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Dott.ssa Cristina De Nardo - Psicologa Offro servizi di consulenza psicologica e psicoterapia a Roma per la persona, la coppia e la famiglia.

Puoi aver lavorato tanto su di te.Poi torni a casa, basta una frase… e per un attimo hai di nuovo 15 anni.Hai imparato a...
12/09/2026

Puoi aver lavorato tanto su di te.
Poi torni a casa, basta una frase… e per un attimo hai di nuovo 15 anni.

Hai imparato a mettere confini.
A riconoscere quello che senti.
A dire qualche “no” in più.
A non doverti sempre spiegare, giustificare o adattare.

Eppure, in alcuni contesti familiari, può bastare poco perché qualcosa si riattivi.

Uno sguardo.
Una battuta che conosci fin troppo bene.
Una critica.
Quel modo di parlarti che ti riporta immediatamente in un posto antico.

E ti ritrovi a reagire proprio come avevi promesso a te stessa di non fare più.

Ma questo non significa che tutto il lavoro fatto su di te sia crollato.

Le relazioni familiari sono il luogo in cui abbiamo imparato alcuni dei nostri primi modi di stare con gli altri: cercare approvazione, difenderci, tacere, compiacere, arrabbiarci, sentirci in colpa.

E quando torniamo dentro quelle relazioni, può capitare di ritrovare anche quelle vecchie parti di noi.

La consapevolezza non significa non essere più toccati.

Significa poterci accorgere, magari un po’ prima di ieri, di ciò che sta succedendo dentro di noi.
Riconoscere cosa ci ha ferito.
Dare un nome a ciò di cui avremmo bisogno.
E, poco alla volta, scoprire che possiamo scegliere una risposta diversa.

Quindi no: una cena con la tua famiglia non ha cancellato mesi di terapia. 🌿

Forse ti ha semplicemente mostrato un altro pezzo su cui continuare a lavorare.

Dott.ssa Cristina De Nardo

10/09/2026

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, l’UNICEF richiama l’attenzione su un dato che riguarda da vicino il benessere mentale delle nuove generazioni: ogni 9 minuti, nel mondo, un adolescente di età compresa tra i 15 e i 19 anni muore per suicidio.

“I dati sui suicidi e sui tentativi di suicidio tra i giovani sono ogni anno più preoccupanti e ci dicono quanto sia urgente riuscire a intercettare il loro disagio prima che diventi emergenza. Investire sulla prevenzione è diventata una necessità stringente. Di fronte alla sofferenza di un adolescente non possiamo aspettare che sia lui a trovare da solo le parole o la forza per chiedere aiuto: dobbiamo costruire intorno ai giovani una rete capace di riconoscere i segnali di disagio, ascoltarli e accompagnarli”, afferma Maria Antonietta Gulino, presidente del CNOP.

“Prevenire il suicidio - prosegue Gulino - significa imparare a riconoscere la sofferenza quando ancora cerca parole. Troppo spesso il disagio resta nascosto, per vergogna, paura di essere giudicati, perché non si sa a chi chiedere aiuto o perché non si trova un aiuto accessibile. Per questo la prevenzione deve essere presente nei luoghi in cui i ragazzi vivono e crescono, a partire dalla famiglia e dalla scuola, ma anche negli ambienti sportivi, nei servizi e nelle comunità”.

“Parlare può aprire una possibilità, ascoltare può fare la differenza, purché dietro quell’ascolto esista una rete competente e accessibile. Nessun giovane che manifesta una sofferenza o chiede aiuto deve trovarsi solo: è una responsabilità alla quale come istituzioni e come comunità dobbiamo essere in grado di rispondere”, conclude la presidente del Cnop.

Per approfondire👇
https://onehealthfocus.it/suicidio-i-numeri-di-una-tragedia-globale-ogni-9-minuti-un-adolescente-si-toglie-la-vita-gulino-cnop-la-prevenzione-deve-abitare-i-luoghi-della-vita-quotidiana/

Ogni persona porta con sé un mondo. 🌿A volte ordinato, altre volte confuso.Fatto di pensieri che si rincorrono, emozioni...
05/09/2026

Ogni persona porta con sé un mondo. 🌿

A volte ordinato, altre volte confuso.
Fatto di pensieri che si rincorrono, emozioni difficili da nominare, ricordi, paure, desideri, contraddizioni.

Nel mio lavoro ho il privilegio di avvicinarmi, ogni volta, a un mondo che non conosco.

Non per osservarlo dall’alto.
Non per spiegare all’altro chi è.
Ma per esplorarlo insieme.

A volte serve fare ordine.
Altre volte sostare proprio lì, nel caos, abbastanza a lungo da cominciare a riconoscere qualcosa: un bisogno, un’emozione, un modo di stare nelle relazioni, una parte di sé rimasta a lungo senza voce.

