Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica

Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica Cari Amici, con questa Pagina sarete sempre aggiornati su tutte le novità della Chirurgia Plastica ed Estetica

10/08/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® NELLE PAZIENTI MOLTO MAGRE: QUANDO “POCO” RENDE LA CHIRURGIA PIÙ COMPLESSA: IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che completa questo post viene illustrato un concetto anatomico ed estetico particolarmente importante nella pianificazione di un Mummy Makeover PRO®: il rapporto tra il nuovo solco mammario e le proporzioni complessive del torso.

Durante una mastoplastica additiva, infatti, può essere necessario abbassare il solco sottomammario per adattarlo alle caratteristiche della protesi, ottimizzare il posizionamento dell'impianto e ottenere una corretta distribuzione del volume mammario.

Ma questa manovra non modifica soltanto il seno.
Abbassare il solco significa anche “accorciare” visivamente il torso

Quando il solco mammario viene spostato inferiormente, una porzione della cute precedentemente appartenente al tratto superiore dell'addome viene, di fatto, incorporata nella nuova configurazione della mammella.

La conseguenza geometrica è importante: aumenta la distanza tra giugulo e solco mammario e, contemporaneamente, si riduce quella tra solco mammario e ombelico.
In altre parole, il torso appare più corto.

Per questo motivo, l'abbassamento del solco non dovrebbe essere considerato una semplice manovra tecnica necessaria ad “accogliere” una protesi. Deve essere programmato con grande prudenza, valutando l'effetto che pochi centimetri di modifica possono determinare sull'intera armonia del tronco.

Un abbassamento eccessivo può infatti creare una mammella apparentemente troppo lunga e, soprattutto, alterare il rapporto proporzionale tra seno, addome e ombelico.
Nella pianificazione devono quindi essere considerate contemporaneamente due distanze fondamentali:
1) giugulo → solco mammario
e
2) solco mammario → ombelico.

Non si tratta di ricercare una misura standard valida per tutte le pazienti, ma di mantenere un rapporto armonico tra i diversi segmenti del torso, rispettando altezza, costituzione, posizione dell'ombelico e caratteristiche della parete addominale.
Ed è proprio qui che emerge uno dei principi del Mummy Makeover PRO®.

Quando seno e addome vengono valutati nell'ambito dello stesso progetto chirurgico, il corpo può essere considerato nella sua continuità tridimensionale. La posizione del nuovo solco mammario non viene quindi decisa osservando esclusivamente la mammella, ma valutando anche ciò che quella modifica determinerà sulle proporzioni dell'addome e dell'intero tronco.

Il seno non termina al solco mammario e l'addome non inizia semplicemente al di sotto di esso: entrambi partecipano alla stessa architettura del torso.

È questa visione d'insieme che permette di trasformare una serie di singole procedure chirurgiche in un progetto realmente armonico, nel quale volume mammario, posizione del solco, lunghezza del torso e profilo addominale vengono pianificati come parti di un'unica anatomia.

MUMMY MAKEOVER PRO® NELLE PAZIENTI MOLTO MAGRE: QUANDO “POCO” RENDE LA CHIRURGIA PIÙ COMPLESSASi potrebbe pensare che un...
10/08/2026

MUMMY MAKEOVER PRO® NELLE PAZIENTI MOLTO MAGRE: QUANDO “POCO” RENDE LA CHIRURGIA PIÙ COMPLESSA

Si potrebbe pensare che una paziente molto magra, con BMI basso e pochissimo tessuto adiposo, rappresenti un caso tecnicamente più semplice. In realtà, spesso è vero il contrario.

Nel Mummy Makeover PRO®, le pazienti molto magre richiedono una pianificazione particolarmente accurata: quando il tessuto sottocutaneo è estremamente sottile, ogni irregolarità, tensione o punto di sutura profondo può diventare visibile o palpabile. Per questo motivo, le suture interne devono essere eseguite con particolare attenzione e con modalità introflettente, così da ridurne al minimo la palpabilità e preservare una superficie corporea naturale.
Nel caso di oggi, dopo le gravidanze, la paziente presentava una diastasi dei muscoli retti associata a una marcata lassità della parete addominale infraombelicale (“floppy wall”).

