai fianchi! L’uso degli ultrasuoni ha permesso di emulsionare il grasso, rendendo più efficace e meno traumatica la successiva fase aspirativa
- RENUVION J PLASMA: per contrastare la lassità cutanea post lipo, è stato eseguito il trattamento con il plasma ad elio, per migliorare la tonicità della pelle. Ovviamente questo dispositivo non ha consentito di erscludere la necessità dell’addominoplastica, ma ha comunque migliorato la cute residua (rendendola più tonica) e ha evitato incisioni eccessivamente lunghe
- ULTRA BBL: si tratta del lipofilling ecoguidatoi sui glutei. Anche negli uomini è possibile eseguire il lipofilling sui glutei! A patto di preservare la morfologia maschile! L’obiettivo è stato quello di potenziarle la proiezione del gluteo, agendo sui quadranti centrali e superiori, mentre è essenziale non innestare grasso lateralmente ( a livello della depressione sopra-trocanterica), perché questo comporterebbe una femminilizzazione del gluteo stesso.
- VASER LIPOaddominoplastica: èm stata eseguita la nostra incisione ultra bassa, con scollamento fino al processo xifoideo dello sterno. Nel caso specifico, essendo la parete muscolare in ottime condizioni, non è stato necessario agire sui muscoli. È stata eliminata la cute in eccesso e riposizionato l’ombelico mediante la tecnica della trasposizione.
Dal confronto fra le foto, potete osservare il risultato raggiunto: il corpo appare infatti assolutamente naturale e l’eliminazione della cute in eccesso ha permesso di mettere ancora più in risalto i risultati che il paziente ha ottenuto con il suo costante lavorato in palestra!

L’addominoplastica è molto più di un intervento estetico: è una soluzione che completa il percorso di trasformazione iniziato con la perdita di peso. Per i pazienti giovani e attivi, rappresenta l’opportunità di allineare il proprio corpo ai risultati ottenuti con impegno e disciplina.

08/10/2026

BLEFAROPLASTICA MODERNA, MIGLIORARE LO SGUARDO, MA SENZA STRAVOLGERLO - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento di questo post si osserva una fase di blefaroplastica superiore, un intervento sempre più richiesto per il ringiovanimento dello sguardo. La procedura consiste in una rimozione mirata della cute e, se necessario, di piccole porzioni di tessuto adiposo in eccesso a livello palpebrale, con l’obiettivo di restituire freschezza ed equilibrio all’area perioculare senza alterarne la naturale espressività.

Una delle domande che frequentemente pongono le pazienti riguarda la possibilità di tornare a indossare le lenti a contatto dopo l’intervento. Oggi, infatti, sempre più persone preferiscono le lenti agli occhiali, sia per motivi estetici sia per praticità quotidiana, ed è naturale chiedersi quando sia sicuro riprenderne l’uso.

La risposta è chiara: in linea generale, le lenti a contatto possono essere riutilizzate circa una settimana dopo la blefaroplastica superiore. Prima di questo periodo, infatti, è consigliabile evitarle per una ragione precisa. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento, la palpebra e i tessuti circostanti attraversano una fase di naturale infiammazione e di guarigione. Questo si accompagna spesso a una temporanea riduzione della produzione lacrimale, un fenomeno del tutto fisiologico che può accentuare la sensazione di secchezza oculare.

Indossare lenti a contatto troppo presto significherebbe aumentare il rischio di discomfort, arrossamento e intolleranza temporanea, rendendo meno confortevole la ripresa delle attività quotidiane. Rimandarne l’utilizzo di qualche giorno, al contrario, consente di proteggere l’occhio e favorire un recupero più armonioso.

Dopo la prima settimana, con il via libera del chirurgo e in assenza di particolari complicazioni, è generalmente possibile tornare alle lenti senza problemi, ricordando sempre l’importanza di mantenere un’adeguata lubrificazione oculare con lacrime artificiali, se necessario.
Questo semplice accorgimento garantisce una ripresa sicura e confortevole delle proprie abitudini, senza interferire con i benefici estetici e funzionali dell’intervento.