Forse è anche questo, per me, fare terapia:
salire insieme quella scala, affacciarsi con curiosità su ciò che accade dentro e provare, poco alla volta, a dargli forma e significato.

Ed è una delle cose che continuo ad amare di più del mio lavoro:
non esistono due mondi uguali.
E ogni incontro chiede di ricominciare, ogni volta, dall’unicità della persona che ho davanti. ✨



Dott.ssa Cristina De Nardo

19/08/2026

Il fa bene anche quando semplicemente lo ascoltiamo.

🌊 Il ritmo delle onde invita a
🌬️ Il può diventare più lento e profondo
👂 Ascoltare l’acqua riporta l’attenzione al
🌅 Guardare l’orizzonte offre una pausa dalla continua stimolazione
🫶 Corpo e mente possono concedersi uno spazio di quiete

Per qualche secondo, prova a non fare nulla.

Respira.
Ascolta.
Senti.

📖 Una città intera che legge in silenzio.Ieri sera ho partecipato a "La Tempesta Silenziosa".La Tempesta Silenziosa non ...
18/06/2026

📖 Una città intera che legge in silenzio.

Ieri sera ho partecipato a "La Tempesta Silenziosa".

La Tempesta Silenziosa non è stata solo una lettura. È stata un'esperienza di presenza condivisa.

Migliaia di persone riunite sotto il cielo di Roma, con lo stesso libro tra le mani, immerse nella lettura e nel silenzio.

Mentre leggevo Le notti bianche di Dostoevskij, mi sono ritrovata a pensare a quanto siamo poco abituati a sostare nelle esperienze. A quanto sia raro oggi concedersi uno spazio senza dover produrre, dimostrare, dare immediatamente un significato o trovare una spiegazione.

Anche nel lavoro terapeutico incontro spesso questa difficoltà: il desiderio di capire subito, di trovare una risposta immediata a ciò che sentiamo.

Eppure alcune esperienze chiedono altro.

Chiedono presenza.

Chiedono tempo.

Chiedono ascolto.

Chiedono di essere attraversate prima ancora di essere comprese.

A volte è importante fermarsi e concedersi il tempo, stare a contatto con ciò che ci emoziona, senza fretta di comprenderlo o cambiarlo.
Lasciare che l'esperienza trovi il suo posto dentro di noi.

Forse è proprio nel silenzio che alcune parti di noi trovano finalmente lo spazio per emergere.

✨

Ieri sera Roma è stata attraversata da una tempesta silenziosa.

E forse, per qualche ora, ci siamo ricordati che rallentare è ancora possibile.

11/06/2026

📱 "È come un'app in background, pure se non la usi."

Con questa scena, descrive qualcosa che molte persone sperimentano dopo la fine di una relazione significativa.

Non si tratta solo della mancanza dell'altro.

A volte continuiamo a tenere aperta una parte della relazione dentro di noi: nelle cose che vorremmo raccontare, nei pensieri che tornano all'improvviso, nell'idea che forse qualcosa potrebbe ancora cambiare.

🌱 È come se una parte di noi rimanesse in attesa.

Accettare che una relazione sia finita non significa dimenticare ciò che è stato importante o cancellare il dolore.

Significa, forse, smettere di vivere in quella sala d'attesa emotiva e permettere a quell'esperienza di trovare un posto nella propria storia.

Forse la domanda non è: "Perché non riesco a dimenticare?"
Forse può diventare: "Che posto occupa oggi questa relazione nella mia vita?"

Alcuni legami non smettono di esistere.

Si trasformano.

💭 Ti è mai capitato di sentire una relazione come un'app rimasta aperta in background?


Ci sono momenti in cui l’attesa diventa tensione.Il corpo si irrigidisce, il respiro si accorcia.Allora mi fermo un mome...
11/03/2026

Ci sono momenti in cui l’attesa diventa tensione.
Il corpo si irrigidisce, il respiro si accorcia.
Allora mi fermo un momento.

Mentre aspetto,
𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼.

🌱 Un nuovo anno, nuovi passi (anche piccoli)Il nuovo anno, in fondo,non chiede di diventare qualcun altro.Chiede di esse...
31/12/2025

🌱 Un nuovo anno, nuovi passi (anche piccoli)

Il nuovo anno, in fondo,
non chiede di diventare qualcun altro.
Chiede di esserci.

Esserci nel corpo,
nelle emozioni che emergono,
nei bisogni che bussano,
nei confini che prendono forma.

Che questo sia un anno di ascolto profondo,
di contatto autentico con ciò che sei oggi,
senza forzature, senza correzioni.