Non si trattava soltanto di un problema estetico. La paziente riferiva anche alterazioni posturali con fastidio lombare e difficoltà nella gestione di perdite urinarie durante gli sforzi. Questi sintomi possono associarsi a una ridotta efficienza funzionale del complesso addomino-pelvico, pur senza poter attribuire automaticamente un rapporto causale diretto alla sola diastasi.

A livello mammario era inoltre presente una ipoplasia mammaria associata ad asimmetria, anch'essa conseguente alle modificazioni corporee successive alle gravidanze.

Il trattamento mammario ha previsto una mastoplastica additiva, con correzione dell'asimmetria mediante una sutura-mastopessi round block, e l'impianto di protesi ad alta proiezione da 270 cc. L'obiettivo non era creare un seno eccessivamente voluminoso, ma recuperare proporzioni e simmetria mantenendo un risultato coerente con la corporatura estremamente esile della paziente.
A livello addominale, proprio per la scarsissima disponibilità di cute e la pressoché totale assenza di tessuto adiposo in eccesso, è stata scelta una mini-addominoplastica, evitando quindi una cicatrice periombelicale.
La diastasi è stata corretta mediante la nostra tecnica di interlocking musculare progressiva, mentre la componente di floppy wall infraombelicale è stata trattata mediante plicatura a corsetto associata a due plicature trasversali, con l'obiettivo di agire non soltanto sulla linea mediana, ma sulla geometria complessiva della parete addominale.

Nelle immagini postoperatorie è particolarmente evidente il miglioramento dell'assetto posturale e della continuità della parete addominale. Allo stesso tempo, la silhouette rimane volutamente naturale: non un addome artificialmente teso o un seno sproporzionato, ma una figura fisiologica, armonica e coerente con il basso BMI della paziente.

La scelta della mini-addominoplastica ha inoltre consentito di ottenere la correzione indicata senza creare una cicatrice periombelicale.
Questo caso mette in evidenza un principio importante della chirurgia del body contouring: avere poco tessuto non significa avere poca complessità chirurgica! Nella paziente molto magra, al contrario, esistono margini di errore estremamente ridotti.

Nel Mummy Makeover PRO® l'obiettivo non è aggiungere o sottrarre il più possibile, ma intervenire esattamente dove serve, rispettando anatomia, proporzioni e naturalezza!

RIMOZIONE DI PROTESI MAMMARIE: QUANDO IL SENO TORNA AL NATURALELa mastoplastica additiva è l’intervento più eseguito in ...
16/07/2026

RIMOZIONE DI PROTESI MAMMARIE: QUANDO IL SENO TORNA AL NATURALE

La mastoplastica additiva è l’intervento più eseguito in chirurgia plastica e, grazie ai progressi tecnologici delle protesi, oggi può essere effettuato in regime di Day Hospital, senza drenaggi né fasciature, con un semplice reggiseno contenitivo. Ciò potrebbe indurre a credere che si tratti di un intervento “semplice”, ma la realtà è ben diversa: la mastoplastica additiva è un’operazione complessa che richiede una pianificazione accurata e personalizzata.

Non basta scegliere il volume della protesi: vanno considerati anche la larghezza, l’altezza (nelle anatomiche), la proiezione, la forma, il tipo di gel, la sede dell’impianto, la tecnica di accesso, il tipo di tasca e, non di rado, la necessità di associare una mastopessi. La mancanza di una corretta pianificazione può condurre a risultati inadeguati, fino a rendere necessario l’espianto.
È ciò che è accaduto alla paziente di cui parliamo oggi. L’anno prima si era sottoposta a mastopessi con protesi in tecnica dual plane. Tuttavia, il risultato non era stato soddisfacente: la paziente giudicava il seno eccessivo, ingombrante, non in linea con i suoi desideri. Il suo obiettivo non era infatti aumentare il volume, ma semplicemente ritrovare il seno naturale di prima delle gravidanze e degli allattamenti.

