22/09/2026
Capita, a volte, che qualcuno entri in terapia con un foglio tra le mani.
Qualche parola scritta, un pensiero appuntato sul telefono,una pagina nata magari in un momento qualsiasi, tra una seduta e l’altra.
«Ho scritto una cosa… posso leggerla?»
E in quella domanda c’è già molto.
C’è il desiderio di condividere qualcosa che, forse, a voce sarebbe stato più difficile raccontare. Ma c’è anche la fiducia nel portarlo proprio lì, in quello spazio diventato un luogo privilegiato di ascolto di ciò che accade dentro.
E mentre quelle parole prendono voce, a volte ci si accorge che non sono semplicemente pensieri messi su carta ma raccolgono qualcosa che era già in movimento, qualcosa che aveva iniziato a emergere negli incontri precedenti e che ha continuato a lavorare dentro, anche fuori dalla stanza della terapia:
un' emozione che ha trovato un nome, una domanda che è tornata, un pensiero che si è trasformato. Qualcosa che prima sembrava lontano e che, improvvisamente, diventa più vicino.
È così che la scrittura può entrare nel percorso terapeutico: non come un compito, non come qualcosa da fare “bene”, ma come un modo per fermarsi ad ascoltare ciò che dentro di noi sta cercando di prendere forma. E quelle parole, una volta condivise, diventano qualcosa che possiamo guardare insieme.
A volte aprono una porta, a volte fanno nascere una domanda, altre volte semplicemente permettono di restare un po’ più vicini a qualcosa che fino a quel momento era difficile da ascoltare.
Perché la terapia non vive soltanto nel tempo della seduta ma qualcosa può continuare ad accadere anche dopo.
E qualche volta arriva sotto forma di una pagina scritta, di poche righe, di parole che qualcuno ha scelto di portare con sé.
E allora quella pagina diventa parte del cammino, un altro modo, delicato e prezioso, di ascoltarsi.
Forse è proprio questo il valore di quelle parole: non raccontano soltanto ciò che stiamo vivendo, ma ci permettono di accorgerci di ciò che, dentro di noi, sta lentamente cambiando. E a volte, riconoscerlo insieme è già parte del percorso.