BLEFAROPLASTICA MODERNA: MIGLIORARE LO SGUARDO, MA SENZA STRAVOLGERLO!Con l’invecchiamento, la regione perioculare subis...
08/10/2026

BLEFAROPLASTICA MODERNA: MIGLIORARE LO SGUARDO, MA SENZA STRAVOLGERLO!

Con l’invecchiamento, la regione perioculare subisce importanti modifiche, potendo risultare in uno sguardo stanco e appesantito. Obiettivo della chirurgia estetica del ringiovanimento periorbitario è quello di migliorare lo sguardo senza però conferirgli un aspetto “artefatto e operato”. Molto spesso, infatti, è possibile vedere casi di blefaroplastica superiore ed inferiore mal eseguiti con un esito peggiorativo.
Se ben condotto, invece, l’intervento di blefaroplastica superiore permette di ripristinare uno sguardo giovanile e fresco. Vediamo più nel dettaglio il caso di oggi.
La paziente si lamentava delle sue palpebre, che le rendevano lo sguardo sempre triste e stanco. A fine giornata, inoltre, lamentava un senso di pesantezza palpebrale e un leggero mal di testa. Il suo obiettivo era quello di sbarazzarsi dell’eccesso di pelle palpebrale e delle borse, così da rendere lo sguardo fresco e riposato. La sua raccomandazione principale era quella di non stravolgere lo sguardo e di non avere un aspetto “tirato e operato”. E’ stato proposto ed eseguito un intervento di ringiovanimento perioculare che ha consistito delle seguenti fasi:
• Blefaroplastica superiore, per la rimozione dell’eccesso di cute palpebrale;
• Asportazione molto conservativa del grasso palpebrale superiore (a differenza del passato, in cui si asportava molto tessuto adiposo con la conseguenza di rendere lo sguardo scheletrito,
attualmente si tende ad una asportazione più conservativa, per garantire risultati più naturali);
• Asportazione di una sottile striscia del muscolo orbicolare superiore, per determinare una maggiore profondità dello sguardo;
Le suture in questo tipo di chirurgia si rimuovono molto velocemente (addirittura già dopo solo 4-5 giorni, perché le palpebre guariscono molto velocemente). Gli esiti cicatriziali sono praticamente invisibili sia perché le cicatrici cadono in “zone strategiche” (la piega palpebrale per la palpebra superiore), sia perchè, costituzionalmente le palpebre cicatrizzano benissimo.

Nella foto post operatoria, potete osservare il raggiungimento degli obiettivi prefissati: uno sguardo riposato, privo di borse o pelle in eccesso, ma assolutamente naturale e non “rifatto”.

05/10/2026

MUMMY MAKEOVER PROⓡ: IL TUO CORPO, DI NUOVO IN ARMONIA! – IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA.

Nel video che completa il post viene documentata una delle fasi del Mummy Makeover, dedicata alla mastopessi associata a lipofilling bicompartimentale.

Si tratta di una tecnica da noi sviluppata e descritta in una pubblicazione scientifica sulla rivista Aesthetic Plastic Surgery, che prevede il posizionamento del tessuto adiposo in differenti compartimenti anatomici, con l’obiettivo di ottimizzare il rimodellamento e la distribuzione dei volumi mammari.

In particolare, nel video è possibile osservare la fase di innesto del tessuto adiposo a livello del muscolo grande pettorale, eseguita sotto visione diretta, consentendo un controllo preciso del piano anatomico e della distribuzione del grasso innestato.

MUMMY MAKEOVER PROⓡ: IL TUO CORPO, DI NUOVO IN ARMONIA!Gravidanze, allattamenti e variazioni ponderali mettono a dura pr...
05/10/2026

MUMMY MAKEOVER PROⓡ: IL TUO CORPO, DI NUOVO IN ARMONIA!