Col tempo erano comparsi anche dolori dorsali, difficoltà nei movimenti e contrattura capsulare con limitazione funzionale.
Si è quindi optato per un intervento mirato a riportare il seno a un aspetto più naturale, che ha previsto:

- Espianto delle protesi con capsulectomia radicale, data la severa contrattura capsulare (soprattutto a sinistra).
- Chiusura della tasca mammaria.
- Mastopessi compensatoria, con riposizionamento e riduzione del diametro areolare.
- Utilizzo dei tessuti residui per ricostruire una forma armonica, senza reimpianto di protesi.

Un aspetto importante nel caso di oggi è che le cicatrici della mastopessi con protesi eseguita nel primo intervento cadevano troppo in basso, a livello della cute toracica. Questa condizione, purtroppo, non era correggibile, poiché legata alla posizione errata della cicatrice originaria.
Il risultato finale mostra un seno di volume adeguato, ben posizionato sul torace, in armonia con la figura della paziente, che ha ritrovato leggerezza e naturalezza, liberandosi dall’ingombro delle protesi e migliorando notevolmente la qualità della vita.


09/07/2026

Lifting del braccio e dell’avambraccio: un approccio mirato nei casi selezionati - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video che accompagna questo post viene illustrato un caso particolare di lifting del braccio e dell’avambraccio, un intervento che non rientra nella routine quotidiana della chirurgia plastica, ma che può diventare necessario in pazienti accuratamente selezionati.

Il lifting del braccio (brachioplastica) è un intervento ormai relativamente comune, soprattutto nella popolazione post-bariatrica, dove la massiva perdita di peso determina un marcato eccesso cutaneo lungo la superficie interna del braccio. In questi casi, l’asportazione della cute eccedente, spesso preceduta o associata a liposuzione, permette di ridisegnare il profilo del braccio, migliorando non solo l’estetica ma anche la qualità della vita della paziente.

Diverso è il discorso per il lifting dell’avambraccio, procedura decisamente più rara e indicata solo quando la lassità cutanea è molto accentuata. Infatti, se nel braccio la cicatrice può essere nascosta in sede postero-mediale, nell’avambraccio l’incisione diventa più visibile, poiché viene condotta lungo la superficie ulnare fino a raggiungere il polso. Questo implica un maggiore impatto cicatriziale nella vita di tutti i giorni, motivo per cui il lifting dell’avambraccio non è mai la prima scelta.
Oggi disponiamo di diverse tecnologie di skin tightening, come ad esempio il Renuvion® J-Plasma, che sfruttano l’energia a plasma elio o ad ultrasuoni per stimolare retrazione cutanea. Tuttavia, in presenza di una lassità severa, legata a fattori come età, qualità della pelle o pregressi interventi (ad esempio liposuzioni massive per lipedema), neanche questi strumenti garantiscono un risultato soddisfacente. In tali circostanze, l’unica soluzione realmente efficace resta l’escissione chirurgica della cute in eccesso.
Nel caso mostrato nel video, la brachioplastica è stata dunque estesa all’avambraccio, prolungando l’incisione fino al polso e permettendo di eliminare l’eccesso cutaneo che altrimenti avrebbe compromesso l’armonia del risultato.

Questo esempio sottolinea come la chirurgia plastica richieda sempre un approccio personalizzato: solo valutando attentamente ogni singolo caso è possibile bilanciare il miglioramento estetico con la gestione delle cicatrici, ottenendo un risultato naturale e soddisfacente.

