12/09/2026
Puoi aver lavorato tanto su di te.
Poi torni a casa, basta una frase… e per un attimo hai di nuovo 15 anni.
Hai imparato a mettere confini.
A riconoscere quello che senti.
A dire qualche “no” in più.
A non doverti sempre spiegare, giustificare o adattare.
Eppure, in alcuni contesti familiari, può bastare poco perché qualcosa si riattivi.
Uno sguardo.
Una battuta che conosci fin troppo bene.
Una critica.
Quel modo di parlarti che ti riporta immediatamente in un posto antico.
E ti ritrovi a reagire proprio come avevi promesso a te stessa di non fare più.
Ma questo non significa che tutto il lavoro fatto su di te sia crollato.
Le relazioni familiari sono il luogo in cui abbiamo imparato alcuni dei nostri primi modi di stare con gli altri: cercare approvazione, difenderci, tacere, compiacere, arrabbiarci, sentirci in colpa.
E quando torniamo dentro quelle relazioni, può capitare di ritrovare anche quelle vecchie parti di noi.
La consapevolezza non significa non essere più toccati.
Significa poterci accorgere, magari un po’ prima di ieri, di ciò che sta succedendo dentro di noi.
Riconoscere cosa ci ha ferito.
Dare un nome a ciò di cui avremmo bisogno.
E, poco alla volta, scoprire che possiamo scegliere una risposta diversa.
Quindi no: una cena con la tua famiglia non ha cancellato mesi di terapia. 🌿
Forse ti ha semplicemente mostrato un altro pezzo su cui continuare a lavorare.
Dott.ssa Cristina De Nardo