Gravidanze, allattamenti e variazioni ponderali mettono a dura prova il corpo femminile, che può sviluppare alterazioni in diversi distretti corporei. Il corpo, infatti, può presentare problematiche non solo estetiche, ma anche funzionali, come le alterazioni della parete addominale che frequentemente insorgono dopo le gravidanze (diastasi dei muscoli retti, floppy wall, ernia ombelicale, laparoceli, ecc.). Anche il seno spesso mostra dismorfismi legati agli allattamenti e alle perdite di peso, associati ad accumuli adiposi localizzati in “zone critiche” come fianchi, dorso, addome e cosce. Nonostante una dieta controllata e la perdita di peso, queste aree possono rimanere invariate, generando disagio nelle pazienti, che spesso finiscono per autolimitarsi.

La chirurgia estetica, se correttamente eseguita, è in grado di ripristinare armonia, bellezza e funzionalità, svolgendo una duplice funzione: risolvere le problematiche funzionali (con tutti i sintomi correlati) e correggere le alterazioni estetiche, riportando indietro le lancette dell’orologio di diversi anni.
Un intervento molto diffuso negli Stati Uniti è il cosiddetto Mummy Makeover, che comprende una combinazione di procedure finalizzate a correggere le problematiche più comuni conseguenti alle gravidanze. Tuttavia, il Mummy Makeover è un intervento complesso, che richiede molte ore di sala operatoria e deve essere eseguito esclusivamente da chirurghi esperti, su pazienti accuratamente selezionate. Oggi questo approccio si avvale delle tecnologie più moderne, che consentono un decorso post-operatorio meno impegnativo e una ripresa più rapida, ottimizzando al contempo i risultati estetici. Il termine Mummy Makeover PROⓡ identifica proprio l’integrazione di tecnologie avanzate come VASER LIPO, MicroAire PAL e RENUVION J-Plasma.

Il caso di oggi consente di comprendere appieno il potenziale di questo approccio chirurgico. Dopo le gravidanze, la paziente aveva sviluppato una diastasi dei muscoli retti associata a floppy wall. In seguito agli allattamenti, il seno appariva rilassato, con depositi di grasso localizzato refrattari a dieta ed esercizio fisico. La paziente desiderava correggere sia le alterazioni funzionali sia migliorare l’aspetto estetico di addome, dorso e seno. In considerazione delle sue ottimali condizioni generali di salute, è stato quindi pianificato ed eseguito un complesso intervento di Mummy Makeover PROⓡ con addominoplastica secondaria, comprendente:
• VASER LIPO: liposuzione di dorso, fianchi e parete toracica laterale;
• RENUVION J-PLASMA: utilizzato per prevenire la lassità cutanea dopo una liposuzione massiva, favorendo una migliore retrazione della pelle;
• Lipofilling della depressione sopratrocanterica: l’obiettivo non è stato l’aumento indiscriminato del volume, ma un rimodellamento mirato delle aree carenti;
• Mastopessi con lipofilling bicompartimentale: abbiamo eseguito, infatti un lipofilling sia a livello sottocutaneo, sia a livello intramuscoalre (sul muscolo grande pettorale
• VASER Lipoaddominoplastica: liposuzione estesa e correzione dei gravi difetti di parete, mediante la tecnica di interlocking muscolare progressivo, con plicature multiple e sequenziali, riducendo drasticamente il rischio di recidiva.

Dalle immagini post-operatorie è possibile apprezzare un cambiamento estremamente significativo: l’intero corpo appare profondamente trasformato, ma al tempo stesso naturale, armonico e proporzionato.

01/10/2026

LIPEDEMA DELLA GAMBA: PERCHÉ LA DIREZIONE DELLA CANNULA È FONDAMENTALE – IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video viene illustrato un caso di lipedema della gamba e, durante l’intervento, viene evidenziato uno dei principi tecnici più importanti da rispettare nella liposuzione del lipedema: il movimento delle cannule deve seguire un andamento prevalentemente longitudinale, parallelo all’asse maggiore dell’arto.
Non si tratta semplicemente di una scelta tecnica, ma di un vero e proprio principio di sicurezza anatomica.