LIFTING DEL BRACCIO E DELL’AVAMBRACCIO CON VASER LIPO: NUOVE FRONTIERE DEL BODY CONTOURINGNegli ultimi anni, il lifting ...
09/07/2026

LIFTING DEL BRACCIO E DELL’AVAMBRACCIO CON VASER LIPO: NUOVE FRONTIERE DEL BODY CONTOURING

Negli ultimi anni, il lifting delle braccia (brachioplastica) è diventato uno degli interventi più richiesti in chirurgia plastica post-bariatrica. Questo trend è strettamente legato all’aumento dei pazienti che si sottopongono a chirurgia bariatrica o a percorsi di dimagrimento intensivo, con conseguente perdita ponderale massiva. Tale trasformazione corporea, se da un lato migliora in maniera sostanziale la salute generale e la qualità di vita, dall’altro lascia inevitabilmente in eredità un’importante lassità cutanea multiregionale, che spesso interessa addome, cosce, seno e, appunto, le braccia.

La brachioplastica ha lo scopo di eliminare l’eccesso cutaneo e adiposo, restituendo al braccio un profilo più armonico e naturale. Tuttavia, se l’intervento è ormai entrato a far parte delle procedure comuni di rimodellamento corporeo, non altrettanto si può dire per il lifting dell’avambraccio. Questa procedura, molto più rara, comporta infatti un esito cicatriziale particolarmente visibile nella vita di tutti i giorni, poiché l’incisione può estendersi lungo la superficie ulnare fino al polso. Per tale ragione, viene riservata a casi selezionati, laddove la semplice liposuzione non sarebbe sufficiente a correggere la cedevolezza cutanea.

È interessante ricordare come la gestione del post-operatorio sia radicalmente cambiata negli anni. In passato, le pazienti venivano immobilizzate con vere e proprie medicazioni gessate per circa un mese dopo l’intervento: un approccio non solo invalidante, ma anche gravato da complicanze. Con l’evoluzione tecnologica, l’intervento è oggi molto più sicuro, meno traumatico e caratterizzato da una ripresa più rapida.
Una delle innovazioni più importanti è rappresentata dalla VASER Lipo®, tecnologia a ultrasuoni di terza generazione che permette di “sciogliere” selettivamente il tessuto adiposo (liposelezione) preservando strutture nobili come nervi, vasi e soprattutto il sistema linfatico. Questa caratteristica è fondamentale, perché riduce i rischi di complicanze linfatiche, limita sanguinamenti e lividi, e rende possibile una retrazione cutanea più efficace.

Nel lifting delle braccia con VASER Lipo, i vantaggi sono molteplici:

- maggiore aspirazione di tessuto adiposo senza traumi;
- minore danno a strutture vascolo-nervose e linfatiche;
- effetto di retrazione cutanea, fondamentale in pazienti con pelle lassa;
- minori lividi e gonfiori post-operatori, con recupero più veloce.

Il caso presentato oggi riguarda una paziente sottoposta in precedenza a chirurgia del lipedema, con liposuzione massiva di braccia e avambracci. Alla condizione di base si sommavano due fattori aggravanti: l’età della paziente e la qualità non ottimale della pelle. In questo contesto, la sola liposuzione avrebbe lasciato un’evidente lassità cutanea, soprattutto a livello dell’avambraccio.

Per questo motivo è stata pianificata una procedura combinata di:
- VASER Lipo estesa su braccio e avambraccio, al fine di emulsionare e aspirare l’adiposità preservando strutture linfatiche e nervose.
- Brachioplastica postero-mediale con incisione secondo Hunstad, per asportare la cute eccedente del braccio e posizionare la cicatrice in una sede scarsamente visibile, anche in movimento.
- Estensione dell’incisione all’avambraccio, portandola lungo la superficie ulnare fino al polso. Questa scelta, non comune, è stata dettata dalla necessità di trattare un eccesso cutaneo marcato, che altrimenti avrebbe compromesso il risultato estetico e funzionale.

La fase di avulsione cutanea ha permesso di rimuovere la cute in eccesso in maniera progressiva e rispettosa delle strutture sottostanti: l’escissione viene eseguita dall’ascella verso il gomito, e, in questo caso, prolungata distalmente, consentendo ai piccoli fasci vascolo-nervosi e linfatici di “sfilacciarsi” naturalmente senza traumi diretti.