Perché il cambiamento,
quando nasce dalla consapevolezza,
accade un passo alla volta.

✨ Buon anno ✨
Che sia un anno di presenza, responsabilità e gentilezza verso di te.


22/08/2025

AMARE UN GENITORE CHE NON SA AMARE
Lo amavi perché è tua madre (o tuo padre): non avevi scelta.
L'amore per un genitore non si decide, si vive, è biologico, istintivo, inevitabile.
Anche quando loro non sanno ricambiarlo, anche quando il loro amore era vuoto, ma tu eri un bambino e i bambini amano i loro genitori, sempre, anche quando sono mostri.

Anche quando i loro genitori non sanno amare.

Da bambino non puoi permetterti di non amarli: dipendi da loro per sopravvivere.
Il tuo cervello deve convincersi che quell'amore freddo sia normale, che quelle briciole siano un banchetto.

Non hai alternative.
O li ami o muori dentro.
E così scegli di amarli ogni singolo giorno.

Il paradosso più crudele: più loro sono incapaci di amarti, più tu ti sforzi di meritare il loro amore.

Diventi perfetto/a, invisibile, silenzioso/a.

Se solo fossi più bravo/a (pensi) forse mi amerebbero!

Ma non puoi insegnare l'amore a chi non ha mai imparato cosa significhi.

E così cresci diviso in due: una parte di te (il Bambino/a che sei stato) ama disperatamente; l'altra parte sa la verità... che il loro amore è come una stanza vuota.
Ma, ammettere che loro non ti amino davvero, significa ammettere di essere solo/o al mondo.

E' troppo.
Troppo.

Così da adulto impari a vivere nel paradosso: ad amare chi ti ferisce, a cercare calore nel ghiaccio, a vedere amore dove c'è solo dovere, o peggio, indifferenza.
Impari che amare significa soffrire in silenzio; che essere amati è un lusso che non ti puoi permettere.

Ma il tuo corpo ricorda: quando qualcuno ti tratta con freddezza ti senti a casa, quando qualcuno è emotivamente assente, lo riconosci come amore.

E' il paradosso che ti porti dentro: cerchi negli altri lo stesso vuoto che ti ha cresciuto/a, perché è l'unico amore che il tuo sistema conosce.

C'è una responsabilità dolorosa da riconoscere: scegli chi conferma la tua storia; i partner emotivamente assenti non capitano per caso, li riconosci, li selezioni, li tieni perché l'intimità vera terrorizza chi non l'ha mai conosciuta.

Meglio il vuoto familiare che il pieno sconosciuto.

Riconosci l'amore disfunzionale come un segugio, lo fiuti nell'aria, lo vedi in come non ti guardano, in come ti sfamano a briciole, non per masochismo, ma perché il tuo sistema sa navigare il rifiuto, non la presenza: è una competenza traumatica.

Web

L’Almanacco di BabaJaga 🧙🏻‍♀️

🌊 *Il mare è un farmaco che cura* 🌊Il mare non è solo relax: la ricerca scientifica conferma che trascorrere tempo vicin...
11/08/2025

🌊 *Il mare è un farmaco che cura* 🌊

Il mare non è solo relax: la ricerca scientifica conferma che trascorrere tempo vicino al mare apporta benefici psicologici e fisici. Grazie a Iodio, salsedine e aria marina, può aiutare ad alleviare almeno 16 disturbi, dalle malattie respiratorie alla depressione.

🌬️ L'aria salmastra agisce come aerosol naturale e migliora la respirazione.

💧 Il sale drena i liquidi, contrastando la ritenzione idrica.

🔥 Stimola il metabolismo e aiuta a bruciare più calorie.

💓 Favorisce la circolazione e protegge cuore e vasi sanguigni.

🏊🏻‍♀️ Nuotare in mare rafforza muscoli e articolazioni.

🌞 L'esposizione al sole stimola la vitamina D e rinforza il sistema immunitario.

🧖🏻‍♀️ La pelle beneficia dei sali marini, utile contro acne, psoriasi e dermatiti.

🚽 Il mare aiuta intestino e reni a depurarsi.

🧠 Lo iodio supporta la salute della tiroide.

🦴 Sole e mare rinforzano le ossa grazie alla vitamina D.

💇🏻‍♀️ Riduce sebo e forfora sui capelli.

🩺 Può abbassare la pressione arteriosa.

🧘🏻‍♀️ I colori e l'ambiente marino calmano la mente.

😴 Il suono delle onde migliora il sonno e l'umore.

La prossima volta che vai al mare, ricordati che stai regalando benessere a te stesso. 💙

📌 Prenditi il tuo tempo. Respira. Ascolta.

Indirizzo

Via Manlio Capitolino, 5/, Via Gabriello Chiabrera, 66
Rome

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