Le principali strutture linfatiche dell'arto inferiore presentano infatti un decorso prevalentemente longitudinale. Procedere con la cannula nella stessa direzione consente quindi di lavorare il tessuto adiposo cercando di ridurre al minimo l'intersezione e il potenziale traumatismo dei collettori linfatici.
Lo stesso principio assume importanza anche per la protezione delle strutture vascolari e nervose, molte delle quali seguono anch'esse un decorso prevalentemente longitudinale lungo l'arto.

Per questo motivo, durante la liposuzione per lipedema, cerchiamo di evitare per quanto possibile movimenti trasversali e traiettorie indiscriminate, privilegiando tunnel lunghi, regolari e longitudinali, eseguiti con controllo e nel rispetto dei corretti piani anatomici.

Nel trattamento chirurgico del lipedema, infatti, l'obiettivo non è semplicemente quello di rimuovere il tessuto adiposo patologico. È necessario farlo attraverso una tecnica il più possibile anatomica, selettiva e rispettosa delle strutture linfatiche, vascolari e nervose.

ONDE D’URTO E LIPEDEMA: UNA NUOVA FRONTIERA NEL TRATTAMENTO POST-OPERATORIOIl lipedema è una malattia cronica e progress...
01/10/2026

ONDE D’URTO E LIPEDEMA: UNA NUOVA FRONTIERA NEL TRATTAMENTO POST-OPERATORIO

Il lipedema è una malattia cronica e progressiva del tessuto adiposo sottocutaneo che colpisce quasi esclusivamente le donne. È caratterizzato da un accumulo simmetrico e sproporzionato di grasso a livello degli arti inferiori e superiori, con risparmio delle mani e dei piedi. A differenza dell’obesità, il lipedema non regredisce con dieta o attività fisica e si associa spesso a dolore, facilità ai lividi, ridotta mobilità e importante compromissione della qualità della vita.
Oggi la liposuzione, in particolare quella assistita da vibrazione (PAL, Power-Assisted Liposuction), rappresenta il gold standard per la rimozione selettiva del tessuto adiposo patologico. Questo intervento migliora il profilo corporeo, riduce i sintomi dolorosi e aumenta la capacità di movimento delle pazienti. Tuttavia, una delle complicanze più frequenti e invalidanti del post-operatorio è la fibrosi: un processo di cicatrizzazione anomala che porta a ispessimento e indurimento dei tessuti, con perdita di elasticità cutanea e peggioramento estetico e funzionale.

La fibrosi non è solo un problema estetico: può alterare la circolazione linfatica, aumentare la rigidità degli arti e ridurre la qualità del risultato chirurgico. Proprio per prevenire questo fenomeno, negli ultimi anni si è diffuso l’interesse per la terapia con onde d’urto (Shockwave Therapy, SWT).

Nata in ambito urologico per la frammentazione dei calcoli renali, la SWT è stata progressivamente applicata anche in ortopedia, nella medicina dello sport, nelle ulcere croniche e nelle patologie fibrotiche. Le onde acustiche ad alta energia esercitano infatti un duplice effetto: meccanico, rompendo micro-aderenze e rimodellando la matrice extracellulare, e biologico, modulando le cellule coinvolte nella cicatrizzazione.

Cosa succede nei tessuti trattati con onde d’urto?
• Si riduce la proliferazione dei fibroblasti e la loro trasformazione in miofibroblasti (le cellule responsabili della fibrosi);
• Diminuisce l’espressione di citochine pro-infiammatorie come IL-6 e TNF-α;
• Aumenta la produzione di mediatori anti-infiammatori (es. IL-10);
• Si stimola l’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi capillari, migliorando l’ossigenazione dei tessuti;
• Si attivano vie di meccanotrasduzione che favoriscono il rimodellamento fisiologico della matrice extracellulare;
• Vengono reclutate cellule staminali mesenchimali che partecipano al processo rigenerativo.
Tutti questi meccanismi concorrono a ridurre il rischio di indurimenti cicatriziali e a preservare la naturale elasticità della cute.