La chiusura è stata effettuata per piani, comprendendo la fascia di Lockwood, così da distribuire la tensione e ridurre la forza sulla sutura cutanea, ottenendo una cicatrice sottile e lineare. Infine, una liposuzione di rifinitura con cannule sottili ha permesso di scolpire in modo più naturale la concavità tra bicipite e deltoide, così come la transizione verso l’avambraccio.
Il risultato finale mostra braccia e avambracci armonici, con profilo naturale e senza costrizioni innaturali (“effetto salsicciotto”). La cicatrice, in sede postero-mediana per il braccio e ulnare per l’avambraccio, risulta poco visibile nelle normali posture e pressoché nascosta nella cosiddetta “posizione dell’eloquio” (quando si parla e si gesticola con un interlocutore).
Il decorso post-operatorio è stato sorprendentemente rapido: grazie al VASER Lipo, i lividi sono risultati contenuti e il recupero funzionale molto veloce, con ridotta sintomatologia dolorosa.

06/07/2026

Addominoplastica Avanzata: Rimozione Sottoscarpale e Liposuzione per UN RISULTATO PERFETTO! - IL VIDEO - ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video a completamento del post, potete osservare una fase dell’intervento di addominoplastica in cui si valuta la condizione della parete muscolare della paziente. spesso ci capta di osservare quadri in cui, a fronte di una diastasi di modesta entità correla una lassità di parete severa che causa anche una limitante sintomatologia. questi quadri sono quelli più insidiosi perché, se non si riconosce la lassità di parete-o floppy wall - basandosi solo sull’ampiezza della diastasi, si potrebbe addirittura non dare indicazione chirurgica al trattamento di queste forme!.

Addominoplastica Avanzata: Rimozione Sottoscarpale e Liposuzione per UN RISULTATO PERFETTO! La procedura di addominoplas...
06/07/2026

Addominoplastica Avanzata: Rimozione Sottoscarpale e Liposuzione per UN RISULTATO PERFETTO!

La procedura di addominoplastica è in continua evoluzione grazie all’uso combinato di tecniche come la liposuzione power assisted (PAL), gli ultrasuoni per il pre-trattamento del grasso (VASER LIPO) e il plasma ad elio per la retrazione cutanea (RENUVION J Plasma).

Un approccio chirurgico che consente di rimuover ancora di più il tessuto adiposo in sicurezza è l’asportazione diretta del tessuto adiposo al di sotto della fascia di Scarpa.

Nell’addome, il grasso è stratificato in due livelli principali: sopra e sotto la fascia di Scarpa. La fascia di Scarpa è uno strato di tessuto fibroso che si trova nell’ambito del tessuto adiposo sottocutaneo.
Il grasso sovrascarpale si trova al di sopra di questa fascia e ha una vascolarizzazione più ricca grazie ai vasi sanguigni della pelle e del sottocutaneo. Questo strato viene preservato per mantenere una buona circolazione nel lembo addominale.

Il grasso sottoscarpale, invece, è situato al di sotto della fascia di Scarpa e ha un afflusso di sangue più limitato, proveniente principalmente dai muscoli sottostanti. Questo strato può essere rimosso in sicurezza senza compromettere significativamente la vascolarizzazione, poiché i vasi principali si trovano al di sopra della fascia di Scarpa. La rimozione del grasso sottoscarpale consente di ottenere un profilo addominale più piatto e uniforme, riducendo lo spessore complessivo del tessuto adiposo.

É stato recentemente eseguito uno studio che ha indagato sulla sicurezza e sui risultati dell’escissione del grassso sottoscarpale in corso di addominoplastica
Lo studio ha valutato la sicurezza e l’efficacia della lipectomia sottoscarpale diretta, eseguita contemporaneamente alla liposuzione, su 200 pazienti consecutivi sottoposti a addominoplastica.

Lo studio ha confermato che la lipectomia sottoscarpale combinata con la liposuzione non compromette la vascolarizzazione del lembo addominale, poiché la vascolarizzazione principale rimane al di sopra della fascia di Scarpa.