Nel nostro studio sono state arruolate 75 pazienti con lipedema in stadio II–III sottoposte a liposuzione assistita. Le pazienti sono state divise in due gruppi:
• Gruppo SWT (50 pazienti): hanno iniziato le onde d’urto una settimana dopo l’intervento, con 9 sedute totali (3 a settimana per 3 settimane).
• Gruppo di controllo (25 pazienti): hanno seguito solo la gestione post-operatoria tradizionale (linfodrenaggio manuale e guaine compressive).
I risultati hanno mostrato differenze significative:
• La fibrosi misurata con elastografia ecografica era molto più bassa nel gruppo trattato con onde d’urto;
• La elasticità cutanea era superiore
• Il dolore post-operatorio, valutato con VAS,
• La soddisfazione delle pazienti era più alta (84% molto soddisfatte o soddisfatte contro 71% nel gruppo controllo).
Cosa significa tutto questo nella pratica clinica?
Integrare la terapia con onde d’urto nei protocolli post-operatori potrebbe diventare una strategia efficace e non invasiva per:
• Prevenire la fibrosi,
• Migliorare l’elasticità cutanea,
• Ridurre il dolore,
• Aumentare la soddisfazione e la qualità della vita delle pazienti.
Le onde d’urto, quindi, non sono solo un complemento: rappresentano un vero e proprio alleato per preservare i risultati della liposuzione nel lipedema, proteggendo il lungo e delicato percorso di queste pazienti verso un corpo più armonico e funzionale.
Nel post, potete apprezzare il risultato del trattamento delle gambe di una paziente affetta da lipedema al secondo stadio clinico. L’integrazione tra approccio chirurgico e protocolli mirati post-operatori permette di ottimizzare i risultati!

28/09/2026

MINIADDOMINOPLASTICA O ADDOMINOPLASTICA COMPLETA? L’IMPORTANTE E’ SAPERE SCEGLIERE! – IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che completa il post è possibile osservare la fase di valutazione delle condizioni addominali della paziente, già sottoposta in precedenza, presso un’altra struttura, a un intervento di miniaddominoplastica.
Durante l’analisi vengono presi in considerazione sia i problemi estetici — come il mancato trattamento del dorso, l’assenza di liposuzione del lembo addominale e una cicatrice posizionata troppo in alto — sia i problemi funzionali, legati alla mancata correzione del floppy wall e della diastasi in sede sovraombelicale.

MINIADDOMINOPLASTICA O ADDOMINOPLASTICA COMPLETA? L’IMPORTANTE E’ SAPERE SCEGLIERE!L’addominoplastica è uno degli interv...
28/09/2026

MINIADDOMINOPLASTICA O ADDOMINOPLASTICA COMPLETA? L’IMPORTANTE E’ SAPERE SCEGLIERE!

L’addominoplastica è uno degli interventi maggiormente eseguiti in chirurgia plastica e la sua richiesta, nel corso dell’ultimo quinquennio, è andata nettamente aumentando.

Di questo intervento sono state proposte nel corso del tempo numerose varianti: si è infatti passati da semplici interventi di dermolipectomia (riservati a pazienti dopo forti cali ponderali) ad interventi sempre più perfezionati, complice anche il progresso tecnologico che permette, oggigiorno, di eseguire liposuzioni particolarmente efficaci, ma al tempo stesso sicure.

Proprio perché esistono numerose varianti di questo intervento, è essenziale saper porre le giuste indicazioni!

Non esiste infatti un intervento che vada bene per tutti, ma è necessario saper scegliere tra tutte le varianti disponibili.

È il caso della scelta della mini-addominoplastica.
Si tratta certamente di un intervento molto “allettante”, in quanto si caratterizza per una cicatrice più corta e per l’assenza della cicatrice periombelicale.
La scelta della mini-addominoplastica è dettata esclusivamente dalla valutazione dell’eccesso di cute e sottocute: infatti, tramite questo approccio è comunque possibile correggere adeguatamente le alterazioni della parete muscolare (seppur con una maggiore difficoltà tecnica per il chirurgo).