L’utilizzo della lipectomia sottoscarpale diretta consente un migliore risultato estetico grazie alla rimozione più rapida di un maggior volume di grasso. Anche se in passato si temeva che l’uso combinato di queste tecniche potesse aumentare il rischio di complicanze vascolari, gli studi moderni supportano la sicurezza di questa procedura. La scelta dei pazienti e una valutazione preoperatoria completa sono cruciali per minimizzare i rischi e ottimizzare gli esiti estetici!

Vediamo più nel dettaglio il caso di oggi.
A seguito delle gravidanze, la paziente aveva sviluppato diastasi dei retti, lassità di parete ed ernia ombelicale. Si erano inoltre stratificati accumuli di grasso refrattari a dieta e attività fisica.
É stato eseguito un intervento di addominoplastica con rimodellamento 360° che ha previsto i seguenti passaggi:
· VASER LIPO circonferenziale: i depositi di grasso presenti, infatti, sono stati trattati con gli ultrasuoni di terza generazione, così da ottenerne la sonicazione del tessuto adiposo. Questo consente di preservare i vasi linfatici ed ematici e le strutture nervose in quanto gli ultrasuoni impiegati hanno una selettività massima solo per le cellule adipose. Il calore interno generato dal sistema consente anche di facilitare la retrazione cutanea.
· Il tessuto adiposo cosi trattato è stato aspirato mediante la metodica MICROAIRE PAL, vale a dire le cannule ad andamento reciprocante che permettono di eliminare molto efficacemente il tessuto adiposo pretrattato con la VASER LIPO.
· VASER LIPO a livello della parete toracica laterale, essenziale per ottenere una figura corporea più slanciata
· Lipoaddominoplastica a cicatrice ultra-bassa;
· Correzione dei difetti di parete. La paziente presentava severe diastasi e lassità di parete. La correzione della diastasi è avvenuta grazie alla nostra tecnica di interlocking muscolare progressiva (che azzera il rischio di recidiva); è stata inoltre effettuata anche la plicatura a corsetto, a scopo funzionale ed estetico, visto che permetter di ottenere una forte riduzione della circonferenza della vita. Sono state altresì eseguite 3 plicature ad andamento trasversale (plicature a stringhe)
· Lipofilling della depressione sopratrocanterica (per ottenere un’armonica figura con alternanza di concavità e convessità) e lipofilling dei glutei sotto guida ecografia.
Neo-ombelicoplastica. La paziente, infatti, presentava una voluminosa ernia ombelicale che ha imposto di sacrificare l’ombelico esistente e ricrearne uno nuovo.

Dalle foto post-operatorie, potete osservare il grandissimo miglioramento ottenuto. L’intera regione dorso-addome è stata trattata come un’unica unità estetica, permettendo un risultato estetico ben maggiore rispetto a quanto avrebbe potuto comportare la sola addominoplastica. La silhouette appare infatti slanciata, la cicatrice non visibile dalla biancheria e anche i glutei presentano una migliore estetica, grazie alla liposuzione massiva del dorso.

LIFTING COMPLESSO DELLA MAMMELLA: AFFRONTARE I CASI ESTREMICon il passare del tempo, le gravidanze e l’allattamento, è d...
02/07/2026

LIFTING COMPLESSO DELLA MAMMELLA: AFFRONTARE I CASI ESTREMI

Con il passare del tempo, le gravidanze e l’allattamento, è del tutto normale osservare una progressiva “discesa” della mammella, definita ptosi. Sebbene possa presentarsi con diversi gradi di severità, nella maggior parte dei casi si tratta di forme moderate, che possono essere agevolmente corrette con le tecniche standard di mastopessi.
In alcune pazienti, tuttavia, soprattutto a seguito di importanti dimagrimenti dopo chirurgia bariatrica, la ptosi mammaria può raggiungere livelli estremi. È il caso della paziente presentata, che dopo un rapido calo ponderale, dovuto alla chirurgia bariatrica, presentava una ptosi gravissima, con i capezzoli dislocati in basso e medialmente. La pelle, sottile e priva di tono, non offriva più alcun sostegno al parenchima mammario, interamente scivolato verso il polo inferiore.