L’esecuzione di una mini-addominoplastica richiede la presenza di due requisiti essenziali:
1. un lieve/modesto eccesso di cute e sottocute;
2. un ombelico che fisiologicamente si trovi già in una posizione sufficientemente alta (nel corso della mini-addominoplastica, infatti, l’ombelico viene trasposto internamente — dopo averne sezionato il peduncolo — di circa 1–2 cm; è quindi essenziale che, di partenza, si collochi in una sede adeguatamente alta).
Qualora uno o entrambi questi requisiti non siano rispettati, non vi è indicazione a eseguire una mini-addominoplastica, bensì un’addominoplastica completa.

Vediamo più da vicino il caso di oggi, particolarmente indicativo di questi aspetti.
A seguito delle gravidanze, la paziente aveva sviluppato una diastasi post-gravidica, per la quale si era sottoposta, in un’altra sede, a un intervento di mini-addominoplastica. Tuttavia, la diastasi era recidivata e non era stato identificato né corretto il floppy wall; era inoltre presente un eccesso di cute sopra-ombelicale , non gestito dal precedente intervento.
Il desiderio della paziente era quello di risolvere sia le problematiche funzionali sia quelle estetiche, ripristinando un’adeguata figura corporea.
L’intervento proposto ed eseguito è stato quindi quello di conversione della mini-addominoplastica in addominoplastica completa, associata a rimodellamento del dorso e delle regioni trocanteriche, che più nel dettaglio ha previsto i seguenti passaggi:
⁃ VASER LIPO a livello del dorso, dei fianchi e delle regioni trocanteriche. Nel corso del precedente intervento, infatti, queste aree non erano state trattate. Tuttavia, ogni rimodellamento estetico dell’addome non può prescindere da un contestuale trattamento del dorso: il complesso addome/dorso va infatti considerato come un’unica unità estetica;
⁃ Lipofilling delle depressioni sopratrocanteriche. Il lipofilling è stato eseguito sotto guida ecografica, con innesto di tessuto adiposo esclusivamente in sede sottocutanea;
⁃ VASER LIPO dell’addome, per assottigliare il lembo addominale fino a uno spessore di circa 1 cm (la liposuzione, infatti, non era stata eseguita nel corso del precedente intervento);
⁃ Conversione della mini-addominoplastica in addominoplastica completa. Nel caso specifico la cicatrice è stata ulteriormente abbassata ed allungata solo di pochi centimetri (era infatti presente una cicatrice piuttosto lunga per trattarsi di una mini-addominoplastica);
⁃ Correzione delle alterazioni di parete: è stata corretta la diastasi recidiva in sede sopraombelicale e rinforzata la correzione in sede sotto-ombelicale. Per la correzione del floppy wall sono state eseguite una plicatura a corsetto e tre plicature trasversali;
⁃ Ombelicoplastica. Nel caso specifico, l’ombelico della paziente non era stato precedentemente reciso, ma semplicemente trazionato verso il basso, mantenendo integro il peduncolo vascolare, ovvero la struttura attraverso la quale passano i vasi che ne garantiscono la vitalità. Questa condizione ha consentito di eseguire una trasposizione dell’ombelico in totale sicurezza, senza rischi di compromissione vascolare.
Qualora, al contrario, l’ombelico fosse stato inciso in profondità nel precedente intervento, con sezione del peduncolo, non sarebbe stato possibile conservarlo. In tal caso, qualsiasi ulteriore incisione circonferenziale avrebbe determinato la perdita della vascolarizzazione, rendendo necessario il ricorso a una neo-ombelicoplastica per ricreare un nuovo ombelico.

Dal confronto fra le immagini è possibile osservare il risultato ottenuto: l’intera figura corporea appare slanciata, con una nuova linea elegante e atletica, ma non artefatta.

Indirizzo

Viale Europa
Rome
00144

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