Per un quadro così complesso, è stata necessaria una strategia chirurgica avanzata, specifica per i pazienti ex obesi: si tratta della mastopessi secondo Rubin che ha previsto vari passaggi:

- Separazione ghiandola-cute: la cute è stata completamente scollata dal parenchima, quasi come in una mastectomia, in modo da trattare in maniera distinta le due componenti.
- Rimodellamento ghiandolare: il parenchima mammario è stato ripiegato e compattato per assumere una forma sferica e proiettata, simulando la presenza di una protesi.
- Trasposizione del capezzolo: il complesso areola-capezzolo è stato risalito di diversi centimetri, posizionandolo correttamente sulla cupola mammaria. La vascolarizzazione è stata assicurata da un doppio apporto, inferiore e posteriore, per ridurre il rischio di ischemia.
- Fissaggio in alto: la ghiandola è stata ancorata solidamente alla fascia del muscolo pettorale mediante multiple suture robuste, garantendo stabilità nel tempo.
Adattamento cutaneo: l’involucro cutaneo, ridotto e ridisegnato, è stato ribaltato sulla ghiandola rimodellata, creando un rivestimento “su misura”.
- Liposuzione della parete toracica laterale: per armonizzare il profilo, migliorare la curvatura e definire il contorno laterale della mammella.

La tecnica di Rubin rappresenta uno degli approcci più innovativi e sicuri nei casi di ptosi severa. Prevede, come abbiamo visto, la separazione completa della pelle dal parenchima mammario e il successivo rimodellamento della ghiandola come una struttura autonoma, che viene fissata in alto al piano pettorale. In questo modo si realizza una vera e propria “mastopessi a doppio livello”:
una mastopessi della ghiandola, che viene compattata e sospesa in alto;
una mastopessi della pelle, che viene poi adattata come involucro esterno.
Questo doppio approccio consente di ottenere risultati molto più stabili nel tempo rispetto alle tecniche classiche, in cui cute e ghiandola vengono trattate insieme e la recidiva di ptosi è più frequente.

Le foto post-operatorie mostrano il ripristino di una posizione fisiologica e armoniosa della mammella. Il punto chiave è stato trattare in modo distinto cute e parenchima, ridando volume, forma e proiezione alla ghiandola, e adattando successivamente la pelle. Un’attenta emostasi ha reso possibile l’intervento senza drenaggi.


29/06/2026

MUMMY MAKEOVER PRO®: IL TUO CORPO, LA TUA RINASCITA! - IL VIDEO – ATTENZIONE: IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI TRATTE DALLA SALA OPERATORIA

Nel video di oggi viene affrontato un tema molto dibattuto in chirurgia plastica: se l’esecuzione di più procedure nello stesso tempo chirurgico comporti o meno un aumento dei rischi per la paziente.
Nel video viene citato uno studio che dimostra come il Mummy Makeover, quando correttamente pianificato, non sia associato a un rischio maggiore rispetto a quello delle singole procedure eseguite separatamente. I tassi di complicanze risultano infatti sovrapponibili, a condizione che vengano rispettati criteri rigorosi di sicurezza.
È tuttavia fondamentale sottolineare che la selezione delle pazienti è un passaggio cruciale: non tutte sono candidate idonee a un intervento combinato. Solo in presenza di adeguate condizioni generali di salute, di un corretto inquadramento clinico e di una pianificazione chirurgica accurata, è possibile eseguire più procedure in un unico tempo operatorio in modo sicuro.
Quando questi presupposti sono soddisfatti, l’approccio combinato può rappresentare una soluzione efficace e razionale, permettendo di ottenere un risultato completo con un’unica anestesia e un unico percorso di recupero, senza incrementare il profilo di rischio.

Indirizzo

Viale Europa
Rome
00144

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Agostino Bruno Chirurgia Plastica ed Estetica:

Scelte rapide

Condividi